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LA BIBBIA
Re 1 - Capitolo 15
Regno di Abiam in Giuda (913-911)
[1]Nell'anno diciottesimo del re Geroboamo, figlio di
Nebàt, divenne re su Giuda Abiam. [2]Egli regnò tre anni
in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Maaca, figlia di Assalonne.
[3]Egli imitò tutti i peccati che suo padre aveva
commessi prima di lui; il suo cuore non fu sottomesso al Signore
suo Dio, come lo era stato il cuore di Davide suo antenato. [4]Ma,
per amore di Davide, il Signore suo Dio gli concesse una lampada
in Gerusalemme, innalzandone il figlio dopo di lui e rendendo
stabile Gerusalemme, [5]perché Davide aveva fatto ciò
che è giusto agli occhi del Signore e non aveva traviato dai
comandi che il Signore gli aveva impartiti, durante tutta la sua
vita, se si eccettua il caso di Uria l'Hittita.
[6]Le altre gesta di Abiam, tutte le sue azioni, sono
descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda. [7]Ci
fu guerra fra Abiam e Geroboamo. [8]Abiam si addormentò
con i suoi padri; lo seppellirono nella città di Davide e al suo
posto divenne re suo figlio Asa.
Regno di Asa in Giuda (911-870)
[9]Nell'anno ventesimo di Geroboamo, re di Israele,
divenne re su Giuda Asa. [10]Costui regnò quarantun anni
in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Maaca, figlia di Assalonne.
[11]Asa, come Davide suo antenato, fece ciò che è giusto
agli occhi del Signore. [12]Eliminò i prostituti sacri
dal paese e allontanò tutti gli idoli eretti da suo padre. [13]Anche
sua madre Maaca egli privò della dignità di regina madre,
perché essa aveva eretto un obbrobrio in onore di Asera; Asa
abbattè l'obbrobrio e lo bruciò nella valle del torrente
Cedron. [14]Ma non scomparvero le alture, anche se il
cuore di Asa si mantenne integro nei riguardi del Signore per
tutta la sua vita. [15]Fece portare nel tempio le offerte
consacrate da suo padre e quelle consacrate da lui stesso,
consistenti in argento, oro e vasi.
[16]Ci fu guerra fra Asa e Baasa, re di Israele, per
tutta la loro vita. [17]Baasa, re di Israele, assalì
Giuda; egli fortificò Rama per impedire le comunicazioni con Asa
re di Giuda. [18]Asa prese tutto l'argento e l'oro
depositato nei tesori del tempio e nei tesori della reggia, li
consegnò ai suoi ministri, che li portarono per ordine del re
Asa a Ben-Hadàd, figlio di Tab-Rimmòn, figlio di Chezion, re
d'Aram, che risiedeva in Damasco, con la proposta: [19]«Ci
sia un'alleanza fra me e te, come ci fu fra mio padre e tuo
padre. Ecco ti mando un dono d'argento e d'oro. Su, rompi la tua
alleanza con Baasa, re di Israele, sì che egli si ritiri da
me». [20]Ben-Hadàd ascoltò il re Asa; mandò contro le
città di Israele i capi delle sue forze armate, occupò Iion,
Dan, Abel-Bet-Maaca e l'intera regione di Genèsaret, compreso
tutto il territorio di Nèftali. [21]Quando lo seppe,
Baasa smise di fortificare Rama e tornò in Tirza. [22]Allora
il re Asa convocò tutti quelli di Giuda, senza esclusione
alcuna; costoro presero da Rama le pietre e il legname che Baasa
aveva usato per le costruzioni. Con tale materiale il re Asa
fortificò Gheba di Beniamino e Mizpà.
[23]Le altre gesta di Asa, tutte le sue prodezze e
tutte le sue azioni, le città che egli edificò, sono descritte
nel libro delle Cronache dei re di Giuda. Egli nella sua
vecchiaia ebbe la podàgra. [24]Asa si addormentò con i
suoi padri; fu sepolto nella città di Davide suo antenato e al
suo posto divenne re suo figlio Giòsafat.
Regno di Nadàb in Israele (910-909)
[25]Nadàb, figlio di Geroboamo, divenne re d'Israele
nell'anno secondo di Asa, re di Giuda, e regnò su Israele tre
anni. [26]Egli fece ciò che è male agli occhi del
Signore, imitando la condotta di suo padre e il peccato che
questi aveva fatto commettere a Israele. [27]Contro di lui
congiurò Baasa figlio di Achia, della casa di Issacar, e lo
assassinò in Ghibbeton che apparteneva ai Filistei, mentre
Nadàb e tutto Israele assediavano Ghibbeton. [28]Baasa lo
uccise nell'anno terzo di Asa re di Giuda, e divenne re al suo
posto. [29]Appena divenuto re, egli distrusse tutta la
famiglia di Geroboamo: non lasciò vivo nessuno di quella stirpe,
ma la distrusse tutta, secondo la parola del Signore pronunziata
per mezzo del suo servo Achia di Silo, [30]a causa dei
peccati di Geroboamo, commessi da lui e fatti commettere a
Israele, e a causa dello sdegno a cui aveva provocato il Signore
Dio di Israele.
[31]Le altre gesta di Nadàb e tutte le sue azioni sono
descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele. [32]Ci
fu guerra fra Asa e Baasa, re di Israele, per tutta la loro
vita.((16))
Regno di Baasa in Israele (909-886)
[33]Nell'anno terzo di Asa, re di Giuda, Baasa, figlio
di Achia, divenne re d'Israele in Tirza. Regnò ventiquattro
anni. [34]Fece ciò che è male agli occhi del Signore,
imitando la condotta di Geroboamo e il peccato che questi aveva
fatto commettere a Israele.
