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LA BIBBIA
Samuele 2 - Capitolo 13
C. Storia di Assalonne
Amnòn oltraggia sua sorella Tamàr
[1]Dopo queste cose, accadde che, avendo Assalonne
figlio di Davide, una sorella molto bella, chiamata Tamàr,
Amnòn figlio di Davide si innamorò di lei. [2]Amnòn ne
ebbe una tal passione, da cadere malato a causa di Tamàr sua
sorella; poiché essa era vergine pareva impossibile ad Amnòn di
poterle fare qualcosa. [3]Ora Amnòn aveva un amico,
chiamato Ionadàb figlio di Simeà, fratello di Davide e Ionadàb
era un uomo molto astuto. [4]Egli disse: «Perché, figlio
del re, tu diventi sempre più magro di giorno in giorno? Non me
lo vuoi dire?». Amnòn gli rispose: «Sono innamorato di Tamàr,
sorella di mio fratello Assalonne». [5]Ionadàb gli
disse: «Mettiti a letto e fingiti malato; quando tuo padre
verrà a vederti, gli dirai: Permetti che mia sorella Tamàr
venga a darmi da mangiare e a preparare la vivanda sotto i miei
occhi, così che io veda; allora prenderò il cibo dalle sue
mani».
[6]Amnòn si mise a letto e si finse malato; quando il
re lo venne a vedere, Amnòn gli disse: «Permetti che mia
sorella Tamàr venga e faccia un paio di frittelle sotto i miei
occhi e allora prenderò il cibo dalle sue mani». [7]Allora
Davide mandò a dire a Tamàr, in casa: «Và a casa di Amnòn
tuo fratello e prepara una vivanda per lui». [8]Tamàr
andò a casa di Amnòn suo fratello, che giaceva a letto. Essa
prese farina stemperata, la impastò, ne fece frittelle sotto i
suoi occhi e le fece cuocere. [9]Poi prese la padella e
versò le frittelle davanti a lui; ma egli rifiutò di mangiare e
disse: «Allontanate tutti dalla mia presenza». Tutti uscirono. [10]Allora
Amnòn disse a Tamàr: «Portami la vivanda in camera e prenderò
il cibo dalle tue mani». Tamàr prese le frittelle che aveva
fatte e le portò in camera ad Amnòn suo fratello. [11]Ma
mentre gliele dava da mangiare, egli l'afferrò e le disse:
«Vieni, unisciti a me, sorella mia». [12]Essa gli
rispose: «No, fratello mio, non farmi violenza; questo non si fa
in Israele; non commettere questa infamia! [13]Io dove
andrei a portare il mio disonore? Quanto a te, tu diverresti come
un malfamato in Israele. Parlane piuttosto al re, egli non mi
rifiuterà a te». [14]Ma egli non volle ascoltarla: fu
più forte di lei e la violentò unendosi a lei. [15]Poi
Amnòn concepì verso di lei un odio grandissimo: l'odio verso di
lei fu più grande dell'amore con cui l'aveva prima amata. Le
disse: [16]«Alzati, vattene!». Gli rispose: «O no!
Questo torto che mi fai cacciandomi è peggiore dell'altro che mi
hai gia fatto». Ma egli non volle ascoltarla. [17]Anzi,
chiamato il giovane che lo serviva, gli disse: «Cacciami fuori
costei e sprangale dietro il battente». [18]Essa
indossava una tunica con le maniche, perché così vestivano, da
molto tempo, le figlie del re ancora vergini. Il servo di Amnòn
dunque la mise fuori e le sprangò il battente dietro. [19]Tamàr
si sparse polvere sulla testa, si stracciò la tunica dalle
lunghe maniche che aveva indosso, si mise le mani sulla testa e
se ne andò camminando e gridando. [20]Assalonne suo
fratello le disse: «Forse Amnòn tuo fratello è stato con te?
Per ora taci, sorella mia; è tuo fratello; non disperarti per
questa cosa». Tamàr desolata rimase in casa di Assalonne, suo
fratello. [21]Il re Davide seppe tutte queste cose e ne fu
molto irritato, ma non volle urtare il figlio Amnòn, perché
aveva per lui molto affetto; era infatti il suo primogenito. [22]Assalonne
non disse una parola ad Amnòn né in bene né in male; odiava
Amnòn perché aveva violato Tamàr sua sorella.
