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LA BIBBIA
Samuele 1 - Capitolo 17
Golia sfida l'esercito israelita
[1]I Filistei radunarono di nuovo l'esercito per la
guerra e si ammassarono a Soco di Giuda e si accamparono tra Soco
e Azeka, a Efes-Dammìm. [2]Anche Saul e gli Israeliti si
radunarono e si accamparono nella valle del Terebinto e si
schierarono a battaglia di fronte ai Filistei. [3]I
Filistei stavano sul monte da una parte e Israele sul monte
dall'altra parte e in mezzo c'era la valle.
[4]Dall'accampamento dei Filistei uscì un campione,
chiamato Golia, di Gat; era alto sei cubiti e un palmo. [5]Aveva
in testa un elmo di bronzo ed era rivestito di una corazza a
piastre, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo. [6]Portava
alle gambe schinieri di bronzo e un giavellotto di bronzo tra le
spalle. [7]L'asta della sua lancia era come un subbio di
tessitori e la lama dell'asta pesava seicento sicli di ferro;
davanti a lui avanzava il suo scudiero. [8]Egli si fermò
davanti alle schiere d'Israele e gridò loro: «Perché siete
usciti e vi siete schierati a battaglia? Non sono io Filisteo e
voi servi di Saul? Scegliete un uomo tra di voi che scenda contro
di me. [9]Se sarà capace di combattere con me e mi
abbatterà, noi saremo vostri schiavi. Se invece prevarrò io su
di lui e lo abbatterò, sarete voi nostri schiavi e sarete
soggetti a noi». [10]Il Filisteo aggiungeva: «Io ho
lanciato oggi una sfida alle schiere d'Israele. Datemi un uomo e
combatteremo insieme». [11]Saul e tutto Israele udirono
le parole del Filisteo; ne rimasero colpiti ed ebbero grande
paura.
Davide giunge all'accampamento
[12]Davide era figlio di un Efratita da Betlemme di
Giuda chiamato Iesse, che aveva otto figli. Al tempo di Saul,
quest'uomo era anziano e avanti negli anni. [13]I tre
figli maggiori di Iesse erano andati con Saul in guerra. Di
questi tre figli, che erano andati in guerra, il maggiore si
chiamava Eliab, il secondo Abìnadab, il terzo Samma. [14]Davide
era ancor giovane quando i tre maggiori erano partiti dietro
Saul. [15]Egli andava e veniva dal seguito di Saul e
badava al gregge di suo padre in Betlemme.
[16]Il Filisteo avanzava mattina e sera; continuò per
quaranta giorni a presentarsi. [17]Ora Iesse disse a
Davide suo figlio: «Prendi su per i tuoi fratelli questa misura
di grano tostato e questi dieci pani e portali in fretta ai tuoi
fratelli nell'accampamento. [18]Al capo di migliaia
porterai invece queste dieci forme di cacio. Informati della
salute dei tuoi fratelli e prendi la loro paga. [19]Saul
con essi e tutto l'esercito di Israele sono nella valle del
Terebinto a combattere contro i Filistei». [20]Davide si
alzò di buon mattino: lasciò il gregge alla cura di un
guardiano, prese la roba e partì come gli aveva ordinato Iesse.
Arrivò all'accampamento quando le truppe uscivano per schierarsi
e lanciavano il grido di guerra. [21]Si disposero in
ordine Israele e i Filistei: schiera contro schiera. [22]Davide
si tolse il fardello e l'affidò al custode dei bagagli, poi
corse tra le file e domandò ai suoi fratelli se stavano bene. [23]Mentre
egli parlava con loro, ecco il campione, chiamato Golia, il
Filisteo di Gat, uscì dalle schiere filistee e tornò a dire le
sue solite parole e Davide le intese. [24]Tutti gli
Israeliti, quando lo videro, fuggirono davanti a lui ed ebbero
grande paura.
[25]Ora un Israelita disse: «Vedete quest'uomo che
avanza? Viene a sfidare Israele. Chiunque lo abbatterà, il re lo
colmerà di ricchezze, gli darà in moglie sua figlia ed
esenterà la casa di suo padre da ogni gravame in Israele». [26]Davide
domandava agli uomini che stavano attorno a lui: «Che faranno
dunque all'uomo che eliminerà questo Filisteo e farà cessare la
vergogna da Israele? E chi è mai questo Filisteo non circonciso
per insultare le schiere del Dio vivente?». [27]Tutti gli
rispondevano la stessa cosa: «Così e così si farà all'uomo
che lo eliminerà». [28]Lo sentì Eliab, suo fratello
maggiore, mentre parlava con gli uomini, ed Eliab si irritò con
Davide e gli disse: «Ma perché sei venuto giù e a chi hai
lasciato quelle poche pecore nel deserto? Io conosco la tua boria
e la malizia del tuo cuore: tu sei venuto per vedere la
battaglia». [29]Davide rispose: «Che ho dunque fatto?
Non si può fare una domanda?». [30]Si allontanò da lui,
si rivolse a un altro e fece la stessa domanda e tutti gli
diedero la stessa risposta.
[31]Sentendo le domande che faceva Davide, pensarono di
riferirle a Saul e questi lo fece venire a sé.
