Cesena: cosa vedere nell’antico municipio sulla Via Emilia

Cosa vedere a Cesena, itinerario comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui Duomo, Palazzo Comunale, Rocca Malatestiana, Biblioteca Malatestiana e Museo archeologico.

Rocca Malatestiana - Cesena

Turismo Cesena

Città dalle origini molto antiche, che risalgono probabilmente al tempo degli etruschi, Cesena fu municipio romano sulla via Emilia, in seguito fece parte dell’esarcato di Ravenna, prima di raggiungere, dopo alterne vicende, un periodo di grande benessere sotto i Malatesta a partire dal 1429 e fino al passaggio sotto lo Stato Pontificio nel 1466.

I lavori per la costruzione della cattedrale, iniziati alla fine del quattrodicesimo secolo su commissione di Andrea Malatesta, terminarono alla fine del secolo successivo.

Sulla facciata del Duomo, in una nicchia, è collocata una scultura quattrocentesca, opera di Gottardo di Gaspare e raffigurante la Madonna col Bambino.

All’interno dell’edificio sono conservati il notevole altare cinquecentesco, un magnifico polittico in marmo, avente per soggetto i Santi Eustachio, Cristoforo e Leonardo, opera del Bregno eseguita nel 1514, e la Cappella della Madonna del Popolo, risalente al periodo barocco e affrescata dal Giaquinto.

Il Palazzo Comunale del 1300 si trova nei pressi di una magnifica fontana, realizzata alla fine del sedicesimo secolo e situata in via Novello Malatesta.

La Rocca Malatestiana, collocata sul Colle Garampo, venne eretta per desiderio di Galeotto Malatesta nel quattordicesimo secolo sopra una precedente fortezza, successivamente fu ingrandita con l’aggiunta di un torrione dalla forma semicilindrica, disegnato da Matteo Nuti nel 1466, una cortina e una terrazza.

La Biblioteca Malatestiana, ospitata nel Palazzo delle Scuole, venne costruita nella seconda metà del quindicesimo secolo per volere di Novello Malatesta e su disegno di Matteo Nuti, nel luogo dove in passato si trovava un monastero francescano, andato parzialmente distrutto dai Bretoni alla fine del quattordicesimo secolo.

Con interno a tre navate, divise da due file di colonne, l’edificio è caratterizzato da un bel portale di ingresso, comprendente un bel bassorilievo raffigurante l’elefantino bianco simbolo dei Malatesta e interessanti ante di legno intagliate e intarsiate nel 1454 da Cristoforo di San Giovanni in Persiceto.

La collezione presente raccoglie numerosi manoscritti e codici finemente rilegati.

Sotto la biblioteca si trova il Museo archeologico storico dell’antichità, dove è conservato materiale preistorico, oltre a reperti di epoca romana venuti alla luce in seguito a ritrovamenti avvenuti nella valle del Savio.