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LA BIBBIA
Re 2 - Capitolo 20
Malattia e guarigione di Ezechia
[1]In quei giorni Ezechia si ammalò mortalmente. Il
profeta Isaia figlio di Amoz si recò da lui e gli parlò: «Dice
il Signore: Dà disposizioni per la tua casa, perché morirai e
non guarirai». [2]Ezechia allora voltò la faccia verso
la parete e pregò il Signore: [3]«Su, Signore, ricordati
che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e
ho compiuto ciò che a te sembra bene». Ed Ezechia fece un gran
pianto.
[4]Prima che Isaia uscisse dal cortile centrale, il
Signore gli disse: [5]«Torna indietro e riferisci a
Ezechia, principe del mio popolo: Dice il Signore, Dio di Davide
tuo padre: Ho udito la tua preghiera e visto le tue lacrime; ecco
io ti guarirò; il terzo giorno salirai al tempio. [6]Aggiungerò
alla durata della tua vita quindici anni. Libererò te e questa
città dalla mano del re d'Assiria; proteggerò questa città per
amore di me e di Davide mio servo». [7]Isaia disse:
«Prendete un impiastro di fichi». Lo presero e lo posero
sull'ulcera e il re guarì.
[8]Ezechia disse a Isaia: «Qual è il segno che il
Signore mi guarirà e che, il terzo giorno, salirò al tempio?».
[9]Isaia rispose: «Da parte del Signore questo ti sia
come segno che il Signore manterrà la promessa, fatta a te: Vuoi
che l'ombra avanzi di dieci gradi oppure che retroceda di dieci
gradi?». [10]Ezechia disse: «E' facile che l'ombra si
allunghi di dieci gradi, non però che torni indietro di dieci
gradi». [11]Il profeta Isaia invocò il Signore e l'ombra
tornò indietro per i dieci gradi che essa aveva gia scorsi sulla
meridiana di Acaz.
Ambasciata di Merodak-Baladan
[12]In quel tempo Merodak-Baladan figlio di Baladan, re
di Babilonia, mandò lettere e doni a Ezechia, perché aveva
saputo che Ezechia era stato malato. [13]Ezechia gioì al
loro arrivo. Egli mostrò agli inviati tutta la camera del suo
tesoro, l'argento e l'oro, gli aromi e l'olio fino, il suo
arsenale e quanto si trovava nei suoi magazzini; non ci fu nulla
che Ezechia non mostrasse nella reggia e in tutto il suo regno.
[14]Allora il profeta Isaia si presentò al re Ezechia
e gli domandò: «Che hanno detto quegli uomini e da dove sono
venuti a te?». Ezechia rispose: «Sono venuti da una regione
lontana, da Babilonia». [15]Quegli soggiunse: «Che cosa
han visto nella tua reggia?». Ezechia rispose: «Hanno visto
quanto si trova nella mia reggia; non c'è nulla nei miei
magazzini che io non abbia mostrato loro».
[16]Allora Isaia disse a Ezechia: «Ascolta la parola
del Signore! [17]Ecco giorni verranno in cui quanto si
trova nella tua reggia e quanto hanno accumulato i tuoi antenati
fino ad oggi verrà portato in Babilonia; non vi resterà nulla,
dice il Signore. [18]Dei figli, che da te saranno nati e
che tu avrai generato, alcuni saranno presi e saranno eunuchi
nella reggia di Babilonia». [19]Ezechia disse a Isaia:
«Buona è la parola del Signore, che mi hai riferita». Egli
pensava: «Perché no? Almeno vi saranno pace e sicurezza durante
la mia vita».
Conclusione sul regno di Ezechia
[20]Le altre gesta di Ezechia, tutte le sue prodezze,
la costruzione della piscina e del canale, con cui portò l'acqua
nella città, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di
Giuda. [21]Ezechia si addormentò con i suoi padri. Al suo
posto divenne re suo figlio Manàsse.