Davide si offre per accettare la sfida
[32]Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d'animo a
causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo
Filisteo». [33]Saul rispose a Davide: «Tu non puoi
andare contro questo Filisteo a batterti con lui: tu sei un
ragazzo e costui è uomo d'armi fin dalla sua giovinezza». [34]Ma
Davide disse a Saul: «Il tuo servo custodiva il gregge di suo
padre e veniva talvolta un leone o un orso a portar via una
pecora dal gregge. [35]Allora lo inseguivo, lo abbattevo e
strappavo la preda dalla sua bocca. Se si rivoltava contro di me,
l'afferravo per le mascelle, l'abbattevo e lo uccidevo. [36]Il
tuo servo ha abbattuto il leone e l'orso. Codesto Filisteo non
circonciso farà la stessa fine di quelli, perché ha insultato
le schiere del Dio vivente». [37]Davide aggiunse: «Il
Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie
dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo».
Saul rispose a Davide: «Ebbene và e il Signore sia con te». [38]Saul
rivestì Davide della sua armatura, gli mise in capo un elmo di
bronzo e gli fece indossare la corazza. [39]Poi Davide
cinse la spada di lui sopra l'armatura, ma cercò invano di
camminare, perché non aveva mai provato. Allora Davide disse a
Saul: «Non posso camminare con tutto questo, perché non sono
abituato». E Davide se ne liberò.
La singolar tenzone
[40]Poi prese in mano il suo bastone, si scelse cinque
ciottoli lisci dal torrente e li pose nel suo sacco da pastore
che gli serviva da bisaccia; prese ancora in mano la fionda e
mosse verso il Filisteo.
[41]Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a
Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. [42]Il
Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe
disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di
bell'aspetto. [43]Il Filisteo gridò verso Davide: «Sono
io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?». E quel
Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dei. [44]Poi il
Filisteo gridò a Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni
agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche». [45]Davide
rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia
e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti,
Dio delle schiere d'Israele, che tu hai insultato. [46]In
questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani.
Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i
cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle
bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in
Israele. [47]Tutta questa moltitudine saprà che il
Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché
il Signore è arbitro della lotta e vi metterà certo nelle
nostre mani». [48]Appena il Filisteo si mosse
avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al
luogo del combattimento incontro al Filisteo. [49]Davide
cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò
con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse
nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. [50]Così
Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la
pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada. [51]Davide
fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la
sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I
Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla
fuga.
[52]Si levarono allora gli uomini d'Israele e di Giuda
alzando il grido di guerra e inseguirono i Filistei fin presso
Gat e fino alle porte di Ekron. I Filistei caddero e lasciarono i
loro cadaveri lungo la via fino a Saaràim, fino a Gat e fino ad
Ekron. [53]Quando gli Israeliti furono di ritorno
dall'inseguimento dei Filistei, saccheggiarono il loro campo. [54]Davide
prese la testa del Filisteo e la portò a Gerusalemme. Le armi di
lui invece le pose nella sua tenda.
Davide vincitore e presentato a Saul
[55]Saul, mentre guardava Davide uscire incontro al
Filisteo, aveva chiesto ad Abner capo delle milizie: «Abner, di
chi è figlio questo giovane?». Rispose Abner: «Per la tua
vita, o re, non lo so». [56]Il re soggiunse: «Chiedi tu
di chi sia figlio quel giovinetto». [57]Quando Davide
tornò dall'uccisione del Filisteo, Abner lo prese e lo condusse
davanti a Saul mentre aveva ancora in mano la testa del Filisteo.
[58]Saul gli chiese: «Di chi sei figlio, giovane?».
Rispose Davide: «Di Iesse il Betlemmita, tuo servo».
Samuele 1 - Capitolo 18
[1]Quando Davide ebbe finito di parlare con Saul,
l'anima di Giònata s'era gia talmente legata all'anima di
Davide, che Giònata lo amò come se stesso. [2]Saul in
quel giorno lo prese con sé e non lo lasciò tornare a casa di
suo padre. [3]Giònata strinse con Davide un patto,
perché lo amava come se stesso. [4]Giònata si tolse il
mantello che indossava e lo diede a Davide e vi aggiunse i suoi
abiti, la sua spada, il suo arco e la cintura. [5]Davide
riusciva in tutti gli incarichi che Saul gli affidava, così che
Saul lo pose al comando dei guerrieri ed era gradito a tutto il
popolo e anche ai ministri di Saul.
Il sorgere della gelosia di Saul
[6]Al loro rientrare, mentre Davide tornava
dall'uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città
d'Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul,
accompagnandosi con i timpani, con grida di gioia e con sistri. [7]Le
donne danzavano e cantavano alternandosi:
«Saul ha ucciso i suoi mille,
Davide i suoi diecimila».
[8]Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive
quelle parole. Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne
hanno dato mille. Non gli manca altro che il regno». [9]Così
da quel giorno in poi Saul si ingelosì di Davide. [10]Il
giorno dopo, un cattivo spirito sovrumano s'impossessò di Saul,
il quale si mise a delirare in casa. Davide suonava la cetra come
i giorni precedenti e Saul teneva in mano la lancia. [11]Saul
impugnò la lancia, pensando: «Inchioderò Davide al muro!». Ma
Davide gli sfuggì davanti per due volte. [12]Saul
cominciò a sentir timore di fronte a Davide, perché il Signore
era con lui, mentre si era ritirato da Saul. [13]Saul lo
allontanò da sé e lo fece capo di migliaia e Davide andava e
veniva alla testa del suo gruppo. [14]Davide riusciva in
tutte le sue imprese, poiché il Signore era con lui. [15]Saul,
vedendo che riusciva proprio sempre, aveva timore di lui. [16]Ma
tutto Israele e Giuda amavano Davide, perché egli si muoveva
alla loro testa.
