Pavia: cosa vedere, Certosa, Castello Visconteo

Cosa vedere a Pavia, itinerario di un giorno comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui Basilica San Pietro in Ciel d’Oro, Castello Visconteo, Duomo, Ponte Coperto e Certosa.

Ponte coperto - Pavia

Turismo Pavia

Capoluogo della Lombardia e sede di numerose attività commerciali, industriali e agricole, oltre che di un’importante università, Pavia conserva nel suo centro storico un nutrito patrimonio di monumenti di epoca medievale.

Con il nome di Ticinum, fu un insediamento romano di notevole importanza, in seguito si sviluppò parecchio nel corso del medioevo.

Divenne capitale del regno longobardo assumendo il nome di Papia e sede del governo italico fino all’undicesimo secolo.

Dopo le sopravvenute lotte interne fu sottoposta al dominio dei Visconti che la resero un centro culturale e artistico con l’istituzione dell’università e della Certosa.

Fino al 1713 dovette subire il dominio spagnolo, dopo divenne parte del regno lombardo-veneto, prima di essere annessa al regno d’Italia nel 1859.

La basilica San Pietro in Ciel d’Oro, di fondazione longobarda e ricostruita nel dodicesimo secolo in stile romanico, si trova nell’omonima piazza.

Nella facciata a forma di capanna, eseguita in laterizio, si apre un portale sapientemente decorato, mentre l’interno è a tre navate con asbidi e divise da colonne.

Sopra l’altare maggiore è posta l’arca marmorea di Sant’Agostino, dove sono conservate le reliquie del Santo, opera eseguita nel quattordicesimo secolo da maestranze lombarde.

Sotto la zona presbiteriale è situata la cripta, rielaborata durante i restauri ottocenteschi, soprattutto per quanto riguarda il colonnato e le volte.

Nella zona posteriore dell’altare si trova il sarcofago, in stile ravennate ma eseguito nel 1920, dove sono custodite le ossa del filosofo Severino Boezio.

Nella piazza Castello si trova il Castello Visconteo, la cui costruzione fu iniziata da Galeazzo II Visconti nel 1360 e portata a termine da suo figlio.

L’impianto di forma quadrata presenta un aspetto molto solido, con fronti ammorbiditi da un doppio ordine di bifore che sono presenti anche nei torrioni posti agli angoli.

La parte settentrionale del castello, insieme alle due torri che ne facevano parte, venne rasa al suolo dalle truppe francesi nel 1527.

Il vasto cortile, circondato da un porticato con loggia a polifore gotiche, comprende belle decorazioni in cotto.

Negli ambienti del castello si trovano i musei civici, tra cui il museo del risorgimento, il museo archeologico e il museo delle sculture.

Otre è questi è presente anche una pinacoteca.

Lungo il corso Strada Nuova si affacciano il teatro Fraschini, costruito nel 1771 da Antonio Bibbiena, e il palazzo dell’Università, che ospita uno dei più antichi atenei italiani.

L’attuale complesso universitario è costituito da un nucleo di origine trecentesca, in passato sede dell’ospedale San Matteo.

Dietro il palazzo dell’Università, nella piazza Leonardo da Vinci, sono collocate tre torri imponenti di origine medievale.

La chiesa gotica di Santa Maria del Carmine è dotata di una facciata monumentale comprensiva di due statue.

In corso Cavour è situato il palazzo Carminali-Bottigella, una piacevole costruzione del Bramante risalente alla fine del quattrocento.

In piazza della Vittoria si trova il Broletto, edificio del dodicesimo secolo dove in passato era ospitato il Comune.

Nella piazza del Duomo si possono notare i resti della torre civica, crollata nel 1989, oltre alla Cattedrale, che è un enorme edificio rinascimentale la cui costruzione iniziò nel 1488, protraendosi per alcuni secoli.

L’interno del Duomo di Pavia è molto interessante per la sua grandiosa struttura architettonica, comprendente un’enorme cupola.

La chiesa di San Teodoro, in stile tardo romanico e risalente al tredicesimo secolo, presenta un interno a tre navate, dotate di abside, che contiene un dipinto che ritrae una bella veduta di Pavia, opera del 1522 del pittore Lanzani, oltre alla statua trecentesca di San Teodoro, ad affreschi del cinquecento, posti nella zona presbiteriale, e all’interesantissima cripta, disposta su sette navate di piccole dimensioni.

Usciti dalla cattedrale, imboccando il vicino corso Strada Nuova, è possibile raggiungere rapidamente il ponte coperto sul fiume Ticino, che è una ricostruzione moderna dell’originale, andato distrutto durante la seconda guerra mondiale.

Oltrepassato il ponte si arriva nel quartiere di Borgo Ticino dove, nella via dei Mille, sorge la chiesa di Santa Maria in Betlemme, costruzione del dodicesimo secolo avente una facciata tripartita in stile romanico.

Tornando indietro in direzione del centro, si raggiunge la basilica di San Michele posta in via Diacono, che costituisce uno degli edifici maggiormente significativi di Pavia aventi architettura romanica.

Questo edifico di culto possiede una grande facciata a capanna in pietra arenaria, suddivisa in senso verticale da quattro pilastri e rifinita con archetti pensili, la cui forma è ripresa nell’abside e nel tiburio.

Di notevole interesse sono le decorazioni dei tre portali strombati, finemente scolpiti, e della parte inferiore della facciata, dove risaltano delle fasce orizzontali aventi bei rilievi raffiguranti motivi simbolici e fantasiosi.

L’interno a croce latina è diviso in tre navate, con colonne dotate di notevoli capitelli scolpiti e matronei.

Il transetto, che risulta essere molto sporgente, è ricoperto da massicce volte a botte, interrotte al centro dall’alto tiburio di forma ottagonale.

Il collegio Borromeo, che si trova nell’omonima piazza, fu eretto tra il 1564 e il 1685 da Pellegrino Tibaldi, su volere di San Carlo Borromeo.

Molto interessante il cortile, dotato di portico a due ordini.

A 8 km dal centro di trova la celebre Certosa di Pavia, costruita tra il 1396 e il 1452, dove ammmirare gli affreschi del vestibolo e l’ampio cortile, dove si affacciano la foresteria e la chiesa.

Di notevole interesse è l’elaborata zona absidale, dove elementi romanici si fondono splendidamente con elementi gotici.

Nell’interno a tre navate, ben decorato, si trovano dipinti del Perugino, del Morazzone, del Guercino, di Macrino d’Alba e del Luini.

Nel transetto sono collocate le statue tombali di Beatrice d’Este e Ludovico il Moro, mentre nel prebiterio sono di notevole interesse gli stalli del coro.

Passando attraverso una porta scolpita, posta nel transetto destro, si entra nel chiostro piccolo, circondato da portico e avente elaborate decorazioni in terracotta, da dove si ha accesso al refettorio che conserva notevoli affreschi del Bergonone.

Il chiostro piccolo è in comunicazione con il chiostro grande, dal quale si accede alle celle dei monaci.