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LA BIBBIA
Levitico - Capitolo 19
Prescrizioni morali e cultuali
[1]Il Signore disse ancora a Mosè: [2]«Parla a
tutta la comunità degli Israeliti e ordina loro: Siate santi,
perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo.
[3]Ognuno rispetti sua madre e suo padre e osservi i
miei sabati. Io sono il Signore, vostro Dio.
[4]Non rivolgetevi agli idoli, e non fatevi divinità
di metallo fuso. Io sono il Signore, vostro Dio.
[5]Quando offrirete al Signore una vittima in
sacrificio di comunione, offritela in modo da essergli graditi. [6]La
si mangerà il giorno stesso che l'avrete immolata o il giorno
dopo; ciò che avanzerà fino al terzo giorno, lo brucerete nel
fuoco. [7]Se invece si mangiasse il terzo giorno, sarebbe
cosa abominevole; il sacrificio non sarebbe gradito. [8]Chiunque
ne mangiasse, porterebbe la pena della sua iniquità, perché
profanerebbe ciò che è sacro al Signore; quel tale sarebbe
eliminato dal suo popolo.
[9]Quando mieterete la messe della vostra terra, non
mieterete fino ai margini del campo, né raccoglierete ciò che
resta da spigolare della messe; [10]quanto alla tua vigna,
non coglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti; li
lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore,
vostro Dio.
[11]Non ruberete né userete inganno o menzogna gli uni
a danno degli altri.
[12]Non giurerete il falso servendovi del mio nome;
perché profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
[13]Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai
di ciò che è suo; il salario del bracciante al tuo servizio non
resti la notte presso di te fino al mattino dopo.
[14]Non disprezzerai il sordo, né metterai inciampo
davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore.
[15]Non commetterete ingiustizia in giudizio; non
tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso
il potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia. [16]Non
andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né
coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore.
[17]Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo
fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti
caricherai d'un peccato per lui. [18]Non ti vendicherai e
non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il
tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore.
[19]Osserverete le mie leggi. Non accoppierai bestie di
specie differenti; non seminerai il tuo campo con due sorta di
seme, né porterai veste tessuta di due diverse materie.
[20]Se un uomo ha rapporti con donna che sia una
schiava sposata ad altro uomo, ma non riscattata o affrancata,
saranno tutti e due puniti; ma non messi a morte, perché essa
non è libera.
[21]L'uomo condurrà al Signore, all'ingresso della
tenda del convegno, in sacrificio di riparazione, un ariete; [22]con
questo ariete il sacerdote farà per lui il rito espiatorio
davanti al Signore per il peccato da lui commesso; il peccato
commesso gli sarà perdonato.
[23]Quando sarete entrati nel paese e vi avrete
piantato ogni sorta d'alberi da frutto, ne considererete i frutti
come non circoncisi; per tre anni saranno per voi come non
circoncisi; non se ne dovrà mangiare. [24]Ma nel quarto
anno tutti i loro frutti saranno consacrati al Signore, come dono
festivo. [25]Nel quinto anno mangerete il frutto di quegli
alberi; così essi continueranno a fruttare per voi. Io sono il
Signore, vostro Dio.
[26]Non mangerete carne con il sangue.
Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia.
[27]Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del
capo, né deturperai ai lati la tua barba. [28]Non vi
farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di
tatuaggio. Io sono il Signore.
[29]Non profanare tua figlia, prostituendola, perché
il paese non si dia alla prostituzione e non si riempia di
infamie.
[30]Osserverete i miei sabati e porterete rispetto al
mio santuario. Io sono il Signore.
[31]Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini;
non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono il
Signore, vostro Dio.
[32]Alzati davanti a chi ha i capelli bianchi, onora la
persona del vecchio e temi il tuo Dio. Io sono il Signore.
[33]Quando un forestiero dimorerà presso di voi nel
vostro paese, non gli farete torto. [34]Il forestiero
dimorante fra di voi lo tratterete come colui che è nato fra di
voi; tu l'amerai come tu stesso perché anche voi siete stati
forestieri nel paese d'Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio.
[35]Non commetterete ingiustizie nei giudizi, nelle
misure di lunghezza, nei pesi o nelle misure di capacità. [36]Avrete
bilance giuste, pesi giusti, efa giusto, hin
giusto. Io sono il Signore, vostro Dio, che vi ho fatti uscire
dal paese d'Egitto.
[37]Osserverete dunque tutte le mie leggi e tutte le
mie prescrizioni e le metterete in pratica. Io sono il Signore».
Levitico - Capitolo 20
Castighi
A. Colpe cultuali
[1]Il Signore disse ancora a Mosè: [2]«Dirai
agli Israeliti: Chiunque tra gli Israeliti o tra i forestieri che
soggiornano in Israele darà qualcuno dei suoi figli a Moloch,
dovrà essere messo a morte; il popolo del paese lo lapiderà. [3]Anch'io
volgerò la faccia contro quell'uomo e lo eliminerò dal suo
popolo, perché ha dato qualcuno dei suoi figli a Moloch con
l'intenzione di contaminare il mio santuario e profanare il mio
santo nome. [4]Se il popolo del paese chiude gli occhi
quando quell'uomo dà qualcuno dei suoi figli a Moloch e non lo
mette a morte, [5]io volgerò la faccia contro quell'uomo
e contro la sua famiglia ed eliminerò dal suo popolo lui con
quanti si danno all'idolatria come lui, abbassandosi a venerare
Moloch.
[6]Se un uomo si rivolge ai negromanti e agli indovini
per darsi alle superstizioni dietro a loro, io volgerò la faccia
contro quella persona e la eliminerò dal suo popolo. [7]Santificatevi
dunque e siate santi, perché io sono il Signore, vostro Dio.
B. Colpe contro la famiglia
[8]Osservate le mie leggi e mettetele in pratica. Io
sono il Signore che vi vuole fare santi.
[9]Chiunque maltratta suo padre o sua madre dovrà
essere messo a morte; ha maltrattato suo padre o sua madre: il
suo sangue ricadrà su di lui.
[10]Se uno commette adulterio con la moglie del suo
prossimo, l'adultero e l'adùltera dovranno esser messi a morte.