Matrimonio di Davide
[17]Ora Saul disse a Davide: «Ecco Merab, mia figlia
maggiore. La do in moglie a te. Tu dovrai essere il mio guerriero
e combatterai le battaglie del Signore». Saul pensava: «Non sia
contro di lui la mia mano, ma contro di lui sia la mano dei
Filistei». [18]Davide rispose a Saul: «Chi sono io e che
importanza ha la famiglia di mio padre in Israele, perché io
possa diventare genero del re?». [19]Ma ecco, quando
venne il tempo di dare Merab, figlia di Saul, a Davide, fu data
invece in moglie ad Adriel di Mecola.
[20]Intanto Mikal, l'altra figlia di Saul, s'invaghì
di Davide; ne riferirono a Saul e la cosa gli piacque. [21]Saul
diceva: «Gliela darò, ma sarà per lui una trappola e la mano
dei Filistei cadrà su di lui». E Saul disse a Davide: «Oggi
hai una seconda occasione per diventare mio genero». [22]Quindi
Saul ordinò ai suoi ministri: «Dite di nascosto a Davide: Ecco,
tu piaci al re e i suoi ministri ti amano. Su, dunque, diventa
genero del re». [23]I ministri di Saul sussurrarono
all'orecchio di Davide queste parole e Davide rispose: «Vi pare
piccola cosa divenir genero del re? Io sono povero e uomo di
bassa condizione». [24]I ministri di Saul gli riferirono:
«Davide ha risposto in questo modo». [25]Allora Saul
disse: «Riferite a Davide: Il re non pretende il prezzo nuziale,
ma solo cento prepuzi di Filistei, perché sia fatta vendetta dei
nemici del re». Saul pensava di far cadere Davide in mano ai
Filistei. [26]I ministri di lui riferirono a Davide queste
parole e piacque a Davide tale condizione per diventare genero
del re. Non erano ancora passati i giorni fissati, [27]quando
Davide si alzò, partì con i suoi uomini e uccise tra i Filistei
duecento uomini. Davide riportò i loro prepuzi e li contò
davanti al re per diventare genero del re. Saul gli diede in
moglie la figlia Mikal. [28]Saul si accorse che il Signore
era con Davide e che Mikal figlia di Saul lo amava. [29]Saul
ebbe ancor più paura nei riguardi di Davide; Saul fu nemico di
Davide per tutti i suoi giorni. [30]I capi dei Filistei
facevano sortite, ma Davide, ogni volta che uscivano, riportava
successi maggiori di tutti i ministri di Saul e in tal modo si
acquistò grande fama.
Samuele 1 - Capitolo 19
Gionata intercede per Davide
[1]Saul comunicò a Giònata suo figlio e ai suoi
ministri di aver deciso di uccidere Davide. Ma Giònata figlio di
Saul nutriva grande affetto per Davide. [2]Giònata
informò Davide dicendo: «Saul mio padre cerca di ucciderti.
Stà in guardia da domani all'alba, stà fermo in un luogo
nascosto e non farti vedere. [3]Io uscirò e starò al
fianco di mio padre nella campagna dove sarai tu e parlerò in
tuo favore a mio padre. Vedrò ciò che succede e te lo farò
sapere». [4]Giònata parlò difatti a Saul suo padre in
favore di Davide e gli disse: «Non si macchi il re contro il suo
servo, contro Davide, che non si è macchiato contro di te, che
anzi ti ha reso un servizio molto grande. [5]Egli ha
esposto la vita, quando sconfisse il Filisteo, e il Signore ha
concesso una grande vittoria a tutto Israele. Hai visto e hai
gioito. Dunque, perché pecchi contro un innocente, uccidendo
Davide senza motivo?». [6]Saul ascoltò la voce di
Giònata e giurò: «Per la vita del Signore, non morirà!». [7]Giònata
chiamò Davide e gli riferì questo colloquio. Poi Giònata
introdusse presso Saul Davide, che rimase al suo seguito come
prima.
2. FUGA DI DAVIDE
Attentato di Saul contro Davide
[8]La guerra si riaccese e Davide uscì a combattere i
Filistei e inflisse loro una grande sconfitta, sicché si dettero
alla fuga davanti a lui. [9]Ma un sovrumano spirito
cattivo si impadronì di Saul. Egli stava in casa e teneva in
mano la lancia, mentre Davide suonava la cetra. [10]Saul
tentò di colpire Davide con la lancia contro il muro. Ma Davide
si scansò da Saul, che infisse la lancia nel muro. Davide fuggì
e quella notte fu salvo.
