|
LA BIBBIA
Neemia - Capitolo 8
Il giorno di nascita del Giudaismo: Esdra legge e spiega la
Legge.
La festa delle capanne
[1]Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo
sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse ad Esdra lo
scriba di portare il libro della legge di Mosè che il Signore
aveva dato a Israele. [2]Il primo giorno del settimo mese,
il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli
uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
[3]Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle
Acque, dallo spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza
degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di
intendere; tutto il popolo porgeva l'orecchio a sentire il libro
della legge. [4]Esdra lo scriba stava sopra una tribuna di
legno, che avevano costruito per l'occorrenza e accanto a lui
stavano, a destra Mattitia, Sema, Anaia, Uria, Chelkia e Maaseia;
a sinistra Pedaia, Misael, Malchia, Casum, Casbaddàna, Zaccaria
e Mesullàm.
[5]Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo,
poiché stava più in alto di tutto il popolo; come ebbe aperto
il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. [6]Esdra
benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose:
«Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si
prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. [7]Giosuè,
Bani, Serebia, Iamin, Akkub, Sabbetài, Odia, Maaseia, Kelita,
Azaria, Iozabàd, Canàn, Pelaia, leviti, spiegavano la legge al
popolo e il popolo stava in piedi al suo posto.
[8]Essi leggevano nel libro della legge di Dio a brani
distinti e con spiegazioni del senso e così facevano comprendere
la lettura. [9]Neemia, che era il governatore, Esdra
sacerdote e scriba e i leviti che ammaestravano il popolo dissero
a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore
vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Perché tutto il
popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge. [10]Poi
Neemia disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini
dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato,
perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi
rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza». [11]I
leviti calmavano tutto il popolo dicendo: «Tacete, perché
questo giorno è santo; non vi rattristate!». [12]Tutto
il popolo andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni ai poveri
e a far festa, perché avevano compreso le parole che erano state
loro proclamate.
[13]Il secondo giorno i capifamiglia di tutto il
popolo, i sacerdoti e i leviti si radunarono presso Esdra lo
scriba per esaminare le parole della legge. [14]Trovarono
scritto nella legge data dal Signore per mezzo di Mosè, che gli
Israeliti dovevano dimorare in capanne durante la festa del
settimo mese. [15]Allora fecero sapere la cosa e
pubblicarono questo bando in tutte le loro città e in
Gerusalemme: «Andate al monte e portatene rami di ulivo, rami di
olivastro, rami di mirto, rami di palma e rami di alberi ombrosi,
per fare capanne, come sta scritto». [16]Allora il popolo
andò fuori, portò i rami e si fece ciascuno la sua capanna sul
tetto della propria casa, nei loro cortili, nei cortili della
casa di Dio, sulla piazza della porta delle Acque e sulla piazza
della porta di Efraim. [17]Così tutta la comunità di
coloro che erano tornati dalla deportazione si fece capanne e
dimorò nelle capanne. Dal tempo di Giosuè figlio di Nun fino a
quel giorno, gli Israeliti non avevano più fatto nulla di
simile. Vi fu gioia molto grande. [18]Esdra fece la
lettura del libro della legge di Dio ogni giorno, dal primo
all'ultimo; la festa si celebrò durante sette giorni e l'ottavo
vi fu una solenne assemblea secondo il rito.
Neemia - Capitolo 9
Cerimonia espiatrice
[1]Il ventiquattro dello stesso mese, gli Israeliti si
radunarono per un digiuno, vestiti di sacco e coperti di polvere.
