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LA BIBBIA
Samuele 2 - Capitolo 7
Profezia di Natan
[1]Il re, quando si fu stabilito nella sua casa, e il
Signore gli ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all'intorno, [2]disse
al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre
l'arca di Dio sta sotto una tenda». [3]Natan rispose al
re: «Và, fà quanto hai in mente di fare, perché il Signore è
con te». [4]Ma quella stessa notte questa parola del
Signore fu rivolta a Natan: [5]«Và e riferisci al mio
servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa,
perché io vi abiti? [6]Ma io non ho abitato in una casa
da quando ho fatto uscire gli Israeliti dall'Egitto fino ad oggi;
sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. [7]Finché
ho camminato, ora qua, ora là, in mezzo a tutti gli Israeliti,
ho forse mai detto ad alcuno dei Giudici, a cui avevo comandato
di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi edificate una
casa di cedro?
[8]Ora dunque riferirai al mio servo Davide: Così dice
il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre
seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d'Israele mio popolo;
[9]sono stato con te dovunque sei andato; anche per il
futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò
il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. [10]Fisserò
un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in
casa sua e non sia più agitato e gli iniqui non lo opprimano
come in passato, [11]al tempo in cui avevo stabilito i
Giudici sul mio popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da
tutti i suoi nemici. Te poi il Signore farà grande, poiché una
casa farà a te il Signore. [12]Quando i tuoi giorni
saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò
dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò
stabile il suo regno. [13]Egli edificherà una casa al mio
nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. [14]Io
gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo
castigherò con verga d'uomo e con i colpi che danno i figli
d'uomo, [15]ma non ritirerò da lui il mio favore, come
l'ho ritirato da Saul, che ho rimosso dal trono dinanzi a te. [16]La
tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e
il tuo trono sarà reso stabile per sempre».
[17]Natan parlò a Davide con tutte queste parole e
secondo questa visione.
Preghiera di Davide
[18]Allora il re Davide andò a presentarsi al Signore
e disse: «Chi sono io, Signore Dio, e che cos'è mai la mia
casa, perché tu mi abbia fatto arrivare fino a questo punto? [19]E
questo è parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, mio Signore: tu
hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano
avvenire: e questa è come legge dell'uomo, Signore Dio! [20]Che
potrebbe dirti di più Davide? Tu conosci il tuo servo, Signore
Dio! [21]Per amore della tua parola e secondo il tuo
cuore, hai compiuto tutte queste grandi cose, manifestandole al
tuo servo. [22]Tu sei davvero grande Signore Dio! Nessuno
è come te e non vi è altro Dio fuori di te, proprio come
abbiamo udito con i nostri orecchi. [23]E chi è come il
tuo popolo, come Israele, unica nazione sulla terra che Dio è
venuto a riscattare come popolo per sé e a dargli un nome? In
suo favore hai operato cose grandi e tremende, per il tuo paese,
per il tuo popolo che ti sei riscattato dall'Egitto, dai popoli e
dagli dei. [24]Tu hai stabilito il tuo popolo Israele per
essere tuo popolo per sempre; tu, Signore, sei divenuto il suo
Dio. [25]Ora, Signore, la parola che hai pronunciata
riguardo al tuo servo e alla sua casa, confermala per sempre e
fà come hai detto. [26]Allora il tuo nome sarà
magnificato per sempre così: Il Signore degli eserciti è il Dio
d'Israele! La casa del tuo servo Davide sia dunque stabile
davanti a te! [27]Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio
d'Israele, hai fatto una rivelazione al tuo servo e gli hai
detto: Io ti edificherò una casa! perciò il tuo servo ha
trovato l'ardire di rivolgerti questa preghiera. [28]Ora,
Signore, tu sei Dio, le tue parole sono verità e hai promesso
questo bene al tuo servo. [29]Dègnati dunque di benedire
ora la casa del tuo servo, perché sussista sempre dinanzi a te!
