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LA BIBBIA
Samuele 1 - Capitolo 9
Saul e le asine di suo padre
[1]C'era un uomo di Beniamino, chiamato Kis - figlio di
Abièl, figlio di Zeròr, figlio di Becoràt, figlio di Afìach,
figlio di un Beniaminita -, un prode. [2]Costui aveva un
figlio chiamato Saul, alto e bello: non c'era nessuno più bello
di lui tra gli Israeliti; superava dalla spalla in su chiunque
altro del popolo. [3]Ora le asine di Kis, padre di Saul,
si smarrirono e Kis disse al figlio Saul: «Su, prendi con te uno
dei servi e parti subito in cerca delle asine». [4]I due
attraversarono le montagne di Efraim, passarono al paese di
Salisa, ma non le trovarono. Si recarono allora nel paese di
Saàlim, ma non c'erano; poi percorsero il territorio di
Beniamino e anche qui non le trovarono. [5]Quando
arrivarono nel paese di Zuf, Saul disse al compagno che era con
lui: «Su, torniamo indietro, perché non vorrei che mio padre
avesse smesso di pensare alle asine e ora fosse preoccupato di
noi».
[6]Gli rispose: «Ecco in questa città c'è un uomo di
Dio, tenuto in molta considerazione: quanto egli dice, di certo
si avvera. Ebbene, andiamoci! Forse ci indicherà la via che
dobbiamo battere». [7]Rispose Saul: «Sì, andiamo! Ma
che daremo a quell'uomo? Il pane nelle nostre sporte è finito e
non abbiamo alcun dono da portare all'uomo di Dio; infatti che
abbiamo?». [8]Ma il servo rispondendo a Saul soggiunse:
«Guarda: mi son trovato in mano un quarto di siclo d'argento.
Dallo all'uomo di Dio e ci indicherà la nostra via». [9]In
passato in Israele, quando uno andava a consultare Dio, diceva:
«Su, andiamo dal veggente», perché quello che oggi si dice
profeta allora si diceva veggente. [10]Disse dunque Saul
al servo: «Hai detto bene; su, andiamo» e si diressero alla
città dove era l'uomo di Dio.
Saul incontra Samuele
[11]Mentre essi salivano il pendio della città,
trovarono ragazze che uscivano ad attingere acqua e chiesero
loro: «E' qui il veggente?». [12]Quelle risposero
dicendo: «Sì, c'è; ecco, vi ha preceduto di poco: ora, proprio
ora è rientrato in città, perché oggi il popolo celebra un
sacrificio sull'altura. [13]Entrando in città lo
troverete subito, prima che salga all'altura per il banchetto,
perché il popolo non si mette a mangiare, finché egli non sia
arrivato; egli infatti deve benedire la vittima, e dopo gli
invitati mangiano. Presto, salite e lo troverete subito». [14]Salirono
dunque alla città. Mentre essi giungevano in mezzo alla porta,
ecco, Samuele usciva in direzione opposta per salire all'altura. [15]Il
Signore aveva detto all'orecchio di Samuele, un giorno prima che
giungesse Saul: [16]«Domani a quest'ora ti manderò un
uomo della terra di Beniamino e tu lo ungerai come capo del mio
popolo Israele. Egli libererà il mio popolo dalle mani dei
Filistei, perché io ho guardato il mio popolo, essendo giunto
fino a me il suo grido». [17]Quando Samuele vide Saul, il
Signore gli rivelò: «Ecco l'uomo di cui ti ho parlato; costui
avrà potere sul mio popolo». [18]Saul si accostò a
Samuele in mezzo alla porta e gli chiese: «Vuoi indicarmi la
casa del veggente?». [19]Samuele rispose a Saul: «Sono
io il veggente. Precedimi su all'altura. Oggi voi due mangerete
con me. Ti congederò domani mattina e ti manifesterò quanto
pensi; [20]riguardo poi alle tue asine smarrite tre giorni
fa, non stare in pensiero, perché sono state ritrovate. A chi
del resto appartiene il meglio d'Israele, se non a te e a tutta
la casa di tuo padre?». [21]Rispose Saul: «Non sono io
forse un Beniaminita, della più piccola tribù d'Israele? E la
mia famiglia non è forse la più piccola fra tutte le famiglie
della tribù di Beniamino? Perché hai voluto farmi questo
discorso?». [22]Ma Samuele prese Saul e il suo servo e li
fece entrare nella sala e assegnò loro il posto a capo degli
invitati che erano una trentina. [23]Quindi Samuele disse
al cuoco: «Portami la porzione che ti avevo dato dicendoti:
Conservala presso di te». [24]Il cuoco portò la coscia e
la coda e le pose davanti a Saul, mentre Saul diceva: «Ecco,
ciò che è avanzato ti è posto davanti, mangia, perché proprio
per te è stato serbato, perché lo mangiassi con gli invitati».
Così quel giorno Saul mangiò con Samuele.
[25]Scesero poi dall'altura in città; fu allestito un
giaciglio per Saul sulla terrazza [26]ed egli vi si
coricò.
La consacrazione di Saul
Al sorgere dell'aurora Samuele chiamò Saul che era sulla
terrazza, dicendo: «Alzati, perché devo congedarti». Saul si
alzò e i due, cioè lui e Samuele, uscirono. [27]Quando
furono scesi alla periferia della città, Samuele disse a Saul:
«Ordina al servo che ci oltrepassi e vada avanti» e il servo
passò oltre. «Tu fermati un momento, perché io ti faccia
intendere la parola di Dio».