Assalonne fa assassinare Amnòn e fugge
[23]Due anni dopo Assalonne, avendo i tosatori a
Baal-Cazòr, presso Efraim, invitò tutti i figli del re. [24]Andò
dunque Assalonne dal re e disse: «Ecco il tuo servo ha i
tosatori presso di sé. Venga dunque anche il re con i suoi
ministri a casa del tuo servo!». [25]Ma il re disse ad
Assalonne: «No, figlio mio, non si venga noi tutti, perché non
ti siamo di peso». Sebbene insistesse, il re non volle andare;
ma gli diede la sua benedizione. [26]Allora Assalonne
disse: «Se non vuoi venire tu, permetti ad Amnòn mio fratello
di venire con noi». Il re gli rispose: «Perché dovrebbe venire
con te?». [27]Ma Assalonne tanto insistè che Davide
lasciò andare con lui Amnòn e tutti i figli del re. Assalonne
fece un banchetto come un banchetto da re. [28]Ma
Assalonne diede quest'ordine ai servi: «Badate, quando Amnòn
avrà il cuore riscaldato dal vino e io vi dirò: Colpite
Amnòn!, voi allora uccidetelo e non abbiate paura. Non ve lo
comando io? Fatevi coraggio e comportatevi da forti!». [29]I
servi di Assalonne fecero ad Amnòn come Assalonne aveva
comandato. Allora tutti i figli del re si alzarono, montarono
ciascuno sul suo mulo e fuggirono. [30]Mentre essi erano
ancora per strada, giunse a Davide questa notizia: «Assalonne ha
ucciso tutti i figli del re e neppure uno è scampato». [31]Allora
il re si alzò, si stracciò le vesti e si gettò per terra;
tutti i suoi ministri che gli stavano intorno, stracciarono le
loro vesti. [32]Ma Ionadàb figlio di Simeà, fratello di
Davide, disse: «Non dica il mio signore che tutti i giovani,
figli del re, sono stati uccisi; il solo Amnòn è morto; per
Assalonne era cosa decisa fin da quando Amnòn aveva fatto
violenza a sua sorella Tamàr. [33]Ora non si metta in
cuore il mio signore una tal cosa, come se tutti i figli del re
fossero morti; il solo Amnòn è morto [34]e Assalonne è
fuggito». Il giovane che stava di sentinella alzò gli occhi,
guardò ed ecco una gran turba di gente veniva per la strada di
Bacurìm, dal lato del monte, sulla discesa. La sentinella venne
ad avvertire il re e disse: «Ho visto uomini scendere per la
strada di Bacurìm, dal lato del monte». [35]Allora
Ionadàb disse al re: «Ecco i figli del re arrivano; la cosa sta
come il tuo servo ha detto». [36]Come ebbe finito di
parlare, ecco giungere i figli del re, i quali alzarono grida e
piansero; anche il re e tutti i suoi ministri fecero un gran
pianto. [37]Quanto ad Assalonne, era fuggito ed era andato
da Talmài, figlio di Ammiùd, re di Ghesùr. Il re fece il lutto
per il suo figlio per lungo tempo.
Ioab tratta il ritorno di Assalonne
[38]Assalonne rimase tre anni a Ghesùr, dove era
andato dopo aver preso la fuga. [39]Poi lo spirito del re
Davide cessò di sfogarsi contro Assalonne, perché si era
placato il dolore per la morte di Amnòn.
Samuele 2 - Capitolo 14
[1]Ioab figlio di Zeruià si accorse che il cuore del
re era contro Assalonne. [2]Allora mandò a chiamare a
Tekòa e fece venire una donna saggia e le disse: «Fingi di
essere in lutto: mettiti una veste da lutto, non ti ungere con
olio e compòrtati da donna che pianga da molto tempo un morto; [3]poi
entra presso il re e parlagli così e così». Ioab le mise in
bocca le parole da dire. [4]La donna di Tekòa andò
dunque dal re, si gettò con la faccia a terra, si prostrò e
disse: «Aiuto, o re!». [5]Il re le disse: «Che hai?».