Poiché tu, Signore, hai parlato e per la tua benedizione la casa
del tuo servo sarà benedetta per sempre!».
Samuele 2 - Capitolo 8
Le guerre di Davide
[1]Dopo, Davide sconfisse i Filistei e li sottomise e
tolse di mano ai Filistei Gat e le sue dipendenze. [2]Sconfisse
anche i Moabiti e, facendoli coricare per terra, li misurò con
la corda; ne misurò due corde per farli mettere a morte e una
corda intera per lasciarli in vita. I Moabiti divennero sudditi
di Davide, a lui tributari. [3]Davide sconfisse anche
Hadad-Ezer, figlio di Recòb, re di Zobà, mentre egli andava ad
estendere il dominio sul fiume Eufrate. [4]Davide gli
prese millesettecento combattenti sui carri e ventimila fanti:
tagliò i garretti a tutte le pariglie di cavalli, riservandone
soltanto cento. [5]Quando gli Aramei di Damasco vennero
per soccorrere Hadad-Ezer, re di Zobà, Davide ne uccise
ventiduemila. [6]Poi Davide stabilì guarnigioni nell'Aram
di Damasco e gli Aramei divennero sudditi di Davide e a lui
tributari. Il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli
andava. [7]Davide tolse ai servitori di Hadad-Ezer i loro
scudi d'oro e li portò a Gerusalemme. [8]Il re Davide
prese anche grande quantità di rame a Bètach e a Berotài,
città di Hadad-Ezer. [9]Quando Toù, re di Amat, seppe
che Davide aveva sconfitto tutto l'esercito di Hadad-Ezer, [10]mandò
al re Davide suo figlio Adduràm per salutarlo e per benedirlo
perché aveva mosso guerra a Hadad-Ezer e l'aveva sconfitto;
infatti Hadad-Ezer era sempre in guerra con Toù. Adduràm gli
portò vasi d'argento, vasi d'oro e vasi di rame. [11]Il
re Davide consacrò anche quelli al Signore, come gia aveva
consacrato l'argento e l'oro tolto alle nazioni che aveva
soggiogate, [12]agli Aramei, ai Moabiti, agli Ammoniti, ai
Filistei, agli Amaleciti, e come aveva fatto del bottino di
Hadad-Ezer figlio di Recòb, re di Zobà. [13]Al ritorno
dalla sua vittoria sugli Aramei, Davide acquistò ancora fama,
sconfiggendo nella Valle del Sale diciottomila Idumei. [14]Stabilì
guarnigioni in Idumea; ne mise per tutta l'Idumea e tutti gli
Idumei divennero sudditi di Davide; il Signore rendeva vittorioso
Davide dovunque egli andava.
L'ammministrazione del regno
[15]Davide regnò su tutto Israele e pronunziava
giudizi e faceva giustizia a tutto il suo popolo. [16]Ioab
figlio di Zeruià comandava l'esercito; Giosafat figlio di
Achilùd era archivista; [17]Zadòk figlio di Achitùb e
Achimèlech figlio di Ebiatàr erano sacerdoti; Seraià era
segretario, [18]Benaià, figlio di Ioiadà, era capo dei
Cretei e dei Peletei e i figli di Davide erano ministri.
Samuele 2 - Capitolo 9
3. LA FAMIGLIA DI DAVIDE E GLI INTRIGHI PER LA SUCCESSIONE
A. Merib-Bàal
Bontà di Davide verso il figlio di Gionata
[1]Davide disse: «E' forse rimasto qualcuno della casa
di Saul, a cui io possa fare del bene a causa di Giònata?». [2]Ora
vi era un servo della casa di Saul, chiamato Zibà, che fu fatto
venire presso Davide. Il re gli chiese: «Sei tu Zibà?». Quegli
rispose: «Sì». [3]Il re gli disse: «Non c'è più
nessuno della casa di Saul, a cui io possa usare la misericordia
di Dio?». Zibà rispose al re: «Vi è ancora un figlio di
Giònata storpio dei piedi». [4]Il re gli disse:
«Dov'è?». Zibà rispose al re: «E' in casa di Machìr figlio
di Ammièl a Lodebàr». [5]Allora il re lo mandò a
prendere in casa di Machìr figlio di Ammièl a Lodebàr. [6]Merib-Bàal
figlio di Giònata, figlio di Saul, venne da Davide, si gettò
con la faccia a terra e si prostrò davanti a lui. Davide disse:
«Merib-Bàal!». Rispose: [7]«Ecco il tuo servo!».