Samuele 1 - Capitolo 10
[1]Samuele prese allora l'ampolla dell'olio e gliela
versò sulla testa, poi lo baciò dicendo: «Ecco: il Signore ti
ha unto capo sopra Israele suo popolo. Tu avrai potere sul popolo
del Signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli
stanno intorno. Questo ti sarà il segno che proprio il Signore
ti ha unto capo sulla sua casa: [2]oggi, quando sarai
partito da me, troverai due uomini presso il sepolcro di Rachele
sul confine con Beniamino in Zelzach. Essi ti diranno: Sono state
ritrovate le asine che sei andato a cercare. Ecco tuo padre non
bada più alla faccenda delle asine, ma è preoccupato di voi e
va dicendo: Che devo fare per mio figlio? [3]Passerai in
fretta di là e andrai oltre; quando arriverai alla quercia del
Tabor, vi troverete tre uomini in viaggio per salire a Dio in
Betel: uno porterà tre capretti, l'altro porterà tre pani
rotondi, il terzo porterà un otre di vino. [4]Ti
domanderanno se stai bene e ti daranno due pani, che tu prenderai
dalle loro mani. [5]Giungerai poi a Gàbaa di Dio, dove
c'è una guarnigione di Filistei e mentre entrerai in città,
incontrerai un gruppo di profeti che scenderanno dall'altura
preceduti da arpe, timpani, flauti e cetre, in atto di fare i
profeti. [6]Lo spirito del Signore investirà anche te e
ti metterai a fare il profeta insieme con loro e sarai
trasformato in un altro uomo. [7]Quando questi segni che
ti riguardano saranno accaduti, farai come vorrai, perché Dio
sarà con te. [8]Tu poi scenderai a Gàlgala precedendomi.
Io scenderò in seguito presso di te per offrire olocausti e
immolare sacrifici di comunione. Sette giorni aspetterai, finché
io verrò a te e ti indicherò quello che dovrai fare».
Ritorno di Saul
[9]Ed ecco, quando quegli ebbe voltato le spalle per
partire da Samuele, Dio gli mutò il cuore e tutti questi segni
si verificarono il giorno stesso. [10]I due arrivarono là
a Gàbaa ed ecco, mentre una schiera di profeti avanzava di
fronte a loro, lo spirito di Dio lo investì e si mise a fare il
profeta in mezzo a loro.
[11]Allora quanti lo avevano conosciuto prima,
vedendolo d'un tratto fare il profeta con i profeti, si dissero
l'un l'altro fra la gente: «Che è accaduto al figlio di Kis? E'
dunque anche Saul tra i profeti?». [12]Uno del luogo
disse: «E chi è il loro padre?». Per questo passò in
proverbio l'espressione: «E' dunque anche Saul tra i profeti?».
[13]Quando ebbe terminato di profetare andò sull'altura. [14]Lo
zio di Saul chiese poi a lui e al suo servo: «Dove siete
andati?». Rispose: «A cercare le asine e, vedendo che non
c'erano, ci siamo recati da Samuele». [15]Lo zio di Saul
soggiunse: «Suvvia, raccontami quello che vi ha detto Samuele».
[16]Saul rispose allo zio: «Ci ha assicurato che le asine
erano state ritrovate». Ma non gli riferì il discorso del
regno, che gli aveva tenuto Samuele.
Saul è sorteggiato re
[17]Samuele radunò il popolo davanti a Dio in Mizpa [18]e
disse a tutti gli Israeliti: «Dice il Signore Dio d'Israele: Io
ho fatto uscire Israele dall'Egitto e l'ho liberato dalla mano
degli Egiziani e dalla mano di tutti i regni che vi opprimevano. [19]Ma
voi oggi avete ripudiato il vostro Dio, il quale solo vi salva da
tutti i vostri mali e da tutte le angosce. E avete detto: No,
costituisci un re sopra di noi! Ora presentatevi a Dio distinti
per tribù e per famiglie». [20]Samuele fece accostare
ogni tribù d'Israele e fu sorteggiata la tribù di Beniamino. [21]Fece
poi accostare la tribù di Beniamino distinta per famiglie e fu
sorteggiata la famiglia di Matri. Fece allora venire la famiglia
di Matri per singoli individui e fu sorteggiato Saul figlio di
Kis. Si misero a cercarlo ma non si riuscì a trovarlo. [22]Allora
consultarono di nuovo il Signore: «E' venuto qui l'uomo o no?».
Rispose il Signore: «Eccolo nascosto in mezzo ai bagagli». [23]Corsero
a prenderlo di là e fu presentato al popolo: egli sopravanzava
dalla spalla in su tutto il popolo. [24]Samuele disse a
tutta la folla: «Vedete dunque che l'ha proprio eletto il
Signore, perché non c'è nessuno in tutto il popolo come lui».
Tutto il popolo proruppe in un grido: «Viva il re!». [25]Samuele
espose a tutto il popolo i diritti del regno e li scrisse in un
libro che depositò davanti al Signore. Poi Samuele congedò
tutto il popolo perché andasse ognuno a casa sua. [26]Anche
Saul tornò a casa in Gàbaa e con lui si accompagnarono uomini
valenti ai quali Dio aveva toccato il cuore. [27]Ma altri,
individui spregevoli, dissero: «Potrà forse salvarci costui?».