[2]Quelli che appartenevano alla stirpe d'Israele si
separarono da tutti gli stranieri, si presentarono dinanzi a Dio
e confessarono i loro peccati e le iniquità dei loro padri. [3]Poi
si alzarono in piedi nel posto dove si trovavano e fu fatta la
lettura del libro della legge del Signore loro Dio, per un quarto
della giornata; per un altro quarto essi fecero la confessione
dei peccati e si prostrarono davanti al Signore loro Dio. [4]Giosuè,
Bani, Kadmiel, Sebania, Bunni, Serebia, Bani e Kenani si alzarono
sulla pedana dei leviti e invocarono a gran voce il Signore loro
Dio. [5]I leviti Giosuè, Kadmiel, Bani, Casabnia,
Serebia, Odia, Sebania e Petachia dissero: «Alzatevi e benedite
il Signore vostro Dio ora e sempre! Si benedica il tuo nome
glorioso che è esaltato al di sopra di ogni benedizione e di
ogni lode! [6]Tu, tu solo sei il Signore, tu hai fatto i
cieli, i cieli dei cieli e tutte le loro schiere, la terra e
quanto sta su di essa, i mari e quanto è in essi; tu fai vivere
tutte queste cose e l'esercito dei cieli ti adora. [7]Tu
sei il Signore, il Dio che hai scelto Abram, lo hai fatto uscire
da Ur dei Caldei e lo hai chiamato Abramo. [8]Tu hai
trovato il suo cuore fedele davanti a te e hai stabilito con lui
un'alleanza, promettendogli di dare alla sua discendenza il paese
dei Cananei, degli Hittiti, degli Amorrei, dei Perizziti, dei
Gebusei e dei Gergesei; tu hai mantenuto la tua parola, perché
sei giusto. [9]Tu hai visto l'afflizione dei nostri padri
in Egitto e hai ascoltato il loro grido presso il Mare Rosso; [10]hai
operato segni e prodigi contro il faraone, contro tutti i suoi
servi, contro tutto il popolo del suo paese, perché sapevi che
essi avevano trattato i nostri padri con durezza; ti sei fatto un
nome fino ad oggi. [11]Hai aperto il mare davanti a loro,
ed essi sono passati in mezzo al mare sull'asciutto; quelli che
li inseguivano tu li hai precipitati nell'abisso, come una pietra
in fondo alle acque impetuose.
[12]Li hai guidati di giorno con una colonna di nube e
di notte con una colonna di fuoco, per rischiarare loro la strada
su cui camminare. [13]Sei sceso sul monte Sinai e hai
parlato con loro dal cielo e hai dato loro decreti giusti e leggi
di verità, buoni statuti e buoni comandi; [14]hai fatto
loro conoscere il tuo santo sabato e hai dato loro comandi,
decreti e una legge per mezzo di Mosè tuo servo. [15]Hai
dato loro pane del cielo quando erano affamati e hai fatto
scaturire acqua dalla rupe quando erano assetati e hai comandato
loro che andassero a prendere in possesso il paese che avevi
giurato di dare loro.
[16]Ma essi, i nostri padri, si sono comportati con
superbia, hanno indurito la loro cervice e non hanno obbedito ai
tuoi comandi; [17]si sono rifiutati di obbedire e non si
sono ricordati dei miracoli che tu avevi operato in loro favore;
hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono
dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio
pronto a perdonare, pietoso e misericordioso, lento all'ira e di
grande benevolenza e non li hai abbandonati. [18]Anche
quando si sono fatti un vitello di metallo fuso e hanno detto:
Ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dall'Egitto! e ti hanno
insultato gravemente, [19]tu nella tua misericordia non li
hai abbandonati nel deserto: la colonna di nube che stava su di
loro non ha cessato di guidarli durante il giorno per il loro
cammino e la colonna di fuoco non ha cessato di rischiarar loro
la strada su cui camminavano di notte. [20]Hai concesso
loro il tuo spirito buono per istruirli e non hai rifiutato la
tua manna alle loro bocche e hai dato loro l'acqua quando erano
assetati. [21]Per quarant'anni li hai nutriti nel deserto
e non è mancato loro nulla; le loro vesti non si sono logorate e
i loro piedi non si sono gonfiati. [22]Poi hai dato loro
regni e popoli e li hai spartiti fra di loro come un sovrappiù;
essi hanno posseduto il paese di Sicon, cioè il paese del re di
Chesbòn e il paese di Og re di Basan.
[23]Hai moltiplicato i loro figli come le stelle del
cielo e li hai introdotti nel paese in cui avevi promesso ai loro
padri di farli entrare per possederlo. [24]I loro figli vi
sono entrati e hanno preso in possesso il paese; tu hai umiliato
dinanzi a loro i Cananei che abitavano il paese e li hai messi
nelle loro mani con i loro re e con i popoli del paese, perché
ne disponessero a loro piacere. [25]Essi si sono
impadroniti di fortezze, di una terra grassa, e hanno posseduto
case piene d'ogni bene, cisterne scavate, vigne, oliveti, alberi
da frutto in abbondanza; hanno mangiato e si sono saziati e si
sono ingrassati e hanno vissuto in delizie per la tua grande
bontà. [26]Ma poi sono stati disobbedienti, si sono
ribellati contro di te, si sono gettati la tua legge dietro le
spalle, hanno ucciso i tuoi profeti che li scongiuravano di
tornare a te, e ti hanno offeso gravemente. [27]Perciò tu
li hai messi nelle mani dei loro nemici, che li hanno oppressi.