Davide gli disse: «Non temere, perché voglio trattarti con
bontà per amore di Giònata tuo padre e ti restituisco tutti i
campi di Saul tuo avo e tu mangerai sempre alla mia tavola». [8]Merib-Bàal
si prostrò e disse: «Che cos'è il tuo servo, perché tu prenda
in considerazione un cane morto come sono io?». [9]Allora
il re chiamò Zibà servo di Saul e gli disse: «Quanto
apparteneva a Saul e a tutta la sua casa, io lo dò al figlio del
tuo Signore. [10]Tu dunque con i figli e gli schiavi
lavorerai per lui la terra e ne raccoglierai i prodotti, perché
abbia pane e nutrimento la casa del tuo signore; quanto a
Merib-Bàal figlio del tuo signore, mangerà sempre alla mia
tavola». Ora Zibà aveva quindici figli e venti schiavi. [11]Zibà
disse al re: «Il tuo servo farà quanto il re mio signore ordina
al suo servo». Merib-Bàal dunque mangiava alla tavola di Davide
come uno dei figli del re. [12]Merib-Bàal aveva un
figlioletto chiamato Micà; tutti quelli che stavano in casa di
Zibà erano al servizio di Merib-Bàal. [13]Ma Merib-Bàal
abitava in Gerusalemme perché mangiava sempre alla tavola del
re. Era storpio di ambedue i piedi.
Samuele 2 - Capitolo 10
B. La guerra ammonita. Nascita di Salomone Insulto agli
ambasciatori di Davide
[1]Dopo il re degli Ammoniti morì e Canùn suo figlio
regnò al suo posto. [2]Davide disse: «Io voglio usare a
Canùn figlio di Nacàs la benevolenza che suo padre usò a me».
Davide mandò alcuni suoi ministri a fargli le condoglianze per
suo padre. Ma quando i ministri di Davide furono giunti nel paese
degli Ammoniti, [3]i capi degli Ammoniti dissero a Canùn,
loro signore: «Credi tu che Davide ti abbia mandato consolatori
per onorare tuo padre? Non ha piuttosto mandato da te i suoi
ministri per esplorare la città, per spiarla e distruggerla?». [4]Allora
Canùn prese i ministri di Davide, fece loro radere la metà
della barba e tagliare le vesti a metà fino alle natiche, poi li
lasciò andare. [5]Quando fu informato della cosa, Davide
mandò alcuni incontro a loro, perché quegli uomini erano pieni
di vergogna. Il re fece dire loro: «Restate a Gerico finché vi
sia cresciuta di nuovo la barba, poi tornerete».