Re 2 - Capitolo 21
2. DUE RE EMPI
Regno di Manasse in Giuda (687-642)
[1]Quando divenne re, Manàsse aveva dodici anni;
regnò cinquantacinque anni in Gerusalemme; sua madre si chiamava
Chefziba. [2]Fece ciò che è male agli occhi del Signore,
imitando gli abomini delle popolazioni sterminate gia dal Signore
all'arrivo degli Israeliti. [3]Ricostruì le alture
demolite dal padre Ezechia, eresse altari a Baal, innalzò un
palo sacro, come l'aveva fatto Acab, re di Israele. Si prostrò
davanti a tutta la milizia del cielo e la servì. [4]Costruì
altari nel tempio riguardo al quale il Signore aveva detto: «In
Gerusalemme porrò il mio nome». [5]Costruì altari a
tutta la milizia del cielo nei due cortili del tempio. [6]Fece
passare suo figlio per il fuoco, praticò la divinazione e la
magìa, istituì i negromanti e gli indovini. Compì in tante
maniere ciò che è male agli occhi del Signore, da provocare il
suo sdegno. [7]Collocò l'immagine di Asera, da lui fatta
fare, nel tempio, riguardo al quale il Signore aveva detto a
Davide e al figlio Salomone: «In questo tempio e in Gerusalemme,
che mi sono scelta fra tutte le tribù di Israele, porrò il mio
nome per sempre. [8]Non sopporterò più che il piede
degli Israeliti vada errando lontano dal paese che io ho dato ai
loro padri, purché procurino di eseguire quanto ho comandato
loro e tutta la legge, che ha imposto loro il mio servo Mosè». [9]Ma
essi non ascoltarono. Manàsse li spinse ad agire peggio delle
popolazioni sterminate dal Signore alla venuta degli Israeliti.
[10]Allora il Signore disse per mezzo dei suoi servi i
profeti: [11]«Poiché Manàsse re di Giuda ha compiuto
tali abomini, peggiori di tutti quelli commessi dagli Amorrei
prima di lui, e ha indotto a peccare anche Giuda per mezzo dei
suoi idoli, [12]per questo dice il Signore Dio di Israele:
Eccomi, mando su Gerusalemme e su Giuda una tale sventura da far
rintronare gli orecchi di chi l'udrà. [13]Stenderò su
Gerusalemme la cordicella di Samaria e il piombino della casa di
Acab; asciugherò Gerusalemme come si asciuga un piatto, che si
asciuga e si rovescia. [14]Rigetterò il resto della mia
eredità; li metterò nelle mani dei loro nemici; diventeranno
preda e bottino di tutti i loro nemici, [15]perché hanno
fatto ciò che è male ai miei occhi e mi hanno provocato a
sdegno da quando i loro padri uscirono dall'Egitto fino ad
oggi».
[16]Manàsse versò anche sangue innocente in grande
quantità fino a riempirne Gerusalemme da un'estremità
all'altra, oltre i peccati che aveva fatto commettere a Giuda,
facendo ciò che è male agli occhi del Signore.
[17]Le altre gesta di Manàsse, tutte le sue azioni e
le colpe commesse, sono descritte nel libro delle Cronache dei re
di Giuda. [18]Manàsse si addormentò con i suoi padri; fu
sepolto nel giardino di casa sua, nel giardino di Uzza. Al suo
posto divenne re suo figlio Amon.
Regno di Amon in Giuda (642-640)
[19]Quando divenne re, Amon aveva ventidue anni; regnò
due anni in Gerusalemme. Sua madre, di Iotba, si chiamava
Meshullemet figlia di Caruz. [20]Fece ciò che è male
agli occhi del Signore, come l'aveva fatto il padre Manàsse. [21]Camminò
su tutte le strade su cui aveva camminato il padre e servì gli
idoli che suo padre aveva servito e si prostrò davanti ad essi. [22]Abbandonò
il Signore, Dio dei suoi padri, e non seguì la via del Signore.
[23]Contro Amon congiurarono i suoi ufficiali, che
uccisero il re nel suo palazzo. [24]Ma il popolo del paese
uccise quanti avevano congiurato contro il re Amon. Il medesimo
popolo proclamò re al suo posto il figlio Giosia.
[25]Le altre gesta di Amon, le sue azioni, sono
descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda. [26]Lo
seppellirono nel suo sepolcro, nel giardino di Uzza. Al suo posto
divenne re suo figlio Giosia.
Re 2 - Capitolo 22
3. GIOSIA E LA RIFORMA RELIGIOSA
Introduzione al regno di Giosia (640-609)
[1]Quando divenne re, Giosia aveva otto anni; regnò
trentun anni in Gerusalemme. Sua madre, di Boscat, si chiamava
Iedida figlia di Adaia. [2]Fece ciò che è retto agli
occhi del Signore, imitando in tutto la condotta di Davide, suo
antenato, senza deviare né a destra né a sinistra.
