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LA BIBBIA
Samuele 1 - Capitolo 25
La morte di Samuele. Storia di Nabal e Abigail
[1]Samuele morì, e tutto Israele si radunò e lo
pianse. Lo seppellirono presso la sua casa in Rama. Davide si
alzò e scese al deserto di Paran.
[2]Vi era in Maon un uomo che possedeva beni a Carmel;
costui era molto ricco, aveva un gregge di tremila pecore e mille
capre e si trovava a Carmel per tosare il gregge. [3]Quest'uomo
si chiamava Nabal e sua moglie Abigail. La donna era di buon
senso e di bell'aspetto, ma il marito era brutale e cattivo; era
un Calebita. [4]Davide nel deserto sentì che Nabal era
alla tosatura del gregge. [5]Allora Davide inviò dieci
giovani; Davide disse a questi giovani: «Salite a Carmel, andate
da Nabal e chiedetegli a mio nome se sta bene. [6]Voi
direte così a mio fratello: Pace a te e pace alla tua casa e
pace a quanto ti appartiene! [7]Ho sentito appunto che
stanno tosando le tue pecore. Ebbene, quando i tuoi pastori sono
stati con noi, non li abbiamo molestati e niente delle loro cose
ha subito danno finché sono stati a Carmel. [8]Interroga
i tuoi uomini e ti informeranno. Questi giovani trovino grazia ai
tuoi occhi, perché siamo giunti in un giorno lieto. Dà, ti
prego, quanto puoi dare ai tuoi servi e al tuo figlio Davide». [9]Gli
uomini di Davide andarono e fecero a Nabal tutto quel discorso a
nome di Davide e attesero. [10]Ma Nabal rispose ai servi
di Davide: «Chi è Davide e chi è il figlio di Iesse? Oggi sono
troppi i servi che scappano dai loro padroni. [11]Devo
prendere il pane, l'acqua e la carne che ho preparato per i
tosatori e darli a gente che non so da dove venga?».
[12]Gli uomini di Davide rifecero la strada, tornarono
indietro e gli riferirono tutto questo discorso. [13]Allora
Davide disse ai suoi uomini: «Cingete tutti la spada!». Tutti
cinsero la spada e Davide cinse la sua e partirono dietro Davide
circa quattrocento uomini. Duecento rimasero a guardia dei
bagagli.
[14]Ma Abigail, la moglie di Nabal, fu avvertita da uno
dei servi, che le disse: «Ecco Davide ha inviato messaggeri dal
deserto per salutare il nostro padrone, ma egli ha inveito contro
di essi. [15]Veramente questi uomini sono stati molto
buoni con noi; non ci hanno molestati e non ci è venuto a
mancare niente finché siamo stati con loro, quando eravamo in
campagna. [16]Sono stati per noi come un muro di difesa di
notte e di giorno, finché siamo stati con loro a pascolare il
gregge. [17]Sappilo dunque e vedi ciò che devi fare,
perché pende qualche guaio sul nostro padrone e su tutta la sua
casa. Egli poi è troppo cattivo e non gli si può dire una
parola». [18]Abigail allora prese in fretta duecento
pani, due otri di vino, cinque arieti preparati, cinque misure di
grano tostato, cento grappoli di uva passa e duecento schiacciate
di fichi secchi e li caricò sugli asini. [19]Poi disse ai
servi: «Precedetemi, io vi seguirò». Ma non disse nulla al
marito Nabal.
[20]Ora, mentre essa sul dorso di un asino scendeva
lungo un sentiero nascosto della montagna, Davide e i suoi uomini
scendevano di fronte a lei ed essa s'incontrò con loro. [21]Davide
andava dicendo: «Ho dunque custodito invano tutto ciò che
appartiene a costui nel deserto; niente fu danneggiato di ciò
che gli appartiene ed egli mi rende male per bene. [22]Tanto
faccia Dio ai nemici di Davide e ancora peggio, se di tutti i
suoi io lascerò sopravvivere fino al mattino un solo maschio!».