Prima campagna ammonita
[6]Gli Ammoniti, vedendo che si erano attirati l'odio
di Davide, mandarono a prendere al loro soldo ventimila fanti
degli Aramei di Bet-Recòb e degli Aramei di Zobà, mille uomini
del re di Maacà e dodicimila uomini della gente di Tob. [7]Quando
Davide sentì questo, inviò contro di loro Ioab con tutto
l'esercito dei prodi. [8]Gli Ammoniti uscirono e si
schierarono in battaglia all'ingresso della porta della città,
mentre gli Aramei di Zobà e di Recòb e la gente di Tob e di
Maacà stavano soli nella campagna. [9]Ioab vide che
quelli erano pronti ad attaccarlo di fronte e alle spalle. Scelse
allora un corpo tra i migliori Israeliti, lo schierò in ordine
di battaglia contro gli Aramei [10]e affidò il resto del
popolo al fratello Abisài, per tener testa agli Ammoniti. [11]Disse
ad Abisài: «Se gli Aramei sono più forti di me, tu mi verrai
in aiuto; se invece gli Ammoniti sono più forti di te, verrò io
in tuo aiuto. [12]Abbi coraggio e dimostriamoci forti per
il nostro popolo e per le città del nostro Dio. Il Signore
faccia quello che a lui piacerà». [13]Poi Ioab con la
gente che aveva con sé avanzò per attaccare gli Aramei, i quali
fuggirono davanti a lui. [14]Quando gli Ammoniti videro
che gli Aramei erano fuggiti, fuggirono anch'essi davanti ad
Abisài e rientrarono nella città. Allora Ioab tornò dalla
spedizione contro gli Ammoniti e venne a Gerusalemme.
Vittoria sugli Aramei
[15]Gli Aramei, vedendo che erano stati battuti da
Israele, si riunirono insieme. [16]Hadad-Ezer mandò
messaggeri e schierò in campo gli Aramei che abitavano oltre il
fiume e quelli giunsero a Chelàm con alla testa Sobàk, capo
dell'esercito di Hadad-Ezer. [17]La cosa fu riferita a
Davide, che radunò tutto Israele, passò il Giordano e giunse a
Chelàm. Gli Aramei si schierarono in battaglia contro Davide. [18]Ma
gli Aramei fuggirono davanti a Israele: Davide uccise agli Aramei
settecento pariglie di cavalli e quarantamila uomini; battè
anche Sobàk capo del loro esercito, che morì in quel luogo. [19]Quando
tutti i re vassalli di Hadad-Ezer si videro sconfitti da Israele,
fecero pace con Israele e gli rimasero sottoposti. Gli Aramei non
osarono più venire in aiuto degli Ammoniti.
Samuele 2 - Capitolo 11
Seconda campagna ammonita. Il peccato di Davide
[1]L'anno dopo, al tempo in cui i re sogliono andare in
guerra, Davide mandò Ioab con i suoi servitori e con tutto
Israele a devastare il paese degli Ammoniti; posero l'assedio a
Rabbà mentre Davide rimaneva a Gerusalemme. [2]Un tardo
pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare
sulla terrazza della reggia. Dall'alto di quella terrazza egli
vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella di
aspetto. [3]Davide mandò a informarsi chi fosse la donna.
Gli fu detto: «E' Betsabea figlia di Eliàm, moglie di Uria
l'Hittita». [4]Allora Davide mandò messaggeri a
prenderla. Essa andò da lui ed egli giacque con lei, che si era
appena purificata dalla immondezza. Poi essa tornò a casa.
[5]La donna concepì e fece sapere a Davide: «Sono
incinta». [6]Allora Davide mandò a dire a Ioab:
«Mandami Uria l'Hittita». Ioab mandò Uria da Davide. [7]Arrivato
Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come
andasse la guerra. [8]Poi Davide disse a Uria: «Scendi a
casa tua e làvati i piedi». Uria uscì dalla reggia e gli fu
mandata dietro una portata della tavola del re. [9]Ma Uria
dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore
e non scese a casa sua. [10]La cosa fu riferita a Davide e
gli fu detto: «Uria non è sceso a casa sua». Allora Davide
disse a Uria: «Non vieni forse da un viaggio? Perché dunque non
sei sceso a casa tua?». [11]Uria rispose a Davide:
«L'arca, Israele e Giuda abitano sotto le tende, Ioab mio
signore e la sua gente sono accampati in aperta campagna e io
dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per dormire con
mia moglie? Per la tua vita e per la vita della tua anima, io non
farò tal cosa!». [12]Davide disse ad Uria: «Rimani qui
anche oggi e domani ti lascerò partire». Così Uria rimase a
Gerusalemme quel giorno e il seguente. [13]Davide lo
invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera
Uria uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi
del suo signore e non scese a casa sua.