Re 1 - Capitolo 16
[1]La parola del Signore fu rivolta a Ieu figlio di
Canàni contro Baasa: [2]«Io ti ho innalzato dalla
polvere e ti ho costituito capo del popolo di Israele, ma tu hai
imitato la condotta di Geroboamo e hai fatto peccare Israele mio
popolo fino a provocarmi con i loro peccati. [3]Ecco, io
spazzerò Baasa e la sua casa e renderò la tua casa come la casa
di Geroboamo figlio di Nebàt. [4]I cani divoreranno
quanti della casa di Baasa moriranno in città; quelli morti in
campagna li divoreranno gli uccelli dell'aria».
[5]Le altre gesta di Baasa, le sue azioni e le sue
prodezze, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di
Israele. [6]Baasa si addormentò con i suoi padri e fu
sepolto in Tirza e al suo posto regnò suo figlio Ela.
[7]Attraverso il profeta Ieu figlio di Canàni la
parola del Signore fu rivolta a Baasa e alla sua casa. Dio
condannò Baasa per tutto il male che aveva commesso agli occhi
del Signore, irritandolo con le sue opere, tanto che la sua casa
era diventata come quella di Geroboamo, e perché egli aveva
sterminato quella famiglia.
Regno di Ela in Israele (886-885)
[8]Nell'anno ventiseiesimo di Asa re di Giuda, su
Israele in Tirza divenne re Ela figlio di Baasa; regnò due anni.
[9]Contro di lui congiurò un suo ufficiale, Zimri, capo
di una metà dei carri. Mentre quegli, in Tirza, beveva e si
ubriacava nella casa di Arza, maggiordomo in Tirza, [10]arrivò
Zimri, lo sconfisse, l'uccise nell'anno ventisettesimo di Asa, re
di Giuda, e regnò al suo posto. [11]Quando divenne re,
appena seduto sul suo trono, distrusse tutta la famiglia di
Baasa; non lasciò sopravvivere alcun maschio fra i suoi parenti
e amici. [12]Zimri distrusse tutta la famiglia di Baasa
secondo la parola che il Signore aveva rivolta contro Baasa per
mezzo del profeta Ieu, [13]a causa di tutti i peccati di
Baasa e dei peccati di Ela suo figlio, di quelli commessi da loro
e di quelli fatti commettere a Israele, irritando con le loro
vanità il Signore Dio di Israele.
[14]Le altre gesta di Ela e tutte le sue azioni sono
descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.
Regno di Zimri in Israele (885)
[15]Nell'anno ventisettesimo di Asa re di Giuda, Zimri
divenne re per sette giorni in Tirza, mentre il popolo era
accampato contro Ghibbeton, che apparteneva ai Filistei. [16]Quando
il popolo accampato colà venne a sapere che Zimri si era
ribellato e aveva ucciso il re, tutto Israele in quello stesso
giorno, nell'accampamento, proclamò re di Israele Omri, capo
dell'esercito. [17]Omri e tutto Israele, abbandonata
Ghibbeton, andarono a Tirza. [18]Quando vide che era stata
presa la città, Zimri entrò nella fortezza della reggia,
incendiò il palazzo e così morì bruciato. [19]Ciò
avvenne a causa del peccato che egli aveva commesso compiendo
ciò che è male agli occhi del Signore, imitando la condotta di
Geroboamo e il peccato con cui aveva fatto peccare Israele.
[20]Le altre gesta di Zimri e la congiura da lui
organizzata sono descritte nel libro delle Cronache dei re di
Israele.
[21]Allora il popolo di Israele si divise in due parti.
Una metà parteggiava per Tibni, figlio di Ghinat, con il
proposito di proclamarlo re; l'altra metà parteggiava per Omri. [22]Il
partito di Omri prevalse su quello di Tibni figlio di Ghinat.
Tibni morì e Omri divenne re.
Regno di Omri in Israele (885-874)
[23]Nell'anno trentunesimo di Asa re di Giuda, divenne
re di Israele Omri. Regnò dodici anni, di cui sei in Tirza. [24]Poi
acquistò il monte Someron da Semer per due talenti d'argento.
Costruì sul monte e chiamò la città che ivi edificò Samaria
dal nome di Semer, proprietario del monte. [25]Omri fece
ciò che è male agli occhi del Signore, peggio di tutti i suoi
predecessori. [26]Imitò in tutto la condotta di
Geroboamo, figlio di Nebàt, e i peccati che quegli aveva fatto
commettere a Israele, provocando con le loro vanità a sdegno il
Signore, Dio di Israele.
[27]Le altre gesta di Omri, tutte le sue azioni e le
sue prodezze, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di
Israele. [28]Omri si addormentò con i suoi padri e fu
sepolto in Samaria. Al suo posto divenne re suo figlio Acab.
Introduzione al regno di Acab (874-853)
[29]Acab figlio di Omri divenne re su Israele nell'anno
trentottesimo di Asa re di Giuda. Acab figlio di Omri regnò su
Israele in Samaria ventidue anni. [30]Acab figlio di Omri
fece ciò che è male agli occhi del Signore, peggio di tutti i
suoi predecessori. [31]Non gli bastò imitare il peccato
di Geroboamo figlio di Nebàt; ma prese anche in moglie Gezabele
figlia di Et-Bàal, re di quelli di Sidone, e si mise a servire
Baal e a prostrarsi davanti a lui. [32]Eresse un altare a
Baal nel tempio di Baal, che egli aveva costruito in Samaria. [33]Acab
eresse anche un palo sacro e compì ancora altre cose irritando
il Signore Dio di Israele, più di tutti i re di Israele suoi
predecessori.
[34]Nei suoi giorni Chiel di Betel ricostruì Gerico;
gettò le fondamenta sopra Abiram suo primogenito e ne innalzò
le porte sopra Segub suo ultimogenito, secondo la parola
pronunziata dal Signore per mezzo di Giosuè, figlio di Nun.