[23]Appena Abigail vide Davide, smontò in fretta
dall'asino, cadde con la faccia davanti a Davide e si prostrò a
terra. [24]Cadde ai suoi piedi e disse: «Sono io
colpevole, mio signore. Lascia che parli la tua schiava al tuo
orecchio e tu dègnati di ascoltare le parole della tua schiava. [25]Non
faccia caso il mio signore di quell'uomo cattivo che è Nabal,
perché egli è come il suo nome: stolto si chiama e stoltezza è
in lui; io tua schiava non avevo visto i tuoi giovani, o mio
signore, che avevi mandato. [26]Ora, mio signore, per la
vita del Signore e per la tua vita, poiché il Signore ti ha
impedito di venire al sangue e farti giustizia con la tua mano,
siano appunto come Nabal i tuoi nemici e coloro che cercano di
fare il male al mio signore. [27]Quanto a questo dono che
la tua schiava porta al mio signore, fà che sia dato agli uomini
che seguono i tuoi passi, mio signore. [28]Perdona la
colpa della tua schiava. Certo il Signore concederà a te, mio
signore, una casa duratura, perché il mio signore combatte le
battaglie del Signore, né si troverà alcun male in te per tutti
i giorni della tua vita. [29]Se qualcuno insorgerà a
perseguitarti e a cercare la tua vita, la tua anima, o mio
signore, sarà conservata nello scrigno della vita presso il
Signore tuo Dio, mentre l'anima dei tuoi nemici Egli la
scaglierà come dal cavo della fionda. [30]Certo, quando
il Signore ti avrà concesso tutto il bene che ha detto a tuo
riguardo e ti avrà costituito capo d'Israele, [31]non sia
di angoscia o di rimorso al tuo cuore questa cosa: l'aver versato
invano il sangue e l'aver fatto giustizia con la tua mano, mio
signore. Il Signore ti farà prosperare, mio signore, ma tu
vorrai ricordarti della tua schiava». [32]Davide esclamò
rivolto ad Abigail: «Benedetto il Signore, Dio d'Israele, che ti
ha mandato oggi incontro a me. [33]Benedetto il tuo senno
e benedetta tu che mi hai impedito oggi di venire al sangue e di
fare giustizia da me. [34]Viva sempre il Signore, Dio
d'Israele, che mi ha impedito di farti il male; perché se non
fossi venuta in fretta incontro a me, non sarebbe rimasto a Nabal
allo spuntar del giorno un solo maschio». [35]Davide
prese poi dalle mani di lei quanto gli aveva portato e le disse:
«Torna a casa in pace. Vedi: ho ascoltato la tua voce e ho
rasserenato il tuo volto».
[36]Abigail tornò da Nabal: questi teneva in casa un
banchetto come un banchetto da re. Il suo cuore era allegro ed
egli era ubriaco fradicio. Essa non gli disse né tanto né poco
fino allo spuntar del giorno. [37]Il mattino dopo, quando
Nabal ebbe smaltito il vino, la moglie gli narrò la faccenda; il
cuore gli si tramortì nel petto ed egli rimase come una pietra. [38]Dieci
giorni dopo il Signore colpì Nabal ed egli morì. [39]Quando
Davide sentì che Nabal era morto, esclamò: «Benedetto il
Signore che ha fatto giustizia dell'ingiuria che ho ricevuto da
Nabal; ha trattenuto il suo servo dal male e ha rivolto sul capo
di Nabal la sua iniquità». Poi Davide mandò messaggeri e
annunziò ad Abigail che voleva prenderla in moglie. [40]I
servi di Davide andarono a Carmel e le dissero: «Davide ci ha
mandati a prenderti perché tu sia sua moglie». [41]Essa
si alzò, si prostrò con la faccia a terra e disse: «Ecco, la
tua schiava sarà come una schiava per lavare i piedi ai servi
del mio signore». [42]Abigail si preparò in fretta poi
salì su un asino e, seguita dalle sue cinque giovani ancelle,
tenne dietro ai messaggeri di Davide e divenne sua moglie. [43]Davide
aveva preso anche Achinoàm da Izreèl e furono tutte e due sue
mogli. [44]Saul aveva dato Mikal sua figlia, gia moglie di
Davide, a Palti figlio di Lais, che abitava in Gallìm.