Così lo disprezzarono e non vollero portargli alcun dono.
Samuele 1 - Capitolo 11
Vittoria contro gli Ammoniti
[1]Circa un mese dopo, Nacas l'Ammonita si mosse e pose
il campo contro Iabes di Gàlaad. Tutti i cittadini di Iabes di
Gàlaad dissero allora a Nacas: «Vieni a patti con noi e ti
saremo sudditi». [2]Rispose loro Nacas l'Ammonita: «A
queste condizioni mi alleerò con voi: possa io cavare a tutti
voi l'occhio destro e porre tale gesto a sfregio di tutto
Israele». [3]Di nuovo chiesero gli anziani di Iabes:
«Lasciaci sette giorni per inviare messaggeri in tutto il
territorio d'Israele. Se nessuno verrà a salvarci, usciremo
incontro a te». [4]I messaggeri arrivarono a Gàbaa di
Saul e riferirono quelle parole davanti al popolo e tutto il
popolo levò la voce e pianse. [5]Or ecco Saul veniva
dalla campagna dietro l'armento. Chiese dunque Saul: «Che ha il
popolo da piangere?». Riferirono a lui le parole degli uomini di
Iabes. [6]Lo spirito di Dio investì allora Saul ed egli,
appena udite quelle parole, si irritò molto. [7]Poi prese
un paio di buoi, li fece a pezzi e ne inviò in tutto il
territorio d'Israele mediante messaggeri con questo proclama:
«Se qualcuno non uscirà dietro Saul e dietro Samuele, la stessa
cosa avverrà dei suoi buoi». Si sparse lo spavento del Signore
nel popolo e si mossero come un sol uomo. [8]Saul li
passò in rassegna a Bèzek e risultarono trecentomila Israeliti
e trentamila di Giuda. [9]Dissero allora ai messaggeri che
erano giunti: «Direte ai cittadini di Iabes di Gàlaad: Domani,
quando il sole comincerà a scaldare, avverrà la vostra
salvezza».
I messaggeri partirono e riferirono agli uomini di Iabes, che
ne ebbero grande gioia. [10]Allora gli uomini di Iabes
diedero risposta a Nacas: «Domani usciremo incontro a voi e ci
farete quanto sembrerà bene ai vostri occhi». [11]Il
giorno dopo Saul divise il grosso in tre schiere e irruppe in
mezzo al campo nemico sul far del mattino; batterono gli Ammoniti
finché il giorno si fece caldo. Quelli che scamparono furono
dispersi talmente che non ne rimasero due insieme.
Saul è proclamato re
[12]Il popolo allora disse a Samuele: «Chi ha detto:
Dovrà forse regnare Saul su di noi? Consegnaci costoro e li
faremo morire». [13]Ma Saul disse: «Oggi non si deve far
morire nessuno, perché in questo giorno il Signore ha operato
una liberazione in Israele». [14]Samuele ordinò al
popolo: «Su, andiamo a Gàlgala: là inaugureremo il regno». [15]Tutto
il popolo si portò a Gàlgala e là davanti al Signore in
Gàlgala riconobbero Saul come re; qui ancora offrirono sacrifici
di comunione davanti al Signore e qui fecero grande festa Saul e
tutti gli Israeliti.
Samuele 1 - Capitolo 12
Samuele si ritira davanti a Saul
[1]Allora Samuele disse a tutto Israele: «Ecco ho
ascoltato la vostra voce in tutto quello che mi avete chiesto e
ho costituito su di voi un re. [2]Da questo momento ecco
il re procede davanti a voi. Quanto a me sono diventato vecchio e
canuto e i miei figli eccoli tra di voi. Io ho vissuto dalla mia
giovinezza fino ad oggi sotto i vostri occhi. [3]Eccomi,
pronunciatevi a mio riguardo alla presenza del Signore e del suo
consacrato. A chi ho portato via il bue? A chi ho portato via
l'asino? Chi ho trattato con prepotenza? A chi ho fatto offesa?
Da chi ho accettato un regalo per chiudere gli occhi a suo
riguardo? Sono qui a restituire!». [4]Risposero: «Non ci
hai trattato con prepotenza, né ci hai fatto offesa, né hai
preso nulla da nessuno». [5]Egli soggiunse loro: «E'
testimonio il Signore contro di voi ed è testimonio oggi il suo
consacrato, che non trovate niente in mano mia?». Risposero:
«Sì, è testimonio».
[6]Allora Samuele disse al popolo: «E' testimonio il
Signore che ha stabilito Mosè e Aronne e che ha fatto uscire i
vostri padri dal paese d'Egitto.