[11]Se uno ha rapporti con la matrigna, egli scopre la
nudità del padre; tutti e due dovranno essere messi a morte; il
loro sangue ricadrà su di essi.
[12]Se uno ha rapporti con la nuora, tutti e due
dovranno essere messi a morte; hanno commesso un abominio; il
loro sangue ricadrà su di essi.
[13]Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna,
tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a
morte; il loro sangue ricadrà su di loro.
[14]Se uno prende in moglie la figlia e la madre, è un
delitto; si bruceranno con il fuoco lui ed esse, perché non ci
sia fra di voi tale delitto.
[15]L'uomo che si abbrutisce con una bestia dovrà
essere messo a morte; dovrete uccidere anche la bestia. [16]Se
una donna si accosta a una bestia per lordarsi con essa,
ucciderai la donna e la bestia; tutte e due dovranno essere messe
a morte; il loro sangue ricadrà su di loro.
[17]Se uno prende la propria sorella, figlia di suo
padre o figlia di sua madre, e vede la nudità di lei ed essa
vede la nudità di lui, è un'infamia; tutti e due saranno
eliminati alla presenza dei figli del loro popolo; quel tale ha
scoperto la nudità della propria sorella; dovrà portare la pena
della sua iniquità.
[18]Se uno ha un rapporto con una donna durante le sue
regole e ne scopre la nudità, quel tale ha scoperto la sorgente
di lei ed essa ha scoperto la sorgente del proprio sangue;
perciò tutti e due saranno eliminati dal loro popolo.
[19]Non scoprirai la nudità della sorella di tua madre
o della sorella di tuo padre; chi lo fa scopre la sua stessa
carne; tutti e due porteranno la pena della loro iniquità.
[20]Se uno ha rapporti con la moglie di suo zio, scopre
la nudità di suo zio; tutti e due porteranno la pena del loro
peccato; dovranno morire senza figli.
[21]Se uno prende la moglie del fratello, è una
impurità, egli ha scoperto la nudità del fratello; non avranno
figli.
Esortazione finale
[22]Osserverete dunque tutte le mie leggi e tutte le
mie prescrizioni e le metterete in pratica, perché il paese dove
io vi conduco ad abitare non vi rigetti. [23]Non seguirete
le usanze delle nazioni che io sto per scacciare dinanzi a voi;
esse hanno fatto tutte quelle cose, perciò le ho in abominio [24]e
vi ho detto: Voi possiederete il loro paese; ve lo darò in
proprietà; è un paese dove scorre il latte e il miele. Io il
Signore vostro Dio vi ho separati dagli altri popoli.
[25]Farete dunque distinzione tra animali mondi e
immondi, fra uccelli immondi e mondi e non vi renderete
abominevoli, mangiando animali, uccelli o esseri che strisciano
sulla terra e che io vi ho fatto distinguere come immondi. [26]Sarete
santi per me, poiché io, il Signore, sono santo e vi ho separati
dagli altri popoli, perché siate miei.
[27]Se uomo o donna, in mezzo a voi, eserciteranno la
negromanzia o la divinazione, dovranno essere messi a morte;
saranno lapidati e il loro sangue ricadrà su di essi».
Levitico - Capitolo 21
Santità del sacerdozio
A. I sacerdoti
[1]Il Signore disse a Mosè: «Parla ai sacerdoti,
figli di Aronne, e riferisci loro: Un sacerdote non dovrà
rendersi immondo per il contatto con un morto della sua
parentela, [2]se non per un suo parente stretto, cioè per
sua madre, suo padre, suo figlio, sua figlia, suo fratello [3]e
sua sorella ancora vergine, che viva con lui e non sia ancora
maritata; per questa può esporsi alla immondezza. [4]Signore
tra i suoi parenti, non si dovrà contaminare, profanando se
stesso.
[5]I sacerdoti non si faranno tonsure sul capo, né si
raderanno ai lati la barba né si faranno incisioni nella carne. [6]Saranno
santi per il loro Dio e non profaneranno il nome del loro Dio,
perché offrono al Signore sacrifici consumati dal fuoco, pane
del loro Dio; perciò saranno santi.
[7]Non prenderanno in moglie una prostituta o gia
disonorata; né una donna ripudiata dal marito, perché sono
santi per il loro Dio. [8]Tu considererai dunque il
sacerdote come santo, perché egli offre il pane del tuo Dio:
sarà per te santo, perché io, il Signore, che vi santifico,
sono santo.
[9]Se la figlia di un sacerdote si disonora
prostituendosi, disonora suo padre; sarà arsa con il fuoco.
B. Il sommo sacerdote
[10]Il sacerdote, quello che è il sommo tra i suoi
fratelli, sul capo del quale è stato sparso l'olio dell'unzione
e ha ricevuto l'investitura, indossando le vesti sacre, non
dovrà scarmigliarsi i capelli né stracciarsi le vesti. [11]Non
si avvicinerà ad alcun cadavere; non si renderà immondo neppure
per suo padre e per sua madre. [12]Non uscirà dal
santuario e non profanerà il santuario del suo Dio, perché la
consacrazione è su di lui mediante l'olio dell'unzione del suo
Dio. Io sono il Signore.
[13]Sposerà una vergine. [14]Non potrà sposare
né una vedova, né una divorziata, né una disonorata, né una
prostituta; ma prenderà in moglie una vergine della sua gente. [15]Così
non disonorerà la sua discendenza in mezzo al suo popolo;
poiché io sono il Signore che lo santifico».
C. Impedimenti al sacerdozio
[16]Il Signore disse ancora a Mosè: [17]«Parla
ad Aronne e digli: Nelle generazioni future nessun uomo della tua
stirpe, che abbia qualche deformità, potrà accostarsi ad
offrire il pane del suo Dio; [18]perché nessun uomo che
abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo
zoppo, né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso, [19]né
chi abbia una frattura al piede o alla mano, [20]né un
gobbo, né un nano, né chi abbia una macchia nell'occhio o la
scabbia o piaghe purulente o sia eunuco. [21]Nessun uomo
della stirpe del sacerdote Aronne, con qualche deformità, si
accosterà ad offrire i sacrifici consumati dal fuoco in onore
del Signore. Ha un difetto: non si accosti quindi per offrire il
pane del suo Dio. [22]Potrà mangiare il pane del suo Dio,
le cose sacrosante e le cose sante; [23]ma non potrà
avvicinarsi al velo, né accostarsi all'altare, perché ha una
deformità. Non dovrà profanare i miei luoghi santi, perché io
sono il Signore che li santifico».
