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LA BIBBIA
Re 1 - Capitolo 8
Trasferimento dell'arca dell'alleanza
[1]A questo punto Salomone convocò in assemblea a
Gerusalemme gli anziani di Israele, tutti i capitribù, i
principi dei casati degli Israeliti, per trasportare l'arca
dell'alleanza del Signore dalla città di Davide, cioè da Sion. [2]Tutto
Israele si radunò presso il re Salomone per la festa, nel mese
di Etanim, cioè il settimo mese. [3]Presenti tutti gli
anziani di Israele, l'arca del Signore fu sollevata e i sacerdoti
e i leviti la trasportarono [4]con la tenda del convegno e
con tutti gli arredi sacri che erano nella tenda. [5]Il re
Salomone e tutta la comunità di Israele, convenuta presso di
lui, immolavano davanti all'arca pecore e buoi che non si
contavano né si calcolavano. [6]I sacerdoti introdussero
l'arca dell'alleanza del Signore al suo posto nella cella del
tempio, cioè nel Santo dei santi, sotto le ali dei cherubini. [7]Difatti
i cherubini stendevano le ali sopra l'arca; essi coprivano l'arca
e le sue stanghe dall'alto. [8]Le stanghe erano più
lunghe, per questo le loro punte si vedevano dal Santo di fronte
alla cella, ma non si vedevano di fuori; tali cose ci sono fino
ad oggi. [9]Nell'arca non c'era nulla se non le due tavole
di pietra, che vi aveva deposte Mosè sull'Oreb, cioè le tavole
dell'alleanza conclusa dal Signore con gli Israeliti quando
uscirono dal paese d'Egitto.
Dio prende possesso del suo tempio
[10]Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la
nuvola riempì il tempio [11]e i sacerdoti non poterono
rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la
gloria del Signore riempiva il tempio. [12]Allora Salomone
disse:
«Il Signore ha deciso di abitare sulla nube.
[13]Io ti ho costruito una casa potente,
un luogo per la tua dimora perenne».
Discorso di Salomone al popolo
[14]Il re si voltò e benedisse tutta l'assemblea di
Israele, mentre tutti i presenti stavano in piedi. [15]Salomone
disse: «Benedetto il Signore, Dio di Israele, che ha adempiuto
con potenza quanto aveva promesso con la sua bocca a Davide mio
padre: [16]Da quando ho fatto uscire Israele mio popolo
dall'Egitto, io non mi sono scelto una città fra tutte le tribù
di Israele perché mi si costruisse una casa, ove abitasse il mio
nome; ora mi sono scelto Gerusalemme perché vi dimori il mio
nome e mi sono scelto Davide perché sia capo del popolo di
Israele. [17]Davide mio padre aveva deciso di costruire un
tempio al nome del Signore, Dio di Israele, [18]ma il
Signore gli disse: Tu hai pensato di edificare un tempio al mio
nome; hai fatto bene a formulare tale progetto. [19]Non tu
costruirai il tempio, ma il figlio che uscirà dai tuoi fianchi,
lui costruirà un tempio al mio nome. [20]Il Signore ha
attuato la parola che aveva pronunziata; io ho preso il posto di
Davide mio padre, mi sono seduto sul trono di Israele, come aveva
preannunziato il Signore, e ho costruito il tempio al nome del
Signore, Dio di Israele. [21]In esso ho fissato un posto
per l'arca, dove c'è l'alleanza che il Signore aveva conclusa
con i nostri padri quando li fece uscire dal paese di Egitto».
Preghiera personale di Salomone
[22]Poi Salomone si pose davanti all'altare del
Signore, di fronte a tutta l'assemblea di Israele, e, stese le
mani verso il cielo, [23]disse: «Signore, Dio di Israele,
non c'è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla
terra! Tu mantieni l'alleanza e la misericordia con i tuoi servi
che camminano davanti a te con tutto il cuore. [24]Tu hai
mantenuto nei riguardi del tuo servo Davide mio padre quanto gli
avevi promesso; quanto avevi detto con la bocca l'hai adempiuto
con potenza, come appare oggi. [25]Ora, Signore Dio di
Israele, mantieni al tuo servo Davide mio padre quanto gli hai
promesso: Non ti mancherà un discendente che stia davanti a me e
sieda sul trono di Israele, purché i tuoi figli veglino sulla
loro condotta camminando davanti a me come vi hai camminato tu. [26]Ora,
Signore Dio di Israele, si adempia la parola che tu hai rivolta a
Davide mio padre.
[27]Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco
i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno
questa casa che io ho costruita! [28]Volgiti alla
preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore mio Dio;
ascolta il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza
davanti a te! [29]Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno
verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: Lì sarà il
mio nome! Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo
luogo.
Preghiera per il popolo
[30]Ascolta la supplica del tuo servo e di Israele tuo
popolo, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali dal luogo
della tua dimora, dal cielo; ascolta e perdona.
[31]Se uno pecca contro il suo fratello e, perché gli
è imposto un giuramento di imprecazione, viene a giurare davanti
al tuo altare in questo tempio, [32]tu ascoltalo dal
cielo, intervieni e fà giustizia con i tuoi servi; condanna
l'empio, facendogli ricadere sul capo la sua condotta, e dichiara
giusto l'innocente rendendogli quanto merita la sua innocenza.
[33]Quando il tuo popolo Israele sarà sconfitto di
fronte al nemico perché ha peccato contro di te, se si rivolge a
te, se loda il tuo nome, se ti prega e ti supplica in questo
tempio, [34]tu ascolta dal cielo, perdona il peccato di
Israele tuo popolo e fallo tornare nel paese che hai dato ai suoi
padri.