[7]Ora state qui raccolti e io voglio discutere con voi
davanti al Signore a causa di tutti i benefici che il Signore ha
operato con voi e con i vostri padri. [8]Quando Giacobbe
andò in Egitto e gli Egiziani li oppressero e i vostri padri
gridarono al Signore, il Signore mandò loro Mosè e Aronne che
li fecero uscire dall'Egitto e li ricondussero in questo luogo. [9]Ma
poiché avevano dimenticato il Signore loro Dio, li abbandonò in
potere di Sisara, capo dell'esercito di Cazor e in potere dei
Filistei e in potere del re di Moab, che mossero loro guerra. [10]Essi
gridarono al Signore: Abbiamo peccato, perché abbiamo
abbandonato il Signore e abbiamo servito i Baal e le Astàrti! Ma
ora liberaci dalle mani dei nostri nemici e serviremo te. [11]Allora
il Signore vi mandò Ierub-Baal e Barak e Iefte e Samuele e vi
liberò dalle mani dei nemici che vi circondavano e siete tornati
a vita tranquilla. [12]Eppure quando avete visto che Nacas
re degli Ammoniti muoveva contro di voi, mi avete detto: No,
vogliamo che un re regni sopra di noi, mentre il Signore vostro
Dio è vostro re. [13]Ora eccovi il re che avete scelto e
che avevate chiesto. Vedete che il Signore ha costituito un re
sopra di voi. [14]Dunque se temerete il Signore, se lo
servirete e ascolterete la sua voce e non sarete ribelli alla
parola del Signore, voi e il re che regna su di voi vivrete con
il Signore vostro Dio. [15]Se invece non ascolterete la
voce del Signore e sarete ribelli alla sua parola, la mano del
Signore peserà su di voi, come pesò sui vostri padri.
[16]Ora, state attenti e osservate questa grande cosa
che il Signore vuole operare sotto i vostri occhi. [17]Non
è forse questo il tempo della mietitura del grano? Ma io
griderò al Signore ed Egli manderà tuoni e pioggia. Così vi
persuaderete e constaterete che grande è il peccato che avete
fatto davanti al Signore chiedendo un re per voi». [18]Samuele
allora invocò il Signore e il Signore mandò subito tuoni e
pioggia in quel giorno. Tutto il popolo fu preso da grande timore
del Signore e di Samuele. [19]Tutto il popolo perciò
disse a Samuele: «Prega il Signore tuo Dio per noi tuoi servi
che non abbiamo a morire, poiché abbiamo aggiunto a tutti i
nostri errori il peccato di aver chiesto per noi un re». [20]Samuele
rispose al popolo: «Non temete: voi avete fatto tutto questo
male, ma almeno in seguito non allontanatevi dal Signore, anzi
servite lui, il Signore, con tutto il cuore. [21]Non
allontanatevi per seguire vanità che non possono giovare né
salvare, perché appunto sono vanità. [22]Certo il
Signore non abbandonerà il suo popolo, per riguardo al suo nome
che è grande, perché il Signore ha cominciato a fare di voi il
suo popolo. [23]Quanto a me, non sia mai che io pecchi
contro il Signore, tralasciando di supplicare per voi e di
indicarvi la via buona e retta. [24]Vogliate soltanto
temere il Signore e servirlo fedelmente con tutto il cuore,
perché dovete ben riconoscere le grandi cose che ha operato con
voi. [25]Se invece vorrete fare il male, voi e il vostro
re sarete spazzati via».
Samuele 1 - Capitolo 13
2. INIZI DEL REGNO DI SAUL
Sollevazione contro i Filistei
[1]Saul aveva trent'anni quando cominciò a regnare e
regnò vent'anni su Israele... [2]Egli si scelse tremila
uomini da Israele: duemila stavano con Saul in Micmas e sul monte
di Betel e mille stavano con Giònata a Gàbaa di Beniamino;
rimandò invece il resto del popolo ciascuno alla sua tenda. [3]Allora
Giònata sconfisse la guarigione dei Filistei che era in Gàbaa e
i Filistei lo seppero subito. Ma Saul suonò la tromba in tutta
la regione gridando: «Ascoltino gli Ebrei!». [4]Tutto
Israele udì e corse la voce: «Saul ha battuto la guarnigione
dei Filistei e ormai Israele s'è urtato con i Filistei». Il
popolo si radunò dietro Saul a Gàlgala. [5]Anche i
Filistei si radunarono per combattere Israele, con tremila carri
e seimila cavalieri e una moltitudine numerosa come la sabbia che
è sulla spiagga del mare. Così si mossero e posero il campo a
Micmas a oriente di Bet-Aven. [6]Quando gli Israeliti si
accorsero di essere in difficoltà, perché erano stretti dal
nemico, cominciarono a nascondersi in massa nelle grotte, nelle
macchie, fra le rocce, nelle fosse e nelle cisterne. [7]Alcuni
Ebrei passarono oltre il Giordano nella terra di Gad e Gàlaad.
Rottura tra Samuele e Saul
Saul restava in Gàlgala e tutto il popolo che stava con lui
era impaurito. [8]Aspettò tuttavia sette giorni secondo
il tempo fissato da Samuele. Ma Samuele non arrivava a Gàlgala e
il popolo si disperdeva lontano da lui. [9]Allora Saul
diede ordine: «Preparatemi l'olocausto e i sacrifici di
comunione». Quindi offrì l'olocausto. [10]Ed ecco,
appena ebbe finito di offrire l'olocausto, giunse Samuele e Saul
gli uscì incontro per salutarlo. [11]Samuele disse
subito: «Che hai fatto?». Saul rispose: «Vedendo che il popolo
si disperdeva lontano da me e tu non venivi al termine dei giorni
fissati, mentre i Filistei si addensavano in Micmas, [12]ho
detto: ora scenderanno i Filistei contro di me in Gàlgala mentre
io non ho ancora placato il Signore. Perciò mi sono fatto ardito
e ho offerto l'olocausto». [13]Rispose Samuele a Saul:
«Hai agito da stolto, non osservando il comando che il Signore
Dio tuo ti aveva imposto, perché in questa occasione il Signore
avrebbe reso stabile il tuo regno su Israele per sempre. [14]Ora
invece il tuo regno non durerà. Il Signore si è gia scelto un
uomo secondo il suo cuore e lo costituirà capo del suo popolo,
perché tu non hai osservato quanto ti aveva comandato il
Signore». [15]Samuele poi si alzò e salì da Gàlgala
per andarsene per la sua strada. Il resto del popolo salì dietro
a Saul incontro ai guerrieri e vennero da Gàlgala a Gàbaa di
Beniamino; Saul contò la gente che era rimasta con lui: erano
seicento uomini.