Samuele 1 - Capitolo 26
Davide risparmia Saul
[1]Gli abitanti di Zif si recarono da Saul in Gàbaa e
gli dissero: «Non è forse Davide nascosto sull'altura di
Cachilà, di fronte al deserto?». [2]Saul si mosse e
scese al deserto di Zif conducendo con sé tremila uomini scelti
di Israele, per ricercare Davide nel deserto di Zif. [3]Saul
si accampò sull'altura di Cachilà di fronte al deserto presso
la strada mentre Davide si trovava nel deserto. Quando si accorse
che Saul lo inseguiva nel deserto, [4]Davide mandò alcune
spie ed ebbe conferma che Saul era arrivato davvero. [5]Allora
Davide si alzò e venne al luogo dove era giunto Saul; là Davide
notò il posto dove dormivano Saul e Abner figlio di Ner, capo
dell'esercito di lui. Saul riposava tra i carriaggi e la truppa
era accampata all'intorno. [6]Davide si rivolse ad
Achimelech, l'Hittita e ad Abisài, figlio di Zeruià, fratello
di Ioab, dicendo: «Chi vuol scendere con me da Saul
nell'accampamento?». Rispose Abisài: «Scenderò io con te». [7]Davide
e Abisài scesero tra quella gente di notte ed ecco Saul giaceva
nel sonno tra i carriaggi e la sua lancia era infissa a terra a
capo del suo giaciglio mentre Abner con la truppa dormiva
all'intorno. [8]Abisài disse a Davide: «Oggi Dio ti ha
messo nelle mani il tuo nemico. Lascia dunque che io l'inchiodi a
terra con la lancia in un sol colpo e non aggiungerò il
secondo». [9]Ma Davide disse ad Abisài: «Non ucciderlo!
Chi mai ha messo la mano sul consacrato del Signore ed è rimasto
impunito?». [10]Davide soggiunse: «Per la vita del
Signore, solo il Signore lo toglierà di mezzo o perché
arriverà il suo giorno e morirà o perché scenderà in
battaglia e sarà ucciso. [11]Il Signore mi guardi dallo
stendere la mano sul consacrato del Signore! Ora prendi la lancia
che sta a capo del suo giaciglio e la brocca dell'acqua e
andiamocene». [12]Così Davide portò via la lancia e la
brocca dell'acqua che era dalla parte del capo di Saul e tutti e
due se ne andarono; nessuno vide, nessuno se ne accorse, nessuno
si svegliò: tutti dormivano, perché era venuto su di loro un
torpore mandato dal Signore.
[13]Davide passò dall'altro lato e si fermò lontano
sulla cima del monte; vi era grande spazio tra di loro. [14]Allora
Davide gridò alla truppa e ad Abner, figlio di Ner: «Non
risponderai, Abner?». Abner rispose: «Chi sei tu che gridi
verso il re?». [15]Davide rispose ad Abner: «Non sei un
uomo tu? E chi è come te in Israele? E perché non hai fatto
guardia al re tuo signore? E' venuto infatti uno del popolo per
uccidere il re tuo signore. [16]Non hai fatto certo una
bella cosa. Per la vita del Signore, siete degni di morte voi che
non avete fatto guardia al vostro signore, all'unto del Signore.