Davide salvato da Mikal
[11]Saul mandò messaggeri alla casa di Davide per
sorvegliarlo e ucciderlo il mattino dopo. Mikal moglie di Davide
lo avvertì dicendo: «Se non metti al sicuro la tua vita questa
notte, domani sarai ucciso». [12]Mikal calò Davide dalla
finestra e quegli partì di corsa e si mise in salvo. [13]Mikal
prese allora i terafim e li pose presso il letto. Mise
dalla parte del capo un tessuto di pelo di capra e coprì il
letto con una coltre. [14]Saul mandò dunque messaggeri a
prendere Davide ma essa disse: «E' malato». [15]Saul
rimandò i messaggeri a vedere Davide con questo ordine:
«Portatelo qui da me nel suo letto, perché lo faccia morire». [16]Tornarono
i messaggeri ed ecco presso il letto c'erano i terafim e
il tessuto di pelo di capra dalla parte del capo. [17]Saul
disse a Mikal: «Perché mi hai ingannato a questo modo e hai
fatto fuggire il mio nemico, perché si mettesse in salvo?».
Rispose Mikal a Saul: «Egli mi ha detto: Lasciami fuggire,
altrimenti ti uccido».
Saul e Davide presso Samuele
[18]Davide dunque fuggì e si mise in salvo. Andò da
Samuele in Rama e gli narrò quanto gli aveva fatto Saul; poi
Davide e Samuele andarono ad abitare a Naiot. [19]La cosa
fu riferita a Saul: «Ecco, Davide sta a Naiot presso Rama». [20]Allora
Saul spedì messaggeri a catturare Davide, ma quando videro
profetare la comunità dei profeti, mentre Samuele stava in piedi
alla loro testa, lo spirito di Dio investì i messaggeri di Saul
e anch'essi fecero i profeti. [21]Annunziarono a Saul
questa cosa ed egli spedì altri messaggeri, ma anch'essi fecero
i profeti. Saul mandò di nuovo messaggeri per la terza volta, ma
anch'essi fecero i profeti. [22]Allora venne egli stesso a
Rama e si portò alla grande cisterna che si trova a Secu e
domandò: «C'è qui forse Samuele con Davide?». Gli risposero:
«Eccoli: sono a Naiot di Rama». [23]Egli si incamminò
verso Naiot di Rama, ma cadde anche su di lui lo spirito di Dio e
andava avanti facendo il profeta finché giunse a Naiot di Rama. [24]Anch'egli
si tolse gli abiti e continuò a fare il profeta davanti a
Samuele; poi crollò e restò nudo tutto quel giorno e tutta la
notte. Da qui è venuto il detto: «Anche Saul è tra i
profeti?».
Samuele 1 - Capitolo 20
Gionata favorisce la partenza di Davide
[1]Davide lasciò di nascosto Naiot di Rama, si recò
da Giònata e gli disse: «Che ho fatto, che delitto ho commesso,
che colpa ho avuto nei riguardi di tuo padre, perché attenti
così alla mia vita?». [2]Rispose: «Non sia mai. Non
morirai. Vedi, mio padre non fa nulla di grande o di piccolo
senza confidarmelo. Perché mi avrebbe nascosto questa cosa? Non
è possibile!». [3]Ma Davide giurò ancora: «Tuo padre
sa benissimo che ho trovato grazia ai tuoi occhi e dice: Giònata
non deve sapere questa cosa perché si angustierebbe. Ma, per la
vita del Signore e per la tua vita, c'è un sol passo tra me e la
morte». [4]Giònata disse: «Che cosa desideri che io
faccia per te?». [5]Rispose Davide: «Domani è la luna
nuova e io dovrei sedere a tavola con il re. Ma tu mi lascerai
partire e io resterò nascosto nella campagna fino alla terza
sera. [6]Se tuo padre mi cercherà, dirai: Davide mi ha
chiesto di lasciarlo andare in fretta a Betlemme sua città
perché vi si celebra il sacrificio annuale per tutta la
famiglia. [7]Se dirà: Va bene, allora il tuo servo può
stare in pace. Se invece andrà in collera, sii certo che è
stato deciso il peggio da parte sua. [8]Mostra la tua
bontà verso il tuo servo, perché hai voluto legare a te il tuo
servo con un patto del Signore: se ho qualche colpa, uccidimi tu;
ma per qual motivo dovresti condurmi da tuo padre?». [9]Giònata
rispose: «Lungi da te! Se certo io sapessi che da parte di mio
padre è stata decisa una cattiva sorte per te, non te lo farei
forse sapere?». [10]Davide disse a Giònata: «Chi mi
avvertirà se tuo padre ti risponde duramente?». [11]Giònata
rispose a Davide: «Vieni, andiamo in campagna».
Uscirono tutti e due nei campi. [12]Allora Giònata
disse a Davide: «Per il Signore, Dio d'Israele, domani o il
terzo giorno a quest'ora indagherò le intenzioni di mio padre.