Re 1 - Capitolo 17
V. IL CICLO DI ELIA
1. LA GRANDE SICCITA'
[1]Elia, il Tisbita, uno degli abitanti di Gàlaad,
disse ad Acab: «Per la vita del Signore, Dio di Israele, alla
cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né
pioggia, se non quando lo dirò io».
Al torrente Cherit
[2]A lui fu rivolta questa parola del Signore: [3]«Vattene
di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente
Cherit, che è a oriente del Giordano. [4]Ivi berrai al
torrente e i corvi per mio comando ti porteranno il tuo cibo». [5]Egli
eseguì l'ordine del Signore; andò a stabilirsi sul torrente
Cherit, che è a oriente del Giordano. [6]I corvi gli
portavano pane al mattino e carne alla sera; egli beveva al
torrente.
A Zarepta. Il miracolo della farina e dell'olio
[7]Dopo alcuni giorni il torrente si seccò, perché
non pioveva sulla regione. [8]Il Signore parlò a lui e
disse:
[9]«Alzati, và in Zarepta di Sidòne e ivi
stabilisciti. Ecco io ho dato ordine a una vedova di là per il
tuo cibo». [10]Egli si alzò e andò a Zarepta. Entrato
nella porta della città, ecco una vedova raccoglieva la legna.
La chiamò e le disse: «Prendimi un pò d'acqua in un vaso
perché io possa bere». [11]Mentre quella andava a
prenderla, le gridò: «Prendimi anche un pezzo di pane». [12]Quella
rispose: «Per la vita del Signore tuo Dio, non ho nulla di
cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un pò di olio
nell'orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a
cuocerla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo». [13]Elia
le disse: «Non temere; su, fà come hai detto, ma prepara prima
una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per
te e per tuo figlio, [14]poiché dice il Signore: La
farina della giara non si esaurirà e l'orcio dell'olio non si
svuoterà finché il Signore non farà piovere sulla terra». [15]Quella
andò e fece come aveva detto Elia. Mangiarono essa, lui e il
figlio di lei per diversi giorni. [16]La farina della
giara non venne meno e l'orcio dell'olio non diminuì, secondo la
parola che il Signore aveva pronunziata per mezzo di Elia.
La resurrezione del figlio della vedova
[17]In seguito il figlio della padrona di casa si
ammalò. La sua malattia era molto grave, tanto che rimase senza
respiro. [18]Essa allora disse a Elia: «Che c'è fra me e
te, o uomo di Dio? Sei venuto da me per rinnovare il ricordo
della mia iniquità e per uccidermi il figlio?». [19]Elia
le disse: «Dammi tuo figlio». Glielo prese dal seno, lo portò
al piano di sopra, dove abitava, e lo stese sul letto. [20]Quindi
invocò il Signore: «Signore mio Dio, forse farai del male a
questa vedova che mi ospita, tanto da farle morire il figlio?». [21]Si
distese tre volte sul bambino e invocò il Signore: «Signore Dio
mio, l'anima del fanciullo torni nel suo corpo». [22]Il
Signore ascoltò il grido di Elia; l'anima del bambino tornò nel
suo corpo e quegli riprese a vivere. [23]Elia prese il
bambino, lo portò al piano terreno e lo consegnò alla madre.
Elia disse: «Guarda! Tuo figlio vive». [24]La donna
disse a Elia: «Ora so che tu sei uomo di Dio e che la vera
parola del Signore è sulla tua bocca».
Re 1 - Capitolo 18
L'incontro di Elia e di Abdia
[1]Dopo molto tempo, il Signore disse a Elia, nell'anno
terzo: «Su, mostrati ad Acab; io concederò la pioggia alla
terra». [2]Elia andò a farsi vedere da Acab.
In Samaria c'era una grande carestia. [3]Acab convocò
Abdia maggiordomo. Abdia temeva molto Dio; [4]quando
Gezabele uccideva i profeti del Signore, Abdia prese cento
profeti e ne nascose cinquanta alla volta in una caverna e
procurò loro pane e acqua. [5]Acab disse ad Abdia: «Và
nel paese verso tutte le sorgenti e tutti i torrenti della
regione; forse troveremo erba per tenere in vita cavalli e muli e
non dovremo uccidere una parte del bestiame». [6]Si
divisero la regione da percorrere; Acab andò per una strada e
Abdia per un'altra.
[7]Mentre Abdia era in cammino, ecco farglisi incontro
Elia. Quegli lo riconobbe e si prostrò con la faccia a terra
dicendo: «Non sei tu il mio signore Elia?». [8]Gli
rispose: «Lo sono; su, dì al tuo padrone: C'è qui Elia». [9]Quegli
disse: «Che male ho fatto perché tu consegni il tuo servo ad
Acab perché egli mi uccida? [10]Per la vita del Signore
tuo Dio, non esiste un popolo o un regno in cui il mio padrone
non abbia mandato a cercarti. Se gli rispondevano: Non c'è! egli
faceva giurare il popolo o il regno di non averti trovato. [11]Ora
tu dici: Su, dì al tuo signore: C'è qui Elia! [12]Appena
sarò partito da te, lo spirito del Signore ti porterà in un
luogo a me ignoto. Se io vado a riferirlo ad Acab egli, non
trovandoti, mi ucciderà; ora il tuo servo teme il Signore fin
dalla sua giovinezza. [13]Non ti hanno forse riferito, mio
signore, ciò che ho fatto quando Gezabele sterminava tutti i
profeti del Signore, come io nascosi cento profeti, cinquanta
alla volta, in una caverna e procurai loro pane e acqua? [14]E
ora tu comandi: Su, dì al tuo signore: C'è qui Elia? Egli mi
ucciderà». [15]Elia rispose: «Per la vita del Signore
degli eserciti, alla cui presenza io sto, oggi stesso io mi
mostrerò a lui».
