Vetralla: cosa vedere, Villa Comunale

Cosa vedere a Vetralla, itinerario comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui Palazzo Franciosoni, Palazzo Comunale, Chiesa di San Francesco, Chiesa Santa Maria di Forcassi e Grotta Porcina.

Palazzo Comunale - Vetralla

Turismo Vetralla

Situata lungo la via Cassia a ovest del lago Vico e alle pendici dei Monti Cimini, digradanti verso la costa, Vetralla fu insediamento prima villanoviano poi etrusco, con scarsa importanza durante il dominio romano e sottoposta, durante il medioevo, alle numerose famiglie che l’avevano avuta in feudo.

Tra le cose da vedere rientra Palazzo Franciosoni, eretto tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo secondo i principi della scuola vignolesca.

All’interno si trovano interessanti affreschi, probabile opera dei fratelli Zuccari, mentre il giardino della corte interna è dotato di una balaustra e di una fontanella di pietra collocata sulla parete posta sotto il piccolo balcone.

La settecentesca Villa comunale è un edificio notevole, dove si nota subito la sua caratteristica principale, ovvero quella di avere un campanile a vela e un orologio centrale.

Nella sala del consiglio è presente un busto raffigurante il cardinale Eric Stuart, duca di York e protettore della città di Vetralla, mentre sulla scalinata, oltre agli stemmi romani si possono vedere anche quelli relativi al re d’Inghilterra Enrico Ottavo e all’arcicardinale di York, Christopher Bainbridge.

La Chiesa di San Francesco, ricostruita nell’undicesimo secolo in stile romanico, è dotata di un notevole portale d’ingresso decorato, nell’interno a tre navate con tre absidi si possono ammmirare affreschi quattrocenteschi e seicenteschi, oltre al monumento funebre di Briobis, realizzato da Pablo Romano.

Grotta Porcina, che è un’area archeologica scoperta nel 1965 lungo il percorso della Via Clodia, deve il suo nome al particolare utilizzo che veniva fatto un tempo delle antiche tombe etrusche presenti, usate come stalle per maiali.

E’ composta da un tumulo di 28 metri di diametro con tre camere in asse, di cui la prima camera è caratterizzata da un soffitto a rilievo con cassettoni regolari, mentre la seconda è dotata di un portale d’ingresso decorato con rilievo di colore rosso.

La piccola Chiesa di Santa Maria di Forcassi, costituiva in epoca medievale una tappa per i pellegrini che erano in cammino lungo la Via Francigena.

Con origini risalenti al decimo secolo, questo edificio presenta un interno a navata unica con tre absidi, dove si possono notare alcuni resti di affreschi, tra cui una Madonna in trono con bambino e una Crocifissione, oltre ad altre opere risalenti a epoca compresa tra il quattordicesimo e il diciassettesimo secolo.

All’esterno è possibile ammirare il notevole rosone sulla facciata, che rappresenta un Nodo di Salomone incastonato nell’apertura circolare, come segno simbolico dell’unione profonda dell’uomo con Dio.

Alcuni studiosi ritengono che Santa Maria di Forcassi sia appartenuta in passato ai Cavalieri Templari e che facesse parte di un itinerario che comprendeva tutte le chiese templari sparse nel territorio intorno a Viterbo.