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LA BIBBIA
Maccabei 1 - Capitolo 1
I. PREAMBOLO
Alessandro e i Diadochi
[1]Queste cose avvennero dopo che Alessandro il
Macedone, figlio di Filippo, uscito dalla regione dei Kittim
sconfisse Dario, re dei Persiani e dei Medi, e regnò al suo
posto, cominciando dalla Grecia. [2]Intraprese molte
guerre, si impadronì di fortezze e uccise i re della terra; [3]arrivò
sino ai confini della terra e raccolse le spoglie di molti
popoli. La terra si ridusse al silenzio davanti a lui; il suo
cuore si esaltò e si gonfiò di orgoglio. [4]Radunò
forze ingenti e conquistò regioni, popoli e principi, che
divennero suoi tributari. [5]Dopo questo cadde ammalato e
comprese che stava per morire. [6]Allora chiamò i suoi
luogotenenti più importanti, che erano cresciuti con lui fin
dalla giovinezza e mentre era ancora vivo divise tra di loro il
suo impero. [7]Regnò dunque Alessandro dodici anni e
morì. [8]I suoi subalterni assunsero il potere, ognuno
nella sua regione; [9]dopo la sua morte tutti cinsero il
diadema e dopo di loro i loro figli per molti anni e si
moltiplicarono i mali sulla terra.
Antioco Epifane e la penetrazione dell'ellenismo in Israele
[10]Uscì da quelli una radice perversa, Antioco
Epìfane, figlio del re Antioco che era stato ostaggio a Roma, e
assunse il regno nell'anno centotrentasette del dominio dei
Greci. [11]In quei giorni sorsero da Israele figli empi
che persuasero molti dicendo: «Andiamo e facciamo lega con le
nazioni che ci stanno attorno, perché da quando ci siamo
separati da loro, ci sono capitati molti mali». [12]Parve
ottimo ai loro occhi questo ragionamento; [13]alcuni del
popolo presero l'iniziativa e andarono dal re, che diede loro
facoltà di introdurre le istituzioni dei pagani. [14]Essi
costruirono una palestra in Gerusalemme secondo le usanze dei
pagani [15]e cancellarono i segni della circoncisione e si
allontanarono dalla santa alleanza; si unirono alle nazioni
pagane e si vendettero per fare il male.
Prima campagna egiziana e saccheggio del tempio
[16]Quando il regno fu consolidato in mano di Antioco,
egli volle conquistare l'Egitto per dominare due regni: [17]entrò
nell'Egitto con un esercito imponente, con carri ed elefanti, con
la cavalleria e una grande flotta [18]e venne a battaglia
con Tolomeo re di Egitto. Tolomeo fu travolto davanti a lui e
dovette fuggire e molti caddero colpiti a morte. [19]Espugnarono
le fortezze dell'Egitto e Antioco saccheggiò il paese di Egitto.
[20]Ritornò quindi Antioco dopo aver sconfitto
l'Egitto nell'anno centoquarantatrè, si diresse contro Israele e
mosse contro Gerusalemme con forze ingenti. [21]Entrò con
arroganza nel santuario e ne asportò l'altare d'oro e il
candelabro dei lumi con tutti i suoi arredi [22]e la
tavola dell'offerta e i vasi per le libazioni, le coppe e gli
incensieri d'oro, il velo, le corone e i fregi d'oro della
facciata del tempio e lo sguarnì tutto; [23]si impadronì
dell'argento e dell'oro e d'ogni oggetto pregiato e asportò i
tesori nascosti che riuscì a trovare; [24]quindi,
raccolta ogni cosa, fece ritorno nella sua regione. Fece anche
molte stragi e parlò con grande arroganza.
[25]Allora vi fu lutto grande per gli Israeliti
in ogni loro regione.
[26]Gemettero i capi e gli anziani,
le vergini e i giovani persero vigore
e la bellezza delle donne svanì.
[27]Ogni sposo levò il suo lamento
e la sposa nel talamo fu in lutto.
[28]Tremò la terra per i suoi abitanti
e tutta la casa di Giacobbe si vestì di vergogna.
Intervento del sovrintendente e fortificazioni della città
di Davide
[29]Due anni dopo, il re mandò alle città di Giuda un
sovrintendente ai tributi. Egli venne in Gerusalemme con ingenti
forze [30]e rivolse loro con perfidia parole di pace ed
essi gli prestarono fede. Ma all'improvviso piombò sulla città,
le inflisse colpi crudeli e mise a morte molta gente in Israele. [31]Mise
a sacco la città, la diede alle fiamme e distrusse le sue
abitazioni e le mura intorno. [32]Trassero in schiavitù
le donne e i bambini e si impossessarono dei greggi. [33]Poi
costruirono attorno alla città di Davide un muro grande e
massiccio, con torri solidissime, e questa divenne per loro una
fortezza. [34]Vi stabilirono una razza empia, uomini
scellerati, che si fortificarono dentro, [35]vi
collocarono armi e vettovaglie e, radunato il bottino di
Gerusalemme, lo depositarono colà e divennero come una grande
trappola; [36]questo fu un'insidia per il santuario e un
avversario maligno per Israele in ogni momento
[37]Versarono sangue innocente intorno al santuario
e profanarono il luogo santo.
[38]Fuggirono gli abitanti di Gerusalemme a causa loro
e la città divenne abitazione di stranieri;
divenne straniera alla sua gente
e i suoi figli l'abbandonarono.
[39]Il suo santuario fu desolato come il deserto,
le sue feste si mutarono in lutto,
i suoi sabati in vergogna
il suo onore in disprezzo.