Elia e Acab
[16]Abdia andò incontro ad Acab e gli riferì la cosa.
Acab si diresse verso Elia. [17]Appena lo vide, Acab disse
a Elia: «Sei tu la rovina di Israele!». [18]Quegli
rispose: «Io non rovino Israele, ma piuttosto tu insieme con la
tua famiglia, perché avete abbandonato i comandi del Signore e
tu hai seguito Baal. [19]Su, con un ordine raduna tutto
Israele presso di me sul monte Carmelo insieme con i
quattrocentocinquanta profeti di Baal e con i quattrocento
profeti di Asera, che mangiano alla tavola di Gezabele».
Il sacrificio del Carmelo
[20]Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i
profeti sul monte Carmelo. [21]Elia si accostò a tutto il
popolo e disse: «Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se
il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite
lui!». Il popolo non gli rispose nulla. [22]Elia aggiunse
al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre
i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. [23]Dateci
due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano
sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro
giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. [24]Voi
invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del
Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è
Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».
[25]Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il
giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate
il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco». [26]Quelli
presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal
dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!».
Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano
a saltare intorno all'altare che avevano eretto. [27]Essendo
gia mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo:
«Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è
soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse
addormentato, si sveglierà». [28]Gridarono a voce più
forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e
lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. [29]Passato il
mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il
momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva
alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione.
[30]Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!».
Tutti si avvicinarono. Si sistemò di nuovo l'altare del Signore
che era stato demolito. [31]Elia prese dodici pietre,
secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al
quale il Signore aveva detto: «Israele sarà il tuo nome». [32]Con
le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un
canaletto, capace di contenere due misure di seme. [33]Dispose
la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. [34]Quindi
disse: «Riempite quattro brocche d'acqua e versatele
sull'olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse:
«Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora:
«Per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. [35]L'acqua
scorreva intorno all'altare; anche il canaletto si riempì
d'acqua. [36]Al momento dell'offerta si avvicinò il
profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di
Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono
tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. [37]Rispondimi,
Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore
Dio e che converti il loro cuore!». [38]Cadde il fuoco
del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la
cenere, prosciugando l'acqua del canaletto. [39]A tal
vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore
è Dio! Il Signore è Dio!». [40]Elia disse loro:
«Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li
afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li
scannò.
La fine della siccità
[41]Elia disse ad Acab: «Su, mangia e bevi, perché
sento un rumore di pioggia torrenziale». [42]Acab andò a
mangiare e a bere. Elia si recò alla cima del Carmelo; gettatosi
a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia. [43]Quindi
disse al suo ragazzo: «Vieni qui, guarda verso il mare». Quegli
andò, guardò e disse. «Non c'è nulla!». Elia disse:
«Tornaci ancora per sette volte». [44]La settima volta
riferì: «Ecco, una nuvoletta, come una mano d'uomo, sale dal
mare». Elia gli disse: «Và a dire ad Acab: Attacca i cavalli
al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia!». [45]Subito
il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde
a dirotto. Acab montò sul carro e se ne andò a Izrèel. [46]La
mano del Signore fu sopra Elia che, cintosi i fianchi, corse
davanti ad Acab finché giunse a Izrèel.
Re 1 - Capitolo 19
2. ELIA SULL'OREB
In cammino verso l'Oreb
[1]Acab riferì a Gezabele ciò che Elia aveva fatto e
che aveva ucciso di spada tutti i profeti. [2]Gezabele
inviò un messaggero a Elia per dirgli: «Gli dei mi facciano
questo e anche di peggio, se domani a quest'ora non avrò reso te
come uno di quelli». [3]Elia, impaurito, si alzò e se ne
andò per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda. Là fece sostare
il suo ragazzo. [4]Egli si inoltrò nel deserto una
giornata di cammino e andò a sedersi sotto un ginepro.
Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia
vita, perché io non sono migliore dei miei padri». [5]Si
coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo
lo toccò e gli disse: «Alzati e mangia!». [6]Egli
guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre
roventi e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi tornò a
coricarsi. [7]Venne di nuovo l'angelo del Signore, lo
toccò e gli disse: «Su mangia, perché è troppo lungo per te
il cammino». [8]Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza
datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta
notti fino al monte di Dio, l'Oreb.
L'incontro con Dio
[9]Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte,
quand'ecco il Signore gli disse: «Che fai qui, Elia?». [10]Egli
rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti,
poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno
demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti.
Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita». [11]Gli
fu detto: «Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore».
Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da
spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il
Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma
il Signore non era nel terremoto. [12]Dopo il terremoto ci
fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu
il mormorio di un vento leggero. [13]Come l'udì, Elia si
coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso
della caverna. Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: «Che fai
qui, Elia?». [14]Egli rispose: «Sono pieno di zelo per
il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno
abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno
ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano
di togliermi la vita».
[15]Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi
verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Hazaèl come re
di Aram. [16]Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsi, come re di
Israele e ungerai Eliseo figlio di Safàt, di Abel-Mecola, come
profeta al tuo posto. [17]Se uno scamperà dalla spada di
Hazaèl, lo ucciderà Ieu; se uno scamperà dalla spada di Ieu,
lo ucciderà Eliseo. [18]Io poi mi sono risparmiato in
Israele settemila persone, quanti non hanno piegato le ginocchia
a Baal e quanti non l'hanno baciato con la bocca.