[14]La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Ioab
e gliela mandò per mano di Uria. [15]Nella lettera aveva
scritto così: «Ponete Uria in prima fila, dove più ferve la
mischia; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia». [16]Allora
Ioab, che assediava la città, pose Uria nel luogo dove sapeva
che il nemico aveva uomini valorosi. [17]Gli uomini della
città fecero una sortita e attaccarono Ioab; parecchi della
truppa e fra gli ufficiali di Davide caddero, e perì anche Uria
l'Hittita.
[18]Ioab inviò un messaggero a Davide per fargli
sapere tutte le cose che erano avvenute nella battaglia [19]e
diede al messaggero quest'ordine: «Quando avrai finito di
raccontare al re quanto è successo nella battaglia, [20]se
il re andasse in collera e ti dicesse: Perché vi siete
avvicinati così alla città per dar battaglia? Non sapevate che
avrebbero tirato dall'alto delle mura? [21]Chi ha ucciso
Abimelech figlio di Ierub-Bàal? Non fu forse una donna che gli
gettò addosso un pezzo di macina dalle mura, così che egli
morì a Tebez? Perché vi siete avvicinati così alle mura? tu
digli allora: Anche il tuo servo Uria l'Hittita è morto». [22]Il
messaggero dunque partì e, quando fu arrivato, riferì a Davide
quanto Ioab lo aveva incaricato di dire. Davide andò in collera
contro Ioab e disse al messaggero: «Perché vi siete avvicinati
così alla città per dare battaglia? Non sapevate che avrebbero
tirato dall'alto delle mura? Chi ha ucciso Abimelech, figlio di
Ierub-Bàal? Non fu forse una donna che gli gettò addosso un
pezzo di macina dalle mura, così che egli morì a Tebez? Perché
vi siete avvicinati così alle mura?». [23]Il messaggero
rispose a Davide: «Perché i nemici avevano avuto vantaggio su
di noi e avevano fatto una sortita contro di noi nella campagna;
ma noi fummo loro addosso fino alla porta della città; [24]allora
gli arcieri tirarono sulla tua gente dall'alto delle mura e
parecchi della gente del re perirono. Anche il tuo servo Uria
l'Hittita è morto». [25]Allora Davide disse al
messaggero: «Riferirai a Ioab: Non ti affligga questa cosa,
perché la spada divora or qua or là; rinforza l'attacco contro
la città e distruggila. E tu stesso fagli coraggio».
[26]La moglie di Uria, saputo che Uria suo marito era
morto, fece il lamento per il suo signore. [27]Passati i
giorni del lutto, Davide la mandò a prendere e l'accolse nella
sua casa. Essa diventò sua moglie e gli partorì un figlio. Ma
ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.
Samuele 2 - Capitolo 12
Rimproveri di Natan. Pentimento di Davide
[1]Il Signore mandò il profeta Natan a Davide e Natan
andò da lui e gli disse: «Vi erano due uomini nella stessa
città, uno ricco e l'altro povero. [2]Il ricco aveva
bestiame minuto e grosso in gran numero; [3]ma il povero
non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva
comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme con i
figli, mangiando il pane di lui, bevendo alla sua coppa e
dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia. [4]Un
ospite di passaggio arrivò dall'uomo ricco e questi,
risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per
preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui
portò via la pecora di quell'uomo povero e ne preparò una
vivanda per l'ospite venuto da lui». [5]Allora l'ira di
Davide si scatenò contro quell'uomo e disse a Natan: «Per la
vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte. [6]Pagherà
quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa
e non aver avuto pietà». [7]Allora Natan disse a Davide:
«Tu sei quell'uomo! Così dice il Signore, Dio d'Israele: Io ti
ho unto re d'Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, [8]ti
ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le
donne del tuo padrone, ti ho dato la casa di Israele e di Giuda
e, se questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto anche altro.