[40]Quanta era stata la sua gloria
altrettanto fu il suo disonore
e il suo splendore si cambiò in lutto.
Diffusione dei culti pagani
[41]Poi il re prescrisse con decreto a tutto il suo
regno, che tutti formassero un sol popolo [42]e ciascuno
abbandonasse le proprie leggi. Tutti i popoli consentirono a fare
secondo gli ordini del re. [43]Anche molti Israeliti
accettarono di servirlo e sacrificarono agli idoli e profanarono
il sabato. [44]Il re spedì ancora decreti per mezzo di
messaggeri a Gerusalemme e alle città di Giuda, ordinando di
seguire usanze straniere al loro paese, [45]di far cessare
nel tempio gli olocausti, i sacrifici e le libazioni, di
profanare i sabati e le feste [46]e di contaminare il
santuario e i fedeli, [47]di innalzare altari, templi ed
edicole e sacrificare carni suine e animali immondi, [48]di
lasciare che i propri figli, non circoncisi, si contaminassero
con ogni impurità e profanazione, [49]così da
dimenticare la legge e mutare ogni istituzione, [50]pena
la morte a chiunque non avesse agito secondo gli ordini del re. [51]Secondo
questi ordini scrisse a tutto il regno, stabilì ispettori su
tutto il popolo e intimò alle città di Giuda di sacrificare
città per città. [52]Anche molti del popolo si unirono a
loro, tutti i traditori della legge, e commisero il male nella
regione [53]e ridussero Israele a nascondersi in ogni
possibile rifugio.
[54]Nell'anno centoquarantacinque, il quindici di
Casleu il re innalzò sull'altare un idolo. Anche nelle città
vicine di Giuda eressero altari [55]e bruciarono incenso
sulle porte delle case e nelle piazze. [56]Stracciavano i
libri della legge che riuscivano a trovare e li gettavano nel
fuoco. [57]Se qualcuno veniva trovato in possesso di una
copia del libro dell'alleanza o ardiva obbedire alla legge, la
sentenza del re lo condannava a morte. [58]Con prepotenza
trattavano gli Israeliti che venivano scoperti ogni mese nella
città [59]e specialmente al venticinque del mese, quando
sacrificavano sull'ara che era sopra l'altare dei sacrifici. [60]Mettevano
a morte, secondo gli ordini, le donne che avevano fatto
circoncidere i loro figli, [61]con i bambini appesi al
collo e con i familiari e quelli che li avevano circoncisi. [62]Tuttavia
molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda per non
mangiare cibi immondi [63]e preferirono morire pur di non
contaminarsi con quei cibi e non disonorare la santa alleanza;
così appunto morirono. [64]Sopra Israele fu così
scatenata un'ira veramente grande.
Maccabei 1 - Capitolo 2
II. MATTATIA SCATENA LA GUERRA SANTA
Mattatia e i suoi figli
[1]In quei giorni Mattatia figlio di Giovanni, figlio
di Simone, sacerdote della stirpe di Ioarìb, partì da
Gerusalemme e venne a stabilirsi a Modin. [2]Egli aveva
cinque figli: Giovanni chiamato anche Gaddi, [3]Simeone
chiamato Tassi, [4]Giuda chiamato Maccabeo, [5]Eleàzaro
chiamato Auaran, Giònata chiamato Affus. [6]Viste le
empietà che si commettevano in Giuda e Gerusalemme, [7]disse:
«Ohimè! perché mai sono nato per vedere lo strazio del mio
popolo e lo strazio della città santa e debbo sedere qui mentre
essa è in balìa dei nemici e il santuario in mano agli
stranieri?
[8]Il suo tempio è diventato come un uomo ignobile,
[9]gli ornamenti della sua gloria sono stati portati
via come preda,
sono stati sgozzati i suoi bambini nelle piazze
e i giovinetti dalla spada nemica.
[10]Qual popolo non ha invaso il suo regno
e non si è impadronito delle sue spoglie?
[11]Ogni ornamento le è stato strappato,
da padrona è diventata schiava.
[12]Ecco, le nostre cose sante,
la nostra bellezza, la nostra gloria
sono state devastate,
le hanno profanate i pagani.
[13]Perché vivere ancora?».
[14]Mattatia e i suoi figli si stracciarono le vesti,
si vestirono di sacco e si misero in grande lutto.
La prova del sacrificio a Modin
[15]Ora vennero nella città di Modin i messaggeri del
re, incaricati di costringere all'apostasia e a far sacrificare. [16]Molti
Israeliti andarono da loro; invece Mattatia e i suoi figli si
raccolsero in disparte. [17]I messaggeri del re si
rivolsero a Mattatia e gli dissero: «Tu sei uomo autorevole e
stimato e grande in questa città e sei sostenuto da figli e
fratelli; [18]su, fatti avanti per primo e adempi il
comando del re, come hanno fatto tutti i popoli e gli uomini di
Giuda e quelli rimasti in Gerusalemme; così passerai tu e i tuoi
figli nel numero degli amici del re e tu e i tuoi figli avrete in
premio oro e argento e doni in quantità». [19]Ma
Mattatia rispose a gran voce: «Anche se tutti i popoli nei
domini del re lo ascolteranno e ognuno si staccherà dal culto
dei suoi padri e vorranno tutti aderire alle sue richieste, [20]io,
i miei figli e i miei fratelli cammineremo nell'alleanza dei
nostri padri; [21]ci guardi il Signore dall'abbandonare la
legge e le tradizioni; [22]non ascolteremo gli ordini del
re per deviare dalla nostra religione a destra o a sinistra». [23]Terminate
queste parole, si avvicinò un Giudeo alla vista di tutti per
sacrificare sull'altare in Modin secondo il decreto del re. [24]Ciò
vedendo Mattatia arse di zelo; fremettero le sue viscere ed egli
ribollì di giusto sdegno. Fattosi avanti di corsa, lo uccise
sull'altare; [25]uccise nel medesimo tempo il messaggero
del re, che costringeva a sacrificare, e distrusse l'altare. [26]Egli
agiva per zelo verso la legge come aveva fatto Pincas con Zambri
figlio di Salom. [27]La voce di Mattatia tuonò nella
città: «Chiunque ha zelo per la legge e vuol difendere
l'alleanza mi segua!». [28]Fuggì con i suoi figli tra i
monti, abbandonando in città quanto avevano.