Preparativi di guerra
[16]Saul e Giònata e la gente rimasta con loro stavano
a Gàbaa di Beniamino e i Filistei erano accampati in Micmas. [17]Dall'accampamento
filisteo uscì una pattuglia d'assalto divisa in tre schiere: una
si diresse sulla via di Ofra verso il paese di Suàl; [18]un'altra
si diresse sulla via di Bet-Coron; la terza schiera si diresse
sulla via del confine che sovrasta la valle di Zeboìm verso il
deserto. [19]Allora non si trovava un fabbro in tutto il
paese d'Israele: «Perché - dicevano i Filistei - gli Ebrei non
fabbrichino spade o lance». [20]Così gli Israeliti
dovevano sempre scendere dai Filistei per affilare chi il vomere,
chi la zappa, chi la scure o la falce. [21]L'affilatura
costava due terzi di siclo per i vomeri e le zappe e un terzo
l'affilatura delle scuri e dei pungoli. [22]Nel giorno
della battaglia, in tutta la gente che stava con Saul e Giònata,
non si trovò in mano ad alcuno né spada né lancia. Si potè
averne solo per Saul e suo figlio Giònata. [23]Intanto
una guarnigione di Filistei era uscita verso il passo di Micmas.
Samuele 1 - Capitolo 14
Gionata attacca l'appostamento
[1]Un giorno Giònata, figlio di Saul, disse al suo
scudiero: «Su vieni, portiamoci fino all'appostamento dei
Filistei che sta qui di fronte». Ma non disse nulla a suo padre.
[2]Saul se ne stava al limitare di Gàbaa sotto il
melograno che si trova in Migròn; la sua gente era di circa
seicento uomini. [3]Achià figlio di Achitùb, fratello di
Icabòd, figlio di Pìncas, figlio di Eli, sacerdote del Signore
in Silo, portava l'efod e il popolo non sapeva che
Giònata era andato. [4]Tra i varchi per i quali Giònata
cercava di passare, puntando sull'appostamento dei Filistei, vi
era una sporgenza rocciosa da una parte e una sporgenza rocciosa
dall'altra parte: una si chiamava Bòzez, l'altra Sène. [5]Una
delle rocce sporgenti era di fronte a Micmas a settentrione,
l'altra era di fronte a Gàbaa a meridione. [6]Giònata
disse allo scudiero: «Su, vieni, passiamo all'appostamento di
questi non circoncisi; forse il Signore ci aiuterà, perché non
è difficile per il Signore salvare con molti o con pochi». [7]Lo
scudiero gli rispose: «Fà quanto hai in animo. Avvìati e và!
Eccomi con te: come il tuo cuore, così è il mio». [8]Allora
Giònata disse: «Ecco, noi passeremo verso questi uomini e ci
mostreremo loro. [9]Se ci diranno: Fermatevi finché
veniamo a raggiungervi, restiamo in basso e non saliamo da loro. [10]Se
invece ci diranno: Venite su da noi!, saliamo, perché il Signore
ce li ha messi nelle mani e questo sarà per noi il segno». [11]Quindi
i due si lasciarono scorgere dall'appostamento filisteo e i
Filistei dissero: «Ecco gli Ebrei che escono dalle caverne dove
si erano nascosti». [12]Poi gli uomini della guarnigione
dissero a Giònata e al suo scudiero: «Salite da noi, che
abbiamo qualche cosa da dirvi!». Giònata allora disse al suo
scudiero: «Sali dopo di me, perché il Signore li ha messi nelle
mani di Israele». [13]Giònata saliva aiutandosi con le
mani e con i piedi e lo scudiero lo seguiva; quelli cadevano
davanti a Giònata e, dietro, lo scudiero li finiva. [14]Questa
fu la prima strage nella quale Giònata e il suo scudiero
colpirono una ventina di uomini, entro quasi metà di un campo
arabile.
Battaglia generale
[15]Si sparse così il terrore nell'accampamento, nella
regione e in tutto il popolo. Anche la guarnigione e i suoi
uomini d'assalto furono atterriti e la terra tremò e ci fu un
terrore divino.
