Gallipoli: cosa vedere, Castello Angioino, Chiesa Purità

Cosa vedere a Gallipoli, itinerario di un giorno comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui Castello Angioino, Cattedrale Sant’Agata, Chiesa della Purità, Fontana Greca, Frantoio Ipogeo e spiaggia Baia Verde.

Castello di Gallipoli

Turismo Gallipoli

Gallipoli è una cittadina pugliese che si protende nel mar Ionio lungo la costa occidentale del Salento.

Un ponte risalente al seicento collega l’isoletta che accoglie il centro storico di Gallipoli con la terraferma, dove si estende la parte più moderna di questa località fondata dai greci con il nome di kalé polis, che significa “bella città”.

L’isola è completamente circondata da una cinta bastionata lunga circa due chilometri, che racchiude al suo interno la città vecchia con i suoi vicoli stretti e sinuosi, ricchi di fascino.

Una strada panoramica, chiamata la riviera, che si sviluppa lungo le mura, permette di passeggiare intorno all’isola.

All’ingresso del borgo antico sorge il Castello Angioino, una fortezza di origine bizantina rimaneggiata e ampliata nel corso dei secoli.

Il maniero, un tempo solida struttura difensiva, oggi è sede di varie manifestazioni culturali.

Nel centro storico, nel punto più alto dell’isola, si trova la seicentesca Cattedrale di Sant’Agata, il monumento più rappresentativo dello stile barocco a Gallipoli.

Il progetto della Basilica è dell’architetto Giovan Bernardino Genuino, la facciata, realizzata in carparo, è impreziosita da numerose statue, mentre l’interno è a croce latina e suddiviso in tre navate, in stile rinascimentale ma con volte tipiche del barocco leccese.

Al suo interno la Cattedrale custodisce preziosi dipinti del diciassettesimo e diciottesimo secolo.

La chiesa della Purità, risalente al seicento e posta di fronte alla spiaggia del Seno della Purità, fu costruita per volere della confraternita dei Bastasi, che erano scaricatori di porto.

La facciata esterna, abbastanza semplice, è caratterizzata dal cornicione fatto di tufo a vista e dalla maiolica raffigurante la Vergine col Bambino, con San Giuseppe e San Francesco D’Assisi ai lati.

L’interno a navata unica costituisce uno scrigno di opere d’arte, un vero trionfo dell’arte barocca.

Nel piccolo Museo Civico Barba, situato in un palazzo ottocentesco dell’antico abitato, si trovano sezioni riguardanti vari generi, fra cui collezioni di armi, abiti d’epoca, archeologia, dipinti e ceramiche, numismatica, ornitologia, anatomia patologica, minerali e altro.

Uscendo dal centro storico, nelle vicinanze del ponte, su corso Roma è possibile ammirare la Fontana Greca, realizzata in pietra leccese e arricchita da notevoli bassorilievi, che rappresentano le tre metamorfosi Dirce, Salmace e Biblide.

I bassorilievi sono di età classica, mentre la cornice che li racchiude risale al periodo barocco.

Gallipoli ha avuto un passato illustre, soprattutto dal sedicesimo al diciottesimo secolo, quando nel suo porto veniva imbarcato un tipo di olio chiamato lampante, destinato ad accendere le lampade delle principali capitale europee.

Questo particolare olio grasso veniva prodotto in frantoi sotterranei, scavati nella pietra calcarea sotto alcuni palazzi nobiliari della città.

Fra gli oltre trenta frantoi censiti, il Frantoio ipogeo Oleario di Palazzo Granafei, situato vicino al Duomo, è visitabile.

A sud di Gallipoli si estende un litorale sabbioso molto bello chiamato Baia Verde, bagnato da un mare cristallino con acqua bassa per diversi metri dalla riva.