Ma al tempo della loro angoscia essi hanno gridato a te e tu li
hai ascoltati dal cielo e, nella tua grande misericordia, tu hai
dato loro liberatori, che li hanno strappati dalle mani dei loro
nemici. [28]Ma quando avevano pace, ritornavano a fare il
male dinanzi a te, perciò tu li abbandonavi nelle mani dei loro
nemici, che li opprimevano; poi quando ricominciavano a gridare a
te, tu li esaudivi dal cielo; così nella tua misericordia più
volte li hai salvati. [29]Tu li ammonivi per farli tornare
alla tua legge; ma essi si mostravano superbi e non obbedivano ai
tuoi comandi; peccavano contro i tuoi decreti, che fanno vivere
chi li mette in pratica; la loro spalla rifiutava il giogo,
indurivano la loro cervice e non obbedivano. [30]Hai
pazientato con loro molti anni e li hai scongiurati per mezzo del
tuo spirito e per bocca dei tuoi profeti; ma essi non hanno
voluto prestare orecchio. Allora li hai messi nelle mani dei
popoli dei paesi stranieri. [31]Però nella tua molteplice
compassione, tu non li hai sterminati del tutto e non li hai
abbandonati perché sei un Dio clemente e misericordioso. [32]Ora,
Dio nostro, Dio grande, potente e tremendo, che mantieni
l'alleanza e la misericordia, non sembri poca cosa ai tuoi occhi
tutta la sventura che è piombata su di noi, sui nostri re, sui
nostri capi, sui nostri sacerdoti, sui nostri profeti, sui nostri
padri, su tutto il tuo popolo, dal tempo dei re d'Assiria fino ad
oggi.
[33]Tu sei stato giusto in tutto quello che ci è
avvenuto, poiché tu hai agito fedelmente, mentre noi ci siamo
comportati con empietà. [34]I nostri re, i nostri capi, i
nostri sacerdoti, i nostri padri non hanno messo in pratica la
tua legge e non hanno obbedito né ai comandi né agli
ammonimenti con i quali tu li scongiuravi. [35]Essi mentre
godevano del loro regno, del grande benessere che tu largivi loro
e del paese vasto e fertile che tu avevi messo a loro
disposizione, non ti hanno servito e non hanno abbandonato le
loro azioni malvage. [36]Oggi eccoci schiavi nel paese che
tu hai concesso ai nostri padri perché ne mangiassero i frutti e
ne godessero i beni. I suoi prodotti abbondanti sono dei re ai
quali tu ci hai sottoposti a causa dei nostri peccati e che sono
padroni dei nostri corpi e del nostro bestiame a loro piacere, e
noi siamo in grande angoscia».
Neemia - Capitolo 10
Documento attestante l'impegno della comunità
[1]«A causa di tutto questo noi vogliamo sancire un
impegno stabile e lo mettiamo in iscritto. Sul documento
sigillato vi siano le firme dei nostri capi, dei nostri leviti e
dei nostri sacerdoti».
[2]Sul documento sigillato firmarono Neemia il
governatore, figlio di Akalià, e Sedecìa, [3]Seraia,
Azaria, Geremia, [4]Pascur, Amaria, Malchia, [5]Cattus,
Sebania, Malluch, [6]Carim, Meremòt, Abdia, [7]Daniele,
Ghinneton, Baruch, [8]Mesullàm, Abia, Miamin, [9]Maazia,
Bilgai, Semaia; questi sono i sacerdoti. [10]Leviti:
Giosuè, figlio di Azania, Binnui dei figli di Chenadàd,
Kadmiel, [11]e i loro fratelli Sebania, Odia, Kelita,
Pelaia, Canàn, [12]Mica, Recob, Casaoià, [13]Zaccur,
Serebia, Sebania, [14]Odia, Bani, Beninu. [15]Capi
del popolo: Pareos, Pacat-Moab, Elam, Zattu, Bani, [16]Bunni,
Azgad, Bebai, [17]Adonia, Bigvai, Adin, [18]Ater,
Ezechia, Azzur, [19]Odia, Casum, Bezai, [20]Carif,
Anatòt, Nebai, [21]Magpias, Mesullàm, Chezìr, [22]Mesezabeèl,
Zadòk, Iaddua, [23]Pelatia, Canan, Anaia, [24]Osea,
Anania, Cassùb, [25]Alloches, Pilca, Sobek, [26]Recum,
Casabna, Maaseia, [27]Achia, Canàn, Anan, [28]Malluch,
Carim, Baana.