Se saranno favorevoli a Davide e io non manderò subito a
riferirlo al tuo orecchio, [13]tanto faccia il Signore a
Giònata e ancora di peggio. Se invece sembrerà bene a mio padre
decidere il peggio a tuo riguardo, io te lo confiderò e ti farò
partire. Tu andrai tranquillo e il Signore sarà con te come è
stato con mio padre. [14]Fin quando sarò in vita, usa
verso di me la benevolenza del Signore. Se sarò morto, [15]non
ritirare mai la tua benevolenza dalla mia casa; quando il Signore
avrà sterminato dalla terra ogni uomo nemico di Davide, [16]non
sia eliminato il nome di Giònata dalla casa di Davide: il
Signore ne chiederà conto ai nemici di Davide». [17]Giònata
volle ancor giurare a Davide, perché gli voleva bene e lo amava
come se stesso. [18]Giònata disse a Davide: «Domani è
la luna nuova e la tua assenza sarà notata perché si guarderà
al tuo posto. [19]Aspetterai il terzo giorno, poi
scenderai in fretta e ti recherai al luogo dove ti sei nascosto
il giorno di quel fatto e resterai presso quella collinetta. [20]Io
tirerò tre frecce da quella parte, come se tirassi al bersaglio
per mio conto. [21]Poi manderò il ragazzo gridando: Và a
cercare le frecce! Se dirò al ragazzo: Guarda, le frecce sono
più in qua da dove ti trovi, prendile!, allora vieni, perché
tutto va bene per te; per la vita del Signore, non ci sarà
niente di grave. [22]Se invece dirò al giovane: Guarda,
le frecce sono più avanti di dove ti trovi!, allora và perché
il Signore ti fa partire. [23]Riguardo alle parole che
abbiamo detto io e tu, ecco è testimonio il Signore tra me e te
per sempre».
[24]Davide dunque si nascose nel campo. Arrivò la luna
nuova e il re sedette a tavola per mangiare. [25]Il re
sedette come al solito sul sedile contro il muro; Giònata stette
di fronte, Abner si sedette al fianco del re e il posto di Davide
rimase vuoto. [26]Ma Saul non disse nulla quel giorno,
perché pensava: «Gli sarà successo un inconveniente: non sarà
mondo. Certo, non è mondo». [27]Ed ecco l'indomani, il
secondo giorno della luna nuova, il posto di Davide era ancora
vuoto. Saul disse allora a Giònata suo figlio: «Perché il
figlio di Iesse non è venuto a tavola né ieri né oggi?». [28]Giònata
rispose a Saul: «Davide mi ha chiesto con insistenza di
lasciarlo andare a Betlemme. [29]Mi ha detto: Lasciami
andare, perché abbiamo in città il sacrificio di famiglia e mio
fratello me ne ha fatto un obbligo. Se dunque ho trovato grazia
ai tuoi occhi, lasciami libero, perché possa vedere i miei
fratelli. Per questo non è venuto alla tavola del re». [30]Saul
si adirò molto con Giònata e gli gridò: «Figlio d'una donna
perduta, non so io forse che tu prendi le parti del figlio di
Iesse, a tua vergogna e a vergogna della nudità di tua madre? [31]Perché
fino a quando vivrà il figlio di Iesse sulla terra, non avrai
sicurezza né tu né il tuo regno. Manda dunque a prenderlo e
conducilo qui da me, perché deve morire». [32]Rispose
Giònata a Saul suo padre: «Perché deve morire? Che ha
fatto?». [33]Saul afferrò la lancia contro di lui per
colpirlo e Giònata capì che l'uccisione di Davide era cosa
ormai decisa da parte di suo padre. [34]Giònata si alzò
dalla tavola acceso d'ira e non volle prendere cibo in quel
secondo giorno della luna nuova. Era rattristato per riguardo a
Davide perché suo padre ne violava i diritti.
[35]Il mattino dopo Giònata uscì in campagna, per
dare le indicazioni a Davide. Era con lui un ragazzo ancora
piccolo. [36]Egli disse al ragazzo: «Corri a cercare le
frecce che io tirerò». Il ragazzo corse ed egli tirò la
freccia più avanti di lui. [37]Il ragazzo corse fino al
luogo dov'era la freccia che Giònata aveva tirata e Giònata
gridò al ragazzo: «La freccia non è forse più avanti di
te?». [38]Giònata gridò ancora al ragazzo: «Corri
svelto e non fermarti!». Il ragazzo di Giònata raccolse le
frecce e le portò al suo padrone. [39]Il ragazzo non
aveva capito niente; soltanto Giònata e Davide sapevano la cosa.
[40]Allora diede le armi al ragazzo che era con lui e gli
disse: «Và e riportale in città». [41]Partito il
ragazzo, Davide si mosse da dietro la collinetta, cadde con la
faccia a terra e si prostrò tre volte, poi si baciarono l'un
l'altro e piansero l'uno insieme all'altro, finché per Davide si
fece tardi. [42]Allora Giònata disse a Davide: «Và in
pace, ora che noi due abbiamo giurato nel nome del Signore: il
Signore sia con me e con te, con la mia discendenza e con la tua
discendenza per sempre».
Samuele 1 - Capitolo 21
[1]Davide si alzò e partì e Giònata tornò in
città.
La sosta a Nob
[2]Davide si recò a Nob dal sacerdote Achimelech.
