Bibbiena: cosa vedere, Santa Maria del Sasso

Cosa vedere a Bibbiena, itinerario comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui il Palazzo Dovizi, la Chiesa di San Lorenzo e il Santuario Santa Maria del Sasso.

Santuario Santa Maria del Sasso - Bibbiena (Arezzo)

Turismo Bibbiena

Situata in provincia di Arezzo, Bibbiena è il centro più grande del Casentino, posto sulla sommità e sulle pendici di un colle, a 425 metri di altitudine.

Vicino al centro di Bibbiena sono stati rivenute tracce di insediamenti etruschi e di ville romane.

Durante il Medioevo divenne una Roccaforte, fu dominata dai vescovi aretini, e successivamente passò sotto l’influenza fiorentina.

Fra i monumenti più significativi si distinguono il cinquecentesco Palazzo Dovizi, in stile rinascimentale, appartenuto alla famiglia del cardinale Bernardo Dovizi, detto il Bibbiena, segretario di Papa Leone X, diplomatico e autore della Commedia La Calandria, considerata la prima commedia italiana in prosa.

Di fronte al palazzo si trova la Chiesa di San Lorenzo del 1474, al cui interno è possibile ammirare due bellissime terrecotte di Andrea della Robbia.

In piazza Tarlati, nucleo originario dell’abitato, sorge l’imponente torre dell’Orologio, che in origine faceva parte del Castello dei Tarlati, poi andato distrutto, di cui rimane posteriormente anche una torre più bassa.

A destra di Piazza Tarlati, in uno slargo sorge la chiesa di San’Ippolito o Propositura, già cappella del castello dei Tarlati, fondata all’inizio del dodicesimo secolo poi trasformata nella chiesa attuale.

Il suo interno, decorato da numerosi affreschi risalenti al trecento e al quattrocento, custodisce preziose opere d’arte.

A circa un chilometro dal centro abitato, si trova il Santuario di Santa Maria del Sasso, un complesso architettonico di grande valore storico, artistico e religioso, segno della grande devozione mariana del popolo casentinese.

La chiesa, che risale al 1204, venne ricostruita nelle forme rinascimentali attuali tra la fine del quattrocento e l’inizio del cinquecento.