Rispose: «Ahimè! Io sono una vedova; mio marito è morto. [6]La
tua schiava aveva due figli, ma i due vennero tra di loro a
contesa in campagna e nessuno li separava; così uno colpì
l'altro e l'uccise. [7]Ed ecco tutta la famiglia è
insorta contro la tua schiava dicendo: consegnaci l'uccisore del
fratello, perché lo facciamo morire per vendicare il fratello
che egli ha ucciso. Elimineranno così anche l'erede e
spegneranno l'ultima bracia che mi è rimasta e non lasceranno a
mio marito né nome, né discendenza sulla terra». [8]Il
re disse alla donna: «Và pure a casa: io darò ordini a tuo
riguardo». [9]La donna di Tekòa disse al re: «Re mio
signore, la colpa cada su di me e sulla casa di mio padre, ma il
re e il suo trono sono innocenti». [10]E il re: «Se
qualcuno parla contro di te, conducilo da me e vedrai che non ti
molesterà più». [11]Riprese: «Il re pronunzi il nome
del Signore suo Dio perché il vendicatore del sangue non aumenti
la disgrazia e non mi sopprimano il figlio». Egli rispose: «Per
la vita del Signore, non cadrà a terra un capello di tuo
figlio!». [12]Allora la donna disse: «La tua schiava
possa dire una parola al re mio signore!». Egli rispose:
«Parla». [13]Riprese la donna: «Allora perché pensi
così contro il popolo di Dio? Intanto il re, pronunziando questa
sentenza si è come dichiarato colpevole, per il fatto che il re
non fa ritornare colui che ha bandito. [14]Noi dobbiamo
morire e siamo come acqua versata in terra, che non si può più
raccogliere, e Dio non ridà la vita. Il re pensi qualche piano
perché il proscritto non sia più bandito lontano da lui. [15]Ora,
se io sono venuta a parlare così al re mio signore, è perché
la gente mi ha fatto paura e la tua schiava ha detto: Voglio
parlare al re; forse il re farà quanto gli dirà la sua schiava;
[16]il re ascolterà la sua schiava e la libererà dalle
mani di quelli che cercano di sopprimere me e mio figlio dalla
eredità di Dio». [17]La donna concluse: «La parola del
re mio signore conceda la calma. Perché il re mio signore è
come un angelo di Dio per distinguere il bene e il male. Il
Signore tuo Dio sia con te!». [18]Il re rispose e disse
alla donna: «Non tenermi nascosto nulla di quello che io ti
domanderò». La donna disse: «Parli pure il re mio signore». [19]Disse
il re: «La mano di Ioab non è forse con te in tutto questo?».
La donna rispose: «Per la tua vita, o re mio signore, non si
può andare né a destra né a sinistra di quanto ha detto il re
mio signore! Proprio il tuo servo Ioab mi ha dato questi ordini e
ha messo tutte queste parole in bocca alla tua schiava. [20]Per
dare alla cosa un'altra faccia, il tuo servo Ioab ha agito così;
ma il mio signore ha la saggezza di un angelo di Dio e sa quanto
avviene sulla terra».
[21]Allora il re disse a Ioab: «Ecco, voglio fare
quello che hai chiesto; và dunque e fà tornare il giovane
Assalonne». [22]Ioab si gettò con la faccia a terra, si
prostrò, benedisse il re e disse: «Oggi il tuo servo sa di aver
trovato grazia ai tuoi occhi, re mio signore, poiché il re ha
fatto quello che il suo servo gli ha chiesto». [23]Ioab
dunque si alzò, andò a Ghesùr e condusse Assalonne a
Gerusalemme. [24]Ma il re disse: «Si ritiri in casa e non
veda la mia faccia». Così Assalonne si ritirò in casa e non
vide la faccia del re.
Alcuni dettagli su Assalonne
[25]Ora in tutto Israele non vi era uomo che fosse
tanto lodato per la sua bellezza quanto Assalonne; dalle piante
dei piedi alla cima del capo, non vi era in lui un difetto
alcuno. [26]Quando si faceva tagliare i capelli, e se li
faceva tagliare ogni anno perché la capigliatura gli pesava
troppo, egli pesava i suoi capelli e il peso era di duecento
sicli a peso del re. [27]Ad Assalonne nacquero tre figli e
una figlia chiamata Tamàr, che era donna di bell'aspetto.
Assalonne ottiene il perdono
[28]Assalonne abitò in Gerusalemme due anni, senza
vedere la faccia del re. [29]Poi Assalonne convocò Ioab
per mandarlo dal re; ma egli non volle andare da lui; lo convocò
una seconda volta, ma Ioab non volle andare. [30]Allora
Assalonne disse ai suoi servi: «Vedete, il campo di Ioab è
vicino al mio e vi è l'orzo; andate ed appiccatevi il fuoco!».
I servi di Assalonne appiccarono il fuoco al campo. [31]Allora
Ioab si alzò, andò a casa di Assalonne e gli disse: «Perché i
tuoi servi hanno dato fuoco al mio campo?». [32]Assalonne
rispose a Ioab: «Io ti avevo mandato a dire: Vieni qui, voglio
mandarti a dire al re: Perché sono tornato da Ghesùr? Sarebbe
meglio per me se fossi rimasto là. Ora voglio vedere la faccia
del re e, se vi è in me colpa, mi faccia morire!». [33]Ioab
allora andò dal re e gli riferì la cosa. Il re fece chiamare
Assalonne, il quale venne e si prostrò con la faccia a terra
davanti a lui; il re baciò Assalonne.