Achimelech, turbato, andò incontro a Davide e gli disse:
«Perché sei solo e non c'è nessuno con te?». [3]Rispose
Davide al sacerdote Achimelech: «Il re mi ha ordinato e mi ha
detto: Nessuno sappia niente di questa cosa per la quale ti mando
e di cui ti ho dato incarico. Ai miei uomini ho dato appuntamento
al tal posto. [4]Ora però se hai a disposizione cinque
pani, dammeli, o altra cosa che si possa trovare». [5]Il
sacerdote rispose a Davide: «Non ho sottomano pani comuni, ho
solo pani sacri: se i tuoi giovani si sono almeno astenuti dalle
donne, potete mangiarne». [6]Rispose Davide al sacerdote:
«Ma certo! Dalle donne ci siamo astenuti da tre giorni. Come
sempre quando mi metto in viaggio, i giovani sono mondi, sebbene
si tratti d'un viaggio profano; tanto più oggi essi sono
mondi». [7]Il sacerdote gli diede il pane sacro, perché
non c'era là altro pane che quello dell'offerta, ritirato dalla
presenza del Signore, per essere sostituito con pane fresco nel
giorno in cui si toglie. [8]Ma era là in quel giorno uno
dei ministri di Saul, trattenuto presso il Signore, di nome Doeg,
Idumeo, capo dei pastori di Saul. [9]Davide disse ad
Achimelech: «Non hai per caso sottomano una lancia o una spada?
Io non ho preso con me né la lancia né altra arma, perché
l'incarico del re era urgente». [10]Il sacerdote rispose:
«Guarda, c'è la spada di Golia, il Filisteo che tu hai ucciso
nella valle del Terebinto; è là dietro l'efod, avvolta
in un manto. Se vuoi, portala via, prendila, perché qui non c'è
altra spada che questa». Rispose Davide: «Non ce n'è una
migliore; dammela».
Davide presso i Filistei
[11]Quel giorno Davide si alzò e si allontanò da Saul
e giunse da Achis, re di Gat. [12]I ministri di Achis gli
dissero: «Non è costui Davide, il re del paese? Non cantavano
in coro in onore di lui:
Ha ucciso Saul i suoi mille
e Davide i suoi diecimila?».
[13]Davide si preoccupò di queste parole e temette
molto Achis re di Gat. [14]Allora cominciò a fare il
pazzo ai loro occhi, a fare il folle tra le loro mani; tracciava
segni sui battenti delle porte e lasciava colare la saliva sulla
barba. [15]Achis disse ai ministri: «Ecco, vedete anche
voi che è un pazzo. Perché lo avete condotto da me? Non ho
abbastanza pazzi io perché mi conduciate anche costui per fare
il folle davanti a me? Dovrebbe entrare in casa mia un uomo
simile?».
Samuele 1 - Capitolo 22
3. DAVIDE CAPOBANDA
Davide comincia la vita errante
[1]Davide partì di là e si rifugiò nella grotta di
Adullàm. Lo seppero i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre
e scesero là. [2]Si radunarono allora con lui quanti
erano in strettezze, quelli che avevano debiti e tutti gli
scontenti, ed egli diventò loro capo. Stettero così con lui
circa quattrocento uomini. [3]Davide partì di là e andò
a Mizpa di Moab e disse al re di Moab: «Permetti che restino con
voi mio padre e mia madre, finché sappia che cosa Dio vuol fare
di me». [4]Li presentò al re di Moab e rimasero con lui
finché Davide rimase nel rifugio. [5]Il profeta Gad disse
a Davide: «Non restare più in questo rifugio. Parti e và nel
paese di Giuda». Davide partì e andò nella foresta di Cheret.
Massacro dei sacerdoti di Nob
[6]Saul venne a sapere che era stato avvistato Davide
con gli uomini che erano con lui. Saul era seduto in Gàbaa,
sotto il tamarisco sull'altura, con la lancia in mano e i
ministri intorno. [7]Saul disse allora ai ministri che gli
stavano intorno: «Ascoltate, voi Beniaminiti, voi tutti che
siete qui. Forse il figlio di Iesse darà a tutti voi campi e
vigne, vi farà capi di migliaia e capi di centinaia, [8]perché
voi tutti siate d'accordo contro di me? Nessuno mi avverte
dell'alleanza di mio figlio con il figlio di Iesse, nessuno di
voi si interessa di me e nessuno mi confida che mio figlio ha
sollevato il mio servo contro di me per ordire insidie, come
avviene oggi». [9]Rispose Doeg l'Idumeo, che stava con i
ministri di Saul: «Ho visto il figlio di Iesse quando venne a
Nob da Achimelech figlio di Achitub [10]e costui ha
consultato il Signore per lui, gli ha dato da mangiare e gli ha
consegnato la spada di Golia il Filisteo». [11]Il re
subito convocò il sacerdote Achimelech figlio di Achitub e tutti
i sacerdoti della casa di suo padre che erano in Nob ed essi
vennero tutti dal re. [12]Disse Saul: «Ascolta, figlio di
Achitub». Rispose: «Eccomi, signor mio». [13]Saul gli
disse: «Perché vi siete accordati contro di me, tu e il figlio
di Iesse, dal momento che gli hai fornito pane e spada e hai
consultato l'oracolo di Dio per lui, allo scopo di sollevarmi
oggi un nemico?». [14]Achimelech rispose al re: «E chi
è come Davide tra tutti i ministri del re? E' fedele, è genero
del re, capo della tua guardia e onorato in casa tua. [15]E'
forse oggi la prima volta che consulto Dio per lui? Lungi da me!
