Storia dell’Africa in breve: riassunto storico del continente africano

I più antichi resti fossili umani sono stati ritrovati nella storia dell’Africa, continente ritenuto da molti come il centro di diffusione dell’umanità sulla terra.

Capo di Buona Speranza - Africa

Riassunto storia Africa

Anche i più antichi manufatti attribuibili agli antenati dell’uomo sono stati ritrovati in Africa a Olduvai, in Tanzania, e il Sahara, allora fertile, era sede di fiorenti civiltà preistoriche.

Mentre la desertificazione del Sahara isolava l’Africa centro-meridionale dall’Africa settentrionale e mediterranea, in questa si sviluppava la civiltà egizia e si accentuavano i rapporti con il Medio Oriente, fondazione delle colonie fenice nel primo millennio a.C., e con l’Europa, colonizzazione greca a partire dal VII secolo a.C..

La conquista araba, avvenuta tra il 640 e il 708 d.C., portò all’islamizzazione dell’Africa settentrionale e alla formazione di forti stati arabo-berberi, tra cui Marocco, Algeria, Tunisia, Cirenaica, Tripolitania e Egitto.

Il cristianesimo, di confessione copta, sopravvisse in Etiopia e in ristrette aree dell’Egitto.

Tra il X e il XIX secolo, nell’Africa subsahariana, a contatto con le infiltrazioni arabe, i popoli del gruppo sudanese diedero vita nelle regioni occidentali a importanti formazioni statali fondate sui commerci carovanieri, tra cui impero del Ghana, impero Mandingo del Mali, regni del Songhai, del Kanem Bornu, degli Haussa e dei Fulbe.

In area bantu emersero i regni del Manikongo, sul fiume Congo, e del Monomotapa, oggi Zimbabwe, e nel XIX secolo quello degli Zulu.

Sulle coste orientali si fece sentire l’influenza araba, persiana e indonesiana.

A partire dal XV secolo portoghesi e spagnoli iniziarono la penetrazione europea, inizialmente limitata a scali ed empori commerciali sulle coste lungo la rotta per le Indie e poi impegnata nella tratta degli schiavi.

Nel XVII secolo i Boeri, coloni olandesi, si stabilirono nella regione del Capo di Buona Speranza.

L’attività esplorativa, costantemente seguita da un’opera di colonizzazione e di sfruttamento delle materie prime, si intensificò nel XIX secolo e, nel 1885, la conferenza di Berlino sancì la spartizione dell’Africa intera tra le grandi potenze europee ovvero Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio e Italia.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale ebbe inizio nelle colonie e nei protettorati africani un movimento per l’emancipazione e la piena indipendenza, che in 20-30 anni portò alla completa decolonizzazione del continente, anche se in alcuni casi pagando il prezzo di guerre lunghe e sanguinose, come quelle di Algeria, Mozambico e Angola.

Il problema drammatico della dipendenza dai paesi avanzati eraditata dal colonialismo e di una permanente arretratezza economica, a cui spesso si sovrappongono conflitti etnici e fragilità delle strutture statali, fa dell’Africa contemporanea un continente di profonda instabilità e conflittualità politica.

A queste cercano di porre rimedio le organizzazioni economiche e politiche tra i vari stati, di cui la più importante è l’Organizzazione dell’Unità Africana, in breve OUA, che nel 1991 raggruppava 50 paesi.