Scoperta del libro della legge
[3]Nell'anno diciotto del suo regno, Giosia mandò
Safàn figlio di Asalia, figlio di Mesullàm, scriba, nel tempio
dicendogli: [4]«Và da Chelkia sommo sacerdote; egli
raccolga il denaro portato nel tempio, che i custodi della soglia
hanno raccolto dal popolo. [5]Lo consegni agli esecutori
dei lavori, addetti al tempio; costoro lo diano a quanti compiono
le riparazioni del tempio, [6]ossia ai falegnami, ai
costruttori e ai muratori e l'usino per acquistare legname e
pietre da taglio occorrenti per il restauro del tempio. [7]Non
c'è bisogno di controllare il denaro consegnato nelle mani di
costoro, perché la loro condotta ispira fiducia».
[8]Il sommo sacerdote Chelkia disse allo scriba Safàn:
«Ho trovato nel tempio il libro della legge». Chelkia diede il
libro a Safàn, che lo lesse. [9]Lo scriba Safàn quindi
andò dal re e gli riferì: «I tuoi servitori hanno versato il
denaro trovato nel tempio e l'hanno consegnato agli esecutori dei
lavori, addetti al tempio». [10]Inoltre lo scriba Safàn
riferì al re: «Il sacerdote Chelkia mi ha dato un libro».
Safàn lo lesse davanti al re.
La profetessa Culda consultata
[11]Udite le parole del libro della legge, il re si
lacerò le vesti. [12]Egli comandò al sacerdote Chelkia,
ad Achikam figlio di Safàn, ad Acbor figlio di Michea, allo
scriba Safàn e ad Asaia ministro del re: [13]«Andate,
consultate il Signore per me, per il popolo e per tutto Giuda,
intorno alle parole di questo libro ora trovato; difatti grande
è la collera del Signore, che si è accesa contro di noi perché
i nostri padri non hanno ascoltato le parole di questo libro e
nelle loro azioni non si sono ispirati a quanto è stato scritto
per noi».
[14]Il sacerdote Chelkia insieme con Achikam, Acbor,
Safàn e Asaia andarono dalla profetessa Culda moglie di Sallùm,
figlio di Tikva, figlio di Carcas, guardarobiere; essa abitava in
Gerusalemme nel secondo quartiere. [15]L'interrogarono ed
essa rispose loro: «Dice il Signore Dio di Israele: Riferite
all'uomo che vi ha inviati da me: [16]Così parla il
Signore: Eccomi, io faccio piombare una sciagura su questo luogo
e sui suoi abitanti, attuando tutte le parole del libro lette dal
re di Giuda, [17]perché hanno abbandonato me e hanno
bruciato incenso ad altri dei per provocarmi a sdegno con tutte
le opere delle loro mani; la mia collera divamperà contro questo
luogo e non si spegnerà! [18]Al re di Giuda, che vi ha
inviati a consultare il Signore, riferirete: Queste cose dice il
Signore Dio d'Israele: Quanto alle parole che hai udito,... [19]poiché
il tuo cuore si è intenerito e ti sei umiliato davanti al
Signore, udendo le mie parole contro questo luogo e contro i suoi
abitanti, che cioè diverranno una desolazione e una maledizione,
ti sei lacerate le vesti e hai pianto davanti a me, anch'io ti ho
ascoltato. Oracolo del Signore. [20]Per questo, ecco, io
ti riunirò ai tuoi padri; sarai composto nel tuo sepolcro in
pace; i tuoi occhi non vedranno tutta la sciagura che io farò
piombare su questo luogo». Quelli riferirono il messaggio al re.
Re 2 - Capitolo 23
Solenne lettura della legge
[1]Per suo ordine si radunarono presso il re tutti gli
anziani di Giuda e di Gerusalemme. [2]Il re salì al
tempio del Signore insieme con tutti gli uomini di Giuda e con
tutti gli abitanti di Gerusalemme, con i sacerdoti, con i profeti
e con tutto il popolo, dal più piccolo al più grande. Ivi fece
leggere alla loro presenza le parole del libro dell'alleanza,
trovato nel tempio. [3]Il re, in piedi presso la colonna,
concluse un'alleanza davanti al Signore, impegnandosi a seguire
il Signore e a osservarne i comandi, le leggi e i decreti con
tutto il cuore e con tutta l'anima, mettendo in pratica le parole
dell'alleanza scritte in quel libro. Tutto il popolo aderì
all'alleanza.