[24]Così parlò ad Aronne, ai suoi figli e a tutti gli
Israeliti.
Levitico - Capitolo 22
Santità nella partecipazione ai cibi sacri
A. I sacerdoti
[1]Il Signore disse ancora a Mosè: [2]«Ordina
ad Aronne e ai suoi figli che si astengano dalle cose sante a me
consacrate dagli Israeliti e non profanino il mio santo nome. Io
sono il Signore.
[3]Ordina loro: Qualunque uomo della vostra discendenza
che nelle generazioni future si accosterà, in stato
d'immondezza, alle cose sante consacrate dagli Israeliti al
Signore, sarà eliminato davanti a me. Io sono il Signore.
[4]Nessun uomo della stirpe di Aronne, affetto da
lebbra o da gonorrea, potrà mangiare le cose sante, finché non
sia mondo. Così sarà di chi abbia toccato qualunque persona
immonda per contatto con un cadavere o abbia avuto una emissione
seminale [5]o di chi abbia toccato qualsiasi rettile da
cui abbia contratto immondezza oppure un uomo che gli abbia
comunicato un'immondezza di qualunque specie. [6]La
persona che abbia avuto tali contatti sarà immonda fino alla
sera e non mangerà le cose sante prima di essersi lavato il
corpo nell'acqua; [7]dopo il tramonto del sole sarà monda
e allora potrà mangiare le cose sante, perché esse sono il suo
vitto. [8]Il sacerdote non mangerà carne di bestia morta
naturalmente o sbranata, per non rendersi immondo. Io sono il
Signore. [9]Osserveranno dunque ciò che ho comandato,
altrimenti porteranno la pena del loro peccato e moriranno per
aver profanato le cose sante. Io sono il Signore che li
santifico.
B. I laici
[10]Nessun estraneo mangerà le cose sante: né
l'ospite di un sacerdote o il salariato potrà mangiare le cose
sante. [11]Ma una persona, che il sacerdote avrà comprata
con il denaro, ne potrà mangiare: così anche quelli che gli
sono nati in casa: questi potranno mangiare il suo pane. [12]La
figlia di un sacerdote, sposata con un estraneo, non potrà
mangiare le cose sante offerte mediante il rito dell'elevazione. [13]Se
invece la figlia del sacerdote è rimasta vedova o è stata
ripudiata e non ha figli, se torna a stare da suo padre come
quando era giovane, potrà mangiare il pane del padre; mentre
nessun estraneo al sacerdozio potrà mangiarne.
[14]Se uno mangia per errore una cosa santa, darà al
sacerdote il valore della cosa santa, aggiungendovi un quinto. [15]I
sacerdoti non profaneranno dunque le cose sante degli Israeliti,
che essi offrono al Signore con la rituale elevazione, [16]e
non faranno portare loro la pena del peccato di cui si
renderebbero colpevoli, mangiando le loro cose sante; poiché io
sono il Signore che le santifico».
C. Gli animali sacrificati
[17]Il Signore disse a Mosè: [18]«Parla ad
Aronne, ai suoi figli, a tutti gli Israeliti e ordina loro:
Chiunque della casa d'Israele o dei forestieri dimoranti in
Israele presenta in olocausto al Signore un'offerta per qualsiasi
voto o dono volontario, [19]per essere gradito, dovrà
offrire un maschio, senza difetto, di buoi, di pecore o di capre.
[20]Non offrirete nulla con qualche difetto, perché non
sarebbe gradito. [21]Se uno offre al Signore, in
sacrificio di comunione, un bovino o un ovino, sia per sciogliere
un voto, sia come offerta volontaria, la vittima, perché sia
gradita, dovrà essere perfetta: senza difetti. [22]Non
offrirete al Signore nessuna vittima cieca o storpia o mutilata o
con ulceri o con la scabbia o con piaghe purulente; non ne farete
sull'altare un sacrificio consumato dal fuoco in onore del
Signore. [23]Come offerta volontaria potrai presentare un
bue o una pecora che abbia un membro troppo lungo o troppo corto;
ma come offerta per qualche voto non sarebbe gradita. [24]Non
offrirete al Signore un animale con i testicoli ammaccati o
schiacciati o strappati o tagliati. Tali cose non farete nel
vostro paese, [25]né accetterete dallo straniero alcuna
di queste vittime per offrirla come pane in onore del vostro Dio;
essendo mutilate, difettose, non sarebbero gradite per il vostro
bene».
[26]Il Signore aggiunse a Mosè: [27]«Quando
nascerà un vitello o un agnello o un capretto, starà sette
giorni sotto la madre; dall'ottavo giorno in poi, sarà gradito
come vittima da consumare con il fuoco per il Signore. [28]Non
scannerete vacca o pecora lo stesso giorno con il suo piccolo. [29]Quando
offrirete al Signore un sacrificio di ringraziamento, offritelo
in modo che sia gradito. [30]La vittima sarà mangiata il
giorno stesso; non ne lascerete nulla fino al mattino. Io sono il
Signore.
D. Esortazione finale
[31]Osserverete dunque i miei comandi e li metterete in
pratica. Io sono il Signore.
[32]Non profanerete il mio santo nome, perché io mi
manifesti santo in mezzo agli Israeliti. Io sono il Signore che
vi santifico, [33]che vi ho fatto uscire dal paese
d'Egitto per essere vostro Dio. Io sono il Signore».
Levitico - Capitolo 23
Il rituale delle feste dell'anno
[1]Il Signore disse ancora a Mosè: [2]«Parla
agli Israeliti e riferisci loro: Ecco le solennità del Signore,
che voi proclamerete come sante convocazioni. Queste sono le mie
solennità.
