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LA BIBBIA
Levitico - Capitolo 10
A. Gravità delle irregolarità. Nadab e Abiu
[1]Ora Nadab e Abiu, figli di Aronne, presero ciascuno
un braciere, vi misero dentro il fuoco e il profumo e offrirono
davanti al Signore un fuoco illegittimo, che il Signore non aveva
loro ordinato. [2]Ma un fuoco si staccò dal Signore e li
divorò e morirono così davanti al Signore. [3]Allora
Mosè disse ad Aronne: «Di questo il Signore ha parlato quando
ha detto: A chi si avvicina a me mi mostrerò santo e davanti a
tutto il popolo sarò onorato». Aronne tacque.
B. Cadaveri asportati
[4]Mosè chiamò Misael ed Elsafan, figli di Uziel, zio
di Aronne, e disse loro: «Avvicinatevi, portate via questi
vostri congiunti dal santuario, fuori dell'accampamento». [5]Essi
si avvicinarono e li portarono via con le loro tuniche, fuori
dell'accampamento, come Mosè aveva detto.
C. Regole di lutto speciali per i sacerdoti
[6]Ad Aronne, a Eleazaro e a Itamar, suoi figli, Mosè
disse: «Non vi scarmigliate i capelli del capo e non vi
stracciate le vesti, perché non moriate e il Signore non si
adiri contro tutta la comunità; ma i vostri fratelli, tutta la
casa d'Israele, facciano pure lutto a causa della morte fulminea
inflitta dal Signore. [7]Non vi allontanate dall'ingresso
della tenda del convegno, così che non moriate; perché l'olio
dell'unzione del Signore è su di voi». Essi fecero come Mosè
aveva detto.
D. Proibizione dell'uso del vino
[8]Il Signore parlò ad Aronne: [9]«Non bevete
vino o bevanda inebriante né tu né i tuoi figli, quando dovete
entrare nella tenda del convegno, perché non moriate; sarà una
legge perenne, di generazione in generazione; [10]questo
perché possiate distinguere ciò che è santo da ciò che è
profano e ciò che è immondo da ciò che è mondo [11]e
possiate insegnare agli Israeliti tutte le leggi che il Signore
ha date loro per mezzo di Mosè».
E. La parte dei sacerdoti sulle offerte
[12]Poi Mosè disse ad Aronne, a Eleazaro e a Itamar,
figli superstiti di Aronne: «Prendete quel che è avanzato
dell'oblazione dei sacrifici consumati dal fuoco in onore del
Signore e mangiatelo senza lievito, presso l'altare; perché è
cosa sacrosanta. [13]Dovete mangiarlo in luogo santo,
perché è la parte che spetta a te e ai tuoi figli, tra i
sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore: così mi è
stato ordinato. [14]Il petto della vittima offerta da
agitare secondo il rito e la coscia da elevare secondo il rito,
li mangerete tu, i tuoi figli e le tue figlie con te in luogo
mondo; perché vi sono stati dati come parte tua e dei tuoi
figli, tra i sacrifici di comunione degli Israeliti. [15]Essi
presenteranno, insieme con le parti grasse da bruciare, la coscia
della vittima da elevare secondo il rito e il petto da agitare
secondo il rito, perché siano agitati davanti al Signore; questo
spetterà a te e ai tuoi figli con te, per diritto perenne, come
il Signore ha ordinato».
F. Regola speciale sul sacrificio per il peccato
[16]Mosè poi si informò accuratamente circa il capro
del sacrificio espiatorio e seppe che era stato bruciato; allora
si sdegnò contro Eleazaro e contro Itamar, figli superstiti di
Aronne, dicendo: [17]«Perché non avete mangiato la
vittima espiatrice nel luogo santo, trattandosi di cosa
sacrosanta? Il Signore ve l'ha data, perché porti l'iniquità
della comunità, perché su di essa compiate l'espiazione davanti
al Signore. [18]Ecco, il sangue della vittima non è stato
portato dentro il santuario; voi avreste dovuto mangiarla nel
santuario, come io avevo ordinato». [19]Aronne allora
disse a Mosè: «Ecco, oggi essi hanno offerto il loro sacrificio
espiatorio e l'olocausto davanti al Signore; dopo le cose che mi
sono capitate, se oggi avessi mangiato la vittima del sacrificio
espiatorio, sarebbe piaciuto al Signore?». [20]Quando
Mosè udì questo, rimase soddisfatto.
Levitico - Capitolo 11
III. REGOLE RELATIVE AL PURO E ALL'IMPURO
Animali puri e impuri
A. Animali terrestri
[1]Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: [2]«Riferite
agli Israeliti: Questi sono gli animali che potrete mangiare fra
tutte le bestie che sono sulla terra. [3]Potrete mangiare
d'ogni quadrupede che ha l'unghia bipartita, divisa da una
fessura, e che rumina. [4]Ma fra i ruminanti e gli animali
che hanno l'unghia divisa, non mangerete i seguenti: il cammello,
perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, lo considererete
immondo; [5]l'ìrace, perché rumina, ma non ha l'unghia
divisa, lo considererete immondo; [6]la lepre, perché
rumina, ma non ha l'unghia divisa, la considererete immonda; [7]il
porco, perché ha l'unghia bipartita da una fessura, ma non
rumina, lo considererete immondo. [8]Non mangerete la loro
carne e non toccherete i loro cadaveri; li considererete immondi.
B. Animali acquatici
[9]Questi sono gli animali che potrete mangiare fra
tutti quelli acquatici. Potrete mangiare quanti hanno pinne e
squame, sia nei mari, sia nei fiumi. [10]Ma di tutti gli
animali, che si muovono o vivono nelle acque, nei mari e nei
fiumi, quanti non hanno né pinne né squame, li terrete in
abominio. [11]Essi saranno per voi in abominio; non
mangerete la loro carne e terrete in abominio i loro cadaveri. [12]Tutto
ciò che non ha né pinne né squame nelle acque sarà per voi in
abominio.