E ora guarda dov'è la lancia del re e la brocca che era presso
il suo capo». [17]Saul riconobbe la voce di Davide e
gridò: «E' questa la tua voce, Davide, figlio mio?». Rispose
Davide: «E' la mia voce, o re mio signore». [18]Aggiunse:
«Perché il mio signore perseguita il suo servo? Che ho fatto?
Che male si trova in me? [19]Ascolti dunque il re mio
signore la parola del suo servo: se il Signore ti eccita contro
di me, voglia accettare il profumo di un'offerta. Ma se sono gli
uomini, siano maledetti davanti al Signore, perché oggi mi
scacciano lontano, impedendomi di partecipare all'eredità del
Signore. E' come se dicessero: Và a servire altri dei. [20]Almeno
non sia versato sulla terra il mio sangue lontano dal Signore,
ora che il re d'Israele è uscito in campo per ricercare una
pulce, come si insegue una pernice sui monti». [21]Il re
rispose: «Ho peccato, ritorna, Davide figlio mio. Non ti farò
più del male, perché la mia vita oggi è stata tanto preziosa
ai tuoi occhi. Ho agito da sciocco e mi sono molto, molto
ingannato». [22]Rispose Davide: «Ecco la lancia del re,
passi qui uno degli uomini e la prenda! [23]Il Signore
renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà,
dal momento che oggi il Signore ti aveva messo nelle mie mani e
non ho voluto stendere la mano sul consacrato del Signore. [24]Ed
ecco, come è stata preziosa oggi la tua vita ai miei occhi,
così sia preziosa la mia vita agli occhi del Signore ed egli mi
liberi da ogni angoscia». [25]Saul rispose a Davide:
«Benedetto tu sia, Davide figlio mio. Certo saprai fare e
riuscirai in tutto». Davide andò per la sua strada e Saul
tornò alla sua dimora.
Samuele 1 - Capitolo 27
4. DAVIDE PRESSO I FILISTEI
Davide si rifugia a Gat
[1]Davide pensò: «Certo un giorno o l'altro perirò
per mano di Saul. Non ho miglior via d'uscita che cercare scampo
nel paese dei Filistei; Saul rinunzierà a ricercarmi in tutto il
territorio d'Israele e sfuggirò dalle sue mani». [2]Così
Davide si mosse e si portò, con i seicento uomini che aveva con
sé, presso Achis, figlio di Moach, re di Gat. [3]Davide
rimase presso Achis in Gat, lui e i suoi uomini, ciascuno con la
famiglia; Davide con le due mogli, Achinoàm di Izreèl e
Abigail, gia moglie di Nabal da Carmel. [4]Fu riferito a
Saul che Davide si era rifugiato in Gat e non lo cercò più.
Davide vassallo dei Filistei
[5]Davide disse ad Achis: «Se ho trovato grazia ai
tuoi occhi, mi sia concesso un luogo in una città del tuo
territorio dove io possa abitare. Perché dovrà stare il tuo
servo presso di te nella tua città reale?». [6]E Achis
quello stesso giorno gli diede Ziklàg; per questo Ziklàg è
rimasta in possesso di Giuda fino a oggi. [7]La durata del
soggiorno di Davide nel territorio dei Filistei fu di un anno e
quattro mesi. [8]Davide e i suoi uomini partivano a fare
razzie contro i Ghesuriti, i Ghirziti e gli Amaleciti: questi
appunto sono gli abitanti di quel territorio che si estende da
Telam verso Sur fino al paese d'Egitto. [9]Davide batteva
quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna;
prendeva greggi e armenti, asini e cammelli e vesti, poi tornava
indietro e veniva da Achis. [10]Quando Achis chiedeva:
«Dove avete fatto scorrerie oggi?», Davide rispondeva: «Contro
il Negheb di Giuda, contro il Negheb degli Ierahmeeliti, contro
il Negheb dei Keniti». [11]Davide non lasciava
sopravvivere né uomo né donna da portare a Gat, pensando: «Non
vorrei che riferissero contro di noi: Così ha fatto Davide».