La chiamata di Eliseo
[19]Partito di lì, Elia incontrò Eliseo figlio di
Safàt. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé,
mentre egli stesso guidava il decimosecondo. Elia, passandogli
vicino, gli gettò addosso il suo mantello. [20]Quegli
lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: «Andrò a
baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elia disse:
«Và e torna, perché sai bene che cosa ho fatto di te». [21]Allontanatosi
da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con gli
attrezzi per arare ne fece cuocere la carne e la diede alla
gente, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia,
entrando al suo servizio.
Re 1 - Capitolo 20
3. GUERRE ARAMEE
Assedio di Samaria
[1]Ben-Hadàd, re di Aram, radunò tutto il suo
esercito; con lui c'erano trentadue re con cavalli e carri. Egli
marciò contro Samaria per cingerla d'assedio ed espugnarla. [2]Inviò
messaggeri in città ad Acab, re di Israele, [3]per
dirgli: «Dice Ben-Hadàd: Il tuo argento e il tuo oro appartiene
a me e le tue donne e i tuoi figli minori sono per me». [4]Il
re di Israele rispose: «Sia come dici tu, signore re; io e
quanto ho siamo tuoi». [5]Ma i messaggeri tornarono di
nuovo e dissero: «Dice Ben-Hadàd, il quale ci manda a te: Mi
consegnerai il tuo argento, il tuo oro, le tue donne e i tuoi
figli. [6]Domani, dunque, a quest'ora, manderò i miei
servi che perquisiranno la tua casa e le case dei tuoi servi;
essi prenderanno e asporteranno quanto sarà prezioso ai loro
occhi». [7]Il re di Israele convocò tutti gli anziani
della regione, ai quali disse: «Sappiate e vedete come costui ci
voglia far del male. Difatti mi ha mandato a chiedere anche le
mie donne e i miei figli, dopo che io non gli avevo rifiutato il
mio argento e il mio oro». [8]Tutti gli anziani e tutto
il popolo dissero: «Non ascoltarlo e non consentire!». [9]Egli
disse ai messaggeri di Ben-Hadàd: «Dite al re vostro signore:
Quanto hai imposto prima al tuo servo lo farò, ma la nuova
richiesta non posso soddisfarla». I messaggeri andarono a
riferire la risposta. [10]Ben-Hadàd allora gli mandò a
dire: «Gli dei mi facciano questo e anche di peggio, se la
polvere di Samaria basterà per riempire il pugno di coloro che
mi seguono». [11]Il re di Israele rispose: «Riferitegli:
Chi cinge le armi non si vanti come chi le depone». [12]Nell'udire
questa risposta - egli stava insieme con i re a bere sotto le
tende - disse ai suoi ufficiali: «Circondate la città!». Ed
essi la circondarono.
Vittoria israelita
[13]Ed ecco un profeta si avvicinò ad Acab, re di
Israele, per dirgli: «Così dice il Signore: Vedi tutta questa
moltitudine immensa? Ebbene oggi la metto in tuo potere; saprai
che io sono il Signore». [14]Acab disse: «Per mezzo di
chi?». Quegli rispose: «Così dice il Signore: Per mezzo dei
giovani dei capi delle province». Domandò: «Chi attaccherà la
battaglia?». Rispose: «Tu!». [15]Acab ispezionò i
giovani dei capi delle province; erano duecentotrentadue. Dopo di
loro ispezionò tutto il popolo, tutti gli Israeliti: erano
settemila. [16]A mezzogiorno fecero una sortita.
Ben-Hadàd stava bevendo sotto le tende insieme con i trentadue
re suoi alleati. [17]Per primi uscirono i giovani dei capi
delle province. Fu mandato ad avvertire Ben-Hadàd: «Alcuni
uomini sono usciti da Samaria!». [18]Quegli disse: «Se
sono usciti con intenzioni pacifiche, catturateli vivi; se sono
usciti per combattere, catturateli ugualmente vivi». [19]Usciti
dunque quelli dalla città, cioè i giovani dei capi delle
province e l'esercito che li seguiva, [20]ognuno di loro
uccise chi gli si fece davanti. Gli Aramei fuggirono, inseguiti
da Israele. Ben-Hadàd, re di Aram, scampò a cavallo insieme con
alcuni cavalieri. [21]Uscì quindi il re di Israele, che
si impadronì dei cavalli e dei carri e inflisse ad Aram una
grande sconfitta.
Intermezzo
[22]Allora il profeta si avvicinò al re di Israele e
gli disse: «Su, sii forte; sappi e vedi quanto dovrai fare,
perché l'anno prossimo il re di Aram muoverà contro di te».
[23]Ma i servi del re di Aram dissero a lui: «Il loro
Dio è un Dio dei monti; per questo ci sono stati superiori;
forse se li attaccassimo in pianura, saremmo superiori a loro. [24]Eseguisci
questo progetto: ritira i re, ognuno dal suo luogo, e
sostituiscili con governatori. [25]Tu prepara un esercito
come quello che hai perduto: cavalli come quei cavalli e carri
come quei carri; quindi li attaccheremo in pianura e senza dubbio
li batteremo». Egli ascoltò la loro proposta e agì in tal
modo.
Vittoria di Afek
[26]L'anno dopo, Ben-Hadàd ispezionò gli Aramei,
quindi andò ad Afek per attaccare gli Israeliti. [27]Gli
Israeliti, organizzati e approvvigionati, mossero loro incontro,
accampandosi di fronte; sembravano due greggi di capre, mentre
gli Aramei inondavano il paese.
[28]Un uomo di Dio si avvicinò al re d'Israele e gli
disse: «Così dice il Signore: Poiché gli Aramei hanno
affermato: Il Signore è Dio dei monti e non Dio delle valli, io
metterò in tuo potere tutta questa moltitudine immensa; così
saprai che io sono il Signore». [29]Per sette giorni
stettero accampati gli uni di fronte agli altri. Al settimo
giorno si attaccò battaglia. Gli Israeliti in un giorno uccisero
centomila fanti aramei. [30]I superstiti fuggirono in
Afek, nella città, le cui mura caddero sui ventisettemila
superstiti.