[35]Quando si chiuderà il cielo e non ci sarà pioggia
perché hanno peccato contro di te, se ti pregano in questo
luogo, se lodano il tuo nome e si convertono dal loro peccato
perché tu li hai umiliati, [36]tu ascolta dal cielo e
perdona il peccato dei tuoi servi e di Israele tuo popolo, ai
quali indicherai la strada buona su cui camminare, e concedi la
pioggia alla terra che hai dato in eredità al tuo popolo.
[37]Quando nella regione ci sarà carestia o peste,
carbonchio o ruggine, invasione di locuste o di bruchi; quando il
nemico assedierà il tuo popolo in qualcuna delle sue porte o
quando scoppierà un'epidemia o un flagello qualsiasi; [38]se
uno qualunque oppure tutto Israele tuo popolo, dopo avere provato
il rimorso nel cuore, ti prega o supplica con le mani tese verso
questo tempio, [39]tu ascoltalo dal cielo, luogo della tua
dimora, perdona, intervieni e rendi a ognuno secondo la sua
condotta, tu che conosci il suo cuore - tu solo conosci il cuore
di tutti i figli degli uomini - [40]perché ti temano
durante tutti i giorni della loro vita nel paese che hai dato ai
nostri padri.
Supplementi
[41]Anche lo straniero, che non appartiene a Israele
tuo popolo, se viene da un paese lontano a causa del tuo nome [42]perché
si sarà sentito parlare del tuo grande nome, della tua mano
potente e del tuo braccio teso, se egli viene a pregare in questo
tempio, [43]tu ascoltalo dal cielo, luogo della tua
dimora, e soddisfa tutte le richieste dello straniero, perché
tutti i popoli della terra conoscano il tuo nome, ti temano come
Israele tuo popolo e sappiano che al tuo nome è stato dedicato
questo tempio che io ho costruito.
[44]Quando il tuo popolo uscirà in guerra contro il
suo nemico, seguendo le vie in cui l'avrai indirizzato, se ti
pregheranno rivolti verso la città che ti sei scelta e verso il
tempio che io ho costruito al tuo nome, [45]ascolta dal
cielo la loro preghiera e la loro supplica e rendi loro
giustizia.
[46]Quando peccheranno contro di te, poiché non c'è
nessuno che non pecchi, e tu, adirato contro di loro, li
consegnerai a un nemico e i loro conquistatori li deporteranno in
un paese ostile, lontano o vicino, [47]se nel paese in cui
saranno deportati rientreranno in se stessi e faranno ritorno a
te supplicandoti nel paese della loro prigionia, dicendo: Abbiamo
peccato, abbiamo agito da malvagi e da empi, [48]se
torneranno a te con tutto il cuore e con tutta l'anima nel paese
dei nemici che li avranno deportati, e ti supplicheranno rivolti
verso il paese che tu hai dato ai loro padri, verso la città che
ti sei scelta e verso il tempio che io ho costruito al tuo nome, [49]tu
ascolta dal cielo, luogo della tua dimora, la loro preghiera e la
loro supplica e rendi loro giustizia. [50]Perdona al tuo
popolo, che ha peccato contro di te, tutte le ribellioni di cui
si è reso colpevole verso di te, fà che i suoi deportatori gli
usino misericordia, [51]perché si tratta del tuo popolo e
della tua eredità, di coloro che hai fatto uscire dall'Egitto,
da una fornace per fondere il ferro.
Conclusione della preghiera e benedizione del popolo
[52]Siano attenti i tuoi occhi alla preghiera del tuo
servo e del tuo popolo Israele e ascoltali in quanto ti chiedono,
[53]perché tu li hai separati da tutti i popoli del paese
come tua proprietà secondo quanto avevi dichiarato per mezzo di
Mosè tuo servo, mentre facevi uscire, o Signore, i nostri padri
dall'Egitto».
[54]Quando Salomone ebbe finito di rivolgere al Signore
questa preghiera e questa supplica, si alzò davanti all'altare
del Signore, dove era inginocchiato con le palme tese verso il
cielo, [55]si mise in piedi e benedisse tutta l'assemblea
di Israele, a voce alta: [56]«Benedetto il Signore, che
ha concesso tranquillità a Israele suo popolo, secondo la sua
parola. Non è venuta meno neppure una delle parole buone che
aveva pronunziate per mezzo di Mosè suo servo. [57]Il
Signore nostro Dio sia con noi come è stato con i nostri padri;
non ci abbandoni e non ci respinga, [58]ma volga piuttosto
i nostri cuori verso di lui, perché seguiamo tutte le sue vie e
osserviamo i comandi, gli statuti e i decreti che ha imposti ai
nostri padri. [59]Queste parole, usate da me per
supplicare il Signore, siano presenti davanti al Signore nostro
Dio, giorno e notte, perché renda giustizia al suo servo e a
Israele suo popolo secondo le necessità di ogni giorno. [60]Allora
tutti i popoli della terra sapranno che il Signore è Dio e che
non ce n'è altri. [61]Il vostro cuore sarà tutto dedito
al Signore nostro Dio, perché cammini secondo i suoi decreti e
osservi i suoi comandi, come avviene oggi».
I sacrifici della festa di dedicazione
[62]Il re e tutto Israele offrirono un sacrificio
davanti al Signore. [63]Salomone immolò al Signore, in
sacrificio di comunione, ventiduemila buoi e centoventimila
pecore; così il re e tutti gli Israeliti dedicarono il tempio al
Signore. [64]In quel giorno il re consacrò il centro del
cortile di fronte al tempio del Signore; infatti ivi offrì
l'olocausto, l'oblazione e il grasso dei sacrifici di comunione,
perché l'altare di bronzo, che era davanti al Signore, era
troppo piccolo per contenere l'olocausto, l'oblazione e il grasso
dei sacrifici di comunione.
[65]In quell'occasione Salomone celebrò la festa
davanti al Signore nostro Dio per sette giorni: tutto Israele,
dall'ingresso di Amat al torrente d'Egitto, un'assemblea molto
grande, era con lui. [66]Nel giorno ottavo congedò il
popolo. I convenuti, salutato il re, tornarono alle loro case,
contenti e con la gioia nel cuore per tutto il bene concesso dal
Signore a Davide suo servo e a Israele suo popolo.