Non getti il re questa colpa sul suo servo né su tutta la casa
di mio padre, poiché il tuo servo non sapeva di questa faccenda
cosa alcuna, né piccola né grande». [16]Ma il re disse:
«Devi morire, Achimelech, tu e tutta la casa di tuo padre». [17]Il
re disse ai corrieri che stavano attorno a lui: «Accostatevi e
mettete a morte i sacerdoti del Signore, perché hanno prestato
mano a Davide e non mi hanno avvertito pur sapendo che egli
fuggiva». Ma i ministri del re non vollero stendere le mani per
colpire i sacerdoti del Signore. [18]Allora il re disse a
Doeg: «Accostati tu e colpisci i sacerdoti». Doeg l'Idumeo si
fece avanti e colpì di sua mano i sacerdoti e uccise in quel
giorno ottantacinque uomini che portavano l'efod di lino. [19]Saul
passò a fil di spada Nob, la città dei sacerdoti: uomini e
donne, fanciulli e lattanti; anche buoi, asini e pecore passò a
fil di spada. [20]Scampò un figlio di Achimelech, figlio
di Achitub, che si chiamava Ebiatar, il quale fuggì presso
Davide. [21]Ebiatar narrò a Davide che Saul aveva
trucidato i sacerdoti del Signore. [22]Davide rispose ad
Ebiatar: «Quel giorno sapevo, data la presenza di Doeg l'Idumeo,
che avrebbe riferito tutto a Saul. Io devo rispondere di tutte le
vite della casa di tuo padre. [23]Rimani con me e non
temere: chiunque vorrà la tua vita, vorrà la mia, perché tu
starai presso di me come un deposito da custodire».
Samuele 1 - Capitolo 23
Davide a Keila
[1]Riferirono a Davide: «Ecco i Filistei assediano
Keila e saccheggiano le aie». [2]Davide consultò il
Signore chiedendo: «Devo andare? Riuscirò a battere questi
Filistei?». Rispose il Signore: «Và perché sconfiggerai i
Filistei e libererai Keila». [3]Ma gli uomini di Davide
gli dissero: «Ecco, noi abbiamo gia da temere qui in Giuda,
tanto più se andremo a Keila contro le forze dei Filistei». [4]Davide
consultò di nuovo il Signore e il Signore gli rispose: «Muoviti
e scendi a Keila, perché io metterò i Filistei nelle tue
mani». [5]Davide con i suoi uomini scese a Keila, assalì
i Filistei, portò via il loro bestiame e inflisse loro una
grande sconfitta. Così Davide liberò gli abitanti di Keila. [6]Quando
Ebiatar figlio di Achimelech si era rifugiato presso Davide, l'efod
era nelle sue mani e con quello era sceso a Keila. [7]Fu
riferito a Saul che Davide era giunto a Keila e Saul disse: «Dio
l'ha messo nelle mie mani, perché si è messo in una trappola
venendo in una città con porte e sbarre». [8]Saul
chiamò tutto il popolo alle armi per scendere a Keila e
assediare Davide e i suoi uomini. [9]Quando Davide seppe
che Saul veniva contro di lui macchinando disegni iniqui, disse
al sacerdote Ebiatar: «Porta qui l'efod». [10]Davide
disse: «Signore, Dio d'Israele, il tuo servo ha sentito dire che
Saul cerca di venire contro Keila e di distruggere la città per
causa mia. [11]Mi metteranno nelle sue mani i cittadini di
Keila? Scenderà Saul, come ha saputo il tuo servo? Signore, Dio
d'Israele, fallo sapere al tuo servo». Il Signore rispose:
«Scenderà». [12]Davide aggiunse: «I cittadini di Keila
mi consegneranno nelle mani di Saul con i miei uomini?». Il
Signore rispose: «Ti consegneranno». [13]Davide si alzò
e uscì da Keila con la truppa, circa seicento uomini, e andò
vagando senza mèta. Fu riferito a Saul che Davide era fuggito da
Keila ed egli rinunziò all'azione.
[14]Davide andò a dimorare nel deserto in luoghi
impervii, in zona montuosa, nel deserto di Zif e Saul lo
ricercava sempre; ma Dio non lo mise mai nelle sue mani.
Davide a Corsa. Visita di Gionata
[15]Davide sapeva che Saul era uscito a cercare la sua
vita. Intanto Davide stava nel deserto di Zif, a Corsa. [16]Allora
Giònata figlio di Saul si alzò e andò da Davide a Corsa e ne
rinvigorì il coraggio in Dio. [17]Poi gli disse: «Non
temere: la mano di Saul mio padre non potrà raggiungerti e tu
regnerai su Israele mentre io sarò a te secondo. Anche Saul mio
padre lo sa bene». [18]Essi strinsero un patto davanti al
Signore. Davide rimase a Corsa e Gionata tornò a casa.
Davide sfugge di un soffio a Saul
[19]Ma alcuni uomini di Zif vennero a Gàbaa da Saul
per dirgli: «Non sai che Davide è nascosto presso di noi fra i
dirupi? [20]Ora, atteso il tuo desiderio di scendere, o
re, scendi e sapremo metterlo nelle mani del re». [21]Rispose
Saul: «Benedetti voi nel nome del Signore, perché vi siete
presi a cuore la mia causa. [22]Andate dunque, informatevi
ancora, accertatevi bene del luogo dove muove i suoi passi e chi
lo ha visto là, perché mi hanno detto che egli è molto astuto.