[29]Il resto del popolo, i sacerdoti, i leviti, i
portieri, i cantori, gli oblati e quanti si erano preparati dai
popoli dei paesi stranieri per aderire alla legge di Dio, le loro
mogli, i loro figli e le loro figlie, quanti avevano conoscenza e
intelligenza, [30]si unirono ai loro fratelli più
ragguardevoli e si impegnarono con giuramento a camminare nella
legge di Dio, data per mezzo di Mosè, servo di Dio, ad osservare
e mettere in pratica tutti i comandi del Signore, Dio nostro, le
sue decisioni e le sue leggi. [31]E in particolare: a non
dare le nostre figlie agli abitanti del paese e a non prendere le
loro figlie per i nostri figli; [32]a non comprar nulla in
giorno di sabato o in altro giorno sacro dai popoli che
portassero a vendere in giorno di sabato qualunque genere di
merci o di derrate; a lasciare in riposo la terra ogni settimo
anno e a rinunziare a ogni credito. [33]Ci siamo anche
imposto per legge di dare ogni anno il terzo di un siclo per il
servizio della casa del nostro Dio: [34]per i pani
dell'offerta, per il sacrificio continuo, per l'olocausto
perenne, per i sacrifici dei sabati, dei noviluni, delle feste,
per le offerte sacre, per i sacrifici espiatori in favore di
Israele e per ogni lavoro della casa del nostro Dio. [35]Tirando
a sorte, noi sacerdoti, leviti e popolo abbiamo deciso circa
l'offerta della legna da portare alla casa del nostro Dio,
secondo i nostri casati paterni, a tempi fissi, anno per anno,
perché sia bruciata sull'altare del Signore nostro Dio, come sta
scritto nella legge. [36]Ci siamo impegnati a portare ogni
anno nel tempio le primizie del nostro suolo e le primizie di
ogni frutto di qualunque pianta, [37]come anche i
primogeniti dei nostri figli e del nostro bestiame, secondo
quanto sta scritto nella legge, e i primi parti del nostro
bestiame grosso e minuto, per presentarli nella casa del nostro
Dio ai sacerdoti che prestano servizio nella casa del nostro Dio.
[38]Ci siamo anche impegnati a portare ai sacerdoti nelle
stanze della casa del nostro Dio le primizie della nostra pasta,
le nostre offerte prelevate, cioè le primizie dei frutti di
qualunque albero, del vino e dell'olio, e a dare la decima delle
rendite del nostro suolo ai leviti. I leviti stessi preleveranno
queste decime in tutti i luoghi da noi coltivati. [39]Un
sacerdote, figlio di Aronne, sarà con i leviti quando
preleveranno le decime; i leviti porteranno un decimo della
decima alla casa del nostro Dio nelle stanze del tesoro; [40]perché
in quelle stanze i figli d'Israele e i figli di Levi devono
portare l'offerta prelevata sul frumento, sul vino e sull'olio;
in quel luogo stanno gli arredi del santuario, i sacerdoti che
prestano il servizio, i portieri e i cantori. Ci siamo impegnati
così a non trascurare la casa del nostro Dio.
Neemia - Capitolo 11
Il sinecismo di Neemia. Liste diverse
[1]I capi del popolo si sono stabiliti a Gerusalemme;
il resto del popolo ha tirato a sorte per far venire uno su dieci
a popolare Gerusalemme, la città santa; gli altri nove potevano
rimanere nelle altre città. [2]Il popolo benedisse quanti
si erano offerti spontaneamente per abitare in Gerusalemme. [3]Ecco
i capi della provincia che si sono stabiliti a Gerusalemme,
mentre nelle città di Giuda ognuno si è stabilito nella sua
proprietà, nella sua città: Israeliti, sacerdoti, leviti,
oblati e i discendenti dei servi di Salomone.
La popolazione giudaica a Gerusalemme
[4]A Gerusalemme si sono stabiliti i figli di Giuda e i
figli di Beniamino.