Tale fu la sua condotta finché dimorò nel territorio dei
Filistei. [12]Achis faceva conto su Davide, pensando:
«Certo si è attirato l'odio del suo popolo, di Israele e così
sarà per sempre mio servo».
Samuele 1 - Capitolo 28
I Filistei muovono guerra contro Israele
[1]In quei giorni i Filistei radunarono l'esercito per
combattere contro Israele e Achis disse a Davide: «Tieni bene a
mente che devi uscire in campo con me insieme con i tuoi
uomini». [2]Davide rispose ad Achis: «Tu sai gia quello
che farà il tuo servo». Achis disse: «Bene! Ti faccio per
sempre mia guardia del corpo».
Saul e la pitonessa di Endor
[3]Samuele era morto e tutto Israele aveva fatto il
lamento su di lui; poi l'avevano seppellito in Rama sua città.
Saul aveva bandito dal paese i negromanti e gl'indovini.
[4]I Filistei si radunarono, si mossero e posero il
campo in Sunàm. Saul radunò tutto Israele e si accampò sul
Gelboe. [5]Quando Saul vide il campo dei Filistei, rimase
atterrito e il suo cuore tremò di paura. [6]Saul
consultò il Signore e il Signore non gli rispose né attraverso
sogni, né mediante gli Urim, né per mezzo dei profeti. [7]Allora
Saul disse ai suoi ministri: «Cercatemi una negromante, perché
voglio andare a consultarla». I suoi ministri gli risposero:
«Vi è una negromante nella città di Endor». [8]Saul si
camuffò, si travestì e partì con due uomini. Arrivò da quella
donna di notte. Disse: «Pratica la divinazione per me con uno
spirito. Evocami colui che io ti dirò». [9]La donna gli
rispose: «Tu sai bene quello che ha fatto Saul: ha eliminato dal
paese i negromanti e gli indovini e tu perché tendi un tranello
alla mia vita per uccidermi?». [10]Saul le giurò per il
Signore: «Per la vita del Signore, non avrai alcuna colpa per
questa faccenda». [11]Essa disse: «Chi devo evocarti?».
Rispose: «Evocami Samuele».
[12]La donna vide Samuele e proruppe in un forte grido
e disse quella donna a Saul: «Perché mi hai ingannata? Tu sei
Saul!». [13]Le rispose il re: «Non aver paura, che cosa
vedi?». La donna disse a Saul: «Vedo un essere divino che sale
dalla terra». [14]Le domandò: «Che aspetto ha?».
Rispose: «E' un uomo anziano che sale ed è avvolto in un
mantello». Saul comprese che era veramente Samuele e si
inginocchiò con la faccia a terra e si prostrò. [15]Allora
Samuele disse a Saul: «Perché mi hai disturbato e costretto a
salire?». Saul rispose: «Sono in grande difficoltà. I Filistei
mi muovono guerra e Dio si è allontanato da me; non mi ha più
risposto né per mezzo dei profeti, né per mezzo dei sogni;
perciò ti ho evocato, perché tu mi manifesti quello che devo
fare». [16]Samuele rispose: «Perché mi vuoi consultare,
quando il Signore si è allontanato da te ed è divenuto tuo
nemico? [17]Il Signore ha fatto nei tuoi riguardi quello
che ha detto per mia bocca. Il Signore ha strappato da te il
regno e l'ha dato al tuo prossimo, a Davide. [18]Poiché
non hai ascoltato il comando del Signore e non hai dato effetto
alla sua ira contro Amalek, per questo il Signore ti ha trattato
oggi in questo modo. [19]Il Signore abbandonerà inoltre
Israele insieme con te nelle mani dei Filistei. Domani tu e i
tuoi figli sarete con me; il Signore consegnerà anche
l'accampamento d'Israele in mano ai Filistei». [20]All'istante
Saul cadde a terra lungo disteso, pieno di terrore per le parole
di Samuele; inoltre era gia senza forze perché non aveva
mangiato niente tutto quel giorno e la notte. [21]Allora
la donna si accostò a Saul e vedendolo tutto spaventato, gli
disse: «Ecco, la tua serva ha ascoltato i tuoi ordini. Ho
esposto al pericolo la vita per obbedire alla parola che mi hai
detto. [22]Ma ora ascolta anche tu la voce della tua
serva. Ti ho preparato un pezzo di pane: mangia e riprenderai le
forze, perché devi rimetterti in viaggio». [23]Egli
rifiutava e diceva: «Non mangio». Ma i suoi servi insieme alla
donna lo costrinsero e accettò di mangiare. Si alzò da terra e
sedette sul letto. [24]La donna aveva in casa un vitello
da ingrasso; si affrettò a ucciderlo, poi prese la farina, la
impastò e gli fece cuocere pani azzimi. [25]Mise tutto
davanti a Saul e ai suoi servi. Essi mangiarono, poi si alzarono
e partirono quella stessa notte.