[23]Cercate di conoscere tutti i nascondigli nei quali si
rifugia e tornate a me con la conferma. Allora verrò con voi e,
se sarà nel paese, lo ricercherò in tutti i villaggi di
Giuda». [24]Si alzarono e tornarono a Zif precedendo
Saul. Davide e i suoi uomini erano nel deserto di Maon,
nell'Araba a meridione della steppa. [25]Saul andò con i
suoi uomini per ricercarlo. Ma la cosa fu riferita a Davide, il
quale scese presso la rupe, rimanendo nel deserto di Maon. Lo
seppe Saul e seguì le tracce di Davide nel deserto di Maon. [26]Saul
procedeva sul fianco del monte da una parte e Davide e i suoi
uomini sul fianco del monte dall'altra parte. Davide cercava in
ogni modo di sfuggire a Saul e Saul e i suoi uomini accerchiavano
Davide e i suoi uomini per prenderli. [27]Ma arrivò un
messaggero a dire a Saul: «Vieni in fretta, perché i Filistei
hanno invaso il paese». [28]Allora Saul cessò di
inseguire Davide e andò contro i Filistei. Per questo chiamarono
quel luogo: Rupe della separazione.
Samuele 1 - Capitolo 24
Davide risparmia Saul
[1]Davide da quel luogo salì ad abitare nel deserto di
Engàddi. [2]Quando Saul tornò dall'azione contro i
Filistei, gli riferirono: «Ecco, Davide è nel deserto di
Engàddi». [3]Saul scelse tremila uomini valenti in tutto
Israele e partì alla ricerca di Davide di fronte alle Rocce dei
caprioli. [4]Arrivò ai recinti dei greggi lungo la
strada, ove c'era una caverna. Saul vi entrò per un bisogno
naturale, mentre Davide e i suoi uomini se ne stavano in fondo
alla caverna. [5]Gli uomini di Davide gli dissero: «Ecco
il giorno in cui il Signore ti dice: Vedi, metto nelle tue mani
il tuo nemico, trattalo come vuoi». Davide si alzò e tagliò un
lembo del mantello di Saul, senza farsene accorgere. [6]Ma
ecco, dopo aver fatto questo, Davide si sentì battere il cuore
per aver tagliato un lembo del mantello di Saul. [7]Poi
disse ai suoi uomini: «Mi guardi il Signore dal fare simile cosa
al mio signore, al consacrato del Signore, dallo stendere la mano
su di lui, perché è il consacrato del Signore». [8]Davide
dissuase con parole severe i suoi uomini e non permise che si
avventassero contro Saul. Saul uscì dalla caverna e tornò sulla
via.
[9]Dopo questo fatto, Davide si alzò, uscì dalla
grotta e gridò a Saul: «O re, mio signore»; Saul si voltò
indietro e Davide si inginocchiò con la faccia a terra e si
prostrò. [10]Davide continuò rivolgendosi a Saul:
«Perché ascolti la voce di chi dice: Ecco Davide cerca la tua
rovina? [11]Ecco, in questo giorno i tuoi occhi hanno
visto che il Signore ti aveva messo oggi nelle mie mani nella
caverna. Mi fu suggerito di ucciderti, ma io ho avuto pietà di
te e ho detto: Non stenderò la mano sul mio signore, perché
egli è il consacrato del Signore. [12]Guarda, padre mio,
il lembo del tuo mantello nella mia mano: quando ho staccato
questo lembo dal tuo mantello nella caverna, vedi che non ti ho
ucciso. Riconosci dunque e vedi che non c'è in me alcun disegno
iniquo né ribellione, né ho peccato contro di te; invece tu vai
insidiando la mia vita per sopprimerla. [13]Sia giudice il
Signore tra me e te e mi faccia giustizia il Signore nei tuoi
confronti, poiché la mia mano non si stenderà su di te. [14]Come
dice il proverbio antico:
Dagli empi esce l'empietà
e la mia mano non sarà contro di te.
[15]Contro chi è uscito il re d'Israele? Chi insegui?
Un cane morto, una pulce. [16]Il Signore sia arbitro e
giudice tra me e te, veda e giudichi la mia causa e mi faccia
giustizia di fronte a te». [17]Quando Davide ebbe finito
di pronunziare verso Saul queste parole, Saul disse: «E' questa
la tua voce, Davide figlio mio?». Saul alzò la voce e pianse. [18]Poi
continuò verso Davide: «Tu sei stato più giusto di me, perché
mi hai reso il bene, mentre io ti ho reso il male. [19]Oggi
mi hai dimostrato che agisci bene con me, che il Signore mi aveva
messo nelle tue mani e tu non mi hai ucciso. [20]Quando
mai uno trova il suo nemico e lo lascia andare per la sua strada
in pace? Il Signore ti renda felicità per quanto hai fatto a me
oggi. [21]Or ecco sono persuaso che, certo, regnerai e che
sarà saldo nelle tue mani il regno d'Israele. [22]Ma tu
giurami ora per il Signore che non sopprimerai dopo di me la mia
discendenza e non cancellerai il mio nome dalla casa di mio
padre». [23]Davide giurò a Saul. Saul tornò a casa,
mentre Davide con i suoi uomini salì al rifugio.
Samuele 1> da capitolo 1 a capitolo 8
Samuele 1> da capitolo 9 a capitolo 16
Samuele 1> da capitolo 17 a capitolo 24
Samuele 1> da capitolo 25 a capitolo 31
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