C. Uccelli
[13]Fra i volatili terrete in abominio questi, che non
dovrete mangiare, perché ripugnanti: l'aquila, l'ossìfraga e
l'aquila di mare, [14]il nibbio e ogni specie di falco, [15]ogni
specie di corvo, [16]lo struzzo, la civetta, il gabbiano e
ogni specie di sparviere, [17]il gufo, l'alcione, l'ibis, [18]il
cigno, il pellicano, la fòlaga, [19]la cicogna, ogni
specie di airone, l'ùpupa e il pipistrello.
D. Insetti alati. Il contatto delle bestie impure
[20]Sarà per voi in abominio anche ogni insetto alato,
che cammina su quattro piedi. [21]Però fra tutti gli
insetti alati che camminano su quattro piedi, potrete mangiare
quelli che hanno due zampe sopra i piedi, per saltare sulla
terra. [22]Perciò potrete mangiare i seguenti: ogni
specie di cavalletta, ogni specie di locusta, ogni specie di
acrìdi e ogni specie di grillo. [23]Ogni altro insetto
alato che ha quattro piedi lo terrete in abominio! [24]Per
i seguenti animali diventerete immondi: chiunque toccherà il
loro cadavere sarà immondo fino alla sera [25]e chiunque
trasporterà i loro cadaveri si dovrà lavare le vesti e sarà
immondo fino alla sera. [26]Riterrete immondo ogni animale
che ha l'unghia, ma non divisa da fessura, e non rumina: chiunque
li toccherà sarà immondo. [27]Considererete immondi
tutti i quadrupedi che camminano sulla pianta dei piedi; chiunque
ne toccherà il cadavere sarà immondo fino alla sera. [28]E
chiunque trasporterà i loro cadaveri si dovrà lavare le vesti e
sarà immondo fino alla sera. Tali animali riterrete immondi.
F. Animali di terra
[29]Fra gli animali che strisciano per terra riterrete
immondi: la talpa, il topo e ogni specie di sauri, [30]il
toporagno, la lucertola, il geco, il ramarro, il camaleonte.
Altre regole sui contatti impuri
[31]Questi animali, fra quanti strisciano, saranno
immondi per voi; chiunque li toccherà morti, sarà immondo fino
alla sera. [32]Ogni oggetto sul quale cadrà morto
qualcuno di essi, sarà immondo: si tratti di utensili di legno o
di veste o pelle o sacco o qualunque altro oggetto di cui si
faccia uso; si immergerà nell'acqua e sarà immondo fino alla
sera; poi sarà mondo. [33]Se ne cade qualcuno in un vaso
di terra, quanto vi si troverà dentro sarà immondo e spezzerete
il vaso. [34]Ogni cibo che serve di nutrimento, sul quale
cada quell'acqua, sarà immondo; ogni bevanda di cui si fa uso,
qualunque sia il vaso che la contiene, sarà immonda. [35]Ogni
oggetto sul quale cadrà qualche parte del loro cadavere, sarà
immondo; il forno o il fornello sarà spezzato: sono immondi e li
dovete ritenere tali. [36]Però, una fonte o una cisterna,
cioè una raccolta di acqua, sarà monda; ma chi toccherà i loro
cadaveri sarà immondo. [37]Se qualcosa dei loro cadaveri
cade su qualche seme che deve essere seminato, questo sarà
mondo; [38]ma se è stata versata acqua sul seme e vi cade
qualche cosa dei loro cadaveri, lo riterrai immondo. [39]Se
muore un animale, di cui vi potete cibare, colui che ne toccherà
il cadavere sarà immondo fino alla sera. [40]Colui che
mangerà di quel cadavere si laverà le vesti e sarà immondo
fino alla sera; anche colui che trasporterà quel cadavere si
laverà le vesti e sarà immondo fino alla sera.
Considerazioni dottrinali
[41]Ogni essere che striscia sulla terra è un
abominio; non se ne mangerà. [42]Di tutti gli animali che
strisciano sulla terra non ne mangerete alcuno che cammini sul
ventre o cammini con quattro piedi o con molti piedi, poiché
sono un abominio. [43]Non rendete le vostre persone
abominevoli con alcuno di questi animali che strisciano; non vi
rendete immondi per causa loro, in modo da rimaner così
contaminati. [44]Poiché io sono il Signore, il Dio
vostro. Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono
santo; non contaminate le vostre persone con alcuno di questi
animali che strisciano per terra. [45]Poiché io sono il
Signore, che vi ho fatti uscire dal paese d'Egitto, per essere il
vostro Dio; siate dunque santi, perché io sono santo.
Conclusione
[46]Questa è la legge che riguarda i quadrupedi, gli
uccelli, ogni essere vivente che si muove nelle acque e ogni
essere che striscia per terra, [47]perché sappiate
distinguere ciò che è immondo da ciò che è mondo, l'animale
che si può mangiare da quello che non si deve mangiare».
Levitico - Capitolo 12
Purificazione della puerpera
[1]Il Signore aggiunse a Mosè: «Riferisci agli
Israeliti: [2]Quando una donna sarà rimasta incinta e
darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà
immonda come nel tempo delle sue regole. [3]L'ottavo
giorno si circonciderà il bambino. [4]Poi essa resterà
ancora trentatrè giorni a purificarsi dal suo sangue; non
toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché
non siano compiuti i giorni della sua purificazione. [5]Ma,
se partorisce una femmina sarà immonda due settimane come al
tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi
del suo sangue.
[6]Quando i giorni della sua purificazione per un
figlio o per una figlia saranno compiuti, porterà al sacerdote
all'ingresso della tenda del convegno un agnello di un anno come
olocausto e un colombo o una tortora in sacrificio di espiazione.