Re 1 - Capitolo 9
Nuova apparizione divina
[1]Quando Salomone ebbe terminato di costruire il
tempio del Signore, la reggia e quanto aveva voluto attuare, [2]il
Signore apparve per la seconda volta a Salomone, come gli era
apparso in Gàbaon. [3]Il Signore gli disse: «Ho
ascoltato la preghiera e la supplica che mi hai rivolto; ho
santificato questa casa, che tu hai costruita perché io vi ponga
il mio nome per sempre; i miei occhi e il mio cuore saranno
rivolti verso di essa per sempre.
[4]Se tu camminerai davanti a me, come vi camminò tuo
padre, con cuore integro e con rettitudine, se adempirai quanto
ti ho comandato e se osserverai i miei statuti e i miei decreti, [5]io
stabilirò il trono del tuo regno su Israele per sempre, come ho
promesso a Davide tuo padre: Non ti mancherà mai un uomo sul
trono di Israele. [6]Ma se voi e i vostri figli vi
allontanerete da me, se non osserverete i comandi e i decreti che
io vi ho dati, se andrete a servire altri dei e a prostrarvi
davanti ad essi, [7]eliminerò Israele dal paese che ho
dato loro, rigetterò da me il tempio che ho consacrato al mio
nome; Israele diventerà la favola e lo zimbello di tutti i
popoli. [8]Riguardo a questo tempio, gia così eccelso,
chiunque vi passerà vicino si stupirà e fischierà,
domandandosi: Perché il Signore ha agito così con questo paese
e con questo tempio? [9]Si risponderà: Perché hanno
abbandonato il Signore loro Dio che aveva fatto uscire i loro
padri dal paese d'Egitto, si sono legati a dei stranieri,
prostrandosi davanti ad essi e servendoli; per questo il Signore
ha fatto piombare su di loro tutta questa sciagura».
Scambio con Chiram
[10]Venti anni dopo che Salomone aveva costruito i due
edifici, il tempio del Signore e la reggia, [11]poiché
Chiram, re di Tiro, aveva fornito a Salomone legname di cedro e
legname di abete e oro a piacere, Salomone diede a Chiram venti
villaggi nella regione della Galilea. [12]Chiram partì da
Tiro per vedere i villaggi che Salomone gli aveva dati, ma non
gli piacquero. [13]Perciò disse: «Sono questi i villaggi
che tu mi hai dati, fratello mio?». Li chiamò paese di Kabul,
nome ancora in uso. [14]Chiram mandò al re centoventi
talenti d'oro.
Il lavoro forzato per la costruzione
[15]Questa è l'occasione del lavoro forzato che
reclutò il re Salomone per costruire il tempio, la reggia, il
Millo, le mura di Gerusalemme, Cazor, Meghiddo, Ghezer. [16]Il
faraone, re d'Egitto, con una spedizione aveva preso Ghezer,
l'aveva data alle fiamme, aveva ucciso i Cananei che abitavano
nella città e poi l'aveva assegnata in dote alla figlia, moglie
di Salomone. [17]Salomone riedificò Ghezer, Bet-Coròn
inferiore, [18]Baalat, Tamàr nel deserto del paese [19]e
tutte le città di rifornimento che gli appartenevano, le città
per i suoi carri, quelle per i suoi cavalli e quanto Salomone
aveva voluto costruire in Gerusalemme, nel Libano e in tutto il
territorio del suo dominio. [20]Quanti rimanevano degli
Amorrei, degli Hittiti, dei Perizziti, degli Evei e dei Gebusei,
che non appartenevano agli Israeliti, [21]e cioè i
discendenti rimasti dopo di loro nel paese, coloro che gli
Israeliti non erano riusciti a sterminare, Salomone li costrinse
ai lavori forzati, e tale è ancora la loro condizione. [22]Ma
degli Israeliti, Salomone non assoggettò nessuno alla
schiavitù: costoro divennero suoi guerrieri, suoi ministri, suoi
ufficiali, suoi scudieri, capi dei suoi carri e dei suoi
cavalieri. [23]I capi dei prefetti, che dirigevano i
lavori per Salomone, erano cinquecentocinquanta; essi
sovrintendevano alla massa impiegata nei lavori.
[24]Dopo che la figlia del faraone si trasferì dalla
città di Davide alla casa che Salomone le aveva costruita,
questi costruì il Millo.
Il servizio del tempio
[25]Tre volte all'anno Salomone offriva olocausti e
sacrifici di comunione sull'altare che aveva costruito per il
Signore e bruciava incenso su quello che era davanti al Signore.
Così terminò il tempio.
3. SALOMONE E IL COMMERCIO
Salomone armatore
[26]Salomone costruì anche una flotta in Ezion-Gheber,
cioè in Elat, sulla riva del Mare Rosso nella regione di Edom. [27]Chiram
inviò sulle navi i suoi servi, marinai che conoscevano il mare,
insieme con i servi di Salomone. [28]Andarono in Ofir, ove
presero oro - quattrocentoventi talenti - e lo portarono al re
Salomone.