Riforma religiosa in Giuda
[4]Il re comandò al sommo sacerdote Chelkia, ai
sacerdoti del secondo ordine e ai custodi della soglia di
condurre fuori del tempio tutti gli oggetti fatti in onore di
Baal, di Asera e di tutta la milizia del cielo; li bruciò fuori
di Gerusalemme, nei campi del Cedron, e ne portò la cenere a
Betel. [5]Destituì i sacerdoti, creati dai re di Giuda
per offrire incenso sulle alture delle città di Giuda e dei
dintorni di Gerusalemme, e quanti offrivano incenso a Baal, al
sole e alla luna, alle stelle e a tutta la milizia del cielo. [6]Fece
portare il palo sacro dal tempio fuori di Gerusalemme, nel
torrente Cedron, e là lo bruciò e ne fece gettar la cenere nel
sepolcro dei figli del popolo. [7]Demolì le case dei
prostituti sacri, che erano nel tempio, e nelle quali le donne
tessevano tende per Asera. [8]Fece venire tutti i
sacerdoti dalle città di Giuda, profanò le alture, dove i
sacerdoti offrivano incenso, da Gheba a Bersabea; demolì
l'altura dei satiri, che era davanti alla porta di Giosuè
governatore della città, a sinistra di chi entra per la porta
della città.
[9]Però i sacerdoti delle alture non salirono più
all'altare del Signore in Gerusalemme, anche se mangiavano pane
azzimo in mezzo ai loro fratelli. [10]Giosia profanò il
Tofet, che si trovava nella valle di Ben-Hinnòn, perché nessuno
vi facesse passare ancora il proprio figlio o la propria figlia
per il fuoco in onore di Moloch. [11]Fece scomparire i
cavalli che i re di Giuda avevano consacrati al sole all'ingresso
del tempio, nel locale dell'eunuco Netan-Mèlech, che era nei
cortili, e diede alle fiamme i carri del sole. [12]Demolì
gli altari sulla terrazza del piano di sopra di Acaz, eretti dai
re di Giuda, e gli altari eretti da Manàsse nei due cortili del
tempio, li frantumò e ne gettò la polvere nel torrente Cedron. [13]Il
re profanò le alture che erano di fronte a Gerusalemme, a sud
del monte della perdizione, erette da Salomone, re di Israele, in
onore di Astàrte, obbrobrio di quelli di Sidòne, di Càmos,
obbrobrio dei Moabiti, e di Milcom, abominio degli Ammoniti. [14]Fece
a pezzi le stele e tagliò i pali sacri, riempiendone il posto
con ossa umane.
La riforma si estende all'antico regno del nord
[15]Demolì anche l'altare di Betel e l'altura eretta
da Geroboamo figlio di Nebàt, che aveva fatto commettere peccati
a Israele; demolì quest'altare e l'altura; di quest'ultima
frantumò le pietre, rendendole polvere; bruciò anche il palo
sacro.
[16]Volgendo Giosia lo sguardo intorno vide i sepolcri
che erano sul monte; egli mandò a prendere le ossa dai sepolcri
e le bruciò sull'altare profanandolo secondo le parole del
Signore pronunziate dall'uomo di Dio quando Geroboamo durante la
festa stava presso l'altare. Quindi si voltò; alzato lo sguardo
verso il sepolcro dell'uomo di Dio che aveva preannunziato queste
cose, [17]Giosia domandò: «Che è quel monumento che io
vedo?». Gli uomini della città gli dissero: «E' il sepolcro
dell'uomo di Dio che, partito da Giuda, preannunziò quanto tu
hai fatto contro l'altare di Betel». [18]Egli disse:
«Lasciatelo in pace; nessuno rimuova le sue ossa». Le ossa di
lui in tal modo furono risparmiate, insieme con le ossa del
profeta venuto da Samaria.
[19]Giosia eliminò anche tutti i templi delle alture,
costruiti dai re di Israele nelle città della Samaria per
provocare a sdegno il Signore. In essi ripetè quanto aveva fatto
a Betel. [20]Immolò sugli altari tutti i sacerdoti delle
alture locali e vi bruciò sopra ossa umane. Quindi ritornò in
Gerusalemme.