[16]Le vedette di Saul che stavano in Gàbaa di
Beniamino guardarono e videro la moltitudine che fuggiva qua e
là. [17]Allora Saul ordinò alla gente che era con lui:
«Su, cercate e indagate chi sia partito da noi». Cercarono ed
ecco non c'erano né Giònata né il suo scudiero. [18]Saul
disse ad Achia: «Avvicina l'efod!» - egli infatti allora
portava l'efod davanti agli Israeliti -. [19]Mentre
Saul parlava al sacerdote, il tumulto che era sorto nel campo
filisteo andava propagandosi e crescendo. Saul disse al
sacerdote: «Ritira la mano». [20]A loro volta Saul e la
gente che era con lui alzarono grida e mossero all'attacco, ma
ecco trovarono che la spada dell'uno si rivolgeva contro l'altro
in una confusione molto grande. [21]Anche quegli Ebrei che
erano con i Filistei da qualche tempo e che erano saliti con loro
all'accampamento, si voltarono, per mettersi con Israele che era
là con Saul e Giònata. [22]Inoltre anche tutti gli
Israeliti che si erano nascosti sulle montagne di Efraim, quando
seppero che i Filistei erano in fuga, si unirono a inseguirli e
batterli. [23]Così il Signore in quel giorno salvò
Israele e la battaglia si estese fino a Bet-Aven.
Una proibizione di Saul violata da Gionata
[24]Gli Israeliti erano sfiniti in quel giorno e Saul
impose questo giuramento a tutto il popolo: «Maledetto chiunque
gusterà cibo prima di sera, prima che io mi sia vendicato dei
miei nemici». E nessuno del popolo gustò cibo. [25]Tutta
la gente passò per una selva dove c'erano favi di miele sul
suolo. [26]Il popolo passò per la selva ed ecco si vedeva
colare il miele, ma nessuno stese la mano e la portò alla bocca,
perché il popolo temeva il giuramento. [27]Ma Giònata
non aveva saputo che suo padre aveva fatto giurare il popolo,
quindi allungò la punta del bastone che teneva in mano e la
intinse nel favo di miele, poi riportò la mano alla bocca e i
suoi occhi si rischiararono. [28]Uno del gruppo
s'affrettò a dire: «Tuo padre ha fatto fare questo solenne
giuramento al popolo: Maledetto chiunque toccherà cibo
quest'oggi!, sebbene il popolo fosse sfinito». [29]Rispose
Giònata: «Mio padre vuol rovinare il paese! Guardate come si
sono rischiarati i miei occhi, perché ho gustato un poco di
questo miele. [30]Dunque se il popolo avesse mangiato oggi
qualche cosa dei viveri presi ai nemici, quanto maggiore sarebbe
stata ora la rotta dei Filistei!».
Colpa rituale del popolo
[31]In quel giorno percossero i Filistei da Micmas fino
ad Aialon e il popolo era sfinito. [32]Quelli del popolo
si gettarono sulla preda e presero pecore, buoi e vitelli e li
macellarono e li mangiarono con il sangue. [33]La cosa fu
annunziata a Saul: «Ecco il popolo pecca contro il Signore,
mangiando con il sangue». Rispose: «Avete prevaricato! Rotolate
subito qui una grande pietra». [34]Allora Saul soggiunse:
«Passate tra il popolo e dite a tutti: Ognuno conduca qua il suo
bue e il suo montone e li macelli su questa pietra, poi
mangiatene; così non peccherete contro il Signore, mangiando le
carni con il sangue». In quella notte ogni uomo del popolo
condusse a mano ciò che aveva e là lo macellò. [35]Saul
innalzò un altare al Signore. Fu questo il primo altare che egli
edificò al Signore.
Gionata riconosciuto colpevole è salvato dal popolo
[36]Quindi Saul disse: «Scendiamo dietro i Filistei
questa notte stessa e deprediamoli fino al mattino e non lasciamo
scampare uno solo di loro». Gli risposero: «Fà quanto ti
sembra bene». Ma il sacerdote disse: «Accostiamoci qui a Dio».
[37]Saul dunque interrogò Dio: «Devo scendere dietro i
Filistei? Li consegnerai in mano di Israele?». Ma quel giorno
non gli rispose. [38]Allora Saul disse: «Accostatevi qui
voi tutti capi del popolo. Cercate ed esaminate da chi sia stato
commesso oggi il peccato, [39]perché per la vita del
Signore salvatore d'Israele certamente costui morirà, anche se
si tratta di Giònata mio figlio». Ma nessuno del popolo gli
rispose. [40]Perciò disse a tutto Israele: «Voi state da
una parte: io e mio figlio Giònata staremo dall'altra». Il
popolo rispose a Saul: «Fà quanto ti sembra bene». [41]Saul
parlò al Signore: «Dio d'Israele, fà conoscere l'innocente».
Furono designati Giònata e Saul e il popolo restò libero. [42]Saul
soggiunse: «Tirate a sorte tra me e mio figlio Giònata». Fu
sorteggiato Giònata. [43]Saul disse a Giònata: «Narrami
quello che hai fatto». Giònata raccontò: «Realmente ho
assaggiato un pò di miele con la punta del bastone che avevo in
mano. Ecco, morirò». [44]Saul disse: «Faccia Dio a me
questo e anche di peggio, se non andrai a morte, Giònata!». [45]Ma
il popolo disse a Saul: «Dovrà forse morire Giònata che ha
ottenuto questa grande vittoria in Israele? Non sia mai! Per la
vita del Signore, non cadrà a terra un capello del suo capo,
perché in questo giorno egli ha agito con Dio». Così il popolo
salvò Giònata che non fu messo a morte. [46]Saul cessò
dall'inseguire i Filistei e questi raggiunsero il loro paese.
