I Trulli di Alberobello in Puglia

Trulli Alberobello PugliaSu due colli in provincia di Bari
Alberobello è un paese in provincia di Bari famoso per i “trulli”, caratteristiche costruzioni tipiche della Puglia centro-meridionale. Il paese di distende su due colli, sul colle posto ad oriente si trova la parte nuova della cittadina, mentre su quello ad occidente si allineano i “trulli”, questo agglomerato urbano, suddiviso nei rioni Monti e Aia Piccola, è riconosciuto dall’UNESCO patrimonio artistico d’interesse mondiale.

Origine latino del nome e primi abitanti di Alberobello
Il nome della città deriva dal latino “Sylva aut nemur arboris belli” (Selva o bosco dell’albero della guerra), e ricorda che la zona in antichità era un territorio boscoso, dove probabilmente avvenne un fatto d’arme oppure un agguato di briganti. La storia della cittadina inizia nel XVI secolo quando il Re di Napoli, Ferdinando D’Aragona, diede l’investitura del feudo comprendente la Selva, ad Andrea Matteo Acquaviva, Conte di Conversano. I Conti di Conversano incominciarono a portarvi gente, in maggior parte contadini, per dissodare e rendere la “selva” fertile, in cambio offrirono loro dei vantaggi, chiedendo solo un decimo dei raccolti, ma non concedendo alcuna forma di proprietà e neanche diritti e privilegi civici. I contadini poterono costruire le loro abitazioni a secco, con il divieto di impiegarvi qualsiasi tipo di calce, (erano i caratteristici trulli), in modo da poterle demolire in caso d’ispezione regia, poichè la nascita di un agglomerato urbano esigeva il pagamento del tributo secondo la ‘Prammatica de Baronibus’. Infatti nel 1644, in seguito ad una denuncia fatta dal duca Caracciolo di Martina Franca fu ordinata una ispezione regia, ed allora il Conte fece abbattere in una sola notte tutte le abitazioni, desseminandone le pietre ed allontanandone temporaneamente gli abitanti. Al momento del controllo gli ispettori regi trovarono solo pietre sparse e così il ricorso non ebbe effetto. Dopo i coloni ricostruirono di nuovo le loro abitazioni rispettando sempre il divieto di usare la calce. Intanto il villaggio della Selva cresceva, ma la condizione degli abitanti era molto triste, senza nessuna garanzia e tutela per la propria esistenza, in quanto la giustizia era in mano ai capricci del Conte. Questa vita particolarmente dura alimentò nel popolo il desiderio di libertà e l’aspirazione ad una vita civile. Finalmente nel 1797 un gruppo di alberobellesi si fece coraggio e si recò a Taranto per chiedere aiuto al re Ferdinando IV di Borbone, il quale accolse l’istanza ed emanò un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a città regia, liberandola dalla servitù feudale.

Trulli di Alberobello
Le tipiche costruzioni di Alberobello “i trulli” (dal greco tholos, cupola) sono giunti fino ai tempi nostri attraverso una tradizione millenaria. In una zona centrale dell’abitato situata fra il quartiere Aia Piccola e piazza del Popolo si trova il complesso denominato Casa Pezzolla (dal nome degli ultimi proprietari), oggi di proprietà del Comune. E’ il complesso abitativo più grande di trulli contigui e comunicanti (quindici) visitabili ad Alberobello, i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo. Il Trullo più grande del paese è il trullo sovrano, ed è stato fatto costruire dalla famiglia Perta nella metà del ’700. Questo edificio a due piani è adibito a museo e l’interno, visitabile, ha un arredamento ricostruito attraverso le testimonianze degli abitanti più anziani di Alberobello.