La prova del sabato nel deserto
[29]Allora molti che ricercavano la giustizia e il
diritto scesero per dimorare nel deserto [30]con i loro
figli, le loro mogli e i greggi, perché si erano addensati i
mali sopra di essi. [31]Fu riferito agli uomini del re e
alle milizie che stavano in Gerusalemme, nella città di Davide,
che si erano raccolti laggiù in luoghi nascosti del deserto
uomini che avevano stracciato l'editto del re. [32]Molti
corsero ad inseguirli, li raggiunsero, si accamparono di fronte a
loro e si prepararono a dar battaglia in giorno di sabato. [33]Dicevano
loro: «Basta ormai; uscite, obbedite ai comandi del re e avrete
salva la vita». [34]Ma quelli risposero: «Non usciremo,
né seguiremo gli ordini del re, profanando il giorno del
sabato». [35]Quelli si precipitarono all'assalto contro
di loro. [36]Ma essi non risposero, né lanciarono pietra,
né ostruirono i nascondigli, [37]protestando: «Moriamo
tutti nella nostra innocenza. Testimoniano per noi il cielo e la
terra che ci fate morire ingiustamente». [38]Così quelli
mossero contro di loro a battaglia di sabato: essi morirono con
le mogli e i figli e i loro greggi, in numero di circa mille
persone.
Attività di Mattatia e del suo partito
[39]Quando Mattatia e i suoi amici lo seppero, ne
fecero gran pianto. [40]Poi dissero tra di loro: «Se
faremo tutti come hanno fatto i nostri fratelli e non
combatteremo contro i pagani per la nostra vita e per le nostre
leggi, ci faranno sparire in breve dalla terra». [41]Presero
in quel giorno questa decisione: «Noi combatteremo contro
chiunque venga a darci battaglia in giorno di sabato e non
moriremo tutti come sono morti i nostri fratelli nei
nascondigli».
[42]In quel tempo si unì con loro un gruppo degli
Asidei, i forti d'Israele, e quanti volevano mettersi a
disposizione della legge; [43]inoltre quanti fuggivano
davanti alle sventure si univano a loro e divenivano loro
rinforzo. [44]Così organizzarono un contingente di forze
e percossero con ira i peccatori e gli uomini empi con furore;
gli scampati fuggirono tra i pagani per salvarsi. [45]Mattatia
poi e i suoi amici andarono in giro a demolire gli altari [46]e
fecero circoncidere a forza tutti i bambini non circoncisi che
trovarono nel territorio d'Israele; [47]non diedero tregua
agli orgogliosi e l'impresa ebbe buona riuscita nelle loro mani; [48]difesero
la legge dalla prepotenza dei popoli e dei re e non la diedero
vinta ai peccatori.
Testamento e morte di Mattatia
[49]Intanto si avvicinava per Mattatia l'ora della
morte ed egli disse ai figli: «Ora domina la superbia e
l'ingiustizia, è il tempo della distruzione e dell'ira rabbiosa.
[50]Ora, figli, mostrate zelo per la legge e date la
vostra vita per l'alleanza dei nostri padri. [51]Ricordate
le gesta compiute dai nostri padri ai loro tempi e ne trarrete
gloria insigne e nome eterno. [52]Abramo non fu trovato
forse fedele nella tentazione e non gli fu ciò accreditato a
giustizia? [53]Giuseppe nell'ora dell'oppressione osservò
il precetto e divenne signore dell'Egitto. [54]Pincas
nostro padre per lo zelo dimostrato conseguì l'alleanza del
sacerdozio perenne. [55]Giosuè, obbedendo alla divina
parola, divenne giudice in Israele. [56]Caleb,
testimoniando nell'adunanza, ebbe in sorte parte del nostro
paese. [57]Davide per la sua pietà ottenne il trono del
regno per sempre. [58]Elia, poiché aveva dimostrato zelo
ardente per la legge, fu assunto in cielo. [59]Anania,
Azaria e Misaele per la loro fede furono salvati dalla fiamma. [60]Daniele
nella sua innocenza fu sottratto alle fauci dei leoni. [61]Così,
di seguito, considerate di generazione in generazione che quanti
hanno fiducia in lui non soccombono. [62]Non abbiate paura
delle parole dell'empio, perché la sua gloria andrà a finire ai
rifiuti e ai vermi; [63]oggi è esaltato, domani non si
trova più, perché ritorna alla sua polvere e i suoi calcoli
falliscono. [64]Figli, siate valorosi e forti nella legge,
perché in questa sarete glorificati. [65]Ecco qui vostro
fratello Simone, che io so uomo saggio: ascoltatelo sempre, egli
sarà vostro padre. [66]Giuda Maccabeo, forte guerriero
dalla sua gioventù, sarà capo del vostro esercito e condurrà
la battaglia contro i pagani. [67]Voi, dunque, radunate
intorno a voi quanti praticano la legge e vendicate il vostro
popolo; [68]rendete il meritato castigo ai pagani e
applicatevi all'ordinamento della legge». [69]Poi li
benedisse e si riunì ai suoi padri. [70]Morì nell'anno
centoquarantasei e fu sepolto nella tomba dei suoi padri in
Modin; tutto Israele fece grande pianto su di lui.