Samuele 1 - Capitolo 29
Davide è congedato dai capi filistei
[1]I Filistei avevano concentrato tutte le forze in
Afek, mentre gli Israeliti erano accampati presso la sorgente che
si trova in Izreèl. [2]I capi dei Filistei marciavano con
le loro centinaia e le migliaia. Davide e i suoi uomini
marciavano alla retroguardia con Achis. [3]I capi dei
Filistei domandarono: «Che cosa fanno questi Ebrei?». Achis
rispose ai capi dei Filistei: «Non è forse costui Davide servo
di Saul re d'Israele? E' stato con me un anno o due e non ho
trovato in lui nulla da ridire dal giorno della sua venuta fino
ad oggi». [4]I capi dei Filistei furono tutti contro di
lui e gli intimarono: «Rimanda quest'uomo: torni al luogo che
gli hai assegnato. Non venga con noi in guerra, perché non
diventi nostro nemico durante il combattimento. Come
riacquisterà costui il favore del suo signore, se non con la
testa di questi uomini? [5]Non è costui quel Davide a cui
cantavano tra le danze:
«Saul ha ucciso i suoi mille
e Davide i suoi diecimila?».
[6]Achis chiamò Davide e gli disse: «Per la vita del
Signore, tu sei leale e io vedo con piacere che tu vada e venga
con me in guerra, perché non ho trovato in te alcuna malizia, da
quando sei arrivato fino ad oggi. Ma non sei gradito agli occhi
dei capi. [7]Quindi torna indietro, per non passare come
nemico agli occhi dei capi dei Filistei». [8]Rispose
Davide ad Achis: «Che cosa ho fatto e che cosa hai trovato nel
tuo servo, da quando sono venuto alla tua presenza fino ad oggi,
perché io non possa venire a combattere contro i nemici del re
mio signore?». [9]Rispose Achis a Davide: «So bene che
tu mi sei prezioso come un inviato di Dio; ma i capi dei Filistei
mi hanno detto: Non deve venire con noi a combattere. [10]Alzatevi
dunque domani mattina tu e i servi del tuo signore che sono
venuti con te. Alzatevi presto e allo spuntar del giorno
partite». [11]Il mattino dopo Davide e i suoi uomini si
alzarono presto per partire e tornarono nel territorio dei
Filistei. I Filistei salirono ad Izreèl.