Celebrazione della Pasqua
[21]Il re ordinò a tutto il popolo: «Celebrate la
pasqua per il Signore vostro Dio, con il rito descritto nel libro
di questa alleanza». [22]Difatti una pasqua simile non
era mai stata celebrata dal tempo dei Giudici, che governarono
Israele, ossia per tutto il periodo dei re di Israele e dei re di
Giuda. [23]In realtà, tale pasqua fu celebrata per il
Signore, in Gerusalemme, solo nell'anno diciotto di Giosia.
Conclusione sulla riforma religiosa
[24]Giosia fece poi scomparire anche i negromanti, gli
indovini, i terafim, gli idoli e tutti gli abomini, che
erano nel paese di Giuda e in Gerusalemme, per mettere in pratica
le parole della legge scritte nel libro trovato dal sacerdote
Chelkia nel tempio. [25]Prima di lui non era esistito un
re che come lui si fosse convertito al Signore con tutto il cuore
e con tutta l'anima e con tutta la forza, secondo tutta la legge
di Mosè; dopo di lui non ne sorse un altro simile.
[26]Tuttavia il Signore non attenuò l'ardore della sua
grande ira, che era divampata contro Giuda a causa di tutte le
provocazioni di Manàsse. [27]Perciò il Signore disse:
«Anche Giuda allontanerò dalla mia presenza, come ho
allontanato Israele; respingerò questa città, Gerusalemme, che
mi ero scelta, e il tempio di cui avevo detto: Ivi sarà il mio
nome».
Fine del regno di Giosia
[28]Le altre gesta di Giosia e tutte le sue azioni sono
descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.
[29]Durante il suo regno, il faraone Necao re di Egitto
si mosse per soccorrere il re d'Assiria sul fiume Eufrate. Il re
Giosia gli andò incontro, ma Necao l'uccise in Meghiddo al primo
urto. [30]I suoi ufficiali portarono su un carro il morto
da Meghiddo a Gerusalemme e lo seppellirono nel suo sepolcro. Il
popolo del paese prese Ioacaz figlio di Giosia, lo unse e lo
proclamò re al posto di suo padre.
4. LA ROVINA DI GERUSALEMME
Regno di Ioacaz in Giudea (609)
[31]Quando divenne re, Ioacaz aveva trentitrè anni;
regnò tre mesi in Gerusalemme. Sua madre, di Libna, si chiamava
Camutàl, figlia di Geremia. [32]Egli fece ciò che è
male agli occhi del Signore, secondo quanto avevano fatto i suoi
padri.
[33]Il faraone Necao l'imprigionò a Ribla, nel paese
di Amat, per non farlo regnare in Gerusalemme; al paese egli
impose un gravame di cento talenti d'argento e di un talento
d'oro. [34]Il faraone Necao nominò re Eliakìm figlio di
Giosia, al posto di Giosia suo padre, cambiandogli il nome in
Ioiakìm. Quindi prese Ioacaz e lo deportò in Egitto, ove morì.
[35]Ioiakìm consegnò l'argento e l'oro al faraone,
avendo tassato il paese per pagare il denaro secondo la
disposizione del faraone. Con una tassa individuale,
proporzionata ai beni, egli riscosse l'argento e l'oro dal popolo
del paese per consegnarlo al faraone Necao.
Regno di Ioiakim in Giuda (609-598)
[36]Quando divenne re, Ioiakìm aveva venticinque anni;
regnò undici anni in Gerusalemme. Sua madre, di Ruma, si
chiamava Zebida, figlia di Pedaia. [37]Fece ciò che è
male agli occhi del Signore, secondo quanto avevano fatto i suoi
padri.
Re 2 - Capitolo 24
[1]Durante il suo regno, Nabucodonosor re di Babilonia
gli mosse guerra; Ioiakìm gli fu sottomesso per tre anni, poi
gli si ribellò. [2]Il Signore mandò contro di lui bande
armate di Caldei, di Aramei, di Moabiti e di Ammoniti; le mandò
in Giuda per annientarlo, secondo la parola che il Signore aveva
pronunziata per mezzo dei suoi servi, i profeti. [3]Ciò
avvenne in Giuda solo per volere del Signore, che volle
allontanarlo dalla sua presenza a causa del peccato di Manàsse,
per tutto ciò che aveva fatto, [4]e anche a causa del
sangue innocente versato quando aveva riempito di sangue
innocente Gerusalemme; per questo il Signore non volle placarsi.