Maccabei 1 - Capitolo 3
III. GIUDA MACCABEO CAPO DEI GIUDEI (166-160 a.C.)
Elogio di Giuda Maccabeo
[1]Al suo posto sorse il figlio di lui Giuda, chiamato
Maccabeo; [2]lo aiutavano tutti i fratelli e quanti si
erano legati al padre e conducevano la battaglia d'Israele con
entusiasmo.
[3]Egli accrebbe la gloria del suo popolo,
rivestì la corazza come gigante,
cinse l'armatura di guerra
e impegnò battaglia
difendendo il campo con la spada.
[4]Nelle sue gesta fu simile a leone,
come leoncello ruggente sulla preda.
[5]Inseguì gli empi braccandoli;
i perturbatori del popolo distrusse con il fuoco.
[6]Gli empi sbigottirono per paura di lui
e tutti i malfattori furono confusi
e si avviò la salvezza per mano di lui.
[7]Inflisse amarezze a molti re,
rallegrò con le sue gesta Giacobbe;
sempre la sua memoria sarà benedetta.
[8]Egli passò per le città di Giuda
e vi disperse gli empi
e distolse l'ira da Israele.
[9]Divenne celebre fino all'estremità della terra
perché radunò coloro che erano sperduti.
Primi successi di Giuda
[10]Apollonio radunò dei pagani e un forte esercito
dalla Samaria per combattere Israele. [11]Giuda lo seppe e
avanzò contro di lui, lo sconfisse e lo uccise; molti caddero
colpiti a morte e i superstiti fuggirono. [12]Così si
impadronirono delle loro spoglie e Giuda si riservò la spada di
Apollonio e l'adoperò in guerra per tutto il tempo della sua
vita. [13]Quando Seron, comandante delle forze di Siria,
seppe che Giuda aveva radunato un contingente e c'era con lui uno
stuolo di fedeli e uomini preparati alla guerra, [14]disse:
«Mi farò un nome e mi coprirò di gloria nel regno combattendo
Giuda e i suoi uomini che hanno disprezzato gli ordini del re». [15]Fece
i preparativi e si unì a lui un forte gruppo di empi per
aiutarlo a vendicarsi degli Israeliti. [16]Si spinse fino
alla salita di Bet-Coròn e Giuda gli andò incontro con piccola
schiera. [17]Ma come videro lo schieramento avanzare
contro di loro, dissero a Giuda: «Come faremo noi così pochi ad
attaccar battaglia contro una moltitudine così forte? Oltre
tutto, siamo rimasti oggi senza mangiare». [18]Giuda
rispose: «Non è impossibile che molti cadano in mano a pochi e
non c'è differenza per il Cielo tra il salvare per mezzo di
molti e il salvare per mezzo di pochi; [19]perché la
vittoria in guerra non dipende dalla moltitudine delle forze, ma
è dal Cielo che viene l'aiuto. [20]Costoro vengono contro
di noi pieni d'insolenza e di empietà per eliminare noi, le
nostre mogli e i nostri figli e saccheggiarci; [21]noi
combattiamo per la nostra vita e le nostre leggi. [22]Sarà
lui a stritolarli davanti a noi. Voi dunque non temeteli». [23]Quando
ebbe finito di parlare, piombò su di loro all'improvviso e Seron
con il suo schieramento fu sgominato davanti a lui; [24]lo
inseguirono nella discesa di Bet-Coròn fino alla pianura. Di
essi caddero circa ottocento uomini, gli altri fuggirono nella
regione dei Filistei. [25]Così cominciò a diffondersi il
timore di Giuda e dei suoi fratelli e le genti intorno furon
prese da terrore. [26]La fama di lui giunse fino al re e
delle sue imprese militari parlavano le genti.
Preparativi di Antioco contro la Persia e la Giudea. Reggenza
di Lisia
[27]Quando il re Antioco seppe queste cose, si adirò
furiosamente e diede ordine di radunare tutte le forze militari
del suo regno: un esercito grande e potente. [28]Aprì
l'erario e diede alle truppe il soldo per un anno, ordinando loro
di star pronti per ogni evenienza. [29]Ma si accorse che
non bastavano le riserve del suo tesoro e che le entrate del
paese erano poche a causa delle rivolte e delle rovine che aveva
provocato nella regione per estirpare le tradizioni che erano in
vigore dai tempi antichi; [30]temette di non poter
disporre, come altre volte in passato, delle risorse per le spese
e i doni, che faceva con mano prodiga, superando i re precedenti.