A. Il sabato
[3]Durante sei giorni si attenderà al lavoro; ma il
settimo giorno è sabato, giorno di assoluto riposo e di santa
convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno; è un riposo in
onore del Signore in tutti i luoghi dove abiterete.
[4]Queste sono le solennità del Signore, le sante
convocazioni che proclamerete nei tempi stabiliti.
B. La pasqua e gli azzimi
[5]Il primo mese, al decimoquarto giorno, al tramonto
del sole sarà la pasqua del Signore; [6]il quindici dello
stesso mese sarà la festa degli azzimi in onore del Signore; per
sette giorni mangerete pane senza lievito. [7]Il primo
giorno sarà per voi santa convocazione; non farete in esso alcun
lavoro servile; [8]per sette giorni offrirete al Signore
sacrifici consumati dal fuoco. Il settimo giorno vi sarà la
santa convocazione: non farete alcun lavoro servile».
C. Il primo covone
[9]Il Signore aggiunse a Mosè: [10]«Parla agli
Israeliti e ordina loro: Quando sarete entrati nel paese che io
vi dò e ne mieterete la messe, porterete al sacerdote un covone,
come primizia del vostro raccolto; [11]il sacerdote
agiterà con gesto rituale il covone davanti al Signore, perché
sia gradito per il vostro bene; il sacerdote l'agiterà il giorno
dopo il sabato. [12]Quando farete il rito di agitazione
del covone, offrirete un agnello di un anno, senza difetto, in
olocausto al Signore. [13]L'oblazione che l'accompagna
sarà di due decimi di efa di fior di farina intrisa
nell'olio, come sacrificio consumato dal fuoco, profumo soave in
onore del Signore; la libazione sarà di un quarto di hin
di vino. [14]Non mangerete pane, né grano abbrustolito,
né spighe fresche, prima di quel giorno, prima di aver portato
l'offerta al vostro Dio. E' una legge perenne di generazione in
generazione, in tutti i luoghi dove abiterete.
D. La festa delle settimane
[15]Dal giorno dopo il sabato, cioè dal giorno che
avrete portato il covone da offrire con il rito di agitazione,
conterete sette settimane complete. [16]Conterete
cinquanta giorni fino all'indomani del settimo sabato e offrirete
al Signore una nuova oblazione. [17]Porterete dai luoghi
dove abiterete due pani per offerta con rito di agitazione, i
quali saranno di due decimi di efa di fior di farina e li
farete cuocere lievitati; sono le primizie in onore del Signore. [18]Oltre
quei pani offrirete sette agnelli dell'anno, senza difetto, un
torello e due arieti: saranno un olocausto per il Signore insieme
con la loro oblazione e le loro libazioni; sarà un sacrificio di
soave profumo, consumato dal fuoco in onore del Signore. [19]Offrirete
un capro come sacrificio espiatorio e due agnelli dell'anno come
sacrificio di comunione. [20]Il sacerdote agiterà
ritualmente gli agnelli insieme con il pane delle primizie come
offerta da agitare davanti al Signore; tanto i pani, quanto i due
agnelli consacrati al Signore saranno riservati al sacerdote. [21]In
quel medesimo giorno dovrete indire una festa e avrete la santa
convocazione. Non farete alcun lavoro servile. E' una legge
perenne, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove
abiterete. [22]Quando mieterete la messe della vostra
terra, non mieterete fino al margine del campo e non raccoglierai
ciò che resta da spigolare del tuo raccolto; lo lascerai per il
povero e per il forestiero. Io sono il Signore, il vostro Dio».
E. Il primo giorno del settimo mese
[23]Il Signore disse a Mosè: [24]«Parla agli
Israeliti e ordina loro: Nel settimo mese, il primo giorno del
mese sarà per voi riposo assoluto, una proclamazione fatta a
suon di tromba, una santa convocazione. [25]Non farete
alcun lavoro servile e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in
onore del Signore».
F. Il giorno delle espiazioni
[26]Il Signore disse ancora a Mosè: [27]«Il
decimo giorno di questo settimo mese sarà il giorno
dell'espiazione; terrete una santa convocazione, vi
mortificherete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore
del Signore. [28]In quel giorno non farete alcun lavoro;
poiché è il giorno dell'espiazione, per espiare per voi davanti
al Signore, vostro Dio. [29]Ogni persona che non si
mortificherà in quel giorno, sarà eliminata dal suo popolo. [30]Ogni
persona che farà in quel giorno un qualunque lavoro, io la
eliminerò dal suo popolo. [31]Non farete alcun lavoro. E'
una legge perenne di generazione in generazione, in tutti i
luoghi dove abiterete. [32]Sarà per voi un sabato di
assoluto riposo e dovrete mortificarvi: il nono giorno del mese,
dalla sera alla sera dopo, celebrerete il vostro sabato».
G. La festa delle capanne
[33]Il Signore aggiunse a Mosè: [34]«Parla
agli Israeliti e riferisci loro: Il quindici di questo settimo
mese sarà la festa delle capanne per sette giorni, in onore del
Signore. [35]Il primo giorno vi sarà una santa
convocazione; non farete alcun lavoro servile. [36]Per
sette giorni offrirete vittime consumate dal fuoco in onore del
Signore. L'ottavo giorno terrete la santa convocazione e
offrirete al Signore sacrifici consumati con il fuoco. E' giorno
di riunione; non farete alcun lavoro servile.
Conclusione
[37]Queste sono le solennità del Signore nelle quali
proclamerete sante convocazioni, perché si offrano al Signore
sacrifici consumati dal fuoco, olocausti e oblazioni, vittime e
libazioni, ogni cosa nel giorno stabilito, oltre i sabati del
Signore, [38]oltre i vostri doni, oltre tutti i vostri
voti e tutte le offerte volontarie che presenterete al Signore.