Re 1 - Capitolo 10
Visita della regina di Saba
[1]La regina di Saba, sentita la fama di Salomone,
venne per metterlo alla prova con enigmi. [2]Venne in
Gerusalemme con ricchezze molto grandi, con cammelli carichi di
aromi, d'oro in grande quantità e di pietre preziose. Si
presentò a Salomone e gli disse quanto aveva pensato. [3]Salomone
rispose a tutte le sue domande, nessuna ve ne fu che non avesse
risposta o che restasse insolubile per Salomone. [4]La
regina di Saba, quando ebbe ammirato tutta la saggezza di
Salomone, il palazzo che egli aveva costruito, [5]i cibi
della sua tavola, gli alloggi dei suoi dignitari, l'attività dei
suoi ministri, le loro divise, i suoi coppieri e gli olocausti
che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza fiato. [6]Allora
disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio
paese sul tuo conto e sulla tua saggezza! [7]Io non avevo
voluto credere a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e
i miei occhi non hanno visto; ebbene non me n'era stata riferita
neppure una metà! Quanto alla saggezza e alla prosperità,
superi la fama che io ne ho udita. [8]Beati i tuoi uomini,
beati questi tuoi ministri che stanno sempre davanti a te e
ascoltano la tua saggezza! [9]Sia benedetto il Signore tuo
Dio, che si è compiaciuto di te sì da collocarti sul trono di
Israele. Nel suo amore eterno per Israele il Signore ti ha
stabilito re perché tu eserciti il diritto e la giustizia». [10]Essa
diede al re centoventi talenti d'oro, aromi in gran quantità e
pietre preziose. Non arrivarono mai tanti aromi quanti ne portò
la regina di Saba a Salomone. [11]Inoltre, la flotta di
Chiram, che caricava oro in Ofir, portò da Ofir legname di
sandalo in gran quantità e pietre preziose. [12]Con il
legname di sandalo il re fece ringhiere per il tempio e per la
reggia, cetre e arpe per i cantori. Mai più arrivò, né mai
più si vide fino ad oggi, tanto legno di sandalo.
[13]Il re Salomone diede alla regina di Saba quanto
essa desiderava e aveva domandato, oltre quanto le aveva dato con
mano regale. Quindi essa tornò nel suo paese con i suoi servi.
La ricchezza di Salomone
[14]La quantità d'oro che affluiva nelle casse di
Salomone ogni anno era di seicentosessantasei talenti, [15]senza
contare quanto ne proveniva dai trafficanti e dai commercianti,
da tutti i re dell'Arabia e dai governatori del paese.
[16]Il re Salomone fece duecento scudi grandi d'oro
battuto, per ciascuno dei quali adoperò seicento sicli d'oro, [17]e
trecento scudi piccoli d'oro battuto, per ciascuno dei quali
adoperò tre mine d'oro, e il re li collocò nel palazzo della
Foresta del Libano.
[18]Inoltre, il re fece un grande trono d'avorio che
rivestì d'oro puro. [19]Il trono aveva sei gradini; sullo
schienale c'erano teste di vitello; il sedile aveva due bracci
laterali, ai cui fianchi si ergevano due leoni. [20]Dodici
leoni si ergevano di qua e di là, sui sei gradini; non ne
esistevano di simili in nessun regno.
[21]Tutti i vasi per le bevande del re Salomone erano
d'oro; tutti gli arredi del palazzo della Foresta del Libano
erano d'oro fino; al tempo di Salomone l'argento non si stimava
nulla. [22]Difatti il re aveva in mare la flotta di
Tarsis, oltre la flotta di Chiram; ogni tre anni la flotta di
Tarsis portava carichi d'oro e d'argento, d'avorio, di scimmie e
di babbuini.
[23]Il re Salomone superò, dunque, per ricchezza e
saggezza, tutti i re della terra. [24]In ogni parte della
terra si desiderava di avvicinare Salomone per ascoltare la
saggezza che Dio aveva messo nel suo cuore. [25]Ognuno gli
portava, ogni anno, offerte d'argento e oggetti d'oro, vesti,
armi, aromi, cavalli e muli.
I carri di Salomone
[26]Salomone radunò carri e cavalli; aveva
millequattrocento carri e dodicimila cavalli, distribuiti nelle
città per i carri e presso il re in Gerusalemme. [27]Fece
sì che in Gerusalemme l'argento abbondasse come le pietre e rese
il legname di cedro tanto comune quanto i sicomòri che crescono
nella Sefela. [28]I cavalli di Salomone provenivano da
Muzri e da Kue; i mercanti del re li compravano in Kue. [29]Un
carro, importato da Muzri, costava seicento sicli d'argento, un
cavallo centocinquanta. In tal modo tutti i re degli Hittiti e i
re di Aram vendevano i loro cavalli.
Re 1 - Capitolo 11
4. LA DEGENERAZIONE DEL REGNO
Le mogli di Salomone
[1]Ma il re Salomone amò donne straniere, moabite,
ammonite, idumee, di Sidòne e hittite, [2]appartenenti a
popoli, di cui aveva detto il Signore agli Israeliti: «Non
andate da loro ed essi non vengano da voi: perché certo faranno
deviare i vostri cuori dietro i loro dei». Salomone si legò a
loro per amore. [3]Aveva settecento principesse per mogli
e trecento concubine; le sue donne gli pervertirono il cuore. [4]Quando
Salomone fu vecchio, le sue donne l'attirarono verso dei
stranieri e il suo cuore non restò più tutto con il Signore suo
Dio come il cuore di Davide suo padre. [5]Salomone seguì
Astàrte, dea di quelli di Sidòne, e Milcom, obbrobrio degli
Ammoniti. [6]Salomone commise quanto è male agli occhi
del Signore e non fu fedele al Signore come lo era stato Davide
suo padre.
[7]Salomone costruì un'altura in onore di Camos,
obbrobrio dei Moabiti, sul monte che è di fronte a Gerusalemme,
e anche in onore di Milcom, obbrobrio degli Ammoniti. [8]Allo
stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano
incenso e sacrifici ai loro dei.