Samuele 2 - Capitolo 15
Gli intrighi di Assalonne
[1]Ma dopo, Assalonne si procurò un carro, cavalli e
cinquanta uomini che correvano davanti a lui. [2]Assalonne
si alzava la mattina presto e si metteva da un lato della strada
di accesso alla porta della città; quando qualcuno aveva una
lite e veniva dal re per il giudizio, Assalonne lo chiamava e gli
diceva: «Di quale città sei?», l'altro gli rispondeva: «Il
tuo servo è di tale e tale tribù d'Israele». [3]Allora
Assalonne gli diceva: «Vedi, le tue ragioni sono buone e giuste,
ma nessuno ti ascolta da parte del re». [4]Assalonne
aggiungeva: «Se facessero me giudice del paese! Chiunque avesse
una lite o un giudizio verrebbe da me e io gli farei giustizia».
[5]Quando uno gli si accostava per prostrarsi davanti a
lui, gli porgeva la mano, l'abbracciava e lo baciava. [6]Assalonne
faceva così con tutti gli Israeliti che venivano dal re per il
giudizio; in questo modo Assalonne si cattivò l'affetto degli
Israeliti.
Rivolta di Assalonne
[7]Ora, dopo quattro anni, Assalonne disse al re:
«Lasciami andare a Ebron a sciogliere un voto che ho fatto al
Signore. [8]Perché durante la sua dimora a Ghesùr, in
Aram, il tuo servo ha fatto questo voto: Se il Signore mi
riconduce a Gerusalemme, io servirò il Signore a Ebron!». [9]Il
re gli disse: «Và in pace!». Egli si alzò e andò a Ebron. [10]Allora
Assalonne mandò emissari per tutte le tribù d'Israele a dire:
«Quando sentirete il suono della tromba, allora direte:
Assalonne è divenuto re a Ebron». [11]Con Assalonne
erano partiti da Gerusalemme duecento uomini, i quali, invitati,
partirono con semplicità, senza saper nulla. [12]Assalonne
convocò Achitòfel il Ghilonita, consigliere di Davide, perché
venisse dalla sua città di Ghilo ad assistere mentre offriva i
sacrifici. La congiura divenne potente e il popolo andava
crescendo di numero intorno ad Assalonne.
Fuga di Davide
[13]Arrivò un informatore da Davide e disse: «Il
cuore degli Israeliti si è volto verso Assalonne». [14]Allora
Davide disse a tutti i suoi ministri che erano con lui a
Gerusalemme: «Alzatevi, fuggiamo; altrimenti nessuno di noi
scamperà dalle mani di Assalonne. Partite in fretta perché non
si affretti lui a raggiungerci e faccia cadere su di noi la
sventura e colpisca la città a fil di spada». [15]I
ministri del re gli dissero: «Tutto secondo ciò che sceglierà
il re mio signore; ecco, noi siamo i tuoi ministri». [16]Il
re dunque uscì a piedi con tutta la famiglia; lasciò dieci
concubine a custodire la reggia. [17]Il re uscì dunque a
piedi con tutto il popolo e si fermarono all'ultima casa. [18]Tutti
i ministri del re camminavano al suo fianco e tutti i Cretei e
tutti i Peletei e Ittài con tutti quelli di Gat, seicento uomini
venuti da Gat al suo seguito, sfilavano davanti al re. [19]Allora
il re disse a Ittài di Gat: «Perché vuoi venire anche tu con
noi? Torna indietro e resta con il re, perché sei un forestiero
e per di più un esule dalla tua patria. [20]Appena ieri
sei arrivato e oggi ti farei errare con noi, mentre io stesso
vado dove capiterà di andare? Torna indietro e riconduci con te
i tuoi fratelli; siano con te la grazia e la fedeltà al
Signore!». [21]Ma Ittài rispose al re: «Per la vita del
Signore e la tua, o re mio signore, in qualunque luogo sarà il
re mio signore, per morire o per vivere, là sarà anche il tuo
servo». [22]Allora Davide disse a Ittài: «Và, prosegui
pure!». Ittài, quello di Gat, proseguì con tutti gli uomini e
con tutte le donne e i bambini che erano con lui. [23]Tutti
quelli del paese piangevano ad alta voce, mentre tutto il popolo
passava. Il re stava in piedi nella valle del Cedron e tutto il
popolo passava davanti a lui prendendo la via del deserto.
La sorte dell'arca
[24]Ecco venire anche Zadòk con tutti i leviti, i
quali portavano l'arca dell'alleanza di Dio. Essi deposero l'arca
di Dio presso Ebiatàr, finché tutto il popolo non finì di
uscire dalla città. [25]Il re disse a Zadòk: «Riporta
in città l'arca di Dio! Se io trovo grazia agli occhi del
Signore, egli mi farà tornare e me la farà rivedere insieme con
la sua Dimora. [26]Ma se dice: Non ti gradisco, eccomi:
faccia di me quello che sarà bene davanti a lui». [27]Il
re aggiunse al sacerdote Zadòk: «Vedi? Torna in pace in città
con tuo figlio Achimaaz e Giònata figlio di Ebiatàr. [28]Badate:
io aspetterò presso i guadi del deserto, finché mi sia portata
qualche notizia da parte vostra». [29]Così Zadòk ed
Ebiatàr riportarono a Gerusalemme l'arca di Dio e là
dimorarono.