[7]Il sacerdote li offrirà davanti al Signore e farà il
rito espiatorio per lei; essa sarà purificata dal flusso del suo
sangue. Questa è la legge relativa alla donna, che partorisce un
maschio o una femmina. [8]Se non ha mezzi da offrire un
agnello, prenderà due tortore o due colombi: uno per l'olocausto
e l'altro per il sacrificio espiatorio. Il sacerdote farà il
rito espiatorio per lei ed essa sarà monda».
Levitico - Capitolo 13
Lebbra umana:
A. Tumore, pustola e macchia
[1]Il Signore aggiunse a Mosè e ad Aronne: [2]«Quando
uno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia
bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà
condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi
figli. [3]Il sacerdote esaminerà la piaga sulla pelle del
corpo; se il pelo della piaga è diventato bianco e la piaga
appare depressa rispetto alla pelle del corpo, è piaga di
lebbra; il sacerdote, dopo averlo esaminato, dichiarerà
quell'uomo immondo. [4]Ma se la macchia sulla pelle del
corpo è bianca e non appare depressa rispetto alla pelle e il
suo pelo non è diventato bianco, il sacerdote isolerà per sette
giorni colui che ha la piaga. [5]Al settimo giorno il
sacerdote l'esaminerà ancora; se gli parrà che la piaga si sia
fermata senza allargarsi sulla pelle, il sacerdote lo isolerà
per altri sette giorni. [6]Il sacerdote, il settimo
giorno, lo esaminerà di nuovo; se vedrà che la piaga non è
più bianca e non si è allargata sulla pelle, dichiarerà
quell'uomo mondo: è una pustola. Quegli si laverà le vesti e
sarà mondo. [7]Ma se la pustola si è allargata sulla
pelle, dopo che egli si è mostrato al sacerdote per essere
dichiarato mondo, si farà esaminare di nuovo dal sacerdote; [8]il
sacerdote l'esaminerà e se vedrà che la pustola si è allargata
sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è lebbra.
B. Lebbra inveterata
[9]Quando uno avrà addosso una piaga di lebbra, sarà
condotto al sacerdote, [10]ed egli lo esaminerà; se
vedrà che sulla pelle c'è un tumore bianco, che questo tumore
ha fatto imbiancare il pelo e che nel tumore si trova carne viva,
[11]è lebbra inveterata nella pelle del corpo e il
sacerdote lo dichiarerà immondo; non lo terrà isolato, perché
certo è immondo.
[12]Se la lebbra si propaga sulla pelle in modo da
coprire tutta la pelle di colui che ha la piaga, dal capo ai
piedi, dovunque il sacerdote guardi, [13]questi lo
esaminerà; se vedrà che la lebbra copre tutto il corpo,
dichiarerà mondo colui che ha la piaga: essendo tutto bianco, è
mondo. [14]Ma quando apparirà in lui carne viva, sarà
chiamato immondo. [15]Il sacerdote, vista la carne viva,
lo dichiarerà immondo; la carne viva è immonda: è lebbra. [16]Ma
se la carne viva ridiventa bianca, egli vada dal sacerdote e il
sacerdote lo esaminerà; [17]se vedrà che la piaga è
ridiventata bianca, il sacerdote dichiarerà mondo colui che ha
la piaga: è mondo.
C. Ulcera
[18]Quando uno ha avuto sulla pelle della carne
un'ulcera che sia guarita [19]e poi, sul luogo
dell'ulcera, appaia un tumore bianco o una macchia bianca,
rosseggiante, quel tale si mostrerà al sacerdote, [20]il
quale l'esaminerà e se vedrà che la macchia è depressa
rispetto alla pelle e che il pelo è diventato bianco, il
sacerdote lo dichiarerà immondo; è una piaga di lebbra che è
scoppiata nell'ulcera. [21]Ma se il sacerdote,
esaminandola, vede che nella macchia non ci sono peli bianchi,
che non è depressa rispetto alla pelle e che si è attenuata, il
sacerdote lo isolerà per sette giorni. [22]Se la macchia
si allarga sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è
una piaga di lebbra. [23]Ma se la macchia è rimasta allo
stesso punto, senza allargarsi, è una cicatrice di ulcera e il
sacerdote lo dichiarerà mondo.
D. Scottatura
[24]Quando uno ha sulla pelle del corpo una scottatura
prodotta da fuoco e su questa appaia una macchia lucida, bianca,
rossastra o soltanto bianca, [25]il sacerdote
l'esaminerà; se vedrà che il pelo della macchia è diventato
bianco e la macchia appare depressa rispetto alla pelle, è
lebbra scoppiata nella scottatura. Il sacerdote lo dichiarerà
immondo: è una piaga di lebbra. [26]Ma se il sacerdote,
esaminandola, vede che non c'è pelo bianco nella macchia e che
essa non è depressa rispetto alla pelle e si è attenuata, il
sacerdote lo isolerà per sette giorni. [27]Al settimo
giorno il sacerdote lo esaminerà e se la macchia si è diffusa
sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è una piaga di
lebbra. [28]Ma se la macchia è rimasta ferma nella stessa
zona e non si è diffusa sulla pelle, ma si è attenuata, è un
tumore di bruciatura; il sacerdote dichiarerà quel tale mondo,
perché si tratta di una cicatrice della bruciatura.