[9]Il Signore, perciò, si sdegnò con Salomone,
perché aveva distolto il cuore dal Signore Dio d'Israele, che
gli era apparso due volte [10]e gli aveva comandato di non
seguire altri dei, ma Salomone non osservò quanto gli aveva
comandato il Signore. [11]Allora disse a Salomone:
«Poiché ti sei comportato così e non hai osservato la mia
alleanza né i decreti che ti avevo impartiti, ti strapperò via
il regno e lo consegnerò a un tuo suddito. [12]Tuttavia
non farò ciò durante la tua vita per amore di Davide tuo padre;
lo strapperò dalla mano di tuo figlio. [13]Ma non tutto
il regno gli strapperò; una tribù la darò a tuo figlio per
amore di Davide mio servo e per amore di Gerusalemme, città da
me eletta».
I nemici esterni di Salomone
[14]Il Signore suscitò contro Salomone un avversario,
l'idumeo Hadàd che era della stirpe regale di Edom. [15]Dopo
la disfatta inflitta da Davide a Edom, quando Ioab capo
dell'esercito era andato a seppellire i cadaveri e aveva ucciso
tutti i maschi di Edom - [16]Ioab e tutto Israele vi si
erano fermati sei mesi per sterminare tutti i maschi di Edom - [17]Hadàd
con alcuni Idumei a servizio del padre fuggì in Egitto. Allora
Hadàd era giovinetto. [18]Essi partirono da Madian e
andarono in Paran; presero con sé uomini di Paran e andarono in
Egitto dal faraone, che ospitò Hadàd, gli assicurò il
mantenimento, parlò con lui e gli assegnò terreni. [19]Hadàd
trovò grazia agli occhi del faraone, che gli diede in moglie una
sua cognata, la sorella della regina Tafni. [20]La sorella
di Tafni gli partorì il figlio Ghenubàt, che Tafni allevò nel
palazzo del faraone. Ghenubàt visse nella casa del faraone tra i
figli del faraone. [21]Quando Hadàd seppe in Egitto che
Davide si era addormentato con i suoi padri e che era morto Ioab
capo dell'esercito, disse al faraone: «Lasciami partire; voglio
andare nel mio paese». [22]Il faraone gli rispose: «Ti
manca forse qualcosa nella mia casa perché tu cerchi di andare
nel tuo paese?». Quegli soggiunse: «No! ma, ti prego, lasciami
andare». [25b]Ecco il male fatto da Hadàd: fu nemico di
Israele e regnò su Edom.
[23]Dio suscitò contro Salomone un altro avversario,
Razòn figlio di Eliada, che era fuggito da Hadad-Ezer re di
Zoba, suo signore. [24]Egli adunò gente contro di lui e
divenne capo di una banda, quando Davide aveva massacrato gli
Aramei. Quindi egli prese Damasco, vi si stabilì e ne divenne
re. [25a]Fu avversario di Israele per tutta la vita di
Salomone.
La rivolta di Geroboamo
[26]Anche Geroboamo, figlio dell'efraimita Nebàt, di
Zereda - sua madre, una vedova, si chiamava Zerua -, mentre era
al servizio di Salomone, insorse contro il re. [27]La
causa della sua ribellione al re fu la seguente: Salomone
costruiva il Millo e chiudeva la breccia apertasi nella città di
Davide suo padre; [28]Geroboamo era un uomo di riguardo;
Salomone, visto come il giovane lavorava, lo nominò sorvegliante
di tutti gli operai della casa di Giuseppe. [29]In quel
tempo Geroboamo, uscito da Gerusalemme, incontrò per strada il
profeta Achia di Silo, che indossava un mantello nuovo; erano
loro due soli, in campagna. [30]Achia afferrò il mantello
nuovo che indossava e lo lacerò in dodici pezzi. [31]Quindi
disse a Geroboamo: «Prendine dieci pezzi, poiché dice il
Signore, Dio di Israele: Ecco lacererò il regno dalla mano di
Salomone e ne darò a te dieci tribù. [32]A lui rimarrà
una tribù a causa di Davide mio servo e a causa di Gerusalemme,
città da me scelta fra tutte le tribù di Israele. [33]Ciò
avverrà perché egli mi ha abbandonato, si è prostrato davanti
ad Astàrte dea di quelli di Sidòne, a Camos dio dei Moabiti, e
a Milcom dio degli Ammoniti, e non ha seguito le mie vie
compiendo ciò che è retto ai miei occhi, osservando i miei
comandi e i miei decreti, come aveva fatto Davide suo padre. [34]Non
gli toglierò il regno di mano, perché l'ho stabilito capo per
tutti i giorni della sua vita a causa di Davide, mio servo da me
scelto, il quale ha osservato i miei comandi e i miei decreti. [35]Toglierò
il regno dalla mano di suo figlio e ne consegnerò a te dieci
tribù. [36]A suo figlio lascerò una tribù perché a
causa di Davide mio servo ci sia sempre una lampada dinanzi a me
in Gerusalemme, città che mi sono scelta per porvi il mio nome. [37]Io
prenderò te e tu regnerai su quanto vorrai; sarai re di Israele.
[38]Se ascolterai quanto ti comanderò, se seguirai le mie
vie e farai quanto è giusto ai miei occhi osservando i miei
decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide mio servo, io
sarò con te e ti edificherò una casa stabile come l'ho
edificata per Davide. Ti consegnerò Israele; [39]umilierò
la discendenza di Davide per questo motivo, ma non per sempre».
[40]Salomone cercò di uccidere Geroboamo, il quale
però trovò rifugio in Egitto presso Sisach, re di quella
regione. Geroboamo rimase in Egitto fino alla morte di Salomone.
Conclusione del regno
[41]Le altre gesta di Salomone, le sue azioni e la sua
sapienza, sono descritte nel libro della gesta di Salomone. [42]Il
tempo in cui Salomone aveva regnato in Gerusalemme su tutto
Israele fu di quaranta anni. [43]Salomone si addormentò
con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide suo padre;
gli succedette nel regno il figlio Roboamo.