Davide si assicura l'appoggio di Cusài
[30]Davide saliva l'erta degli Ulivi; saliva piangendo
e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi; tutta la gente
che era con lui aveva il capo coperto e, salendo, piangeva. [31]Fu
intanto portata a Davide la notizia: «Achitòfel è con
Assalonne tra i congiurati». Davide disse: «Rendi vani i
consigli di Achitòfel, Signore!». [32]Quando Davide fu
giunto in vetta al monte, al luogo dove ci si prostra a Dio, ecco
farglisi incontro Cusài, l'Archita, con la tunica stracciata e
il capo coperto di polvere. [33]Davide gli disse: «Se tu
procedi con me, mi sarai di peso; [34]ma se torni in
città e dici ad Assalonne: Io sarò tuo servo, o re; come sono
stato servo di tuo padre prima, così sarò ora tuo servo, tu
dissiperai in mio favore i consigli di Achitòfel. [35]E
non avrai forse là con te i sacerdoti Zadòk ed Ebiatàr? Quanto
sentirai dire della reggia, lo riferirai ai sacerdoti Zadòk ed
Ebiatàr. [36]Ecco, essi hanno con loro i due figli,
Achimaaz, figlio di Zadòk e Giònata, figlio di Ebiatàr; per
mezzo di loro mi farete sapere quanto avrete sentito». [37]Cusài,
amico di Davide, arrivò in città quando Assalonne entrava in
Gerusalemme.
Samuele 2 - Capitolo 16
Davide e Zibà
[1]Davide aveva di poco superato la cima del monte,
quando ecco Zibà, servo di Merib-Bàal, gli si fece incontro con
un paio di asini sellati e carichi di duecento pani, cento
grappoli di uva secca, cento frutti d'estate e un otre di vino. [2]Il
re disse a Zibà: «Che vuoi fare di queste cose?». Zibà
rispose: «Gli asini serviranno di cavalcatura alla reggia, i
pani e i frutti d'estate sono per sfamare i giovani, il vino per
dissetare quelli che saranno stanchi nel deserto». [3]Il
re disse: «Dov'è il figlio del tuo signore?». Zibà rispose al
re: «Ecco, è rimasto a Gerusalemme perché ha detto: Oggi la
casa di Israele mi renderà il regno di mio padre». [4]Il
re disse a Zibà: «Quanto appartiene a Merib-Bàal è tuo».
Zibà rispose: «Mi prostro! Possa io trovar grazia ai tuoi
occhi, re mio signore!».
Simeì maledice Davide
[5]Quando poi il re Davide fu giunto a Bacurìm, ecco
uscire di là un uomo della stessa famiglia della casa di Saul,
chiamato Simeì, figlio di Ghera. Egli usciva imprecando [6]e
gettava sassi contro Davide e contro tutti i ministri del re
Davide, mentre tutto il popolo e tutti i prodi stavano alla
destra e alla sinistra del re. [7]Simeì, maledicendo
Davide, diceva: «Vattene, vattene, sanguinario, scellerato! [8]Il
Signore ha fatto ricadere sul tuo capo tutto il sangue della casa
di Saul, al posto del quale regni; il Signore ha messo il regno
nelle mani di Assalonne tuo figlio ed eccoti nella sventura che
hai meritato, perché sei un sanguinario». [9]Allora
Abisài figlio di Zeruià disse al re: «Perché questo cane
morto dovrà maledire il re mio signore? Lascia che io vada e gli
tagli la testa!». [10]Ma il re rispose: «Che ho io in
comune con voi, figli di Zeruià? Se maledice, è perché il
Signore gli ha detto: Maledici Davide! E chi potrà dire: Perché
fai così?». [11]Poi Davide disse ad Abisài e a tutti i
suoi ministri: «Ecco, il figlio uscito dalle mie viscere cerca
di togliermi la vita: Quanto più ora questo Beniaminita!
Lasciate che maledica, poiché glielo ha ordinato il Signore. [12]Forse
il Signore guarderà la mia afflizione e mi renderà il bene in
cambio della maledizione di oggi». [13]Davide e la sua
gente continuarono il cammino e Simeì camminava sul fianco del
monte, parallelamente a Davide, e, cammin facendo, imprecava
contro di lui, gli tirava sassi e gli lanciava polvere. [14]Il
re e tutta la gente che era con lui arrivarono stanchi presso il
Giordano e là ripresero fiato.