Ben-Hadàd fuggì; entrato in una casa, per nascondersi
passava da una stanza all'altra. [31]I suoi ministri gli
dissero: «Ecco, abbiamo sentito che i re di Israele sono re
clementi. Indossiamo sacchi ai fianchi e mettiamoci corde sulla
testa e usciamo incontro al re di Israele. Forse ti lascerà in
vita». [32]Si legarono sacchi ai fianchi e corde sulla
testa, quindi si presentarono al re di Israele e dissero: «Il
tuo servo Ben-Hadàd dice: Su, lasciami in vita!». Quegli
domandò: «E' ancora vivo? Egli è mio fratello!». [33]Gli
uomini vi scorsero un buon auspicio, si affrettarono a cercarne
una conferma da lui. Dissero: «Ben-Hadàd è tuo fratello!».
Quegli soggiunse: «Andate a prenderlo». Ben-Hadàd si recò da
lui, che lo fece salire sul carro. [34]Ben-Hadàd gli
disse: «Restituirò le città che mio padre ha prese a tuo
padre; tu potrai disporre di mercati in Damasco come mio padre ne
aveva in Samaria». Ed egli: «Io a questo patto ti lascerò
andare». E concluse con lui l'alleanza e lo lasciò andare.
Un profeta condanna la condotta di Acab
[35]Allora uno dei figli dei profeti disse al compagno
per ordine del Signore: «Picchiami!». L'uomo si rifiutò di
picchiarlo. [36]Quegli disse: «Poiché non hai obbedito
alla voce del Signore, appena ti sarai separato da me, un leone
ti ucciderà». Mentre si allontanava, incontrò un leone che
l'uccise. [37]Quegli, incontrato un altro uomo, gli disse:
«Picchiami!». E quegli lo percosse a sangue. [38]Il
profeta andò ad attendere il re sulla strada, dopo essersi reso
irriconoscibile con una benda agli occhi. [39]Quando
passò il re, gli gridò: «Il tuo servo era nel cuore della
battaglia, quando un uomo si staccò e mi portò un individuo
dicendomi: Fà la guardia a quest'uomo! Se ti scappa, la tua vita
pagherà per la sua oppure dovrai sborsare un talento d'argento. [40]Mentre
il tuo servo era occupato qua e là, quegli scomparve». Il re di
Israele disse a lui: «La tua condanna è giusta; l'hai proferita
tu stesso!». [41]Ma quegli immediatamente si tolse la
benda dagli occhi e il re di Israele riconobbe che era uno dei
profeti. [42]Costui gli disse: «Così dice il Signore:
Perché hai lasciato andare libero quell'uomo da me votato allo
sterminio, la tua vita pagherà per la sua, il tuo popolo per il
suo popolo». [43]Il re di Israele se ne andò a casa
amareggiato e irritato ed entrò in Samaria.
Re 1 - Capitolo 21
4. LA VIGNA DI NABOT
Nabot rifiuta di cedere la sua vigna
[1]In seguito avvenne il seguente episodio. Nabot di
Izreèl possedeva una vigna vicino al palazzo di Acab re di
Samaria. [2]Acab disse a Nabot: «Cedimi la tua vigna;
siccome è vicina alla mia casa, ne farei un orto. In cambio ti
darò una vigna migliore oppure, se preferisci, te la pagherò in
denaro al prezzo che vale». [3]Nabot rispose ad Acab:
«Mi guardi il Signore dal cederti l'eredità dei miei padri».
Acab e Gezabele
[4]Acab se ne andò a casa amareggiato e sdegnato per
le parole dettegli da Nabot di Izreèl, che aveva affermato:
«Non ti cederò l'eredità dei miei padri». Si coricò sul
letto, si girò verso la parete e non volle mangiare. [5]Entrò
da lui la moglie Gezabele e gli domandò: «Perché mai il tuo
spirito è tanto amareggiato e perché non vuoi mangiare?». [6]Le
rispose: «Perché ho detto a Nabot di Izreèl: Cedimi la tua
vigna per denaro o, se preferisci, te la cambierò con un'altra
vigna ed egli mi ha risposto: Non cederò la mia vigna!». [7]Allora
sua moglie Gezabele gli disse: «Tu ora eserciti il regno su
Israele? Alzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la darò io la
vigna di Nabot di Izreèl!».
Assassinio di Nabot
[8]Essa scrisse lettere con il nome di Acab, le
sigillò con il suo sigillo, quindi le spedì agli anziani e ai
capi, che abitavano nella città di Nabot. [9]Nelle
lettere scrisse: «Bandite un digiuno e fate sedere Nabot in
prima fila tra il popolo. [10]Di fronte a lui fate sedere
due uomini iniqui, i quali l'accusino: Hai maledetto Dio e il re!
Quindi conducetelo fuori e lapidatelo ed egli muoia». [11]Gli
uomini della città di Nabot, gli anziani e i capi che abitavano
nella sua città, fecero come aveva ordinato loro Gezabele, ossia
come era scritto nelle lettere che aveva loro spedite. [12]Bandirono
il digiuno e fecero sedere Nabot in prima fila tra il popolo. [13]Vennero
due uomini iniqui, che si sedettero di fronte a lui. Costoro
accusarono Nabot davanti al popolo affermando: «Nabot ha
maledetto Dio e il re». Lo condussero fuori della città e lo
uccisero lapidandolo. [14]Quindi mandarono a dire a
Gezabele: «Nabot è stato lapidato ed è morto». [15]Appena
sentì che Nabot era stato lapidato e che era morto, disse ad
Acab: «Su, impadronisciti della vigna di Nabot di Izreèl, il
quale ha rifiutato di vendertela, perché Nabot non vive più, è
morto». [16]Quando sentì che Nabot era morto, Acab si
mosse per scendere nella vigna di Nabot di Izreèl a prenderla in
possesso.