Ripresa sulla festa delle capanne
[39]Ora il quindici del settimo mese, quando avrete
raccolto i frutti della terra, celebrerete una festa al Signore
per sette giorni; il primo giorno sarà di assoluto riposo e
così l'ottavo giorno. [40]Il primo giorno prenderete
frutti degli alberi migliori: rami di palma, rami con dense
foglie e salici di torrente e gioirete davanti al Signore vostro
Dio per sette giorni. [41]Celebrerete questa festa in
onore del Signore, per sette giorni, ogni anno. E' una legge
perenne di generazione in generazione. La celebrerete il settimo
mese. [42]Dimorerete in capanne per sette giorni; tutti i
cittadini d'Israele dimoreranno in capanne, [43]perché i
vostri discendenti sappiano che io ho fatto dimorare in capanne
gli Israeliti, quando li ho condotti fuori dal paese d'Egitto. Io
sono il Signore vostro Dio».
[44]E Mosè diede così agli Israeliti le istruzioni
relative alle solennità del Signore.
Levitico - Capitolo 24
Prescrizioni rituali complementari
A. La lampada perenne
[1]Il Signore disse ancora a Mosè: [2]«Ordina
agli Israeliti che ti portino olio puro di olive schiacciate per
il candelabro, per tenere le lampade sempre accese. [3]Aronne
lo preparerà nella tenda del convegno, fuori del velo che sta
davanti alla testimonianza, perché le lampade ardano sempre, da
sera a mattina, davanti al Signore. E' una legge perenne, di
generazione in generazione. [4]Egli le disporrà sul
candelabro d'oro puro, perché ardano sempre davanti al Signore.
B. Focacce sulla tavola d'oro
[5]Prenderai anche fior di farina e ne farai cuocere
dodici focacce; ogni focaccia sarà di due decimi di efa. [6]Le
disporrai su due pile, sei per pila, sulla tavola d'oro puro
davanti al Signore. [7]Porrai incenso puro sopra ogni pila
e sarà sul pane come memoriale, come sacrificio espiatorio
consumato dal fuoco in onore del Signore. [8]Ogni giorno
di sabato si disporranno i pani davanti al Signore sempre;
saranno forniti dagli Israeliti; è alleanza. [9]I pani
saranno riservati ad Aronne e ai suoi figli: essi li mangeranno
in luogo santo; perché saranno per loro cosa santissima tra i
sacrifici in onore del Signore. E' una legge perenne».
Bestemmiatore e legge del taglione
[10]Ora il figlio di una donna israelita e di un
egiziano uscì in mezzo agli Israeliti; nell'accampamento, fra
questo figlio della donna israelita e un israelita, scoppiò una
lite. [11]Il figlio della Israelita bestemmiò il nome del
Signore, imprecando; perciò fu condotto da Mosè. La madre di
quel tale si chiamava Selòmit, figlia di Dibri, della tribù di
Dan. [12]Lo misero sotto sorveglianza, finché fosse
deciso che cosa fare per ordine del Signore. [13]Il
Signore parlò a Mosè: [14]«Conduci quel bestemmiatore
fuori dell'accampamento; quanti lo hanno udito posino le mani sul
suo capo e tutta la comunità lo lapiderà. [15]Parla agli
Israeliti e dì loro:
Chiunque maledirà il suo Dio, porterà la pena del suo
peccato. [16]Chi bestemmia il nome del Signore dovrà
essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare.
Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato il nome del
Signore, sarà messo a morte.
[17]Chi percuote a morte un uomo dovrà essere messo a
morte.
[18]Chi percuote a morte un capo di bestiame lo
pagherà: vita per vita.
[19]Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà
a lui come egli ha fatto all'altro: [20]frattura per
frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la
stessa lesione che egli ha fatta all'altro.
[21]Chi uccide un capo di bestiame lo pagherà; ma chi
uccide un uomo sarà messo a morte.
[22]Ci sarà per voi una sola legge per il forestiero e
per il cittadino del paese; poiché io sono il Signore vostro
Dio».
[23]Mosè ne riferì agli Israeliti ed essi condussero
quel bestemmiatore fuori dell'accampamento e lo lapidarono. Così
gli Israeliti eseguirono quello che il Signore aveva ordinato a
Mosè.
Levitico - Capitolo 25
Gli anni santi
A. L'anno sabbatico
[1]Il Signore disse ancora a Mosè sul monte Sinai: [2]«Parla
agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel paese che
io vi dò, la terra dovrà avere il suo sabato consacrato al
Signore. [3]Per sei anni seminerai il tuo campo e poterai
la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; [4]ma il settimo
anno sarà come sabato, un riposo assoluto per la terra, un
sabato in onore del Signore; non seminerai il tuo campo e non
poterai la tua vigna. [5]Non mieterai quello che nascerà
spontaneamente dal seme caduto nella tua mietitura precedente e
non vendemmierai l'uva della vigna che non avrai potata; sarà un
anno di completo riposo per la terra. [6]Ciò che la terra
produrrà durante il suo riposo servirà di nutrimento a te, al
tuo schiavo, alla tua schiava, al tuo bracciante e al forestiero
che è presso di te; [7]anche al tuo bestiame e agli
animali che sono nel tuo paese servirà di nutrimento quanto essa
produrrà.
B. L'anno del giubileo
[8]Conterai anche sette settimane di anni, cioè sette
volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un
periodo di quarantanove anni. [9]Al decimo giorno del
settimo mese, farai squillare la tromba dell'acclamazione; nel
giorno dell'espiazione farete squillare la tromba per tutto il
paese. [10]Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e
proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti.
Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua
proprietà e nella sua famiglia. [11]Il cinquantesimo anno
sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura
di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia
delle vigne non potate. [12]Poiché è il giubileo; esso
vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i
campi. [13]In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà
in possesso del suo. [14]Quando vendete qualche cosa al
vostro prossimo o quando acquistate qualche cosa dal vostro
prossimo, nessuno faccia torto al fratello. [15]Regolerai
l'acquisto che farai dal tuo prossimo in base al numero degli
anni trascorsi dopo l'ultimo giubileo: egli venderà a te in base
agli anni di rendita. [16]Quanti più anni resteranno,
tanto più aumenterai il prezzo; quanto minore sarà il tempo,
tanto più ribasserai il prezzo; perché egli ti vende la somma
dei raccolti. [17]Nessuno di voi danneggi il fratello, ma
temete il vostro Dio, poiché io sono il Signore vostro Dio.
