Resia: cosa vedere, Museo dell’Arrotino, escursioni

Cosa vedere a Resia, itinerario comprendente le principali escursioni da fare nella valle e i luoghi di interesse, tra cui Chiesa di Santa Maria Assunta e il Museo dell’arrotino.

Val Resia: paesaggio

Turismo Resia

Situata nella provincia di Udine in Friuli Venezia Giulia, Resia si trova nella valle dell’omonimo fiume, posta a un’altitudine di 492 metri.

La Val Resia, che si trova nella parte nord-orientale della regione, è una valle alpina sviluppata verso ovest-est, per una ventina di chilometri circa.

La valle è chiusa a est da un massiccio montuoso, la cui vetta maggiore è rappresentata dal Monte Canin che, con i suoi 2587 metri, marca il confine fra Italia e Slovenia.

Le origini di Resia risalgono al settimo secolo, quando la popolazione slava dei resiani si stabilì in questa zona.

Resia rappresenta il luogo ideale per fare escursioni naturalistiche, grazie al paesaggio di eccezionale bellezza che la circonda, caratterizzato da vallate e vette alpine.

Partendo da Resia, seguendo il sentiero che passa dalla malga Coat, è possibile arrivare al bivacco Franco Costantini e, proseguendo, in prossimità del torrione Mulaz, della Baba grande e della Babà piccola, si trova il punto da cui inizia la salita al monte Canin.

Da segnalare agli appassionati delle arrampicate, che il torrione Mulaz presenta un attrezzatura di questo genere.

Nella zona settentrionale di Resia, vicino al confine con la Slovenia, si trovano inoltre alcuni resti di strutture militari risalenti alla Grande guerra.

Tra i monumenti e i luoghi d’interesse rientra la Chiesa di Santa Maria Assunta a Prato di Resia, risalente agli inizi del diciottesimo secolo.

Il campanile è formato da una prima parte trecentesca, che arriva fino alla prima bifora, e una parte finale, risalente all’epoca in cui venne ingrandita la chiesa.

All’interno della chiesa è presente un altare marmoreo del 1764, opera di Pietro Balbi, scultore di Portogruaro, oltre a una statua in legno della Madonna col Bambino, opera del 1535 realizzata da Giacomo Martini.

Molto interessante anche il museo dell’arrotino, dove ammirare una serie di oggetti e utensili caratteristici di questo mestiere.

Altra meta molto interessante è quella delle antiche Fornaci, strutture che venivano usate per la lavorazione delle pietre calcaree di estrazione fluviale.