Grodno: cosa vedere nell’antica città della Bielorussia

Cosa vedere a Grodno, itinerario comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui i resti del Castello Vecchio, il Castello Nuovo e la Chiesa di Boris e Gleb.

Vecchio castello - Grodno

Turismo Grodno

Chiamata anche Grodno e città tra le più antiche della Bielorussia, Hrodna si trova sul fiume Neman, vicino ai confini con la Lituania e la Polonia.

Fondata nel 1127, nel dodicesimo secolo fece parte del Granducato di Lituania, divenendo la residenza del Granduca.

A partire dal 1569, a seguito della nascita della Confederazione Polacco-Lituana, originata dalla fusione tra il Regno di Polonia e il Granducato di Lituania, la città di Grodno acquistò importanza, trovandosi al confine tra i due Stati.

Stefan Bátory, famoso Re di Polonia e Granduca di Lituania, fece riedificare il castello, dove morì nel 1586.

Tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo si svolsero a Grodno le diete polacche, prima dell’annessione all’Impero Russo.

Nel 1812 venne occupata dall’esercito napoleonico, ma fu liberata nel corso dello stesso anno.

Nel 1915 fu sottoposta all’occupazione dell’esercito tedesco.

Dal 1920 al 1939 fece parte della Polonia, subendo l’occupazione dell’esercito nazista, fino a quando venne riconquistata dall’esercito sovietico.

I cittadini polacchi costituiscono il secondo gruppo etnico più numeroso della città, dopo i bielorussi, nonostante che, negli anni in cui la città appartenne all’Unione Sovietica, molti abitanti polacchi furono espulsi o costretti a fuggire in Polonia.

Dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica, dal 1991 Hrodna fa parte della Bielorussia.

Nel centro storico di Hrodna sono presenti antichi edifici ben conservati e bei parchi.

Dalla piazza Sovietica, lungo via Zamkovaya, strada del castello, si giunge alla zona dove si trovano i due castelli reali.

Il vecchio Castello costituisce la prima costruzione difensiva di Grodno, sorta sulla riva del fiume Neman nell’undicesimo secolo.

La fortificazione originale fu trasformata nei secoli successivi, divenendo nella seconda metà del sedicesimo secolo residenza del re Stefan Batory.

Nel corso della battaglia della guerra del Nord, avvenuta nel diciottesimo secolo, il castello subì gravi danni, per questo nel 1737 ne fu costruito uno nuovo come residenza reale, nelle vicinanze dei resti di quello vecchio.

Fra gli edifici religiosi della città si distinguono:

– la Cattedrale Cattolica di San Francesco Saverio, del diciassettesimo secolo, in stile barocco,

– la Cattedrale Ortodossa di Nostra Signora della Salute, dei primi del novecento,

– la Sinagoga Grande Corale, costruita in stile eclettico dal 1902 al 1905, al posto di una precedente costruzione in legno del sedicesimo secolo.

E’ l’unico edificio di culto ebraico rimasto in città, poiché la comunità ebraica, un tempo numerosissima, si è molto ridotta.

La chiesa di Boris e Gleb, edificata nel 1180 sulla sponda del fiume Neman, di fronte alla collina del castello, nel territorio del primitivo insediamento di Kalozha, rappresenta un prezioso esempio dell’antica architettura tipica di Rutena Nera, regione storica a cui apparteneva anche la città di Grodno.