Cusài raggiunge Assalonne
[15]Intanto Assalonne con tutti gli Israeliti era
entrato in Gerusalemme e Achitòfel era con lui. [16]Quando
Cusài l'Archita, l'amico di Davide, fu giunto presso Assalonne
gli disse: «Viva il re! Viva il re!». [17]Assalonne
disse a Cusài: «Questa è la fedeltà che hai per il tuo amico?
Perché non sei andato con il tuo amico?». [18]Cusài
rispose ad Assalonne: «No, io sarò per colui che il Signore e
questo popolo e tutti gli Israeliti hanno scelto e con lui
rimarrò. [19]E poi di chi sarò schiavo? Non lo sarò
forse di suo figlio? Come ho servito tuo padre, così servirò
te».
Assalonne e le concubine di Davide
[20]Allora Assalonne disse ad Achitòfel:
«Consultatevi su quello che dobbiamo fare». [21]Achitòfel
rispose ad Assalonne: «Entra dalle concubine che tuo padre ha
lasciate a custodia della casa; tutto Israele saprà che ti sei
reso odioso a tuo padre e sarà rafforzato il coraggio di tutti i
tuoi». [22]Fu dunque piantata una tenda sulla terrazza
per Assalonne e Assalonne entrò dalle concubine del padre, alla
vista di tutto Israele. [23]In quei giorni un consiglio
dato da Achitòfel era come una parola data da Dio a chi lo
consulta. Così era di tutti i consigli di Achitòfel per Davide
e per Assalonne.
Samuele 2 - Capitolo 17
Cusài sventa i piani di Achitòfel
[1]Achitòfel disse ad Assalonne: «Sceglierò
dodicimila uomini: mi metterò ad inseguire Davide questa notte; [2]gli
piomberò addosso mentre egli è stanco e ha le braccia fiacche;
lo spaventerò e tutta la gente che è con lui si darà alla
fuga; io colpirò solo il re [3]e ricondurrò a te tutto
il popolo, come ritorna la sposa al marito. La vita di un solo
uomo tu cerchi; la gente di lui rimarrà tranquilla». [4]Questo
parlare piacque ad Assalonne e a tutti gli anziani d'Israele. [5]Ma
Assalonne disse: «Chiamate anche Cusài l'Archita e sentiamo
ciò che ha in bocca anche lui». [6]Quando Cusài fu
giunto da Assalonne, questi gli disse: «Achitòfel ha parlato
così e così; dobbiamo fare come ha detto lui? Se no, parla
tu!». [7]Cusài rispose ad Assalonne: «Questa volta il
consiglio dato da Achitòfel non è buono». [8]Cusài
continuò: «Tu conosci tuo padre e i suoi uomini: sai che sono
uomini valorosi e che hanno l'animo esasperato come un'orsa nella
campagna quando le sono stati rapiti i figli; poi tuo padre è un
guerriero e non passerà la notte con il popolo. [9]A
quest'ora egli è nascosto in qualche buca o in qualche altro
luogo; se fin da principio cadranno alcuni dei tuoi, qualcuno lo
verrà a sapere e si dirà: C'è stata una strage tra la gente
che segue Assalonne. [10]Allora il più valoroso, anche se
avesse un cuore di leone, si avvilirà, perché tutto Israele sa
che tuo padre è un prode e che i suoi uomini sono valorosi. [11]Perciò
io consiglio che tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, si raduni
presso di te, numeroso come la sabbia che è sulla riva del mare,
e che tu vada in persona alla battaglia. [12]Così lo
raggiungeremo in qualunque luogo si troverà e gli piomberemo
addosso come la rugiada cade sul suolo; di tutti i suoi uomini
non ne scamperà uno solo. [13]Se invece si ritira in
qualche città, tutto Israele porterà corde a quella città e
noi la trascineremo nella valle, così che non se ne trovi più
nemmeno una pietruzza». [14]Assalonne e tutti gli
Israeliti dissero: «Il consiglio di Cusài l'Archita è migliore
di quello di Achitòfel». Il Signore aveva stabilito di mandare
a vuoto il saggio consiglio di Achitòfel per far cadere la
sciagura su Assalonne.
[15]Allora Cusài disse ai sacerdoti Zadòk ed
Ebiatàr: «Achitòfel ha consigliato Assalonne e gli anziani
d'Israele così e così, ma io ho consigliato in questo modo. [16]Ora
dunque mandate in fretta ad informare Davide e ditegli: Non
passare la notte presso i guadi del deserto, ma passa subito
dall'altra parte, perché non venga lo sterminio sul re e sulla
gente che è con lui».