Elia pronuncia la condanna divina
[17]Allora il Signore disse a Elia il Tisbita: [18]«Su,
recati da Acab, re di Israele, che abita in Samaria; ecco è
nella vigna di Nabot, ove è sceso a prenderla in possesso. [19]Gli
riferirai: Così dice il Signore: Hai assassinato e ora usurpi!
Per questo dice il Signore: Nel punto ove lambirono il sangue di
Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue». [20]Acab
disse a Elia: «Mi hai dunque colto in fallo, o mio nemico!».
Quegli soggiunse: «Sì, perché ti sei venduto per fare ciò che
è male agli occhi del Signore. [21]Ecco ti farò piombare
addosso una sciagura; ti spazzerò via. Sterminerò, nella casa
di Acab, ogni maschio, schiavo o libero in Israele. [22]Renderò
la tua casa come la casa di Geroboamo, figlio di Nebàt, e come
la casa di Baasa, figlio di Achia, perché tu mi hai irritato e
hai fatto peccare Israele. [23]Riguardo poi a Gezabele il
Signore dice: I cani divoreranno Gezabele nel campo di Izreèl. [24]Quanti
della famiglia di Acab moriranno in città li divoreranno i cani;
quanti moriranno in campagna li divoreranno gli uccelli
dell'aria».
[25]In realtà nessuno si è mai venduto a fare il male
agli occhi del Signore come Acab, istigato dalla propria moglie
Gezabele. [26]Commise molti abomini, seguendo gli idoli,
come avevano fatto gli Amorrei, che il Signore aveva distrutto
davanti ai figli d'Israele.
Pentimento di Acab
[27]Quando sentì tali parole, Acab si strappò le
vesti, indossò un sacco sulla carne e digiunò; si coricava con
il sacco e camminava a testa bassa. [28]Il Signore disse a
Elia, il Tisbita: [29]«Hai visto come Acab si è umiliato
davanti a me? Poiché si è umiliato davanti a me, non farò
piombare la sciagura durante la sua vita, ma la farò scendere
sulla sua casa durante la vita del figlio».
Re 1 - Capitolo 22
5. NUOVA GUERRA ARAMEA
Acab decide una spedizione a Ramot di Gàlaad
[1]Trascorsero tre anni senza guerra fra Aram e
Israele. [2]Nel terzo anno Giòsafat re di Giuda fece
visita al re di Israele. [3]Ora il re di Israele aveva
detto ai suoi ufficiali: «Non sapete che Ramot di Gàlaad è
nostra? Eppure noi ce ne stiamo inerti, senza riprenderla dalle
mani di Aram». [4]Disse a Giòsafat: «Verresti con me a
combattere per Ramot di Gàlaad?». Giòsafat rispose al re di
Israele: «Conta su di me come su te stesso, sul mio popolo come
sul tuo, sui miei cavalli come sui tuoi».
I falsi profeti predicono il successo
[5]Giòsafat disse al re di Israele: «Consulta oggi
stesso la parola del Signore». [6]Il re di Israele
radunò i profeti, in numero di circa quattrocento, e domandò
loro: «Devo muovere contro Ramot di Gàlaad oppure devo
rinunziarvi?». Risposero: «Attaccala; il Signore la metterà
nelle mani del re». [7]Giòsafat disse: «Non c'è più
nessun altro profeta del Signore da consultare?». [8]Il
re di Israele rispose a Giòsafat: «Ci sarebbe ancora un uomo,
attraverso il quale si potrebbe consultare il Signore, ma io lo
detesto perché non mi predice altro che male, mai qualcosa di
buono. Si tratta di Michea, figlio di Imla». Giòsafat disse:
«Il re non parli così!». [9]Il re di Israele, chiamato
un eunuco, gli ordinò: «Convoca subito Michea, figlio di
Imla».
[10]Il re di Israele e Giòsafat re di Giuda sedevano
ognuno sul suo trono, vestiti dei loro mantelli, nell'aia di
fronte alla porta di Samaria; tutti i profeti predicevano davanti
a loro. [11]Sedecìa, figlio di Chenaana, che si era fatte
corna di ferro, affermava: «Dice il Signore: Con queste cozzerai
contro gli Aramei fino al loro sterminio». [12]Tutti i
profeti predicevano allo stesso modo: «Assali Ramot di Gàlaad,
riuscirai. Il Signore la metterà nelle mani del re».
Il profeta Michea predice la disfatta
[13]Il messaggero, che era andato a chiamare Michea,
gli disse: «Ecco, le parole dei profeti sono concordi nel
predire il successo del re; ora la tua parola sia identica alla
loro; preannunzia il successo». [14]Michea rispose: «Per
la vita del Signore, comunicherò quanto il Signore mi dirà». [15]Si
presentò al re che gli domandò: «Michea, dobbiamo muovere
contro Ramot di Gàlaad oppure dobbiamo rinunziarvi?». Gli
rispose: «Attaccala, riuscirai; il Signore la metterà nelle
mani del re». [16]Il re gli disse: «Quante volte ti devo
scongiurare di non dirmi se non la verità nel nome del
Signore?». [17]Quegli disse:
«Vedo tutti gli Israeliti
vagare sui monti
come pecore senza pastore.
Il Signore dice: Non hanno padroni; ognuno torni a casa in
pace».