[31]Allora si sentì grandemente angustiato e prese la
decisione di invadere la Persia, per riscuotere i tributi di
quelle province e ammassare molto denaro. [32]Lasciò
Lisia, uomo illustre e di stirpe regia, alla direzione degli
affari del re dall'Eufrate fino ai confini dell'Egitto [33]e
con l'incarico di curare l'educazione del figlio Antioco fino al
suo ritorno. [34]A lui affidò metà dell'esercito e gli
elefanti e gli diede istruzioni per tutte le cose che voleva
fossero eseguite; riguardo agli abitanti della Giudea e di
Gerusalemme, [35]gli ordinò di mandare contro di loro
milizie per distruggere ed eliminare le forze d'Israele e quanto
restava in Gerusalemme e cancellare il loro ricordo dalla
regione; [36]di trasferire degli stranieri su tutti i loro
monti e di distribuire le loro terre. [37]Il re poi prese
l'altra metà dell'esercito e partì da Antiochia, la capitale
del suo regno, nell'anno centoquarantasette; passò l'Eufrate e
percorse le regioni settentrionali.
Gorgia e Nicanore conducono in Giudea l'esercito di Siria
[38]Allora Lisia scelse Tolomeo, figlio di Dorìmene,
Nicànore e Gorgia, uomini potenti tra gli amici del re [39]e
spedì ai loro ordini quarantamila uomini e settemila cavalli nel
paese di Giuda per devastarlo secondo il comando del re. [40]Questi
partirono con tutte le truppe e andarono ad accamparsi vicino ad
Emmaus nella pianura. [41]I mercanti della regione ne
ebbero notizia e si rifornirono molto di oro e di argento e di
catene e vennero presso l'accampamento per acquistare come
schiavi gli Israeliti. A quelle truppe si aggiunsero forze della
Siria e di paesi stranieri. [42]Giuda e i suoi fratelli
videro che i mali si erano aggravati e che l'esercito era
accampato nel loro territorio e vennero a conoscenza che il re
aveva ordinato di attuare la distruzione totale del loro popolo. [43]Allora
si dissero l'un l'altro: «Facciamo risorgere il popolo dalla sua
rovina e combattiamo per il nostro popolo e per i nostri luoghi
santi». [44]Si radunò l'assemblea per prepararsi alla
battaglia e per pregare e chiedere pietà e misericordia.
[45]Gerusalemme era disabitata come un deserto,
nessuno dei suoi figli vi entrava o ne usciva,
il santuario era calpestato,
gli stranieri erano nella fortezza dell'Acra,
soggiorno dei pagani.
La gioia era sparita da Giacobbe,
erano scomparsi il flauto e la cetra.
Riunione dei Giudei a Masfa
[46]Si radunarono dunque e vennero in Masfa di fronte a
Gerusalemme, perché nei tempi antichi Masfa era stato luogo di
preghiera in Israele. [47]In quel giorno digiunarono e si
vestirono di sacco, si sparsero la cenere sul capo e si
stracciarono le vesti. [48]Aprirono il libro della legge
per scoprirvi quanto i pagani cercavano di sapere dagli idoli dei
loro dei. [49]Portarono le vesti sacerdotali, le primizie
e le decime e fecero venire avanti i Nazirei, che avevano
compiuto i giorni del loro voto, [50]e alzarono la voce al
cielo gridando: «Che faremo di costoro e dove li condurremo, [51]mentre
il tuo santuario è conculcato e profanato e i tuoi sacerdoti
sono in lutto e desolazione? [52]Ecco i pagani si sono
alleati contro di noi per distruggerci; tu sai quello che vanno
macchinando contro di noi. [53]Come potremo resistere di
fronte a loro, se tu non ci aiuterai?». [54]Diedero fiato
alle trombe e gridarono a gran voce. [55]Dopo questo,
Giuda stabilì i condottieri del popolo, i comandanti di mille,
di cento, di cinquanta e di dieci uomini. [56]Disse a
coloro che costruivano case o che stavano per prendere moglie, a
quelli che piantavano la vigna o che erano paurosi, di tornare a
casa loro, secondo la legge. [57]Poi levò il campo e si
disposero a mezzogiorno di Emmaus. [58]Giuda ordinò:
«Cingetevi e siate forti e state preparati per l'alba di domani
a dar battaglia a questi stranieri che si sono alleati per
distruggere noi e il nostro santuario. [59]Del resto è
meglio per noi morire in battaglia che vedere poi la rovina della
nostra gente e del santuario. [60]Il Cielo farà succedere
gli avvenimenti secondo quanto è stabilito lassù».