Dei figli di Giuda: Ataia, figlio di Uzzia, figlio di
Zaccaria, figlio di Amaria, figlio di Sefatia, figlio di
Macalalèel, dei figli di Perez: [5]Maaseia figlio di
Baruch, figlio di Col-Coze, figlio di Cazaia, figlio di Adaia,
figlio di Ioiarib, figlio di Zaccaria, figlio della famiglia
Selanita. [6]Totale dei figli di Perez che si sono
stabiliti a Gerusalemme: quattrocentosessantotto uomini valorosi.
[7]Questi sono i figli di Beniamino: Sallu figlio di
Mesullàm, figlio di Ioed, figlio di Pedaia, figlio di Kolaia,
figlio di Maaseia, figlio di Itiel, figlio di Isaia; [8]dopo
di lui, Gabbai, Sallai: in tutto, novecentoventotto. [9]Gioele
figlio di Zicrì; era loro capo e Giuda figlio di Assenùa era il
secondo capo della città.
[10]Dei sacerdoti: Iedaia, Ioiarìb, Iachin, [11]Seraia
figlio di Chelkia, figlio di Mesullàm, figlio di Zadòk, figlio
di Meraiòt, figlio di Achitùb, capo del tempio, [12]e i
loro fratelli addetti al lavoro del tempio, in numero di
ottocentoventidue; Adaia figlio di Ierocam, figlio di Pelalia,
figlio di Amsi, figlio di Zaccaria, figlio di Pascur, figlio di
Malchia, [13]e i suoi fratelli, capi delle casate, in
numero di duecentoquarantadue; Amasai figlio di Azareèl, figlio
di Aczai, figlio di Mesillemòt, figlio di Immer, [14]e i
loro fratelli uomini valorosi, in numero di centoventotto;
Zabdiel figlio di Ghedolìm era loro capo.
[15]Dei leviti: Semaia figlio di Cassùb, figlio di
Azrikam, figlio di Casabià, figlio di Bunni; [16]Sabbetài
e Iozabàd, preposti al servizio esterno del tempio, fra i capi
dei leviti; [17]Mattania figlio di Mica, figlio di Zabdi,
figlio di Asaf, il capo della salmodia, che intonava le lodi
durante la preghiera; Bakbukia che gli veniva secondo tra i suoi
fratelli; Abda figlio di Sammua, figlio di Galal, figlio di
Ieditun. [18]Totale dei leviti nella città santa:
duecentottantaquattro.
[19]I portieri: Akkub, Talmon e i loro fratelli,
custodi delle porte: centosettantadue.
[20]Il resto d'Israele, dei sacerdoti e dei leviti si
è stabilito in tutte le città di Giuda, ognuno nella sua
proprietà.
Note complementari
[21]Gli oblati si sono stabiliti sull'Ofel e Zica e
Ghispa erano a capo degli oblati. [22]Il capo dei leviti a
Gerusalemme era Uzzi figlio di Bani, figlio di Casabià, figlio
di Mattania, figlio di Mica, dei figli di Asaf, che erano i
cantori addetti al servizio del tempio; [23]poiché vi era
un ordine del re che riguardava i cantori e vi era una provvista
assicurata loro ogni giorno.
[24]Petachia figlio di Mesezabeel, dei figli di Zerach,
figlio di Giuda, suppliva il re per tutti gli affari del popolo.
La popolazione giudaica in provincia
[25]Quanto ai villaggi con le loro campagne, alcuni
figli di Giuda si sono stabiliti in Kiriat-Arba e nei villaggi
dipendenti, in Dibon e nei suoi villaggi, in Iekabseèl e nei
suoi villaggi, [26]in Iesuà, in Molada, in Bet-Pelet, [27]in
Cazar-Sual, in Bersabea e nei suoi villaggi, [28]in
Ziklàg, in Mecona e nei suoi villaggi, [29]in En-Rimmòn,
in Zorea, in Iarmut, [30]in Zanoach, in Adullam e nei suoi
villaggi, in Lachis e nei suoi villaggi, in Azeka e nei suoi
villaggi. Si sono stabiliti da Bersabea fino alla valle di
Hinnòm. [31]I figli di Beniamino si sono stabiliti a
Gheba, Micmas, Ai, Betel e nei luoghi che ne dipendevano; [32]ad
Anatòt, Nob, Anania, [33]a Cazòr, Rama, Ghittàim, [34]Cadid,
Zeboim, Neballat, [35]e Lod e Ono, nella valle degli
Artigiani. [36]Dei leviti parte si è stabilita con Giuda,
parte con Beniamino.