Garanzia divina per l'anno sabbatico
[18]Metterete in pratica le mie leggi e osserverete le
mie prescrizioni, le adempirete e abiterete il paese tranquilli. [19]La
terra produrrà frutti, voi ne mangerete a sazietà e vi
abiterete tranquilli. [20]Se dite: Che mangeremo il
settimo anno, se non semineremo e non raccoglieremo i nostri
prodotti?, [21]io disporrò in vostro favore un raccolto
abbondante per il sesto anno ed esso vi darà frutti per tre
anni. [22]L'ottavo anno seminerete e consumerete il
vecchio raccolto fino al nono anno; mangerete il raccolto vecchio
finché venga il nuovo.
Riscatto delle proprietà
[23]Le terre non si potranno vendere per sempre,
perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri
e inquilini. [24]Perciò, in tutto il paese che avrete in
possesso, concederete il diritto di riscatto per quanto riguarda
il suolo. [25]Se il tuo fratello, divenuto povero, vende
una parte della sua proprietà, colui che ha il diritto di
riscatto, cioè il suo parente più stretto, verrà e riscatterà
ciò che il fratello ha venduto. [26]Se uno non ha chi
possa fare il riscatto, ma giunge a procurarsi da sé la somma
necessaria al riscatto, [27]conterà le annate passate
dopo la vendita, restituirà al compratore il valore degli anni
che ancora rimangono e rientrerà così in possesso del suo
patrimonio. [28]Ma se non trova da sé la somma
sufficiente a rimborsarlo, ciò che ha venduto rimarrà in mano
al compratore fino all'anno del giubileo; al giubileo il
compratore uscirà e l'altro rientrerà in possesso del suo
patrimonio.
[29]Se uno vende una casa abitabile in una città
recinta di mura, ha diritto al riscatto fino allo scadere
dell'anno dalla vendita; il suo diritto di riscatto durerà un
anno intero. [30]Ma se quella casa, posta in una città
recinta di mura, non è riscattata prima dello scadere di un
intero anno, rimarrà sempre proprietà del compratore e dei suoi
discendenti; il compratore non sarà tenuto a uscire al giubileo.
[31]Però le case dei villaggi non attorniati da mura
vanno considerate come parte dei fondi campestri; potranno essere
riscattate e al giubileo il compratore dovrà uscire.
[32]Quanto alle città dei leviti e alle case che essi
vi possederanno, i leviti avranno il diritto perenne di riscatto.
[33]Se chi riscatta è un levita, in occasione del
giubileo il compratore uscirà dalla casa comprata nella città
levitica, perché le case delle città levitiche sono loro
proprietà, in mezzo agli Israeliti. [34]Neppure campi
situati nei dintorni delle città levitiche si potranno vendere,
perché sono loro proprietà perenne.
Riscatto delle persone
[35]Se il tuo fratello che è presso di te cade in
miseria ed è privo di mezzi, aiutalo, come un forestiero e
inquilino, perché possa vivere presso di te. [36]Non
prendere da lui interessi, né utili; ma temi il tuo Dio e fà
vivere il tuo fratello presso di te. [37]Non gli presterai
il denaro a interesse, né gli darai il vitto a usura. [38]Io
sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese
d'Egitto, per darvi il paese di Canaan, per essere il vostro Dio.
[39]Se il tuo fratello che è presso di te cade in
miseria e si vende a te, non farlo lavorare come schiavo; [40]sia
presso di te come un bracciante, come un inquilino. Ti servirà
fino all'anno del giubileo; [41]allora se ne andrà da te
insieme con i suoi figli, tornerà nella sua famiglia e
rientrerà nella proprietà dei suoi padri. [42]Poiché
essi sono miei servi, che io ho fatto uscire dal paese d'Egitto;
non debbono essere venduti come si vendono gli schiavi. [43]Non
lo tratterai con asprezza, ma temerai il tuo Dio. [44]Quanto
allo schiavo e alla schiava, che avrai in proprietà, potrete
prenderli dalle nazioni che vi circondano; da queste potrete
comprare lo schiavo e la schiava. [45]Potrete anche
comprarne tra i figli degli stranieri, stabiliti presso di voi e
tra le loro famiglie che sono presso di voi, tra i loro figli
nati nel vostro paese; saranno vostra proprietà. [46]Li
potrete lasciare in eredità ai vostri figli dopo di voi, come
loro proprietà; vi potrete servire sempre di loro come di
schiavi; ma quanto ai vostri fratelli, gli Israeliti, ognuno nei
riguardi dell'altro, non lo tratterai con asprezza.
[47]Se un forestiero stabilito presso di te diventa
ricco e il tuo fratello si grava di debiti con lui e si vende al
forestiero stabilito presso di te o a qualcuno della sua
famiglia, [48]dopo che si è venduto, ha il diritto di
riscatto; lo potrà riscattare uno dei suoi fratelli [49]o
suo zio o il figlio di suo zio; lo potrà riscattare uno dei
parenti dello stesso suo sangue o, se ha i mezzi di farlo, potrà
riscattarsi da sé. [50]Farà il calcolo con il suo
compratore, dall'anno che gli si è venduto all'anno del
giubileo; il prezzo da pagare sarà in proporzione del numero
degli anni, valutando le sue giornate come quelle di un
bracciante. [51]Se vi sono ancora molti anni per arrivare
al giubileo, pagherà il riscatto in ragione di questi anni e in
proporzione del prezzo per il quale fu comprato; [52]se
rimangono pochi anni per arrivare al giubileo, farà il calcolo
con il suo compratore e pagherà il prezzo del suo riscatto in
ragione di quegli anni. [53]Resterà presso di lui come un
bracciante preso a servizio anno per anno; il padrone non dovrà
trattarlo con asprezza sotto i suoi occhi. [54]Se non è
riscattato in alcuno di quei modi, se ne andrà libero l'anno del
giubileo: lui con i suoi figli. [55]Poiché gli Israeliti
sono miei servi; miei servi, che ho fatto uscire dal paese
d'Egitto. Io sono il Signore vostro Dio».
Levitico - Capitolo 26
Riassunto.