Maccabei 1 - Capitolo 4
La battaglia di Emmaus
[1]Gorgia prese allora cinquemila uomini e mille
cavalli scelti e si levò il campo di notte [2]per
sorprendere il campo dei Giudei e annientarli all'improvviso; gli
uomini dell'Acra gli facevano da guida. [3]Ma Giuda lo
venne a sapere e mosse anche lui con i suoi valorosi per assalire
le forze del re che sostavano in Emmaus, [4]mentre i
soldati erano ancora dispersi fuori del campo. [5]Gorgia
giunse al campo di Giuda di notte e non vi trovò nessuno; li
andava cercando sui monti dicendo: «Costoro ci sfuggono». [6]Fattosi
giorno, Giuda apparve nella pianura con tremila uomini; non
avevano però né corazze né spade come avrebbero voluto. [7]Videro
l'accampamento dei pagani difeso e fortificato e la cavalleria
disposta intorno e tutti esperti nella guerra. [8]Ma Giuda
disse ai suoi uomini: «Non temete il loro numero, né abbiate
paura dei loro assalti; [9]ricordate come i nostri padri
furono salvati nel Mare Rosso, quando il faraone li inseguiva con
l'esercito. [10]Alziamo la nostra voce al Cielo, perché
ci usi benevolenza e si ricordi dell'alleanza con i nostri padri
e voglia sconfiggere questo schieramento davanti a noi oggi; [11]si
accorgeranno tutti i popoli che c'è uno che riscatta e salva
Israele». [12]Gli stranieri alzarono gli occhi e videro
che quelli venivano loro incontro; [13]così uscirono
dagli accampamenti per dar battaglia. Gli uomini di Giuda diedero
fiato alle trombe [14]e attaccarono. I pagani furono
sconfitti e fuggirono verso la pianura, [15]ma quelli che
erano più indietro caddero tutti uccisi di spada. Li inseguirono
fino a Ghezer e fino alle pianure dell'Idumea e di Asdod e di
Iamnia; ne furono uccisi circa tremila. [16]Quando Giuda e
i suoi armati tornarono dal loro inseguimento, [17]egli
disse alla sua gente: «Non siate avidi delle spoglie, perché ci
attende ancora la battaglia. Gorgia e il suo esercito è sul
monte vicino a noi; [18]ora voi state pronti ad opporvi ai
nemici e a combatterli; in seguito farete tranquillamente
bottino». [19]Aveva appena finito di parlare, quando
apparve un reparto che spiava dal monte. [20]Avevano visto
infatti che i loro erano stati sconfitti e gli altri incendiavano
il campo: il fumo che si scorgeva segnalava l'accaduto. [21]Ed
essi a quello spettacolo si sgomentarono grandemente; vedendo
inoltre giù nella pianura lo schieramento di Giuda pronto
all'attacco, [22]fuggirono tutti nel territorio dei
Filistei. [23]Allora Giuda ritornò a depredare il campo e
raccolsero oro e argento in quantità e stoffe tinte di porpora
viola e porpora marina e grandi ricchezze. [24]Di ritorno
cantavano e innalzavano benedizioni al cielo «perché egli è
buono e la sua grazia dura sempre». [25]Fu quello un
giorno di grande liberazione in Israele.
[26]Quanti degli stranieri erano scampati,
presentandosi a Lisia, gli narrarono tutto quello che era
accaduto. [27]Egli sentendo ciò, fu preso da turbamento e
scoraggiamento, perché le cose in Israele non erano andate come
egli voleva e l'esito non era stato secondo gli ordini del re.
Prima campagna di Lisia
[28]Perciò l'anno dopo mise insieme sessantamila
uomini scelti e cinquemila cavalli per combattere contro di loro.
[29]Vennero nell'Idumea e si accamparono in Bet-Zur. Giuda
mosse contro di essi con diecimila uomini. [30]Quando vide
l'imponente accampamento, innalzò questa preghiera: «Benedetto
sei tu, o salvatore d'Israele, tu che hai fiaccato l'impeto del
potente per mezzo del tuo servo Davide e hai fatto cadere
l'esercito degli stranieri nelle mani di Giònata, figlio di Saul
e del suo scudiero; [31]fà cadere ancora nello stesso
modo questo esercito nelle mani di Israele tuo popolo e fà
ricadere l'obbrobrio sul loro esercito e sulla loro cavalleria; [32]infondi
in loro timore e spezza l'audacia della loro forza, siano
travolti nella loro rovina. [33]Abbattili con la spada dei
tuoi devoti; ti lodino con canti tutti coloro che riconoscono il
tuo nome». [34]Poi sferrarono l'attacco da una parte e
dall'altra e caddero davanti ai Giudei circa cinquemila uomini
del campo di Lisia. [35]Vedendo Lisia lo scompiglio delle
sue file, mentre alle schiere di Giuda cresceva il coraggio ed
erano pronti a vivere o a morire gloriosamente, se ne tornò in
Antiochia dove assoldò mercenari in maggior numero per venire di
nuovo in Giudea.
Purificazione e dedicazione del tempio
[36]Giuda intanto e i suoi fratelli dissero: «Ecco
sono stati sconfitti i nostri nemici: andiamo a purificare il
santuario e a riconsacrarlo». [37]Così si radunò tutto
l'esercito e salirono al monte Sion. [38]Trovarono il
santuario desolato, l'altare profanato, le porte arse e cresciute
le erbe nei cortili come in un luogo selvatico o montuoso, e gli
appartamenti sacri in rovina. [39]Allora si stracciarono
le vesti, fecero grande pianto, si cosparsero di cenere, [40]si
prostrarono con la faccia a terra, fecero dare i segnali con le
trombe e alzarono grida al Cielo. [41]Giuda ordinò ai
suoi uomini di tenere impegnati quelli dell'Acra, finché non
avesse purificato il santuario. [42]Poi scelse sacerdoti
incensurati, osservanti della legge, [43]i quali
purificarono il santuario e portarono le pietre profanate in
luogo immondo. [44]Tennero consiglio per decidere che cosa
fare circa l'altare degli olocausti, che era stato profanato. [45]Vennero
nella felice determinazione di demolirlo, perché non fosse loro
di vergogna, essendo stato profanato dai pagani. Demolirono
dunque l'altare [46]e riposero le pietre sul monte del
tempio in luogo conveniente finché fosse comparso un profeta a
decidere di esse. [47]Poi presero pietre grezze secondo la
legge ed edificarono un altare nuovo come quello di prima; [48]restaurarono
il santuario e consacrarono l'interno del tempio e i cortili; [49]rifecero
gli arredi sacri e collocarono il candelabro e l'altare degli
incensi e la tavola nel tempio. [50]Poi bruciarono incenso
sull'altare e accesero sul candelabro le lampade che splendettero
nel tempio. [51]Posero ancora i pani sulla tavola e
stesero le cortine. Così portarono a termine le opere
intraprese. [52]Si radunarono il mattino del venticinque
del nono mese, cioè il mese di Casleu, nell'anno
centoquarantotto, [53]e offrirono il sacrificio secondo la
legge sull'altare degli olocausti che avevano rinnovato. [54]Nella
stessa stagione e nello stesso giorno in cui l'avevano profanato
i pagani, fu riconsacrato fra canti e suoni di cetre e arpe e
cembali. [55]Tutto il popolo si prostrò con la faccia a
terra e adorarono e benedissero il Cielo che era stato loro
propizio. [56]Celebrarono la dedicazione dell'altare per
otto giorni e offrirono olocausti con gioia e sacrificarono
vittime di ringraziamento e di lode. [57]Poi ornarono la
facciata del tempio con corone d'oro e piccoli scudi. Rifecero i
portoni e le camere e vi misero le porte. [58]Vi fu gioia
molto grande in mezzo al popolo, perché era stata cancellata la
vergogna dei pagani. [59]Poi Giuda e i suoi fratelli e
tutta l'assemblea d'Israele stabilirono che si celebrassero i
giorni della dedicazione dell'altare nella loro ricorrenza, ogni
anno, per otto giorni, cominciando dal venticinque del mese di
Casleu, con gioia e letizia. [60]Edificarono in quel tempo
intorno al monte Sion mura alte e torri solide, perché i pagani
non tornassero a calpestarlo come avevano fatto la prima volta. [61]Vi
stabilì un contingente per presidiarlo e fortificò il presidio
di Bet-Zur perché il popolo avesse una difesa contro l'Idumea.