Regno di Saul
[47]Saul si assicurò il regno su Israele e mosse
contro tutti i nemici all'intorno: contro Moab e gli Ammoniti,
contro Edom e i re di Zoba e i Filistei e dovunque si volgeva
aveva successo. [48]Compì imprese brillanti, battè gli
Amaleciti e liberò Israele dalle mani degli oppressori. [49]Figli
di Saul furono Giònata, Isbàal e Malkisùa; le sue due figlie
si chiamavano Merab la maggiore e Mikal la più piccola. [50]La
moglie di Saul si chiamava Achinòam, figlia di Achimàaz. Il
capo delle sue milizie si chiamava Abner figlio di Ner, zio di
Saul. [51]Kis padre di Saul e Ner padre di Abner erano
figli di Abièl. [52]Durante tutto il tempo di Saul vi fu
guerra aperta con i Filistei; se Saul scorgeva un uomo valente o
un giovane coraggioso, lo prendeva al suo seguito.
Samuele 1 - Capitolo 15
Guerra santa contro gli Amaleciti
[1]Samuele disse a Saul: «Il Signore ha inviato me per
consacrarti re sopra Israele suo popolo. Ora ascolta la voce del
Signore. [2]Così dice il Signore degli eserciti: Ho
considerato ciò che ha fatto Amalek a Israele, ciò che gli ha
fatto per via, quando usciva dall'Egitto. [3]Và dunque e
colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non
lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e
donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini». [4]Saul
convocò il popolo e passò in rassegna le truppe in Telaìm:
erano duecentomila fanti e diecimila uomini di Giuda. [5]Saul
venne alla città di Amalek e tese un'imboscata nella valle. [6]Disse
inoltre Saul ai Keniti: «Andate via, ritiratevi dagli Amaleciti
prima che vi travolga insieme con loro, poiché avete usato
benevolenza con tutti gli Israeliti, quando uscivano
dall'Egitto». I Keniti si ritirarono da Amalek. [7]Saul
colpì Amalek da Avila procedendo verso Sur, che è di fronte
all'Egitto. [8]Egli prese vivo Agag, re di Amalek, e
passò a fil di spada tutto il popolo. [9]Ma Saul e il
popolo risparmiarono Agag e il meglio del bestiame minuto e
grosso, gli animali grassi e gli agnelli, cioè tutto il meglio,
e non vollero sterminarli; invece votarono allo sterminio tutto
il bestiame scadente e patito.
Saul è respinto dal Signore
[10]Allora fu rivolta a Samuele questa parola del
Signore: [11]«Mi pento di aver costituito Saul re,
perché si è allontanato da me e non ha messo in pratica la mia
parola». Samuele rimase turbato e alzò grida al Signore tutta
la notte.
[12]Al mattino presto Samuele si alzò per andare
incontro a Saul, ma fu annunziato a Samuele: «Saul è andato a
Carmel, ed ecco si è fatto costruire un trofeo, poi è tornato
passando altrove ed è sceso a Gàlgala». [13]Samuele
raggiunse Saul e Saul gli disse: «Benedetto tu davanti al
Signore; ho eseguito gli ordini del Signore». [14]Rispose
Samuele: «Ma che è questo belar di pecore, che mi giunge
all'orecchio, e questi muggiti d'armento che odo?». [15]Disse
Saul: «Li hanno condotti qui dagli Amaleciti, come il meglio del
bestiame grosso e minuto, che il popolo ha risparmiato per
sacrificarli al Signore, tuo Dio. Il resto l'abbiamo votato allo
sterminio». [16]Rispose Samuele a Saul: «Basta! Lascia
che ti annunzi ciò che il Signore mi ha rivelato questa notte».
E Saul gli disse: «Parla!». [17]Samuele cominciò: «Non
sei tu capo delle tribù d'Israele, benché piccolo ai tuoi
stessi occhi? Non ti ha forse il Signore consacrato re d'Israele?
[18]Il Signore ti aveva mandato per una spedizione e aveva
detto: Và, vota allo sterminio quei peccatori di Amaleciti,
combattili finché non li avrai distrutti. [19]Perché
dunque non hai ascoltato la voce del Signore e ti sei attaccato
al bottino e hai fatto il male agli occhi del Signore?». [20]Saul
insistè con Samuele: «Ma io ho obbedito alla parola del
Signore, ho fatto la spedizione che il Signore mi ha ordinato, ho
condotto Agag re di Amalek e ho sterminato gli Amaleciti. [21]Il
popolo poi ha preso dal bottino pecore e armenti, primizie di
ciò che è votato allo sterminio per sacrificare al Signore tuo
Dio in Gàlgala». [22]Samuele esclamò:
«Il Signore forse gradisce gli olocausti e i
sacrifici
come obbedire alla voce del Signore?
Ecco, obbedire è meglio del sacrificio,
essere docili è più del grasso degli arieti.
[23]Poiché peccato di divinazione è la ribellione,
e iniquità e terafim l'insubordinazione.
Perché hai rigettato la parola del Signore,
Egli ti ha rigettato come re».