Neemia - Capitolo 12
Sacerdoti e leviti tornati sotto Zorobabele e Giosuè
[1]Questi sono i sacerdoti e i leviti che sono tornati
con Zorobabèle figlio di Sealtiel, e con Giosuè: Seraia,
Geremia, Esdra, [2]Amaria, Malluch, Cattus, [3]Secania,
Recum, Meremòt, [4]Iddo, Ghinneton, Abia, [5]Miamin,
Maadia, Bilga, [6]Semaia, Ioiarìb, Iedaia, [7]Sallu,
Amok, Chelkia, Iedaia. Questi erano i capi dei sacerdoti e dei
loro fratelli al tempo di Giosuè.
[8]Leviti: Giosuè, Binnui, Kadmiel, Serebia, Giuda,
Mattania, che con i suoi fratelli era preposto al canto degli
inni di lode. [9]Bakbukia e Unni, loro fratelli, stavano
di fronte a loro secondo i loro turni di servizio.
Lista genealogica dei sommi sacerdoti
[10]Giosuè generò Ioiachìm; Ioiachìm generò
Eliasìb; Eliasìb generò Ioiadà; [11]Ioiadà generò
Giònata; Giònata generò Iaddua.
Sacerdoti e leviti al tempo del sommo sacerdote Ioachim
[12]Al tempo di Ioiachìm i sacerdoti che erano i capi
delle casate sacerdotali erano i seguenti: del casato di Seraia,
Meraia; di quello di Geremia, Anania; [13]di quello di
Esdra, Mesullàm; di quello di Amaria, Giovanni; [14]di
quello di Malluk, Giònata; di quello di Sebania, Giuseppe; [15]di
quello di Carim, Adna; di quello di Meraiòt, Chelkài; [16]di
quello di Iddo, Zaccaria; di quello di Ghinneton, Mesullàm; [17]di
quello di Abia, Zicrì; di quello di Miniamìn...; di quello di
Moadia, Piltai; [18]di quello di Bilga, Sammua; di quello
di Semaia, Giònata; [19]di quello di Ioiarìb, Mattenai;
di quello di Iedaia, Uzzi; [20]di quello di Sallu,
Kallài; di quello di Amok, Eber; [21]di quello di
Chelkia, Casabià; di quello di Iedaia, Netaneèl. [22]I
leviti furono registrati, quanto ai capi casato, al tempo di
Eliasìb, di Ioiadà, di Giovanni e di Iaddua; e i sacerdoti
sotto il regno di Dario, il Persiano. [23]I capi dei
casati levitici sono registrati nel libro delle Cronache fino al
tempo di Giovanni, figlio di Eliasìb. [24]I capi dei
leviti Casabià, Serebia, Giosuè, figlio di Kadmiel, insieme con
i loro fratelli, che stavano di fronte a loro, dovevano cantare
inni e lodi a turni alternati, secondo l'ordine di Davide, uomo
di Dio. [25]Mattania, Bakbukia, Abdia, Mesullàm, Talmon,
Akkub erano portieri e facevano la guardia ai magazzini delle
porte. [26]Questi vivevano al tempo di Ioiachìm figlio di
Giosuè, figlio di Iozadàk e al tempo di Neemia il governatore e
di Esdra sacerdote e scriba.