Conclusione
[1]«Non vi farete idoli, né vi erigerete immagini
scolpite o stele, né permetterete che nel vostro paese vi sia
pietra ornata di figure, per prostrarvi davanti ad essa; poiché
io sono il Signore vostro Dio. [2]Osserverete i miei
sabati e porterete rispetto al mio santuario. Io sono il Signore.
Benedizioni
[3]Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei
comandi e li metterete in pratica, [4]io vi darò le
piogge alla loro stagione, la terra darà prodotti e gli alberi
della campagna daranno frutti. [5]La trebbiatura durerà
per voi fino alla vendemmia e la vendemmia durerà fino alla
semina; avrete cibo a sazietà e abiterete tranquilli il vostro
paese.
[6]Io stabilirò la pace nel paese; nessuno vi
incuterà terrore; vi coricherete e farò sparire dal paese le
bestie nocive e la spada non passerà per il vostro paese. [7]Voi
inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi
colpiti di spada. [8]Cinque di voi ne inseguiranno cento,
cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno
dinanzi a voi colpiti di spada.
[9]Io mi volgerò a voi, vi renderò fecondi e vi
moltiplicherò e confermerò la mia alleanza con voi.
[10]Voi mangerete del vecchio raccolto, serbato a
lungo, e dovrete metter via il raccolto vecchio per far posto al
nuovo.
[11]Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e io non vi
respingerò. [12]Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro
Dio e voi sarete il mio popolo. [13]Io sono il Signore
vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d'Egitto; ho
spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta.
Maledizioni
[14]Ma se non mi ascolterete e se non metterete in
pratica tutti questi comandi, [15]se disprezzerete le mie
leggi e rigetterete le mie prescrizioni, non mettendo in pratica
tutti i miei comandi e infrangendo la mia alleanza, [16]ecco
che cosa farò a voi a mia volta: manderò contro di voi il
terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno languire gli
occhi e vi consumeranno la vita. Seminerete invano il vostro
seme: se lo mangeranno i vostri nemici. [17]Volgerò la
faccia contro di voi e voi sarete sconfitti dai nemici; quelli
che vi odiano vi opprimeranno e vi darete alla fuga, senza che
alcuno vi insegua.
[18]Se nemmeno dopo questo mi ascolterete, io vi
castigherò sette volte di più per i vostri peccati. [19]Spezzerò
la vostra forza superba, renderò il vostro cielo come ferro e la
vostra terra come rame. [20]Le vostre energie si
consumeranno invano, poiché la vostra terra non darà prodotti e
gli alberi della campagna non daranno frutti.
[21]Se vi opporrete a me e non mi ascolterete, io vi
colpirò sette volte di più, secondo i vostri peccati. [22]Manderò
contro di voi le bestie selvatiche, che vi rapiranno i figli,
stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccolo
numero e le vostre strade diventeranno deserte.
[23]Se nonostante questi castighi, non vorrete
correggervi per tornare a me, ma vi opporrete a me, anch'io mi
opporrò a voi [24]e vi colpirò sette volte di più per i
vostri peccati. [25]Manderò contro di voi la spada,
vindice della mia alleanza; voi vi raccoglierete nelle vostre
città, ma io manderò in mezzo a voi la peste e sarete dati in
mano al nemico. [26]Quando io avrò spezzato le riserve
del pane, dieci donne faranno cuocere il vostro pane in uno
stesso forno, ve lo riporteranno a peso e mangerete, ma non vi
sazierete.
[27]Se, nonostante tutto questo, non vorrete darmi
ascolto, ma vi opporrete a me, [28]anch'io mi opporrò a
voi con furore e vi castigherò sette volte di più per i vostri
peccati. [29]Mangerete perfino la carne dei vostri figli e
mangerete la carne delle vostre figlie. [30]Devasterò le
vostre alture di culto, distruggerò i vostri altari per
l'incenso, butterò i vostri cadaveri sui cadaveri dei vostri
idoli e io vi avrò in abominio. [31]Ridurrò le vostre
città a deserti, devasterò i vostri santuari e non aspirerò
più il profumo dei vostri incensi. [32]Devasterò io
stesso il vostro paese e i vostri nemici, che vi prenderanno
dimora, ne saranno stupefatti. [33]Quanto a voi, vi
disperderò fra le nazioni e vi inseguirò con la spada
sguainata; il vostro paese sarà desolato e le vostre città
saranno deserte.
[34]Allora la terra godrà i suoi sabati per tutto il
tempo in cui rimarrà desolata e voi sarete nel paese dei vostri
nemici; allora la terra si riposerà e si compenserà dei suoi
sabati. [35]Finché rimarrà desolata, avrà il riposo che
non le fu concesso da voi con i sabati, quando l'abitavate.
[36]A quelli che fra di voi saranno superstiti
infonderò nel cuore costernazione, nel paese dei loro nemici: il
fruscìo di una foglia agitata li metterà in fuga; fuggiranno
come si fugge di fronte alla spada e cadranno senza che alcuno li
insegua. [37]Precipiteranno uno sopra l'altro come di
fronte alla spada, senza che alcuno li insegua. Non potrete
resistere dinanzi ai vostri nemici. [38]Perirete fra le
nazioni: il paese dei vostri nemici vi divorerà.
[39]Quelli che tra di voi saranno superstiti nei paesi
dei loro nemici, si consumeranno a causa delle proprie iniquità;
anche a causa delle iniquità dei loro padri periranno. [40]Dovranno
confessare la loro iniquità e l'iniquità dei loro padri: per
essere stati infedeli nei miei riguardi ed essersi opposti a me; [41]peccati
per i quali anche io mi sono opposto a loro e li ho deportati nel
paese dei loro nemici. Allora il loro cuore non circonciso si
umilierà e allora sconteranno la loro colpa. [42]Io mi
ricorderò della mia alleanza con Giacobbe, dell'alleanza con
Isacco e dell'alleanza con Abramo e mi ricorderò del paese. [43]Quando
dunque il paese sarà abbandonato da loro e godrà i suoi sabati,
mentre rimarrà deserto, senza di loro, essi sconteranno la loro
colpa, per avere disprezzato le mie prescrizioni ed essersi
stancati delle mie leggi.