Samuele 1 - Capitolo 30
Campagna contro gli Amaleciti
[1]Quando Davide e i suoi uomini arrivarono a Ziklàg
il terzo giorno, gli Amaleciti avevano fatto una razzia nel
Negheb e a Ziklàg. Avevano distrutto Ziklàg appiccandole il
fuoco. [2]Avevano condotto via le donne e quanti vi erano,
piccoli e grandi; non avevano ucciso nessuno, ma li avevano fatti
prigionieri e se n'erano andati. [3]Tornò dunque Davide e
gli uomini che erano con lui ed ecco la città era in preda alle
fiamme; le loro donne, i loro figli e le loro figlie erano stati
condotti via. [4]Davide e la sua gente alzarono la voce e
piansero finché ne ebbero forza. [5]Le due mogli di
Davide, Achinoàm di Izrèel e Abigail, gia moglie di Nabal da
Carmel, erano state condotte via.
[6]Davide fu in grande angoscia perché tutta quella
gente parlava di lapidarlo. Tutti avevano l'animo esasperato,
ciascuno per i suoi figli e le sue figlie. Ma Davide ritrovò
forza e coraggio nel Signore suo Dio. [7]Allora Davide
disse al sacerdote Ebiatar figlio di Achimelech: «Portami l'efod».
Ebiatar accostò l'efod a Davide. [8]Davide
consultò il Signore e chiese: «Devo inseguire questa banda? La
raggiungerò?». Gli rispose: «Inseguila, la raggiungerai e
libererai i prigionieri». [9]Davide e i seicento uomini
che erano con lui partirono e giunsero al torrente di Besor, dove
quelli rimasti indietro si fermarono. [10]Davide continuò
l'inseguimento con quattrocento uomini: si fermarono invece
duecento uomini che erano troppo affaticati per passare il
torrente di Besor. [11]Trovarono nella campagna un
Egiziano e lo portarono a Davide. Gli diedero da mangiare pane e
gli diedero da bere acqua. [12]Gli diedero anche una
schiacciata di fichi secchi e due grappoli di uva passa. Mangiò
e si sentì rianimato, perché non aveva preso cibo e non aveva
bevuto acqua da tre giorni e da tre notti. [13]Davide gli
domandò: «A chi appartieni tu e di dove sei?». Rispose: «Sono
un giovane egiziano, schiavo di un Amalecita. Il mio padrone mi
ha abbandonato perché tre giorni fa mi sono ammalato. [14]Noi
abbiamo depredato il Negheb dei Cretei, quello di Giuda e il
Negheb di Caleb e abbiamo appiccato il fuoco a Ziklàg». [15]Davide
gli disse: «Vuoi tu guidarmi verso quella banda?». Rispose:
«Giurami per Dio che non mi ucciderai e non mi riconsegnerai al
mio padrone e ti condurrò da quella banda». [16]Così
fece da guida ed ecco, erano sparsi sulla distesa di quella
regione a mangiare e a bere e a far festa con tutto l'ingente
bottino che avevano preso dal paese dei Filistei e dal paese di
Giuda. [17]Davide li battè dalle prime luci dell'alba
fino alla sera del giorno dopo e non sfuggì alcuno di essi, se
non quattrocento giovani, che montarono sui cammelli e fuggirono.
[18]Davide liberò tutti coloro che gli Amaleciti avevano
preso e in particolare Davide liberò le sue due mogli. [19]Non
mancò nessuno tra di essi, né piccolo né grande, né figli né
figlie, né la preda né ogni altra cosa che era stata presa
loro: Davide ricuperò tutto. [20]Davide prese tutto il
bestiame minuto e grosso: spingevano davanti a lui tutto questo
bestiame e gridavano: «Questo è il bottino di Davide».
