Aconcagua: via normale per la maggiore vetta del Sud America

Alla scoperta dell’Aconcagua, la montagna più alta della cordigliera delle Ande in Argentina, cenni di geografia fisica e caratteristiche meteo, via normale e percorsi alternativi seguiti da alpinisti di tutto il mondo.

Aconcagua - Mendoza (Argentina)

Dove si trova

Con un’altitudine massima di 6959 metri, l’Aconcagua rappresenta la montanga pìù alta del continente sudamericano, delimitata a nord dalla valle di Los Patos, a sud da quella di Los Horcones, a est dalle valli dei fiumi Los Indios e Las Vacas, e a ovest dalla valle del Vulcano.

L’Aconcagua, formato da due picchi uniti da una breve cresta, può essere contemplato in tutta la sua magnificenza dalla valle di Los Horcones.

Questo massiccio dalla forma allungata in direzione nord-sud, comprende altre cime importanti, tra cui il Cerro Cuerno, il Cerro Catedral e il vulcano Tupungato.

Caratteristiche climatiche

A causa delle violente tempeste con precipitazioni scarse, la cima dell’Aconcagua non è interessata da nevi perenni, la neve arriva a circa 4600 metri sul versante meridionale e verso i 5000 metri sul versante settentrionale.

Geografia fisica

Analizzando il rilievo si possono distinguere tre linee orografiche parallele, di cui la prima, che offre la maggiore continuità, viene usata come frontiera internazionale.

La seconda, detta Cordigliera frontale, è collocata in territorio argentino e comprende le vette dell’Aconcagua e del Mercedario, che raggiunge i 6668 metri.

La terza linea orografica, denominata Precordigliera, si eleva al di sopra della zona pedemontana di Cuyo.

La regione delle Ande aride

Il nome di Ande aride assegnato a questa regione, deriva dalla grande siccità diffusa, favorita sul versante orientale dal cosiddetto vento bianco, una corrente d’aria violentissima che asciuga il terreno spazzandone via la neve.

Il paesaggio montano è per questo motivo desertico, caratterizzato da luminosità intensa.

Caratteristiche geologiche

L’Aconcagua corrisponde a una sinclinale sormontata da rocce vulcaniche paleogene.

La base è formata da rocce sedimentarie corrugate, risalenti al Giurassico e al Cretaceo, sulle quali si incontra un blocco di rocce vulcaniche.

Le nevi perenni alimentano ricchi corsi d’acqua che vanno a irrigare la valli glaciali, sia sul versante cileno che su quello argentino.

A nord nascono i principali affluenti del Rio Mendoza, in particolare il Rio los Horcones, i cui due bracci superiori racchiudono la base stessa dell’Aconcagua.

Altre vette, tra cui il Cerro Cuerno, il Cerro Almacenes e il Cerro Santa Maria, tutte intorno ai 5000 metri di altitudine, alimentano anch’esse, coi numerosi ghiacciai presenti, il sistema idrografico del paese.

Il versante meridionale del monte è quello caratterizzato dalla maggior quantità di neve e di ghiacciai, da lì nasce il fiume Aconcagua che va a sfociare nell’Oceano Pacifico, dando il suo nome alla provincia cilena da esso bagnata.

Escursioni alpinistiche

Gli alpinisti di tutto il mondo considerano da sempre una sfida appassionante l’ascesa alla vetta dell’Aconcagua.

Il primo a tentarne la scalata fu il tedesco Paul Gessfeld nel febbraio e nel marzo 1889, raggiungendo però solo i 6600 metri.

Nel 1889 fu una spedizione inglese, sotto la guida di Fitzgerald, esploratore inglese, a cimentarsi nell’impresa ma senza riuscirvi.

Si dovette attendere il gennaio 1897 prima che qualcuno avesse successo, in quel caso fu la guida svizzera Mattias Zurbriggen a raggiungere la cima, seguita nello stesso anno dalla spedizione organizzata da Stuart Vines.

Con base di partenza a Puente del Inca, la via normale seguita da Mattias Zurbriggen si sviluppa sul versante settentrionale, con presenza di rifugi fino a 6400 metri di altitudine.

Nel 1934 la vetta dell’Aconcagua venne raggiunta dall’argentino Nicolas Plantamura, mentre il crinale sud venne scalato solo nel 1953, trattandosi di un muraglione molto ripido.

Collegamenti stradali e ferroviari

Attualmente, nella regione di Cuyo in Argentina, è possibile prendere la strada che attraverso le Ande raggiunge il Cile.

Costeggiando il Rio Mendoza e attraversando vigneti e frutteti pedemontani, questo tracciato risale lungo la valle, con pendenza sempre maggiore tra due versanti di rocce rosse, passando per la Cuesta de las Cuevas.

A partire da quel punto ha inizio la traversata della zona più alta delle Ande, arrivando fino a 4000 metri.

A 3000 metri si trova il tunnel ferroviario tra Las Cuevas a Caracoles in Cile, realizzato per collegare Buenos Aires a Valparaiso.