Davide, informato, passa il Giordano
[17]Ora Giònata e Achimaaz stavano presso En-Roghèl,
in attesa che una schiava andasse a portare le notizie che essi
dovevano andare a riferire al re Davide; perché non potevano
farsi vedere ad entrare in città. [18]Ma un giovane li
vide e informò Assalonne. I due partirono di corsa e giunsero a
Bacurìm a casa di un uomo che aveva nel cortile una cisterna. [19]Quelli
vi si calarono e la donna di casa prese una coperta, la distese
sulla bocca della cisterna e vi sparse grano pesto, così che non
ci si accorgeva di nulla. [20]I servi di Assalonne vennero
in casa della donna e chiesero: «Dove sono Achimaaz e
Giònata?». La donna rispose loro: «Hanno passato il serbatoio
dell'acqua». Quelli si misero a cercarli, ma, non riuscendo a
trovarli, tornarono a Gerusalemme.
[21]Quando costoro se ne furono partiti, i due uscirono
dalla cisterna e andarono ad informare il re Davide. Gli dissero:
«Muovetevi e passate in fretta l'acqua, perché così ha
consigliato Achitòfel a vostro danno». [22]Allora Davide
si mosse con tutta la sua gente e passò il Giordano.
All'apparire del giorno, neppure uno era rimasto che non avesse
passato il Giordano. [23]Achitòfel, vedendo che il suo
consiglio non era stato seguito, sellò l'asino e partì per
andare a casa sua nella sua città. Mise in ordine gli affari
della casa e s'impiccò. Così morì e fu sepolto nel sepolcro di
suo padre.
Assalonne passa il Giordano. Davide a Macanàim
[24]Davide era giunto a Macanàim, quando Assalonne
passò il Giordano con tutti gli Israeliti. [25]Assalonne
aveva posto a capo dell'esercito Amasà invece di Ioab. Amasà
era figlio di un uomo chiamato Itrà l'Ismaelita, il quale si era
unito a Abigàl, figlia di Iesse e sorella di Zeruià, madre di
Ioab. [26]Israele e Assalonne si accamparono nel paese di
Gàlaad. [27]Quando Davide fu giunto a Macanàim, Sobì,
figlio di Nacàs che era da Rabbà, città degli Ammoniti,
Machìr, figlio di Ammiel da Lodebàr, e Barzillài, il Galaadita
di Roghelìm, [28]portarono letti e tappeti, coppe e vasi
di terracotta, grano, orzo, farina, grano arrostito, fave,
lenticchie, [29]miele, latte acido e formaggi di pecora e
di vacca, per Davide e per la sua gente perché mangiassero;
infatti dicevano: «Questa gente ha patito fame, stanchezza e
sete nel deserto».
Samuele 2 - Capitolo 18
Disfatta del partito di Assalonne
[1]Davide passò in rassegna la sua gente e costituì
capi di migliaia e capi di centinaia per comandarla. [2]Divise
la gente in tre corpi: un terzo sotto il comando di Ioab, un
terzo sotto il comando di Abisài figlio di Zeruià, fratello di
Ioab, e un terzo sotto il comando di Ittài di Gat. Poi il re
disse al popolo: «Voglio uscire anch'io con voi!». [3]Ma
il popolo rispose: «Tu non devi uscire, perché se noi fossimo
messi in fuga, non si farebbe alcun caso di noi; quand'anche
perisse la metà di noi, non se ne farebbe alcun caso, ma tu
conti per diecimila di noi; è meglio che ti tenga pronto a darci
aiuto dalla città». [4]Il re rispose loro: «Farò
quello che vi sembra bene». Il re si fermò al fianco della
porta, mentre tutto l'esercito usciva a schiere di cento e di
mille uomini. [5]Il re ordinò a Ioab, ad Abisài e ad
Ittài: «Trattatemi con riguardo il giovane Assalonne!». E
tutto il popolo udì quanto il re ordinò a tutti i capi nei
riguardi di Assalonne.
[6]L'esercito uscì in campo contro Israele e la
battaglia ebbe luogo nella foresta di Efraim. [7]La gente
d'Israele fu in quel luogo sconfitta dai servi di Davide; la
strage fu grande: in quel giorno caddero ventimila uomini. [8]La
battaglia si estese su tutta la contrada e la foresta divorò in
quel giorno molta più gente di quanta non ne avesse divorato la
spada.
Morte di Assalonne
[9]Ora Assalonne s'imbattè nei servi di Davide.