E. Affezioni del cuoio capelluto
[29]Quando un uomo o una donna ha una piaga sul capo o
nella barba, [30]il sacerdote esaminerà la piaga; se
riscontra che essa è depressa rispetto alla pelle e che v'è del
pelo gialliccio e sottile, il sacerdote lo dichiarerà immondo:
è tigna, lebbra del capo o della barba. [31]Ma se il
sacerdote, esaminando la piaga della tigna, riscontra che non è
depressa rispetto alla pelle e che non vi è pelo scuro, il
sacerdote isolerà per sette giorni colui che ha la piaga della
tigna. [32]Se il sacerdote, esaminando al settimo giorno
la piaga, vedrà che la tigna non si è allargata e che non v'è
pelo gialliccio e che la tigna non appare depressa rispetto alla
pelle, [33]quel tale si raderà, ma non raderà il luogo
dove è la tigna; il sacerdote lo terrà isolato per altri sette
giorni. [34]Al settimo giorno, il sacerdote esaminerà la
tigna; se riscontra che la tigna non si è allargata sulla pelle
e non appare depressa rispetto alla pelle, il sacerdote lo
dichiarerà mondo; egli si laverà le vesti e sarà mondo. [35]Ma
se, dichiarato mondo, la tigna si è allargata sulla pelle, [36]il
sacerdote l'esaminerà; se nota che la tigna si è allargata
sulla pelle, non cercherà se vi è il pelo giallo; quel tale è
immondo. [37]Ma se vedrà che la tigna si è fermata e vi
è cresciuto il pelo scuro, la tigna è guarita; quel tale è
mondo e il sacerdote lo dichiarerà tale.
F. Esantema
[38]Quando un uomo o una donna ha sulla pelle del corpo
macchie lucide, bianche, [39]il sacerdote le esaminerà;
se vedrà che le macchie sulla pelle del loro corpo sono di un
bianco pallido, è un'eruzione cutanea; quel tale è mondo.
G. Calvizie
[40]Chi perde i capelli del capo è calvo, ma è mondo.
[41]Se i capelli gli sono caduti dal lato della fronte, è
calvo davanti, ma è mondo. [42]Ma se sulla calvizie del
cranio o della fronte appare una piaga bianca tendente al rosso,
è lebbra scoppiata sulla calvizie del cranio o della fronte; [43]il
sacerdote lo esaminerà: se riscontra che il tumore della piaga
nella parte calva del cranio o della fronte è bianco tendente al
rosso, simile alla lebbra della pelle del corpo, [44]quel
tale è un lebbroso; è immondo e lo dovrà dichiarare immondo;
la piaga è sul suo capo.
Statuto del lebbroso
[45]Il lebbroso colpito dalla lebbra porterà vesti
strappate e il capo scoperto, si coprirà la barba e andrà
gridando: Immondo! Immondo! [46]Sarà immondo finché
avrà la piaga; è immondo, se ne starà solo, abiterà fuori
dell'accampamento.
La lebbra dei vestiti
[47]Quando apparirà una macchia di lebbra su una
veste, di lana o di lino, [48]nel tessuto o nel manufatto
di lino o di lana, su una pelliccia o qualunque altra cosa di
cuoio, [49]se la macchia sarà verdastra o rossastra,
sulla veste o sulla pelliccia, sul tessuto o sul manufatto o su
qualunque cosa di cuoio, è macchia di lebbra e sarà mostrata al
sacerdote. [50]Il sacerdote esaminerà la macchia e
rinchiuderà per sette giorni l'oggetto che ha la macchia. [51]Al
settimo giorno esaminerà la macchia; se la macchia si sarà
allargata sulla veste o sul tessuto o sul manufatto o sulla
pelliccia o sull'oggetto di cuoio per qualunque uso, è una
macchia di lebbra maligna, è cosa immonda. [52]Egli
brucerà quella veste o il tessuto o il manufatto di lana o di
lino o qualunque oggetto fatto di pelle, sul quale è la macchia;
perché è lebbra maligna, saranno bruciati nel fuoco. [53]Ma
se il sacerdote, esaminandola, vedrà che la macchia non si è
allargata sulle vesti o sul tessuto o sul manufatto o su
qualunque oggetto di cuoio, [54]il sacerdote ordinerà che
si lavi l'oggetto su cui è la macchia e lo rinchiuderà per
altri sette giorni. [55]Il sacerdote esaminerà la
macchia, dopo che sarà stata lavata; se vedrà che la macchia
non ha mutato colore, benché non si sia allargata, è un oggetto
immondo; lo brucerai nel fuoco; vi è corrosione, sia che la
parte corrosa si trovi sul diritto o sul rovescio dell'oggetto. [56]Se
il sacerdote, esaminandola, vede che la macchia, dopo essere
stata lavata, è diventata pallida, la strapperà dalla veste o
dalla pelle o dal tessuto o dal manufatto. [57]Se appare
ancora sulla veste o sul tessuto o sul manufatto o sull'oggetto
di cuoio, è una eruzione in atto; brucerai nel fuoco l'oggetto
su cui è la macchia. [58]La veste o il tessuto o il
manufatto o qualunque oggetto di cuoio che avrai lavato e dal
quale la macchia sarà scomparsa, si laverà una seconda volta e
sarà mondo. [59]Questa è la legge relativa alla macchia
di lebbra sopra una veste di lana o di lino, sul tessuto o sul
manufatto o su qualunque oggetto di pelle, per dichiararli mondi
o immondi».
Levitico - Capitolo 14
Purificazione del lebbroso
[1]Il Signore aggiunse a Mosè: [2]«Questa è
la legge da applicare per il lebbroso per il giorno della sua
purificazione. Egli sarà condotto al sacerdote. [3]Il
sacerdote uscirà dall'accampamento e lo esaminerà; se
riscontrerà che la piaga della lebbra è guarita nel lebbroso, [4]ordinerà
che si prendano, per la persona da purificare, due uccelli vivi,
mondi, legno di cedro, panno scarlatto e issòpo. [5]Il
sacerdote ordinerà di immolare uno degli uccelli in un vaso di
terracotta con acqua viva. [6]Poi prenderà l'uccello
vivo, il legno di cedro, il panno scarlatto e l'issòpo e li
immergerà, con l'uccello vivo, nel sangue dell'uccello sgozzato
sopra l'acqua viva. [7]Ne aspergerà sette volte colui che
deve essere purificato dalla lebbra; lo dichiarerà mondo e
lascerà andare libero per i campi l'uccello vivo. [8]Colui
che è purificato, si laverà le vesti, si raderà tutti i peli,
si laverà nell'acqua e sarà mondo. Dopo questo potrà entrare
nell'accampamento, ma resterà per sette giorni fuori della sua
tenda.