Maccabei 1 - Capitolo 5
Spedizione contro gli Idumei e gli Ammoniti
[1]I popoli vicini, quando sentirono che era stato
ricostruito l'altare e rinnovato il santuario come prima,
fremettero di rabbia [2]e decisero di eliminare quelli
della stirpe di Giacobbe che si trovavano in mezzo a loro e
cominciarono a uccidere e sopprimere gente in mezzo al popolo. [3]Allora
Giuda mosse guerra ai figli di Esaù nell'Idumea e nella
Acrabattene, perché assediavano Israele; inflisse loro un grave
colpo e li umiliò e si impadronì delle loro spoglie. [4]Si
ricordò poi della perfidia dei figli di Bean, che erano stati di
laccio e inciampo per il popolo tendendo insidie nelle vie. [5]Pressati
da lui si rinchiusero nelle torri ed egli si accampò contro di
loro, li votò allo sterminio e diede fuoco alle torri di quella
città con quanti vi stavano. [6]Poi passò contro gli
Ammoniti e vi trovò un forte contingente e un popolo numeroso al
comando di Timòteo. [7]Organizzò contro di loro molte
azioni di guerra e furono sconfitti e annientati. [8]Conquistò
anche Iazer e i suoi sobborghi e ritornò in Giudea.
Preliminari delle campagne in Galilea e in Galaad
[9]Si allearono allora i pagani di Gàlaad contro gli
Israeliti che erano nel loro territorio per eliminarli, ma questi
fuggirono a Dàtema, nella fortezza, [10]e scrissero
questa lettera a Giuda e ai suoi fratelli: «Sono riuniti contro
di noi i popoli vicini per eliminarci [11]e si preparano a
venire a espugnare la fortezza ove siamo rifugiati; Timòteo è a
capo del loro esercito. [12]Su, vieni a liberarci dalle
mani di costoro, perché si è precipitata su di noi una
moltitudine: [13]tutti i nostri fratelli che erano nel
territorio di Tobia sono stati messi a morte, sono state condotte
in schiavitù le loro mogli con i figli e gli averi e sono periti
circa un migliaio di uomini».
[14]Stavano ancora leggendo la lettera ed ecco
presentarsi altri messaggeri dalla Galilea con le vesti
stracciate portando notizie simili. [15]Dicevano che si
erano uniti contro di loro gli abitanti di Tolemàide, Tiro e
Sidòne e tutta la parte pagana della Galilea per distruggerli. [16]Quando
Giuda e il popolo ebbero udito queste cose, si raccolse una
grande assemblea per decidere che cosa fare per i loro fratelli
posti nella tribolazione e attaccati dai pagani. [17]Giuda
disse a Simone suo fratello: «Scegliti degli uomini e corri a
liberare i tuoi fratelli della Galilea; io e mio fratello
Giònata andremo nella regione di Gàlaad». [18]Lasciò
Giuseppe figlio di Zaccaria e Azaria capo del popolo, con il
resto delle forze a presidiare la Giudea, [19]dando loro
questa consegna: «Governate questo popolo, ma non attaccate
battaglia contro i pagani fino al nostro ritorno». [20]Furono
assegnati a Simone tremila uomini per la spedizione in Galilea, a
Giuda ottomila uomini per la regione di Gàlaad.