[18]Il re di Israele disse a Giòsafat: «Non te
l'avevo forse detto che non mi avrebbe profetizzato nulla di
buono, ma solo il male?». [19]Michea disse: «Per questo,
ascolta la parola del Signore. Io ho visto il Signore seduto sul
trono; tutto l'esercito del cielo gli stava intorno, a destra e a
sinistra. [20]Il Signore ha domandato: Chi ingannerà Acab
perché muova contro Ramot di Gàlaad e vi perisca? Chi ha
risposto in un modo e chi in un altro. [21]Si è fatto
avanti uno spirito che - postosi davanti al Signore - ha detto:
Lo ingannerò io. Il Signore gli ha domandato: Come? [22]Ha
risposto: Andrò e diventerò spirito di menzogna sulla bocca di
tutti i suoi profeti. Quegli ha detto: Lo ingannerai senz'altro;
ci riuscirai; và e fà così. [23]Ecco, dunque, il
Signore ha messo uno spirito di menzogna sulla bocca di tutti
questi tuoi profeti; ma il Signore a tuo riguardo preannunzia una
sciagura».
[24]Allora Sedecìa, figlio di Chenaana, si avvicinò e
percosse Michea sulla guancia dicendo: «Per quale via lo spirito
del Signore è passato quando è uscito da me per parlare a
te?». [25]Michea rispose: «Ecco, lo vedrai quando
passerai di stanza in stanza per nasconderti». [26]Il re
di Israele disse: «Prendi Michea e conducilo da Amon governatore
della città e da Ioas figlio del re. [27]Dirai loro: Il
re ordina: Mettetelo in prigione e mantenetelo con il minimo
indispensabile di pane e di acqua finché tornerò sano e
salvo». [28]Michea disse: «Se tornerai in pace, il
Signore non ha parlato per mio mezzo».
Morte di Acab a Ramot di Gàlaad
[29]Il re di Israele marciò, insieme con Giòsafat re
di Giuda, contro Ramot di Gàlaad. [30]Il re di Israele
disse a Giòsafat: «Io per combattere mi travestirò: tu resta
con i tuoi abiti». Il re di Israele si travestì ed entrò in
battaglia. [31]Il re di Aram aveva ordinato ai capi dei
suoi carri - erano trentadue -: «Non combattete contro nessuno,
piccolo o grande, se non contro il re di Israele». [32]Appena
videro Giòsafat, i capi dei carri dissero: «Certo, questi è il
re di Israele». Si volsero contro di lui per investirlo.
Giòsafat lanciò un grido [33]e allora i capi dei carri
si accorsero che egli non era il re di Israele e si allontanarono
da lui.
[34]Ma un uomo tese a caso l'arco e colpì il re di
Israele fra le maglie dell'armatura e la corazza. Il re disse al
suo cocchiere: «Gira, portami fuori della mischia, perché sono
ferito». [35]La battaglia infuriò per tutto quel giorno;
il re se ne stava sul suo carro di fronte agli Aramei. Alla sera
morì; il sangue della sua ferita era colato sul fondo del carro.
[36]Al tramonto un grido si diffuse per l'accampamento:
«Ognuno alla sua città e ognuno alla sua tenda! [37]Il
re è morto!». Lo portarono in Samaria e là lo seppellirono. [38]Il
carro fu lavato nella piscina di Samaria dove si lavavano le
prostitute e i cani leccarono il suo sangue, secondo la parola
pronunziata dal Signore.
6. DOPO LA MORTE DI ACAB
Conclusione del regno di Acab
[39]Le altre gesta di Acab, tutte le sue azioni, la
costruzione della casa d'avorio e delle città da lui erette,
sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele. [40]Acab
si addormentò con i suoi padri. Al suo posto divenne re suo
figlio Acazia.
Regno di Giòsafat in Giuda (870-848)
[41]Giòsafat figlio di Asa divenne re su Giuda l'anno
quarto di Acab, re di Israele. [42]Quando divenne re,
Giòsafat aveva trentacinque anni; regnò venticinque anni in
Gerusalemme. Sua madre si chiamava Azuba figlia di Silchi. [43]Imitò
in tutto la condotta di Asa suo padre, senza deviazioni, facendo
ciò che è giusto agli occhi del Signore. [44]Ma non
scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva
incenso sulle alture. [45]Giòsafat fu in pace con il re
di Israele.
[46]Le altre gesta di Giòsafat, le prodezze compiute
da lui e le sue guerre sono descritte nel libro delle Cronache
dei re di Giuda. [47]Egli spazzò via dalla regione il
resto dei prostituti sacri, che esistevano al tempo di suo padre
Asa.
[48]Allora non c'era re in Edom; lo sostituiva un
governatore. [49]Giòsafat costruì navi di Tarsis per
andare a cercare l'oro in Ofir; ma non ci andò, perché le navi
si sfasciarono in Ezion-Gheber. [50]Allora Acazia, figlio
di Acab, disse a Giòsafat: «I miei servi si uniscano ai tuoi
per costituire gli equipaggi delle navi». Ma Giòsafat non
accettò.
[51]Giòsafat si addormentò con i suoi padri, con i
quali fu sepolto nella città di Davide suo antenato e al suo
posto divenne re suo figlio Ioram.
Il re Acazia di Israele (853-852) e il profeta Elia
[52]Acazia, figlio di Acab, divenne re d'Israele in
Samaria nell'anno diciassette di Giòsafat, re di Giuda; regnò
due anni su Israele. [53]Fece ciò che è male agli occhi
del Signore; imitò la condotta di suo padre, quella di sua madre
e quella di Geroboamo, figlio di Nebàt, che aveva fatto peccare
Israele. [54]Venerò Baal e si prostrò davanti a lui
irritando il Signore, Dio di Israele, proprio come aveva fatto
suo padre.
Re 1 > da capitolo 1 a capitolo 7
Re 1 > da capitolo 8 a capitolo 14
Re 1 > da capitolo 15 a capitolo 22
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