[9]Il settimo giorno si raderà tutti i peli, il capo,
la barba, le ciglia, insomma tutti i peli; si laverà le vesti e
si bagnerà il corpo nell'acqua e sarà mondo. [10]L'ottavo
giorno prenderà due agnelli senza difetto, un'agnella di un anno
senza difetto, tre decimi di efa di fior di farina,
intrisa nell'olio, come oblazione, e un log di olio; [11]il
sacerdote che fa la purificazione, presenterà l'uomo che si
purifica e le cose suddette davanti al Signore, all'ingresso
della tenda del convegno. [12]Il sacerdote prenderà uno
degli agnelli e l'offrirà come sacrificio di riparazione, con il
log d'olio, e li agiterà come offerta da agitare secondo
il rito davanti al Signore. [13]Poi immolerà l'agnello
nel luogo dove si immolano le vittime espiatorie e gli olocausti,
cioè nel luogo sacro poiché il sacrificio di riparazione è per
il sacerdote, come quello espiatorio: è cosa sacrosanta. [14]Il
sacerdote prenderà sangue del sacrificio di riparazione e
bagnerà il lobo dell'orecchio destro di colui che si purifica,
il pollice della mano destra e l'alluce del piede destro. [15]Poi,
preso l'olio dal log, lo verserà sulla palma della sua
mano sinistra; [16]intingerà il dito della destra
nell'olio che ha nella sinistra; con il dito spruzzerà sette
volte quell'olio davanti al Signore. [17]E del rimanente
olio che tiene nella palma della mano, il sacerdote bagnerà il
lobo dell'orecchio destro di colui che si purifica, il pollice
della destra e l'alluce del piede destro, sopra il sangue del
sacrificio di riparazione. [18]Il resto dell'olio che ha
nella palma, il sacerdote lo verserà sul capo di colui che si
purifica; così farà per lui il rito espiatorio davanti al
Signore. [19]Poi il sacerdote offrirà il sacrificio
espiatorio e compirà l'espiazione per colui che si purifica
della sua immondezza; quindi immolerà l'olocausto. [20]Offerto
l'olocausto e l'oblazione sull'altare, il sacerdote eseguirà per
lui il rito espiatorio e sarà mondo.
[21]Se quel tale è povero e non ha mezzi sufficienti,
prenderà un agnello come sacrificio di riparazione da offrire
con il rito dell'agitazione e compiere l'espiazione per lui e un
decimo di efa di fior di farina intrisa con olio, come
oblazione, e un log di olio. [22]Prenderà anche
due tortore o due colombi, secondo i suoi mezzi; uno sarà per il
sacrificio espiatorio e l'altro per l'olocausto. [23]L'ottavo
giorno porterà per la sua purificazione queste cose al
sacerdote, all'ingresso della tenda del convegno, davanti al
Signore. [24]Il sacerdote prenderà l'agnello del
sacrificio di riparazione e il log d'olio e li agiterà
come offerta da agitare ritualmente davanti al Signore. [25]Poi
immolerà l'agnello del sacrificio di riparazione, prenderà
sangue della vittima di riparazione e bagnerà il lobo
dell'orecchio destro di colui che si purifica, il pollice della
mano destra e l'alluce del piede destro. [26]Il sacerdote
si verserà di quell'olio sulla palma della mano sinistra. [27]Con
il dito della sua destra spruzzerà sette volte quell'olio che
tiene nella palma sinistra davanti al Signore. [28]Poi
bagnerà con l'olio che tiene nella palma, il lobo dell'orecchio
destro di colui che si purifica, il pollice della mano destra e
l'alluce del piede destro, sul luogo dove ha messo il sangue del
sacrificio di riparazione. [29]Il resto dell'olio che ha
nella palma della mano, il sacerdote lo verserà sul capo di
colui che si purifica, per fare espiazione per lui davanti al
Signore. [30]Poi sacrificherà una delle tortore o uno dei
due colombi, che ha potuto procurarsi; [31]delle vittime
che ha in mano, una l'offrirà come sacrificio espiatorio e
l'altra come olocausto, insieme con l'oblazione; il sacerdote
farà il rito espiatorio davanti al Signore per lui.
[32]Questa è la legge relativa a colui che è affetto
da piaga di lebbra e non ha mezzi per procurarsi ciò che è
richiesto per la sua purificazione».
La lebbra delle case
[33]Il Signore disse ancora a Mosè e ad Aronne: [34]«Quando
sarete entrati nel paese di Canaan, che io sto per darvi in
possesso, qualora io mandi un'infezione di lebbra in una casa del
paese di vostra proprietà, [35]il padrone della casa
andrà a dichiararlo al sacerdote, dicendo: Mi pare che in casa
mia ci sia come della lebbra. [36]Allora il sacerdote
ordinerà di sgomberare la casa prima che egli vi entri per
esaminare la macchia sospetta perché quanto è nella casa non
diventi immondo. Dopo questo, il sacerdote entrerà per esaminare
la casa. [37]Esaminerà dunque la macchia; se vedrà che
l'infezione sui muri della casa consiste in cavità verdastre o
rossastre, che appaiono più profonde della superficie della
parete, [38]il sacerdote uscirà dalla casa, alla porta, e
farà chiudere la casa per sette giorni. [39]Il settimo
giorno il sacerdote vi tornerà e se, esaminandola, riscontrerà
che la macchia si è allargata sulle pareti della casa, [40]il
sacerdote ordinerà che si rimuovano le pietre intaccate e si
gettino in luogo immondo, fuori di città. [41]Farà
raschiare tutto l'interno della casa e butteranno i calcinacci
raschiati fuor di città, in luogo immondo. [42]Poi si
prenderanno altre pietre e si metteranno al posto delle prime e
si intonacherà la casa con altra calce.