Spedizioni in Galilea e in Galaad
[21]Simone si recò in Galilea e sferrò molti attacchi
contro i pagani e questi rimasero sconfitti davanti a lui; [22]egli
li inseguì fino alle porte di Tolemàide. Caddero dei pagani
circa tremila uomini e Simone portò via le loro spoglie. [23]Prese
poi gli Israeliti che erano in Galilea e in Arbatta con le donne
e i figli e tutti i loro averi e li condusse in Giudea con grande
gioia. [24]Da parte loro Giuda Maccabeo e il fratello
Giònata passarono il Giordano e camminarono per tre giorni nel
deserto. [25]S'imbatterono nei Nabatei, che vennero loro
incontro pacificamente e narrarono tutte le vicende dei loro
fratelli nella regione di Gàlaad, [26]e che molti di loro
erano assediati in Bozra e Bozor, in Alema, in Casfo, in Maked e
Karnàin; e che tutte queste città erano fortificate e grandi. [27]Ve
n'erano pure rinchiusi nelle altre città di Gàlaad e - dicevano
- per il giorno dopo era stabilito di dar l'assalto alle
fortezze, espugnarle e di eliminare tutti costoro in un sol
giorno. [28]Allora Giuda con il suo esercito tornò
indietro subito per la via del deserto verso Bozra; prese la
città e passò ogni maschio a fil di spada, s'impadronì di
tutte le loro spoglie e incendiò la città. [29]Nella
notte partì di là e marciarono fino alla fortezza. [30]Verso
il mattino alzarono gli occhi ed ecco gran folla che non si
poteva contare issava scale e macchine per espugnare la fortezza
e gia attaccava gli assediati. [31]Giuda, vedendo che la
battaglia era gia incominciata e che le grida della città
arrivavano al cielo per il suono delle trombe e le urla
altissime, [32]disse ai suoi soldati: «Combattete oggi
per i vostri fratelli». [33]Irruppero in tre schiere alle
loro spalle, diedero fiato alle trombe e innalzarono grida e
invocazioni. [34]Nell'esercito di Timòteo si sparse la
notizia che c'era il Maccabeo e fuggirono davanti a lui; egli
inflisse loro una grave sconfitta e ne rimasero uccisi in quel
giorno circa ottomila. [35]Poi piegò su Alim, l'assalì e
la prese; ne uccise tutti i maschi, la saccheggiò e le appiccò
il fuoco. [36]Tolse il campo di là e conquistò Casfo,
Maked e Bozor e le altre città di Gàlaad. [37]Dopo
questi fatti Timòteo raccolse un altro esercito e si accampò di
fronte a Rafon al di là del torrente. [38]Giuda mandò a
esplorare il campo e gli riferirono: «Sono radunati con lui
tutti gli stranieri che ci circondano: sono un esercito
imponente. [39]Anche gli Arabi sono assoldati come suoi
ausiliari; sono accampati al di là del torrente e sono pronti a
venire a battaglia con te». Giuda andò incontro a loro. [40]Timòteo
disse ai comandanti del suo esercito, mentre Giuda e il suo
esercito si avvicinavano al torrente: «Se passerà per primo
contro di noi, non potremo resistergli, perché sarà molto
potente contro di noi. [41]Se invece si mostrerà
titubante e porrà il campo al di là del fiume, andremo noi
contro di lui e avremo la meglio». [42]Quando Giuda si
avvicinò al corso d'acqua, dispose gli scribi del popolo lungo
il torrente con questi ordini: «Non permettete che alcuno si
fermi, ma vengano tutti a combattere». [43]Passò per
primo contro i nemici e tutto il popolo dietro di lui. I pagani
furono travolti davanti a lui, gettarono le armi e fuggirono nel
tempio di Karnàin. [44]Conquistarono la città e
appiccarono il fuoco al tempio con quanti c'erano dentro. Così
Karnàin fu vinta e non potè resistere oltre di fronte a Giuda. [45]Giuda
radunò tutti gli Israeliti che erano nella regione di Gàlaad
dal più piccolo al più grande con le donne e i figli e gli
averi, carovana sterminata, per andare nella Giudea. [46]Arrivar
La disfatta di Iammia
[55]Nel tempo in cui Giuda e Giònata erano rimasti in
Gàlaad e Simone loro fratello in Galilea di fronte a Tolemàide,
[56]Giuseppe figlio di Zaccaria e Azaria, comandanti
dell'esercito, vennero a sapere delle imprese gloriose e delle
battaglie che avevano compiute [57]e dissero: «Facciamoci
onore anche noi e usciamo a combattere contro i pagani che ci
circondano». [58]Diedero ordine ai soldati che erano con
loro e si diressero a Iamnia. [59]Ma Gorgia uscì dalla
città con i suoi uomini incontro a loro per attaccarli. [60]Giuseppe
e Azaria furono vinti e inseguiti fin nel territorio della Giudea
e in quel giorno caddero circa duemila uomini del popolo di
Israele. [61]Toccò questa grave sconfitta al popolo,
perché non avevano ascoltato Giuda e i suoi fratelli, pensando
di compiere gesta eroiche: [62]ma essi non erano della
stirpe di quei valorosi, per le cui mani era stata compiuta la
salvezza in Israele.
Successo in Idumea e in Filistea
[63]Il prode Giuda e i suoi fratelli crebbero in grande
fama presso tutto Israele e presso tutti i popoli ai quali
giungeva notizia del loro nome; [64]si adunavano attorno a
loro acclamandoli.
[65]Giuda con i suoi fratelli uscì ancora per
combattere contro i figli di Esaù nella regione meridionale e
colpì Ebron e le sue dipendenze, distrusse le sue fortezze e
diede fuoco tutt'intorno alle sue torri. [66]Poi levò il
campo per andare nel paese dei Filistei e attraversò Maresa. [67]In
quel giorno caddero in battaglia sacerdoti, i quali, smaniosi di
eroismi, erano usciti a combattere inconsideratamente. [68]Giuda
piegò su Asdod, terra dei Filistei: distrusse i loro altari,
bruciò le statue dei loro dei, mise a sacco la loro città e
fece ritorno in Giudea.
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