Dedicazione delle mura di Gerusalemme
[27]Per la dedicazione delle mura di Gerusalemme si
mandarono a cercare i leviti da tutti i luoghi dove si trovavano,
per farli venire a Gerusalemme, perché la dedicazione si
celebrasse con gioia, con inni e cantici e suono di cembali,
saltèri e cetre. [28]Gli appartenenti al corpo dei
cantori si radunarono dal distretto intorno a Gerusalemme, dai
villaggi dei Netofatiti, [29]da Bet-Gàlgala e dal
territorio di Gheba e d'Azmàvet; poiché i cantori si erano
edificati villaggi nei dintorni di Gerusalemme. [30]I
sacerdoti e i leviti si purificarono e purificarono il popolo, le
porte e le mura. [31]Allora io feci salire sulle mura i
capi di Giuda e formai due grandi cori. Il primo s'incamminò dal
lato destro, sulle mura, verso la porta del Letame; [32]dietro
questo coro camminavano Osea, metà dei capi di Giuda, [33]Azaria,
Esdra, Mesullàm, [34]Giuda, Beniamino, Semaia, Geremia, [35]appartenenti
al coro dei sacerdoti con le trombe; Zaccaria figlio di Giònata,
figlio di Semaia, figlio di Mattania, figlio di Michea, figlio di
Zaccur, figlio di Asaf, [36]e i suoi fratelli Semaia,
Azareèl, Milalài, Ghilalài, Maài, Netaneèl, Giuda, Canàni,
con gli strumenti musicali di Davide, uomo di Dio; Esdra lo
scriba camminava alla loro testa. [37]Giunti alla porta
della Fonte, salirono davanti a loro per la scalinata della
città di Davide sulle mura in salita, oltre la casa di Davide,
fino alla porta delle Acque, a oriente. [38]Il secondo
coro si incamminò a sinistra e io lo seguivo, con l'altra metà
del popolo, sopra le mura. Passando oltre la torre dei Forni,
esso andò fino al muro Largo, [39]poi oltre la porta di
Efraim, la porta Vecchia, la porta dei Pesci, la torre di
Cananeèl, la torre di Mea, giunse fino alla porta delle Pecore;
il coro si fermò alla porta della Prigione. [40]I due
cori si fermarono nella casa di Dio; così feci io, con la metà
dei magistrati che si trovavano con me, [41]e i sacerdoti
Eliakìm, Maaseia, Miniamin, Michea, Elioenai, Zaccaria, Anania
con le trombe [42]e Maaseia, Semaia, Eleàzaro, Uzzi,
Giovanni, Malchia, Elam, Ezer. I cantori facevano sentire la voce
e Izrachia ne era il direttore. [43]In quel giorno il
popolo offrì numerosi sacrifici e si allietò, perché Dio gli
aveva concesso una grande gioia. Anche le donne e i fanciulli si
rallegrarono e la gioia di Gerusalemme si sentiva di lontano.
Un'epoca ideale
[44]In quel tempo, alcuni uomini furono preposti alle
stanze che servivano da magazzini delle offerte, delle primizie,
delle decime, perché vi raccogliessero dalle campagne dipendenti
dalla città le parti assegnate dalla legge ai sacerdoti e ai
leviti; perché i Giudei gioivano vedendo i sacerdoti e i leviti
ai loro posti. [45]Questi osservavano ciò che si riferiva
al servizio del loro Dio e alle purificazioni; come facevano, dal
canto loro, i cantori e i portieri, secondo l'ordine di Davide e
di Salomone suo figlio. [46]Poiché gia anticamente, al
tempo di Davide e di Asaf, vi erano capi cantori e venivano
innalzati canti di lode e di ringraziamento a Dio. [47]Tutto
Israele, al tempo di Zorobabele e di Neemia, dava ogni giorno le
porzioni assegnate ai cantori e ai portieri; dava ai leviti le
cose consacrate e i leviti davano ai figli di Aronne le cose
consacrate che loro spettavano.
Neemia - Capitolo 13
[1]In quel tempo si lesse in presenza del popolo il
libro di Mosè e vi si trovò scritto che l'Ammonita e il Moabita
non dovevano mai entrare nella comunità di Dio, [2]perché
non erano venuti incontro agli Israeliti con il pane e l'acqua e
perché avevano prezzolato contro di loro Balaam per maledirli,
sebbene il nostro Dio avesse mutato la maledizione in
benedizione. [3]Quando ebbero udito la legge, separarono
da Israele tutto l'elemento straniero che vi si trovava
mescolato.
La seconda missione di Neemia
[4]Prima di questo il sacerdote Eliasìb, che era
preposto alle stanze della casa del nostro Dio ed era parente di
Tobia, [5]aveva messo a disposizione di quest'ultimo una
camera grande dove, prima di allora, si riponevano le offerte,
l'incenso, gli arredi, la decima del grano, del vino e dell'olio,
quanto spettava per legge ai leviti, ai cantori, ai portieri, e
la parte che se ne prelevava per i sacerdoti. [6]Quando si
faceva tutto questo, io non ero a Gerusalemme, perché nell'anno
trentaduesimo di Artaserse re di Babilonia ero tornato presso il
re; ma dopo qualche tempo, ottenuta una licenza dal re, [7]tornai
a Gerusalemme e mi accorsi del male che Eliasìb aveva fatto in
favore di Tobia, mettendo a sua disposizione una stanza nei
cortili del tempio. [8]La cosa mi dispiacque molto e feci
gettare fuori dalla stanza tutte le masserizie appartenenti a
Tobia; [9]poi ordinai che si purificassero quelle camere e
vi feci ricollocare gli arredi del tempio, le offerte e
l'incenso.