[43]Se l'infezione spunta di nuovo nella casa dopo che
le pietre ne sono state rimosse e la casa è stata raschiata e
intonacata, [44]il sacerdote entrerà ad esaminare la
casa; trovato che la macchia vi si è allargata, nella casa vi è
lebbra maligna; la casa è immonda. [45]Perciò si
demolirà la casa; pietre, legname e calcinacci si porteranno
fuori della città, in luogo immondo. [46]Inoltre chiunque
sarà entrato in quella casa mentre era chiusa, sarà immondo
fino alla sera. [47]Chi avrà dormito in quella casa o chi
vi avrà mangiato, si laverà le vesti.
[48]Se invece il sacerdote che è entrato nella casa e
l'ha esaminata, riscontra che la macchia non si è allargata
nella casa, dopo che la casa è stata intonacata, dichiarerà la
casa monda, perché la macchia è risanata. [49]Poi, per
purificare la casa, prenderà due uccelli, legno di cedro, panno
scarlatto e issòpo; [50]immolerà uno degli uccelli in un
vaso di terra con dentro acqua viva. [51]Prenderà il
legno di cedro, l'issòpo, il panno scarlatto e l'uccello vivo e
li immergerà nel sangue dell'uccello immolato e nell'acqua viva
e ne aspergerà sette volte la casa. [52]Purificata la
casa con il sangue dell'uccello, con l'acqua viva, con l'uccello
vivo, con il legno di cedro, con l'issòpo e con lo scarlatto, [53]lascerà
andare libero l'uccello vivo, fuori città, per i campi; così
farà il rito espiatorio per la casa ed essa sarà monda.
[54]Questa è la legge per ogni sorta di infezione di
lebbra o di tigna, [55]la lebbra delle vesti e della casa,
[56]i tumori, le pustole e le macchie, [57]per
insegnare quando una cosa è immonda e quando è monda. Questa è
la legge per la lebbra».
Levitico - Capitolo 15
Le impurità sessuali
A. dell'uomo
[1]Il Signore disse ancora a Mosè e ad Aronne: [2]«Parlate
agli Israeliti e riferite loro: Se un uomo soffre di gonorrea
nella sua carne, la sua gonorrea è immonda. [3]Questa è
la condizione d'immondezza per la gonorrea: sia che la carne
lasci uscire il liquido, sia che lo trattenga, si tratta
d'immondezza. [4]Ogni giaciglio sul quale si coricherà
chi è affetto da gonorrea, sarà immondo; ogni oggetto sul quale
si siederà sarà immondo. [5]Chi toccherà il giaciglio
di costui, dovrà lavarsi le vesti e bagnarsi nell'acqua e sarà
immondo fino alla sera. [6]Chi si siederà sopra un
oggetto qualunque, sul quale si sia seduto colui che soffre di
gonorrea, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà
immondo fino alla sera. [7]Chi toccherà il corpo di colui
che è affetto da gonorrea si laverà le vesti, si bagnerà
nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. [8]Se colui che
ha la gonorrea sputerà sopra uno che è mondo, questi dovrà
lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla
sera. [9]Ogni sella su cui monterà chi ha la gonorrea
sarà immonda. [10]Chiunque toccherà cosa, che sia stata
sotto quel tale, sarà immondo fino alla sera. Chi porterà tali
oggetti dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà
immondo fino alla sera. [11]Chiunque sarà toccato da
colui che ha la gonorrea, se questi non si era lavato le mani,
dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino
alla sera. [12]Il vaso di terracotta toccato da colui che
soffre di gonorrea sarà spezzato; ogni vaso di legno sarà
lavato nell'acqua.
[13]Quando chi è affetto da gonorrea sarà guarito dal
male, conterà sette giorni dalla sua guarigione; poi si laverà
le vesti, bagnerà il suo corpo nell'acqua viva e sarà mondo. [14]L'ottavo
giorno, prenderà due tortore o due colombi, verrà davanti al
Signore, all'ingresso della tenda del convegno, e li darà al
sacerdote, [15]il quale ne offrirà uno come sacrificio
espiatorio, l'altro come olocausto; il sacerdote compirà per lui
il rito espiatorio davanti al Signore per la sua gonorrea.
[16]L'uomo che avrà avuto un'emissione seminale, si
laverà tutto il corpo nell'acqua e sarà immondo fino alla sera.
[17]Ogni veste o pelle, su cui vi sarà un'emissione
seminale, dovrà essere lavata nell'acqua e sarà immonda fino
alla sera.
[18]La donna e l'uomo che abbiano avuto un rapporto con
emissione seminale si laveranno nell'acqua e saranno immondi fino
alla sera.
B. della donna
[19]Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il
flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni;
chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. [20]Ogni
giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua
immondezza sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta
sarà immondo. [21]Chiunque toccherà il suo giaciglio,
dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino
alla sera. [22]Chi toccherà qualunque mobile sul quale
essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi
nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. [23]Se l'uomo
si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per
tale contatto sarà immondo fino alla sera. [24]Se un uomo
ha rapporto intimo con essa, l'immondezza di lei lo contamina:
egli sarà immondo per sette giorni e ogni giaciglio sul quale si
coricherà sarà immondo.
[25]La donna che ha un flusso di sangue per molti
giorni, fuori del tempo delle regole, o che lo abbia più del
normale sarà immonda per tutto il tempo del flusso, secondo le
norme dell'immondezza mestruale. [26]Ogni giaciglio sul
quale si coricherà durante tutto il tempo del flusso sarà per
lei come il giaciglio sul quale si corica quando ha le regole;
ogni mobile sul quale siederà sarà immondo, come lo è quando
essa ha le regole. [27]Chiunque toccherà quelle cose
sarà immondo; dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e
sarà immondo fino alla sera. [28]Quando essa sia guarita
dal flusso, conterà sette giorni e poi sarà monda. [29]L'ottavo
giorno prenderà due tortore o due colombi e li porterà al
sacerdote all'ingresso della tenda del convegno. [30]Il
sacerdote ne offrirà uno come sacrificio espiatorio e l'altro
come olocausto e farà per lei il rito espiatorio, davanti al
Signore, per il flusso che la rendeva immonda.