Re 1 - Capitolo 12
III. LO SCISMA POLITICO E RELIGIOSO
L'assemblea di Sichem
[1]Roboamo andò in Sichem, perché tutto Israele era
convenuto in Sichem per proclamarlo re. [2]Quando lo
seppe, Geroboamo figlio di Nebàt, che era ancora in Egitto ove
si era rifugiato per paura del re Salomone, tornò dall'Egitto. [3]Lo
mandarono a chiamare e Geroboamo venne con tutta l'assemblea di
Israele e dissero a Roboamo: [4]«Tuo padre ci ha imposto
un pesante giogo; ora tu alleggerisci la dura schiavitù di tuo
padre e il giogo pesante che quegli ci ha imposto e noi ti
serviremo». [5]Rispose loro: «Ritiratevi per tre giorni;
poi tornerete da me». Il popolo se ne andò. [6]Il re
Roboamo si consigliò con gli anziani, che erano stati al
servizio di Salomone suo padre durante la sua vita, domandando:
«Che cosa mi consigliate di rispondere a questo popolo?». [7]Gli
dissero: «Se oggi ti mostrerai arrendevole verso questo popolo,
se darai loro soddisfazione, se dirai loro parole gentili, essi
saranno tuoi servi per sempre». [8]Ma egli trascurò il
consiglio che gli anziani gli avevano dato e si consultò con
giovani che erano cresciuti con lui ed erano al suo servizio. [9]Domandò
loro: «Che cosa mi consigliate di rispondere a questo popolo che
mi ha chiesto di alleggerire il giogo imposto loro da mio
padre?». [10]I giovani che erano cresciuti con lui gli
dissero: «Così risponderai a questo popolo, che ti ha chiesto:
Tuo padre ha reso pesante il nostro giogo, tu alleggeriscilo!
così dirai loro: Il mio mignolo è più grosso dei fianchi di
mio padre. [11]Ora, se mio padre vi caricò di un giogo
pesante, io renderò ancora più grave il vostro giogo; mio padre
vi castigò con fruste, io vi castigherò con flagelli».
[12]Quando Geroboamo e tutto il popolo si presentarono
a Roboamo il terzo giorno, come il re aveva ordinato affermando:
«Ritornate da me il terzo giorno», [13]il re rispose
duramente al popolo respingendo il consiglio degli anziani; [14]egli
disse loro secondo il consiglio dei giovani: «Mio padre vi ha
imposto un giogo pesante; io renderò ancora più grave il vostro
giogo. Mio padre vi ha castigati con fruste, io vi castigherò
con flagelli». [15]Il re non ascoltò il popolo; ciò
accadde per disposizione del Signore, perché si attuasse la
parola che il Signore aveva rivolta a Geroboamo, figlio di
Nebàt, per mezzo di Achia di Silo. [16]Quando compresero
che il re non dava loro ascolto, tutti gli Israeliti risposero al
re:
«Che parte abbiamo con Davide?
Non abbiamo eredità con il figlio di Iesse!
Alle tue tende, Israele!
Ora pensa alla tua casa, Davide!».
Israele andò alle sue tende. [17]Sugli Israeliti che
abitavano nelle città di Giuda regnò Roboamo.
[18]Il re Roboamo mandò Adoniram, che era
sovrintendente ai lavori forzati, ma tutti gli Israeliti lo
lapidarono ed egli morì. Allora il re Roboamo salì in fretta
sul carro per fuggire in Gerusalemme. [19]Israele si
ribellò alla casa di Davide fino ad oggi.
Lo scisma politico
[20]Quando tutto Israele seppe che era tornato
Geroboamo, lo mandarono a chiamare perché partecipasse
all'assemblea; lo proclamarono re di tutto Israele. Nessuno
seguì la casa di Davide, se non la tribù di Giuda.
[21]Roboamo, giunto in Gerusalemme, convocò tutta la
casa di Giuda e la tribù di Beniamino, centottantamila guerrieri
scelti, per combattere contro Israele e per restituire il regno a
Roboamo, figlio di Salomone. [22]Ma il Signore disse a
Semeia, uomo di Dio: [23]«Riferisci a Roboamo figlio di
Salomone, re di Giuda, a tutta la casa di Giuda e di Beniamino e
al resto del popolo: [24]Dice il Signore: Non marciate per
combattere contro i vostri fratelli israeliti; ognuno ritorni a
casa, perché questa situazione è stata voluta da me».
Ascoltarono la parola del Signore e tornarono indietro come aveva
ordinato loro il Signore.
[25]Geroboamo fortificò Sichem sulle montagne di
Efraim e vi pose la residenza. Uscito di lì, fortificò Penuèl.
Lo scisma religioso
[26]Geroboamo pensò: «In questa situazione il regno
potrebbe tornare alla casa di Davide. [27]Se questo popolo
verrà a Gerusalemme per compiervi sacrifici nel tempio, il cuore
di questo popolo si rivolgerà verso il suo signore, verso
Roboamo re di Giuda; mi uccideranno e ritorneranno da Roboamo, re
di Giuda». [28]Consigliatosi, il re preparò due vitelli
d'oro e disse al popolo: «Siete andati troppo a Gerusalemme!
Ecco, Israele, il tuo dio, che ti ha fatto uscire dal paese
d'Egitto». [29]Ne collocò uno a Betel e l'altro lo pose
in Dan. [30]Questo fatto portò al peccato; il popolo,
infatti, andava sino a Dan per prostrarsi davanti a uno di
quelli.
[31]Egli edificò templi sulle alture e costituì
sacerdoti, presi qua e là dal popolo, i quali non erano
discendenti di Levi. [32]Geroboamo istituì una festa
nell'ottavo mese, il quindici del mese, simile alla festa che si
celebrava in Giuda. Egli stesso salì sull'altare; così fece a
Betel per sacrificare ai vitelli che aveva eretti; a Betel
stabilì sacerdoti dei templi da lui eretti sulle alture. [33]Il
quindici dell'ottavo mese salì sull'altare che aveva eretto a
Betel; istituì una festa per gli Israeliti e salì sull'altare
per offrire incenso.