Saul implora invano il perdono
[24]Saul disse allora a Samuele: «Ho peccato per avere
trasgredito il comando del Signore e i tuoi ordini, mentre ho
temuto il popolo e ho ascoltato la sua voce. [25]Ma ora,
perdona il mio peccato e ritorna con me, perché mi prostri al
Signore». [26]Ma Samuele rispose a Saul: «Non posso
ritornare con te, perché tu stesso hai rigettato la parola del
Signore e il Signore ti ha rigettato perché tu non sia più re
sopra Israele». [27]Samuele si voltò per andarsene ma
Saul gli afferrò un lembo del mantello, che si strappò. [28]Samuele
gli disse: «Il Signore ha strappato da te il regno d'Israele e
l'ha dato ad un altro migliore di te. [29]D'altra parte la
Gloria di Israele non mentisce né può ricredersi, perché Egli
non è uomo per ricredersi». [30]Saul disse: «Ho peccato
sì, ma onorami davanti agli anziani del mio popolo e davanti a
Israele; ritorna con me perché mi prostri al Signore tuo Dio». [31]Samuele
ritornò con Saul e questi si prostrò al Signore.
Morte di Agag e partenza di Samuele
[32]Poi Samuele disse: «Conducetemi Agag, re di
Amalek». Agag avanzò verso di lui tutto tremante, dicendo:
«Certo è passata l'amarezza della morte!».
[33]Samuele l'apostrofò:
«Come la tua spada ha privato di figli le donne,
così sarà privata di figli tra le donne tua madre».
Poi Samuele trafisse Agag davanti al Signore in Gàlgala. [34]Samuele
andò quindi a Rama e Saul salì a casa sua a Gàbaa di Saul. [35]Né
Samuele tornò a rivedere Saul fino al giorno della sua morte, ma
Samuele piangeva per Saul, perché il Signore si era pentito di
aver fatto regnare Saul su Israele.
Samuele 1 - Capitolo 16
III. SAUL E DAVIDE
1. DAVIDE ALLA CORTE
Unzione di Davide
[1]E il Signore disse a Samuele: «Fino a quando
piangerai su Saul, mentre io l'ho rigettato perché non regni su
Israele? Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare
da Iesse il Betlemmita, perché tra i suoi figli mi sono scelto
un re». [2]Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo
verrà a sapere e mi ucciderà». Il Signore soggiunse:
«Prenderai con te una giovenca e dirai: Sono venuto per
sacrificare al Signore. [3]Inviterai quindi Iesse al
sacrificio. Allora io ti indicherò quello che dovrai fare e tu
ungerai colui che io ti dirò». [4]Samuele fece quello
che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli
anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli
chiesero: «E' di buon augurio la tua venuta?». [5]Rispose:
«E' di buon augurio. Sono venuto per sacrificare al Signore.
Provvedete a purificarvi, poi venite con me al sacrificio». Fece
purificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio.
[6]Quando furono entrati, egli osservò Eliab e chiese:
«E' forse davanti al Signore il suo consacrato?». [7]Il
Signore rispose a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né
all'imponenza della sua statura. Io l'ho scartato, perché io non
guardo ciò che guarda l'uomo. L'uomo guarda l'apparenza, il
Signore guarda il cuore». [8]Iesse fece allora venire
Abìnadab e lo presentò a Samuele, ma questi disse: «Nemmeno su
costui cade la scelta del Signore». [9]Iesse fece passare
Samma e quegli disse: «Nemmeno su costui cade la scelta del
Signore». [10]Iesse presentò a Samuele i suoi sette
figli e Samuele ripetè a Iesse: «Il Signore non ha scelto
nessuno di questi». [11]Samuele chiese a Iesse: «Sono
qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più
piccolo che ora sta a pascolare il gregge». Samuele ordinò a
Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola
prima che egli sia venuto qui». [12]Quegli mandò a
chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile
di aspetto. Disse il Signore: «Alzati e ungilo: è lui!». [13]Samuele
prese il corno dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai
suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da
quel giorno in poi. Samuele poi si alzò e tornò a Rama.
Davide a servizio di Saul
[14]Lo spirito del Signore si era ritirato da Saul ed
egli veniva atterrito da uno spirito cattivo, da parte del
Signore. [15]Allora i servi di Saul gli dissero: «Vedi,
un cattivo spirito sovrumano ti turba. [16]Comandi il
signor nostro ai ministri che gli stanno intorno e noi cercheremo
un uomo abile a suonare la cetra. Quando il sovrumano spirito
cattivo ti investirà, quegli metterà mano alla cetra e ti
sentirai meglio». [17]Saul rispose ai ministri: «Ebbene
cercatemi un uomo che suoni bene e fatelo venire da me». [18]Rispose
uno dei giovani: «Ecco, ho visto il figlio di Iesse il
Betlemmita: egli sa suonare ed è forte e coraggioso, abile nelle
armi, saggio di parole, di bell'aspetto e il Signore è con
lui». [19]Saul mandò messaggeri a Iesse con
quest'invito: «Mandami Davide tuo figlio, quello che sta con il
gregge». [20]Iesse preparò un asino e provvide pane e un
otre di vino e un capretto, affidò tutto a Davide suo figlio e
lo inviò a Saul. [21]Davide giunse da Saul e cominciò a
stare alla sua presenza. Saul gli si affezionò molto e Davide
divenne suo scudiero. [22]E Saul mandò a dire a Iesse:
«Rimanga Davide con me, perché ha trovato grazia ai miei
occhi». [23]Quando dunque lo spirito sovrumano investiva
Saul, Davide prendeva in mano la cetra e suonava: Saul si calmava
e si sentiva meglio e lo spirito cattivo si ritirava da lui.
Samuele 1> da capitolo 1 a capitolo 8
Samuele 1> da capitolo 9 a capitolo 16
Samuele 1> da capitolo 17 a capitolo 24
Samuele 1> da capitolo 25 a capitolo 31
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