Conclusione
[31]Avvertite gli Israeliti di ciò che potrebbe
renderli immondi, perché non muoiano per la loro immondezza,
quando contaminassero la mia Dimora che è in mezzo a loro.
[32]Questa è la legge per colui che ha la gonorrea o
un'emissione seminale che lo rende immondo [33]e la legge
per colei che è indisposta a causa delle regole, cioè per
l'uomo o per la donna che abbia il flusso e per l'uomo che abbia
rapporti intimi con una donna in stato d'immondezza».
Levitico - Capitolo 16
Il grande giorno della espiazione
[1]Il Signore parlò a Mosè dopo che i due figli di
Aronne erano morti mentre presentavano un'offerta davanti al
Signore. [2]Il Signore disse a Mosè: «Parla ad Aronne,
tuo fratello, e digli di non entrare in qualunque tempo nel
santuario, oltre il velo, davanti al coperchio che è sull'arca;
altrimenti potrebbe morire, quando io apparirò nella nuvola sul
coperchio. [3]Aronne entrerà nel santuario in questo
modo: prenderà un giovenco per il sacrificio espiatorio e un
ariete per l'olocausto. [4]Si metterà la tunica sacra di
lino, indosserà sul corpo i calzoni di lino, si cingerà della
cintura di lino e si metterà in capo il turbante di lino. Sono
queste le vesti sacre che indosserà dopo essersi lavato la
persona con l'acqua. [5]Dalla comunità degli Israeliti
prenderà due capri per un sacrificio espiatorio e un ariete per
un olocausto. [6]Aronne offrirà il proprio giovenco in
sacrificio espiatorio e compirà l'espiazione per sé e per la
sua casa. [7]Poi prenderà i due capri e li farà stare
davanti al Signore all'ingresso della tenda del convegno [8]e
getterà le sorti per vedere quale dei due debba essere del
Signore e quale di Azazel. [9]Farà quindi avvicinare il
capro che è toccato in sorte al Signore e l'offrirà in
sacrificio espiatorio; [10]invece il capro che è toccato
in sorte ad Azazel sarà posto vivo davanti al Signore, perché
si compia il rito espiatorio su di lui e sia mandato poi ad
Azazel nel deserto.
[11]Aronne offrirà dunque il proprio giovenco in
sacrificio espiatorio per sé e, fatta l'espiazione per sé e per
la sua casa, immolerà il giovenco del sacrificio espiatorio per
sé. [12]Poi prenderà l'incensiere pieno di brace tolta
dall'altare davanti al Signore e due manciate di incenso odoroso
polverizzato; porterà ogni cosa oltre il velo. [13]Metterà
l'incenso sul fuoco davanti al Signore, perché la nube
dell'incenso copra il coperchio che è sull'arca e così non
muoia. [14]Poi prenderà un pò di sangue del giovenco e
ne aspergerà con il dito il coperchio dal lato d'oriente e farà
sette volte l'aspersione del sangue con il dito, davanti al
coperchio. [15]Poi immolerà il capro del sacrificio
espiatorio, quello per il popolo, e ne porterà il sangue oltre
il velo; farà con questo sangue quello che ha fatto con il
sangue del giovenco: lo aspergerà sul coperchio e davanti al
coperchio.
[16]Così farà l'espiazione sul santuario per
l'impurità degli Israeliti, per le loro trasgressioni e per
tutti i loro peccati. Lo stesso farà per la tenda del convegno
che si trova fra di loro, in mezzo alle loro impurità. [17]Nella
tenda del convegno non dovrà esserci alcuno, da quando egli
entrerà nel santuario per farvi il rito espiatorio, finché egli
non sia uscito e non abbia compiuto il rito espiatorio per sé,
per la sua casa e per tutta la comunità d'Israele.
[18]Uscito dunque verso l'altare, che è davanti al
Signore, compirà il rito espiatorio per esso, prendendo il
sangue del giovenco e il sangue del capro e bagnandone intorno i
corni dell'altare. [19]Farà per sette volte l'aspersione
del sangue con il dito sopra l'altare; così lo purificherà e lo
santificherà dalle impurità degli Israeliti.
[20]Quando avrà finito l'aspersione per il santuario,
per la tenda del convegno e per l'altare, farà accostare il
capro vivo. [21]Aronne poserà le mani sul capo del capro
vivo, confesserà sopra di esso tutte le iniquità degli
Israeliti, tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati e li
riverserà sulla testa del capro; poi, per mano di un uomo
incaricato di ciò, lo manderà via nel deserto. [22]Quel
capro, portandosi addosso tutte le loro iniquità in una regione
solitaria, sarà lasciato andare nel deserto.
[23]Poi Aronne entrerà nella tenda del convegno, si
toglierà le vesti di lino che aveva indossate per entrare nel
santuario e le deporrà in quel luogo. [24]Laverà la sua
persona nell'acqua in luogo santo, indosserà le sue vesti e
uscirà ad offrire il suo olocausto e l'olocausto del popolo e a
compiere il rito espiatorio per sé e per il popolo. [25]E
farà ardere sull'altare le parti grasse del sacrificio
espiatorio.
[26]Colui che avrà lasciato andare il capro destinato
ad Azazel si laverà le vesti, laverà il suo corpo nell'acqua;
dopo, rientrerà nel campo.
[27]Si porterà fuori del campo il giovenco del
sacrificio espiatorio e il capro del sacrificio, il cui sangue è
stato introdotto nel santuario per compiere il rito espiatorio,
se ne bruceranno nel fuoco la pelle, la carne e gli escrementi. [28]Poi
colui che li avrà bruciati dovrà lavarsi le vesti e bagnarsi il
corpo nell'acqua; dopo, rientrerà nel campo.