Re 1 - Capitolo 13
Distruzione dell'altare di Betel
[1]Un uomo di Dio, per comando del Signore, si portò
da Giuda a Betel, mentre Geroboamo stava sull'altare per offrire
incenso. [2]Per comando del Signore, quegli gridò verso
l'altare: «Altare, altare, così dice il Signore: Ecco nascerà
un figlio nella casa di Davide, chiamato Giosia, il quale
immolerà su di te i sacerdoti delle alture che hanno offerto
incenso su di te, e brucerà su di te ossa umane». [3]E
ne diede una prova, dicendo: «Questa è la prova che il Signore
parla: ecco l'altare si spaccherà e si spanderà la cenere che
vi è sopra». [4]Appena sentì il messaggio che l'uomo di
Dio aveva proferito contro l'altare di Betel, il re Geroboamo
tese la mano dall'altare dicendo: «Afferratelo!». Ma la sua
mano, tesa contro di quello, gli si paralizzò e non la potè
ritirare a sé. [5]L'altare si spaccò e si sparse la
cenere dell'altare secondo il segno dato dall'uomo di Dio per
comando del Signore. [6]Presa la parola, il re disse
all'uomo di Dio: «Placa il volto del Signore tuo Dio e prega per
me perché mi sia resa la mia mano». L'uomo di Dio placò il
volto del Signore e la mano del re tornò come era prima. [7]All'uomo
di Dio il re disse: «Vieni a casa con me per rinfrancarti; ti
darò un regalo». [8]L'uomo di Dio rispose al re: «Anche
se mi dessi metà della tua casa, non verrei con te e non
mangerei né berrei nulla in questo luogo, [9]perché mi
è stato ordinato per comando del Signore: Non mangiare e non
bere nulla e non tornare per la strada percorsa nell'andata». [10]Se
ne andò per un'altra strada e non tornò per quella che aveva
percorsa venendo a Betel.
L'uomo di Dio e il profeta
[11]Ora viveva a Betel un vecchio profeta, al quale i
figli andarono a riferire quanto aveva fatto quel giorno l'uomo
di Dio a Betel; essi riferirono al loro padre anche le parole che
quegli aveva dette al re. [12]Il vecchio profeta domandò
loro: «Quale via ha preso?». I suoi figli gli indicarono la via
presa dall'uomo di Dio, che era venuto da Giuda. [13]Ed
egli disse ai suoi figli: «Sellatemi l'asino!». Gli sellarono
l'asino ed egli vi montò sopra [14]per inseguire l'uomo
di Dio che trovò seduto sotto una quercia. Gli domandò: «Sei
tu l'uomo di Dio, venuto da Giuda?». Rispose: «Sono io». [15]L'altro
gli disse: «Vieni a casa con me per mangiare qualcosa». [16]Egli
rispose: «Non posso venire con te né mangiare o bere nulla in
questo luogo, [17]perché ho ricevuto questo comando per
ordine del Signore: Non mangiare e non bere là nulla e non
ritornare per la strada percorsa nell'andata». [18]Quegli
disse: «Anch'io sono profeta come te; ora un angelo mi ha detto
per ordine di Dio: Fallo tornare con te nella tua casa, perché
mangi e beva qualcosa». Egli mentiva a costui, [19]che
ritornò con lui, mangiò e bevve nella sua casa.
[20]Mentre essi stavano seduti a tavola, il Signore
parlò al profeta che aveva fatto tornare indietro l'altro [21]ed
egli gridò all'uomo di Dio che era venuto da Giuda: «Così dice
il Signore: Poiché ti sei ribellato all'ordine del Signore, non
hai ascoltato il comando che ti ha dato il Signore tuo Dio, [22]sei
tornato indietro, hai mangiato e bevuto in questo luogo, sebbene
ti fosse stato prescritto di non mangiarvi o bervi nulla, il tuo
cadavere non entrerà nel sepolcro dei tuoi padri». [23]Dopo
che ebbero mangiato e bevuto, l'altro sellò l'asino per il
profeta che aveva fatto ritornare [24]e quegli partì. Un
leone lo trovò per strada e l'uccise; il suo cadavere rimase
steso sulla strada, mentre l'asino se ne stava là vicino e anche
il leone stava vicino al cadavere. [25]Ora alcuni passanti
videro il cadavere steso sulla strada e il leone che se ne stava
vicino al cadavere. Essi andarono e divulgarono il fatto nella
città ove dimorava il vecchio profeta. [26]Avendolo
saputo, il profeta che l'aveva fatto ritornare dalla strada
disse: «Quello è un uomo di Dio, che si è ribellato all'ordine
del Signore; per questo il Signore l'ha consegnato al leone, che
l'ha abbattuto e ucciso secondo la parola comunicatagli dal
Signore». [27]Egli aggiunse ai figli: «Sellatemi
l'asino». Quando l'asino fu sellato, [28]egli andò e
trovò il cadavere di lui steso sulla strada con l'asino e il
leone accanto. Il leone non aveva mangiato il cadavere né
sbranato l'asino. [29]Il profeta prese il cadavere
dell'uomo di Dio, lo sistemò sull'asino e se lo portò nella
città dove abitava, per piangerlo e seppellirlo. [30]Depose
il cadavere nel proprio sepolcro e fece il lamento su di lui:
«Ohimè, fratello mio!». [31]Dopo averlo sepolto, disse
ai figli: «Alla mia morte mi seppellirete nel sepolcro in cui è
stato sepolto l'uomo di Dio; porrete le mie ossa vicino alle sue,
[32]poiché certo si avvererà la parola che egli gridò,
per ordine del Signore, contro l'altare di Betel e contro tutti i
santuari delle alture che sono nelle città di Samaria».