[10]Seppi anche che le porzioni dovute ai leviti non
erano state date e che i leviti e i cantori, incaricati del
servizio, erano fuggiti ognuno al suo paese. [11]Allora
rimproverai i magistrati e dissi loro: «Perché la casa di Dio
è stata abbandonata?». Poi radunai i leviti e i cantori e li
ristabilii nei loro uffici. [12]Allora tutto Giuda portò
ai magazzini le decime del frumento, del vino e dell'olio; [13]affidai
la sorveglianza dei magazzini al sacerdote Selemia, allo scriba
Zadòk, e a Pedaia, uno dei leviti; ai quali aggiunsi Canan
figlio di Zaccur, figlio di Mattania, perché erano reputati
uomini fedeli. Il loro ufficio era di fare le ripartizioni tra i
loro fratelli.
[14]Ricordati per questo di me, Dio mio, e non
cancellare le opere di pietà che ho fatte per la casa del mio
Dio e per il suo servizio!
[15]In quei giorni osservai in Giuda alcuni che
pigiavano nei tini in giorno di sabato, altri che trasportavano i
covoni e li caricavano sugli asini, e anche vino, uva, fichi e
ogni sorta di carichi, che introducevano a Gerusalemme in giorno
di sabato; io protestai a causa del giorno in cui vendevano le
derrate. [16]C'erano anche alcuni di Tiro stabiliti a
Gerusalemme che importavano pesce e ogni sorta di merci e le
vendevano ai figli di Giuda in giorno di sabato e in Gerusalemme.
[17]Allora io rimproverai i notabili di Giuda e dissi
loro: «Che cosa è mai questo male che fate, profanando il
giorno di sabato? [18]I nostri padri non hanno fatto
così? Il nostro Dio per questo ha fatto cadere su noi e su
questa città tutti questi mali. Voi accrescete l'ira accesa
contro Israele, profanando il sabato!». [19]Non appena le
porte di Gerusalemme cominciarono a essere nell'ombra della sera,
prima del sabato, io ordinai che le porte fossero chiuse e che
non si riaprissero fino dopo il sabato; collocai alcuni miei
servi alle porte, perché nessun carico entrasse in città
durante il sabato. [20]Così i mercanti e i venditori di
ogni merce una o due volte passarono la notte fuori di
Gerusalemme. [21]Allora io protestai contro di loro e
dissi: «Perché passate la notte davanti alle mura? Se lo farete
un'altra volta, vi farò arrestare». Da quel momento non vennero
più in giorno di sabato. [22]Ordinai ai leviti che si
purificassero e venissero a custodire le porte per santificare il
giorno del sabato.
Anche per questo ricordati di me, mio Dio, e abbi pietà di me
secondo la tua grande misericordia!
[23]In quei giorni vidi anche che alcuni Giudei si
erano ammogliati con donne di Asdòd, di Ammòn e di Moab; [24]la
metà dei loro figli parlava l'asdodeo, conosceva soltanto la
lingua di questo o quest'altro popolo, non sapeva parlare
giudaico. [25]Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai
alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare nel nome di Dio
che non avrebbero dato le loro figlie ai figli di costoro e non
avrebbero preso come mogli le figlie di quelli per i loro figli
né per se stessi. [26]Dissi: «Salomone, re d'Israele,
non ha forse peccato appunto in questo? Certo fra le molte
nazioni non ci fu un re simile a lui; era amato dal suo Dio e Dio
l'aveva fatto re di tutto Israele; eppure le donne straniere
fecero peccare anche lui. [27]Si dovrà dunque dire di voi
che commettete questo grande male, che siete infedeli al nostro
Dio, prendendo mogli straniere?». [28]Uno dei figli di
Ioiadà figlio di Eliasìb, il sommo sacerdote, era genero di
Sanballàt il Coronita; io lo cacciai via da me. [29]Ricordati
di loro, mio Dio, poiché hanno profanato il sacerdozio e
l'alleanza dei sacerdoti e dei leviti. [30]Così li
purificai da ogni consuetudine straniera e ristabilii i servizi
dei sacerdoti e dei leviti, assegnando a ciascuno il suo lavoro. [31]Diedi
anche disposizioni circa l'offerta della legna ai tempi
stabiliti, e circa le primizie.
[32]Ricordati di me, mio Dio, per il mio bene!
Neemia > da capitolo 1 a capitolo 7
Neemia > da capitolo 8 a capitolo 13
Bibbia completa > sommario
|