[44]Nonostante tutto questo, quando saranno nel paese
dei loro nemici, io non li rigetterò e non mi stancherò di essi
fino al punto d'annientarli del tutto e di rompere la mia
alleanza con loro; poiché io sono il Signore loro Dio; [45]ma
per loro amore mi ricorderò dell'alleanza con i loro antenati,
che ho fatto uscire dal paese d'Egitto davanti alle nazioni, per
essere il loro Dio. Io sono il Signore». [46]Questi sono
gli statuti, le prescrizioni e le leggi che il Signore stabilì
fra sé e gli Israeliti, sul monte Sinai, per mezzo di Mosè.
Levitico - Capitolo 27
APPENDICE TARIFFE E VALUTAZIONI
A. Persone
[1]Il Signore disse ancora a Mosè: [2]«Parla
agli Israeliti e riferisci loro: Quando uno deve soddisfare un
voto, per la stima che dovrai fare delle persone votate al
Signore, [3]la tua stima sarà: per un maschio dai venti
ai sessant'anni, cinquanta sicli d'argento, secondo il siclo del
santuario; [4]invece per una donna, la tua stima sarà di
trenta sicli. [5]Dai cinque ai venti anni, la tua stima
sarà di venti sicli per un maschio e di dieci sicli per una
femmina. [6]Da un mese a cinque anni, la tua stima sarà
di cinque sicli d'argento per un maschio e di tre sicli d'argento
per una femmina. [7]Dai sessant'anni in su, la tua stima
sarà di quindici sicli per un maschio e di dieci sicli per una
femmina. [8]Se colui che ha fatto il voto è troppo povero
per pagare la somma fissata da te, sarà presentato al sacerdote
e il sacerdote ne farà la stima. Il sacerdote farà la stima in
proporzione dei mezzi di colui che ha fatto il voto.
B. Animali
[9]Se si tratta di animali che possono essere
presentati in offerta al Signore, ogni animale ceduto al Signore
sarà cosa santa. [10]Non lo si potrà commutare; né si
potrà sostituire uno buono con uno cattivo né uno cattivo con
uno buono; se anche uno vuole sostituire un animale all'altro, i
due animali saranno cosa sacra. [11]Se invece si tratta di
qualunque animale immondo di cui non si può fare offerta al
Signore, l'animale sarà presentato davanti al sacerdote; [12]egli
ne farà la stima, secondo che l'animale sarà buono o cattivo e
si starà alla stima stabilita dal sacerdote. [13]Ma se
uno lo vuole riscattare, aggiungerà un quinto alla stima.
C. Case
[14]Se uno consacra la sua casa come cosa sacra al
Signore, il sacerdote ne farà la stima secondo che essa sarà
buona o cattiva; si starà alla stima stabilita dal sacerdote. [15]Se
colui che ha consacrato la sua casa la vuole riscattare,
aggiungerà un quinto al pezzo della stima e sarà sua.
D. Campi
[16]Se uno consacra al Signore un pezzo di terra di sua
proprietà ereditaria, ne farai la stima in ragione della
semente: cinquanta sicli d'argento per un homer di seme
d'orzo. [17]Se consacra la sua terra dall'anno del
giubileo, il prezzo resterà intero secondo la stima; [18]ma
se la consacra dopo il giubileo, il sacerdote ne valuterà il
prezzo in ragione degli anni che rimangono fino al giubileo e si
farà una detrazione dalla stima. [19]Se colui che ha
consacrato il pezzo di terra lo vuole riscattare, aggiungerà un
quinto al prezzo della stima e resterà suo. [20]Se non
riscatta il pezzo di terra e lo vende ad un altro, non lo si
potrà più riscattare; [21]ma quel pezzo di terra, quando
al giubileo il compratore ne uscirà, sarà sacro al Signore,
come un campo votato allo sterminio, e diventerà proprietà del
sacerdote. [22]Se uno consacra al Signore un pezzo di
terra comprato, che non fa parte della sua proprietà ereditaria,
[23]il sacerdote valuterà la misura del prezzo fino
all'anno del giubileo; quel tale pagherà il giorno stesso il
prezzo fissato, come cosa consacrata al Signore. [24]Nell'anno
del giubileo la terra tornerà a colui da cui fu comprata e del
cui patrimonio faceva parte.
[25]Tutte le tue stime si faranno in sicli del
santuario; il siclo è di venti ghera.
a) primogeniti
[26]Tuttavia nessuno potrà consacrare i primogeniti
del bestiame, i quali appartengono gia al Signore, perché
primogeniti: sia esso di grosso bestiame o di bestiame minuto,
appartiene al Signore. [27]Se si tratta di un animale
immondo, lo si riscatterà al prezzo di stima, aggiungendovi un
quinto; se non è riscattato, sarà venduto al prezzo di stima.
b) voto di sterminio
[28]Nondimeno quanto uno avrà consacrato al Signore
con voto di sterminio, fra le cose che gli appartengono: persona,
animale o pezzo di terra del suo patrimonio, non potrà essere
né venduto né riscattato; ogni cosa votata allo sterminio è
cosa santissima, riservata al Signore. [29]Nessuna persona
votata allo sterminio potrà essere riscattata; dovrà essere
messa a morte.
c) decime
[30]Ogni decima della terra, cioè delle granaglie del
suolo, dei frutti degli alberi, appartiene al Signore; è cosa
consacrata al Signore. [31]Se uno vuole riscattare una
parte della sua decima, vi aggiungerà il quinto. [32]Ogni
decima del bestiame grosso o minuto, e cioè il decimo capo di
quanto passa sotto la verga del pastore, sarà consacrata al
Signore. [33]Non si farà cernita fra animale buono e
cattivo, né si faranno sostituzioni; né si sostituisce un
animale all'altro, tutti e due saranno cosa sacra; non si
potranno riscattare».
[34]Questi sono i comandi che il Signore diede a Mosè
per gli Israeliti, sul monte Sinai.
Levitico > da capitolo 1 a capitolo 9
Levitico > da capitolo 10 a capitolo 18
Levitico > da capitolo 19 a capitolo 27
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