[33]Dopo questo fatto, Geroboamo non si convertì dalla
sua condotta perversa. Egli continuò a prendere qua e là dal
popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque lo desiderasse dava
l'investitura e quegli diveniva sacerdote delle alture. [34]Tale
condotta costituì, per la casa di Geroboamo, il peccato che ne
provocò la distruzione e lo sterminio dalla terra.
Re 1 - Capitolo 14
IV. I DUE REGNI FINO A ELIA
Seguito del regno di Geroboamo I (931-910)
[1]In quel tempo si ammalò Abia, figlio di Geroboamo. [2]Geroboamo
disse alla moglie: «Alzati, cambia vestito perché non si sappia
che tu sei la moglie di Geroboamo e và a Silo. Là c'è il
profeta Achia, colui che mi disse che avrei regnato su questo
popolo. [3]Prendi con te dieci pani, focacce e un vaso di
miele; và da lui. Egli ti rivelerà che cosa avverrà del
ragazzo». [4]La moglie di Geroboamo fece così. Si alzò,
andò in Silo ed entrò nella casa di Achia, il quale non poteva
vedere, perché i suoi occhi erano offuscati per la vecchiaia.
[5]Il Signore aveva detto ad Achia: «Ecco, la moglie
di Geroboamo viene per chiederti un oracolo sul figlio, che è
malato; tu le dirai questo e questo. Arriva travestita». [6]Appena
Achia sentì il rumore dei piedi di lei che arrivava alla porta,
disse: «Entra, moglie di Geroboamo. Perché ti sei travestita
così? Io ho per te cattive notizie. [7]Su, riferisci a
Geroboamo: Dice il Signore, Dio di Israele: Io ti ho innalzato
dalla turba del popolo costituendoti capo del popolo di Israele, [8]ho
strappato il regno dalla casa di Davide e l'ho consegnato a te.
Ma tu non ti sei comportato come il mio servo Davide, che
osservò i miei comandi e mi seguì con tutto il cuore, facendo
solo quanto è giusto davanti ai miei occhi, [9]anzi hai
agito peggio di tutti i tuoi predecessori e sei andato a
fabbricarti altri dei e immagini fuse per provocarmi, mentre hai
gettato me dietro alle tue spalle. [10]Per questo, ecco,
manderò la sventura sulla casa di Geroboamo, distruggerò nella
casa di Geroboamo ogni maschio, schiavo o libero in Israele, e
spazzerò la casa di Geroboamo come si spazza lo sterco fino alla
sua totale scomparsa. [11]I cani divoreranno quanti della
casa di Geroboamo moriranno in città; quelli morti in campagna
li divoreranno gli uccelli dell'aria, perché il Signore ha
parlato. [12]Ma tu alzati, torna a casa; quando i tuoi
piedi raggiungeranno la città, il bambino morirà. [13]Ne
faranno il lamento tutti gli Israeliti e lo seppelliranno,
perché soltanto costui della famiglia di Geroboamo entrerà in
un sepolcro, perché in lui solo si è trovato qualcosa di buono
da parte del Signore Dio di Israele nella famiglia di Geroboamo. [14]Il
Signore stabilirà su Israele un suo re, che distruggerà la
famiglia di Geroboamo. [15]Inoltre il Signore percuoterà
Israele, il cui agitarsi sarà simile all'agitarsi di una canna
sull'acqua. Eliminerà Israele da questo ottimo paese da lui dato
ai loro padri e li disperderà oltre il fiume perché si sono
eretti i loro pali sacri, provocando così il Signore. [16]Il
Signore abbandonerà Israele a causa dei peccati di Geroboamo,
commessi da lui e fatti commettere a Israele».
[17]La moglie di Geroboamo si alzò e se ne andò a
Tirza. Proprio mentre essa entrava nella soglia di casa, il
giovinetto morì. [18]Lo seppellirono e tutto Israele ne
fece il lamento, secondo la parola del Signore comunicata per
mezzo del suo servo, il profeta Achia.
[19]Le altre gesta di Geroboamo, le sue guerre e il suo
regno, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.
[20]La durata del regno di Geroboamo fu di ventidue anni;
egli si addormentò con i suoi padri e gli succedette nel regno
Nadàb suo figlio.
Regno di Roboamo (931-913)
[21]Roboamo, figlio di Salomone, regnò in Giuda. Aveva
quarantun anni quando divenne re; regnò diciassette anni in
Gerusalemme, città scelta dal Signore fra tutte le tribù di
Israele per collocarvi il suo nome. Sua madre, ammonita, si
chiamava Naama. [22]Giuda fece ciò che è male agli occhi
del Signore; essi provocarono il Signore a gelosia più di quanto
non l'avessero fatto tutti i loro padri, con i loro peccati. [23]Anch'essi
si costruirono alture, stele e pali sacri su ogni alto colle e
sotto ogni albero verde. [24]Inoltre nel paese c'erano
prostituti sacri, i quali rinnovarono tutti gli abomini dei
popoli che il Signore aveva scacciati davanti agli Israeliti.
[25]Nell'anno quinto del re Roboamo, il re di Egitto,
Sisach, assalì Gerusalemme. [26]Costui depredò i tesori
del tempio e vuotò la reggia dei suoi tesori. Prese anche gli
scudi d'oro fatti da Salomone. [27]Roboamo li sostituì
con scudi di bronzo, che affidò agli ufficiali delle guardie
addette alle porte della reggia. [28]Ogni volta che il re
andava nel tempio, le guardie li prendevano, poi li riportavano
nella sala delle guardie.
[29]Le altre gesta di Roboamo, tutte le sue azioni,
sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda. [30]Ci
fu guerra continua fra Roboamo e Geroboamo. [31]Roboamo si
addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide.
Al suo posto divenne re suo figlio Abiam.
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Re 1 > da capitolo 8 a capitolo 14
Re 1 > da capitolo 15 a capitolo 22
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