[5]Le altre gesta di Ioiakìm e tutte le sue azioni
sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda. [6]Ioiakìm
si addormentò con i suoi padri e al suo posto divenne re suo
figlio Ioiachìn.
[7]Il re d'Egitto non uscì più dal suo paese, perché
il re di Babilonia, dal torrente di Egitto sino al fiume Eufrate,
aveva conquistato quanto una volta apparteneva al re d'Egitto.
Introduzione al regno di Ioiachin (598)
[8]Ioiachìn aveva diciotto anni, quando divenne re;
regnò tre mesi in Gerusalemme. Sua madre, di Gerusalemme, si
chiamava Necusta, figlia di Elnatàn. [9]Fece ciò che è
male agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto suo
padre.
La prima deportazione
[10]In quel tempo gli ufficiali di Nabucodònosor re di
Babilonia marciarono contro Gerusalemme; la città subì
l'assedio. [11]Nabucodònosor re di Babilonia giunse
presso la città, mentre i suoi ufficiali l'assediavano. [12]Ioiachìn
re di Giuda si presentò con sua madre, i suoi ministri, i suoi
capi e i suoi eunuchi, al re di Babilonia; questi, nell'anno
ottavo del suo regno, lo fece prigioniero. [13]Il re di
Babilonia portò via di là tutti i tesori del tempio e i tesori
della reggia; fece a pezzi tutti gli oggetti d'oro, che Salomone
re di Israele aveva posti nel tempio. Così si adempì la parola
del Signore. [14]Deportò tutta Gerusalemme, cioè tutti i
capi, tutti i prodi, in numero di diecimila, tutti i falegnami e
i fabbri; rimase solo la gente povera del paese. [15]Deportò
in Babilonia Ioiachìn, la madre del re, le mogli del re, i suoi
eunuchi e le guide del paese, conducendoli in esilio da
Gerusalemme in Babilonia. [16]Tutti gli uomini di valore,
in numero di settemila, i falegnami e i fabbri, in numero di
mille, e tutti i guerrieri più prodi furono condotti in esilio a
Babilonia dal re di Babilonia. [17]Il re di Babilonia
nominò re, al posto di Ioiachìn, Mattania suo zio, cambiandogli
il nome in Sedecìa.
Introduzione al regno di Sedecia in Giuda (598-587)
[18]Quando divenne re, Sedecìa aveva ventun anni;
regnò undici anni in Gerusalemme. Sua madre, di Libna, si
chiamava Camutàl, figlia di Geremia. [19]Fece ciò che è
male agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto Ioiakìm.
[20]Ciò accadde in Gerusalemme e in Giuda a causa
dell'ira del Signore, tanto che infine li allontanò da sé.
Sedecìa poi si ribellò al re di Babilonia.
Re 2 - Capitolo 25
Assedio di Gerusalemme
[1]Nell'anno nono del suo regno, nel decimo mese, il
dieci del mese, Nabucodònosor re di Babilonia, con tutto
l'esercito, marciò contro Gerusalemme, la circondò da tutte le
parti e le costruì intorno opere d'assedio. [2]La città
rimase assediata fino all'undecimo anno del re Sedecìa. [3]Al
nono giorno del quarto mese, quando la fame dominava la città e
non c'era più pane per la popolazione, [4]fu aperta una
breccia nelle mura della città. Allora tutti i soldati
fuggirono, uscendo dalla città di notte per la via della porta
fra le due mura, presso il giardino del re e, mentre i Caldei
erano tutt'intorno alla città, presero la via dell'Araba.
[5]I soldati dei Caldei inseguirono il re nelle steppe
di Gerico, mentre tutto il suo esercito si disperse
abbandonandolo. [6]Il re fu preso e condotto dal re di
Babilonia a Ribla ove fu pronunziata contro di lui la sentenza. [7]Furono
uccisi alla presenza di Sedecìa i suoi figli e a lui
Nabucodònosor fece cavare gli occhi, l'incatenò e lo condusse a
Babilonia.