[21]Davide poi giunse ai duecento uomini che erano
troppo sfiniti per seguire Davide e aveva fatto rimanere al
torrente di Besor. Essi andarono incontro a Davide e a tutta la
sua gente: Davide con la truppa si accostò e domandò loro come
stavano le cose. [22]Ma tutti i cattivi e gli iniqui tra
gli uomini che erano andati con Davide si misero a dire:
«Poiché non sono venuti con noi, non si dia loro niente della
preda, eccetto le mogli e i figli di ciascuno; li conducano via e
se ne vadano». [23]Davide rispose: «Non fate così,
fratelli miei, con quello che il Signore ci ha dato, salvandoci
tutti e mettendo nelle nostre mani quella torma che era venuta
contro di noi. [24]Chi vorrà seguire questo vostro
parere? Perché quale la parte di chi scende a battaglia, tale è
la parte di chi fa la guardia ai bagagli: insieme faranno le
parti». [25]Da quel giorno in poi stabilì questo come
regola e statuto in Israele fino ad oggi. [26]Quando fu di
ritorno a Ziklàg, Davide mandò parte del bottino agli anziani
di Giuda suoi amici, con queste parole: «Eccovi un dono
proveniente dal bottino dei nemici del Signore»:
[27]a quelli di Betel
e a quelli di Rama nel Negheb,
a quelli di Iattìr,
[28]a quelli di Aroer,
a quelli di Sifmòt,
a quelli di Estemoà,
[29]a quelli di Ràcal,
a quelli delle città degli Ieracmeeliti,
a quelli delle città dei Keniti,
[30]a quelli di Cormà,
a quelli di Bor-Asàn,
a quelli di Atach,
[31]a quelli di Ebron e a quelli di tutti i luoghi
per cui era
passato Davide con i suoi uomini.
Samuele 1 - Capitolo 31
Battaglia di Gelboe. Morte di Saul
[1]I Filistei vennero a battaglia con Israele, ma gli
Israeliti fuggirono davanti ai Filistei e ne caddero trafitti sul
monte Gelboe. [2]I Filistei si strinsero attorno a Saul e
ai suoi figli e colpirono a morte Giònata, Abinadàb e
Malkisuà, figli di Saul. [3]La lotta si aggravò contro
Saul: gli arcieri lo presero di mira con gli archi ed egli fu
ferito gravemente dagli arcieri. [4]Allora Saul disse al
suo scudiero: «Sfodera la spada e trafiggimi, prima che vengano
quei non circoncisi a trafiggermi e a schernirmi». Ma lo
scudiero non volle, perché era troppo spaventato. Allora Saul
prese la spada e vi si gettò sopra. [5]Quando lo scudiero
vide che Saul era morto, si gettò anche lui sulla sua spada e
morì con lui. [6]Così morirono insieme in quel giorno
Saul e i suoi tre figli, lo scudiero e ancora tutti i suoi
uomini. [7]Quando gli Israeliti che erano dall'altra parte
della valle e quelli che erano oltre il Giordano, videro che
l'esercito d'Israele era in fuga ed erano morti Saul e i suoi
figli, abbandonarono le loro città e fuggirono. I Filistei
vennero e vi si stabilirono. [8]Il giorno dopo, quando i
Filistei vennero per depredare i cadaveri, trovarono Saul e i
suoi tre figli caduti sul monte Gelboe. [9]Essi tagliarono
la testa di lui, lo spogliarono dell'armatura e inviarono queste
cose nel paese dei Filistei, girando dovunque per dare il felice
annunzio ai templi dei loro idoli e a tutto il popolo. [10]Posero
poi le sue armi nel tempio di Astàrte e appesero il suo corpo
alle mura di Beisan. [11]I cittadini di Iabes di Gàlaad
vennero a sapere quello che i Filistei avevano fatto a Saul. [12]Allora
tutti gli uomini valorosi si mossero: partirono nel pieno della
notte e sottrassero il corpo di Saul e i corpi dei suoi figli
dalle mura di Beisan, li portarono a Iabes e qui li bruciarono. [13]Poi
presero le loro ossa, le seppellirono sotto il tamarisco che è
in Iabes e fecero digiuno per sette giorni.
Samuele 1> da capitolo 1 a capitolo 8
Samuele 1> da capitolo 9 a capitolo 16
Samuele 1> da capitolo 17 a capitolo 24
Samuele 1> da capitolo 25 a capitolo 31
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