frasi sant'ambrogio

Frasi di Sant’Ambrogio: citazioni, aforismi

Citazioni famose, frasi belle e aforismi celebri secondo il pensiero di sant’Ambrogio di Treviri o più frequentemente di Milano, discorsi e riflessioni sulla vita.

Citazioni Sant’Ambrogio

– Tutto ciò che nasce dal suolo ha una sua speciale ragione d’essere e ciascuna cosa, per quanto sta in lei, concorre al piano generale della Creazione.

– Vi sono cose che nascono per essere mangiate, e ve ne sono altre che nascono per altro uso. Non v’è germe che sia superfluo, non ve n’è uno che sia ozioso sulla terra.

– Ciò che stimi inutile a te è utile ad altri, e spesso anche a te stesso, sotto altro aspetto.

– Ciò che non serve al cibo, serve alla medicina e quel che nuoce al cibo tuo giova spesso a quello delle fiere e degli uccelli.

– La terra è di tutti, non solo dei ricchi.

– Sono sempre più numerosi coloro che accumulano di coloro che lasciano; ogni giorno i ricchi opprimono, con prepotenza, i poveri.

– Finché sei libero dai vincoli, tieniti lontano del giogo e dal peso della servitù.

– Sei ricco? Non addossarti mutui. Sei povero? Non addossarti mutui.

– La rondine sa quando arrivare, quando partire; quel tenero uccello sa anche annunciare con il proprio arrivo i primi inizi della primavera.

– Sei ricco? Non ti preme nessuna necessità di chiedere.

– Dove c’è la fede, c’è la libertà.

– Sei povero? Esamina la difficoltà di restituire.

– L’opulenza viene diminuita dalle usure; la povertà non è alleviata dalle usure.

Aforismi Sant’Ambrogio

– Infatti non si corregge mai il male con il male, né la ferita si cura con la ferita, anzi s’incancrenisce nell’ulcera.

– La dolcezza ha il compito di lenire la giustizia. Con quale animo, infatti, si potrebbe sottoporre alle tue cure chi hai in antipatia ed è convinto che sarà non già oggetto di pietà, bensì di disprezzo da parte del suo medico?


– Chi infatti, si propone di correggere i difetti della fragilità umana deve sorreggere e, in qualche modo, soppesare sulle sue spalle la debolezza stessa, non già disfarsene.

– Non sono da annoverare tra i discepoli di Cristo coloro i quali pensano che la durezza sia da preferire alla dolcezza, la superbia all’umiltà e che, mentre invocano per sé la divina pietà, la negano agli altri.

– Se il fine supremo delle virtù è il progresso delle masse, la mitezza, indubbiamente, è la virtù che eccelle su tutte. Essa non suscita il risentimento delle persone che giudica colpevoli, anzi, dopo averle condannate, le mette in condizione di farsi perdonare.

– Chi è caro a Dio non è spietato, ma mite.

– Che cos’è dunque il salmo se non lo strumento musicale delle virtù, suonando il quale con il plettro dello Spirito Santo, il venerando profeta fa echeggiare in terra la dolcezza del suono celeste?

– Cristo è apparso nella carne: è lui nostra vita in tutto. La sua divinità è vita, la sua eternità è vita, la sua carne è vita, la sua passione è vita. La sua morte è vita, la sua ferita è vita, il suo sangue è vita, la sua sepoltura è vita, la sua resurrezione è vita di tutti.

– E’ Lui il chicco che si è dissolto, è morto nel suo corpo per noi, per produrre in noi una messe abbondante.

– Nessun compito è più urgente di quello di restituire i ringraziamenti.

– E così la sua morte è messe di vita. Quello dunque che è stato fatto in lui è vita. Carne è stata fatta in lui: è vita. Morte è stata fatta in lui: è vita. Remissione dei peccati è stata fatta in lui: è vita. Ferita è stata fatta in lui: è vita. Scherno è stato fatto in lui: è vita. Spartizione è stata fatta in lui: è vita. Sepoltura è stata fatta in lui: è vita. Risurrezione è stata fatta in lui: è vita. Guarda quante cose sono state fatte in lui! Da esse è stato prodotto il capovolgimento della nostra esistenza, che era rovinata e che ci è stata restituita.

– Chi promette a Dio e mantiene quello che gli ha promesso, lo loda.

– La terra è stata creata come bene comune per tutti, ricchi e poveri.

Frasi Sant’Ambrogio

– Che cosa di più dolce di un salmo?


– Anche l’uomo, specificamente quello interiore, è stato fatto in lui, è stato crocifisso in lui, è stato rinnovato in lui, è stato sepolto in lui, sepolto insieme con lui, risuscitato con lui.

– La preghiera troppo prolissa spesso diventa meccanica e d’altra parte l’eccessivo distanziamento porta alla negligenza.

– Quello che concedi al povero non è un bene di tua proprietà, ma è un bene che gli restituisci, perché è un bene comune dato per l’uso di tutti, di cui a torto stai godendo da solo.

– Se i singoli pregano soltanto per se stessi, la grazia è solo in proporzione della preghiera di ognuno, secondo la sua maggiore o minore dignità. Se invece i singoli pregano per tutti, tutti pregano per i singoli e il vantaggio è maggiore.

– Chi cerca Cristo cerchi di vederlo non con gli occhi dell’uomo esteriore, ma con lo sguardo interiore. L’eterno non si scorge in parvenze corporee, giacché le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne.

– Prima si deve morire al peccato e solamente dopo si può stabilire in questo corpo la varietà delle diverse opere di virtù con le quali rendere al Signore l’omaggio della nostra devozione.

– Adamo è stato condotto al peccato da Eva, non Eva da Adamo. È giusto, quindi, che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare.

– Quando domandi perdono per te, allora è proprio quello il momento di ricordarti che devi concederlo agli altri.

– Se vuoi anche tu possedere Cristo, cercalo incessantemente e non temere la sofferenza.

– Voi pensate: i tempi sono cattivi, i tempi sono pesanti, i tempi sono difficili. Vivete bene e muterete i tempi.

– Ferire il nemico, è la vittoria; il criminale, è la giustizia; l’innocente, l’omicidio.

– Beato colui alla cui porta bussa Cristo. La nostra porta è la fede, la quale – se è forte – rafforza tutta la casa. È questa la porta per la quale entra Cristo.


– Quando sei a Roma, vivi come i romani; quando sei in un altro luogo, vivi come si vive in quel luogo.