Saccheggio di Gerusalemme e seconda deportazione
[8]Il settimo giorno del quinto mese - era l'anno
decimonono del re Nabucodònosor re di Babilonia - Nabuzardàn,
capo delle guardie, ufficiale del re di Babilonia, entrò in
Gerusalemme, [9]bruciò il tempio, la reggia e tutte le
case di Gerusalemme, dando alle fiamme tutte le case di lusso. [10]Tutto
l'esercito dei Caldei, che era con il capo delle guardie, demolì
il muro intorno a Gerusalemme. [11]Nabuzardàn capo delle
guardie deportò il resto del popolo che era stato lasciato in
città, quanti erano passati disertori al re di Babilonia e il
resto della moltitudine. [12]Il capo delle guardie lasciò
alcuni fra i più poveri del paese come vignaioli e come
campagnoli. [13]I Caldei fecero a pezzi le colonne di
bronzo che erano nel tempio, le basi e il bacino grande di
bronzo, che erano ivi, e asportarono tutto il loro bronzo in
Babilonia. [14]Essi presero ancora le caldaie, le palette,
i coltelli, le coppe e tutte le suppellettili di bronzo che
servivano al culto. [15]Il capo delle guardie prese ancora
i bracieri e i bacini, quanto era d'oro puro e quanto era
d'argento puro. [16]Quanto alle due colonne, al grande
bacino e alle basi, tutto opera di Salomone per il tempio, non si
poteva calcolare il peso del loro bronzo, cioè di tutti questi
oggetti. [17]Delle colonne, poi, ciascuna era alta
diciotto cubiti ed era sormontata da un capitello di bronzo, la
cui altezza era di cinque cubiti; tutto intorno al capitello
c'erano un reticolato e melagrane, tutto di bronzo; così pure
era l'altra colonna.
[18]Il capo delle guardie prese Seraià, sacerdote
capo, e Zofonia, sacerdote del secondo ordine, insieme con tre
custodi della soglia. [19]Dalla città egli prese un
funzionario, che era a capo dei guerrieri, cinque uomini fra gli
intimi del re, che furono trovati in città, il segretario del
capo dell'esercito, che arruolava il popolo del paese, e sessanta
uomini del popolo del paese, che si trovavano in città. [20]Nabuzardàn
capo delle guardie li prese e li condusse al re di Babilonia, a
Ribla. [21]Il re di Babilonia li fece uccidere a Ribla,
nel paese di Amat. Così fu deportato Giuda dal suo paese.
Godolia, governatore di Giuda
[22]Quanto al popolo che restava nel paese di Giuda,
lasciatovi da Nabucodònosor re di Babilonia, gli fu posto a loro
capo Godolia figlio di Achikam, figlio di Safàn. [23]Quando
tutti i capi delle bande armate e i loro uomini seppero che il re
di Babilonia aveva fatto governatore Godolia, si presentarono a
costui in Mizpà. Essi erano: Ismaele figlio di Netania, Giovanni
figlio di Kareach, Seraia figlio di Tancumet, il Netofatita e
Iaazania figlio del Maacateo, insieme con i loro uomini. [24]Godolia
giurò a loro e ai loro uomini: «Non temete da parte degli
ufficiali dei Caldei; rimanete nel paese e servite il re di
Babilonia; sarà per il vostro meglio».
[25]Nel settimo mese venne Ismaele figlio di Netania,
figlio di Elisama, di stirpe regale, con dieci uomini; costoro
colpirono a morte Godolia, i Giudei e i Caldei che erano con lui
in Mizpà. [26]Tutti, dal più piccolo al più grande, e
tutti i capi delle bande armate si mossero per andare in Egitto,
perché temevano da parte dei Caldei.
La grazia al re Ioiachin
[27]Ora nell'anno trentasette della deportazione di
Ioiachìn, re di Giuda, nel decimosecondo mese, il ventisette del
mese, Evil-Merodach re di Babilonia, nell'anno in cui divenne re,
fece grazia a Ioiachìn re di Giuda e lo fece uscire dalla
prigione. [28]Gli parlò con benevolenza, gli assegnò un
seggio superiore ai seggi dei re che si trovavano con lui in
Babilonia [29]e gli fece cambiare le vesti che aveva
portato nella prigione. Ioiachìn mangiò sempre dalla tavola del
re per tutto il resto della sua vita. [30]Il suo vitto
quotidiano gli fu assicurato sempre dal re di Babilonia, finché
visse.
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