[9]Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore,
facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada
Uria l'Hittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso
con la spada degli Ammoniti. [10]Ebbene, la spada non si
allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e
hai preso in moglie la moglie di Uria l'Hittita. [11]Così
dice il Signore: Ecco io sto per suscitare contro di te la
sventura dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i
tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a
loro alla luce di questo sole; [12]poiché tu l'hai fatto
in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla
luce del sole».
[13]Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il
Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha perdonato il
tuo peccato; tu non morirai. [14]Tuttavia, poiché in
questa cosa tu hai insultato il Signore (l'insulto sia sui nemici
suoi), il figlio che ti è nato dovrà morire». Natan tornò a
casa.
Morte del figlio di Betsabea. Nascita di Salomone
[15]Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie
di Uria aveva partorito a Davide ed esso si ammalò gravemente. [16]Davide
allora fece suppliche a Dio per il bambino e digiunò e
rientrando passava la notte coricato per terra. [17]Gli
anziani della sua casa insistevano presso di lui perché si
alzasse da terra; ma egli non volle e rifiutò di prendere cibo
con loro. [18]Ora, il settimo giorno il bambino morì e i
ministri di Davide temevano di fargli sapere che il bambino era
morto, perché dicevano: «Ecco, quando il bambino era ancora
vivo, noi gli abbiamo parlato e non ha ascoltato le nostre
parole; come faremo ora a dirgli che il bambino è morto? Farà
qualche atto insano!». [19]Ma Davide si accorse che i
suoi ministri bisbigliavano fra di loro, comprese che il bambino
era morto e disse ai suoi ministri: «E' morto il bambino?».
Quelli risposero: «E' morto». [20]Allora Davide si alzò
da terra, si lavò, si unse e cambiò le vesti; poi andò nella
casa del Signore e vi si prostrò. Rientrato in casa, chiese che
gli portassero il cibo e mangiò. [21]I suoi ministri gli
dissero: «Che fai? Per il bambino ancora vivo hai digiunato e
pianto e, ora che è morto, ti alzi e mangi!». [22]Egli
rispose: «Quando il bambino era ancora vivo, digiunavo e
piangevo, perché dicevo: Chi sa? Il Signore avrà forse pietà
di me e il bambino resterà vivo. [23]Ma ora che egli è
morto, perché digiunare? Posso io farlo ritornare? Io andrò da
lui, ma lui non ritornerà da me!».
[24]Poi Davide consolò Betsabea sua moglie, entrò da
lei e le si unì: essa partorì un figlio, che egli chiamò
Salomone. [25]Il Signore amò Salomone e mandò il profeta
Natan, che lo chiamò Iedidià per ordine del Signore.
Presa di Rabbà
[26]Intanto Ioab assalì Rabbà degli Ammoniti, si
impadronì della città delle acque [27]e inviò
messaggeri a Davide per dirgli: «Ho assalito Rabbà e mi sono
gia impadronito della città delle acque. [28]Ora raduna
il resto del popolo, accàmpati contro la città e prendila,
altrimenti se la prendo io, porterebbe il mio nome». [29]Davide
radunò tutto il popolo, si mosse verso Rabbà, l'assalì e la
prese. [30]Tolse dalla testa di Milcom la corona, che
pesava un talento d'oro e conteneva una pietra preziosa; essa fu
posta sulla testa di Davide. Asportò dalla città un bottino
molto grande. [31]Fece uscire gli abitanti che erano nella
città e li impiegò nei lavori delle seghe, dei picconi di ferro
e delle scuri di ferro e li fece lavorare alle fornaci da
mattoni; così fece a tutte le città degli Ammoniti. Poi Davide
tornò a Gerusalemme con tutta la sua truppa.
Samuele 2 > da capitolo 1 a capitolo 6
Samuele 2 > da capitolo 7 a capitolo 12
Samuele 2 > da capitolo 13 a capitolo 18
Samuele 2 > da capitolo 19 a capitolo 24
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