Assalonne cavalcava il mulo; il mulo entrò sotto i rami di un
grande terebinto e la testa di Assalonne rimase impigliata nel
terebinto e così egli restò sospeso fra cielo e terra; mentre
il mulo che era sotto di lui passava oltre. [10]Un uomo lo
vide e venne a riferire a Ioab: «Ho visto Assalonne appeso a un
terebinto». [11]Ioab rispose all'uomo che gli portava la
notizia: «Dunque, l'hai visto? E perché non l'hai tu, sul
posto, steso al suolo? Io non avrei mancato di darti dieci sicli
d'argento e una cintura». [12]Ma quell'uomo disse a Ioab:
«Quand'anche mi fossero messi in mano mille sicli d'argento, io
non stenderei la mano sul figlio del re; perché con i nostri
orecchi abbiamo udito l'ordine che il re ha dato a te, ad Abisài
e a Ittài: Salvatemi il giovane Assalonne! [13]Se io
avessi commesso di mia testa una perfidia, poiché nulla rimane
nascosto al re, tu stesso saresti sorto contro di me». [14]Allora
Ioab disse: «Io non voglio perdere così il tempo con te».
Prese in mano tre dardi e li immerse nel cuore di Assalonne, che
era ancora vivo nel folto del terebinto. [15]Poi dieci
giovani scudieri di Ioab circondarono Assalonne, lo colpirono e
lo finirono.
[16]Allora Ioab suonò la tromba e il popolo cessò di
inseguire Israele, perché Ioab aveva trattenuto il popolo. [17]Poi
presero Assalonne, lo gettarono in una grande fossa nella foresta
ed elevarono sopra di lui un enorme mucchio di pietre. Tutto
Israele era fuggito ciascuno nella sua tenda. [18]Ora
Assalonne mentre era in vita, si era eretta la stele che è nella
Valle del re; perché diceva: «Io non ho un figlio che conservi
il ricordo del mio nome»; chiamò quella stele con il suo nome e
la si chiamò di Assalonne fino ad oggi.
Davide viene informato
[19]Achimaaz figlio di Zadòk disse a Ioab: «Correrò
a portare al re la notizia che il Signore gli ha fatto giustizia
contro i suoi nemici». [20]Ioab gli rispose: «Oggi tu
non sarai l'uomo della buona notizia, la porterai un altro
giorno; non porterai oggi la bella notizia perché il figlio del
re è morto». [21]Poi Ioab disse all'Etiope: «Và e
riferisci al re quello che hai visto». L'Etiope si prostrò a
Ioab e corse via. [22]Achimaaz, figlio di Zadòk, disse di
nuovo a Ioab: «Qualunque cosa avvenga, lasciami correre dietro
all'Etiope». Ioab gli disse: «Ma perché correre, figlio mio?
La buona notizia non ti porterà nulla di buono». [23]E
l'altro: «Qualunque cosa avvenga, voglio correre». Ioab gli
disse: «Corri!». Allora Achimaaz prese la corsa per la strada
della valle e oltrepassò l'Etiope. [24]Davide stava
seduto fra le due porte; la sentinella salì sul tetto della
porta dal lato del muro; alzò gli occhi, guardò ed ecco un uomo
correre tutto solo. [25]La sentinella gridò e avvertì il
re. Il re disse: «Se è solo, porta una buona notizia». Quegli
andava avvicinandosi sempre più. [26]Poi la sentinella
vide un altro uomo che correva e gridò al guardiano: «Ecco un
altro uomo correre tutto solo!». E il re: «Anche questo porta
una buona notizia». [27]La sentinella disse: «Il modo di
correre del primo mi pare quello di Achimaaz, figlio di Zadòk».
E il re disse: «E' un uomo dabbene: viene certo per una lieta
notizia!». [28]Achimaaz gridò al re: «Pace!».
Prostratosi dinanzi al re con la faccia a terra, disse:
«Benedetto sia il Signore tuo Dio che ha messo in tuo potere gli
uomini che avevano alzato le mani contro il re mio signore!». [29]Il
re disse: «Il giovane Assalonne sta bene?». Achimaàz rispose:
«Quando Ioab mandava il servo del re e me tuo servo, io vidi un
gran tumulto, ma non so di che cosa si trattasse». [30]Il
re gli disse: «Mettiti là, da parte». Quegli si mise da parte
e aspettò. [31]Ed ecco arrivare l'Etiope che disse:
«Buone notizie per il re mio signore! Il Signore ti ha reso oggi
giustizia, liberandoti dalle mani di quanti erano insorti contro
di te». [32]Il re disse all'Etiope: «Il giovane
Assalonne sta bene?». L'Etiope rispose: «Diventino come quel
giovane i nemici del re mio signore e quanti insorgono contro di
te per farti il male!».
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Samuele 2 > da capitolo 13 a capitolo 18
Samuele 2 > da capitolo 19 a capitolo 24
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