[29]Questa sarà per voi una legge perenne: nel settimo
mese, nel decimo giorno del mese, vi umilierete, vi asterrete da
qualsiasi lavoro, sia colui che è nativo del paese, sia il
forestiero che soggiorna in mezzo a voi. [30]Poiché in
quel giorno si compirà il rito espiatorio per voi, al fine di
purificarvi; voi sarete purificati da tutti i vostri peccati,
davanti al Signore. [31]Sarà per voi un sabato di riposo
assoluto e voi vi umilierete; è una legge perenne. [32]Il
sacerdote che ha ricevuto l'unzione ed è rivestito del
sacerdozio al posto di suo padre, compirà il rito espiatorio; si
vestirà delle vesti di lino, delle vesti sacre. [33]Farà
l'espiazione per il santuario, per la tenda del convegno e per
l'altare; farà l'espiazione per i sacerdoti e per tutto il
popolo della comunità. [34]Questa sarà per voi legge
perenne: una volta all'anno, per gli Israeliti, si farà
l'espiazione di tutti i loro peccati».
E si fece come il Signore aveva ordinato a Mosè.
Levitico - Capitolo 17
IV. LEGGE DI SANTITA'
Immolazioni e sacrifici
[1]Il Signore disse ancora a Mosè: [2]«Parla
ad Aronne, ai suoi figli e a tutti gli Israeliti e riferisci
loro: Questo il Signore ha ordinato: [3]Qualunque
Israelita scanna un bue o un agnello o una capra entro il campo o
fuori del campo [4]e non lo conduce all'ingresso della
tenda del convegno per presentarlo come offerta al Signore
davanti alla Dimora del Signore, sarà considerato colpevole di
delitto di sangue: ha sparso il sangue e questo uomo sarà
eliminato dal suo popolo. [5]Perciò gli Israeliti, invece
d'immolare, come fanno, le loro vittime nei campi, li portino al
Signore, presentandoli al sacerdote all'ingresso della tenda del
convegno, e li offrano al Signore come sacrifici di comunione. [6]Il
sacerdote ne spanderà il sangue sull'altare del Signore,
all'ingresso della tenda del convegno, e brucerà il grasso in
profumo soave per il Signore. [7]Essi non offriranno più
i loro sacrifici ai satiri, ai quali sogliono prostituirsi.
Questa sarà per loro una legge perenne, di generazione in
generazione.
[8]Dirai loro ancora: Ogni uomo, Israelita o straniero
dimorante in mezzo a loro che offrirà un olocausto o un
sacrificio, [9]senza portarlo all'ingresso della tenda del
convegno per immolarlo al Signore, quest'uomo sarà eliminato dal
suo popolo.
[10]Ogni uomo, Israelita o straniero dimorante in mezzo
a loro, che mangi di qualsiasi specie di sangue, contro di lui,
che ha mangiato il sangue, io volgerò la faccia e lo eliminerò
dal suo popolo. [11]Poiché la vita della carne è nel
sangue. Perciò vi ho concesso di porlo sull'altare in espiazione
per le vostre vite; perché il sangue espia, in quanto è la
vita. [12]Perciò ho detto agli Israeliti: Nessuno tra voi
mangerà il sangue, neppure lo straniero che soggiorna fra voi
mangerà sangue. [13]Se uno qualunque degli Israeliti o
degli stranieri che soggiornano fra di loro prende alla caccia un
animale o un uccello che si può mangiare, ne deve spargere il
sangue e coprirlo di terra; [14]perché la vita di ogni
essere vivente è il suo sangue, in quanto sua vita; perciò ho
ordinato agli Israeliti: Non mangerete sangue di alcuna specie di
essere vivente, perché il sangue è la vita d'ogni carne;
chiunque ne mangerà sarà eliminato. [15]Qualunque
persona, nativa del paese o straniera, che mangerà carne di
bestia morta naturalmente o sbranata, dovrà lavarsi le vesti,
bagnarsi nell'acqua e sarà immonda fino alla sera; allora sarà
monda. [16]Ma se non si lava le vesti e il corpo, porterà
la pena della sua iniquità».
Levitico - Capitolo 18
Proibizioni sessuali
[1]Il Signore disse ancora a Mosè: [2]«Parla
agli Israeliti e riferisci loro. Io sono il Signore, vostro Dio. [3]Non
farete come si fa nel paese d'Egitto dove avete abitato, né
farete come si fa nel paese di Canaan dove io vi conduco, né
imiterete i loro costumi. [4]Metterete in pratica le mie
prescrizioni e osserverete le mie leggi, seguendole. Io sono il
Signore, vostro Dio. [5]Osserverete dunque le mie leggi e
le mie prescrizioni, mediante le quali, chiunque le metterà in
pratica, vivrà. Io sono il Signore.
[6]Nessuno si accosterà a una sua consanguinea, per
avere rapporti con lei. Io sono il Signore.
[7]Non recherai oltraggio a tuo padre avendo rapporti
con tua madre: è tua madre; non scoprirai la sua nudità. [8]Non
scoprirai la nudità della tua matrigna; è la nudità di tuo
padre. [9]Non scoprirai la nudità di tua sorella, figlia
di tuo padre o figlia di tua madre, sia nata in casa o fuori. [10]Non
scoprirai la nudità della figlia di tuo figlio o della figlia di
tua figlia, perché è la tua propria nudità. [11]Non
scoprirai la nudità della figlia della tua matrigna, generata
nella tua casa: è tua sorella. [12]Non scoprirai la
nudità della sorella di tuo padre; è carne di tuo padre. [13]Non
scoprirai la nudità della sorella di tua madre, perché è carne
di tua madre. [14]Non scoprirai la nudità del fratello di
tuo padre, cioè non ti accosterai alla sua moglie: è tua zia. [15]Non
scoprirai la nudità di tua nuora: è la moglie di tuo figlio;
non scoprirai la sua nudità. [16]Non scoprirai la nudità
di tua cognata: è la nudità di tuo fratello.
[17]Non scoprirai la nudità di una donna e di sua
figlia; né prenderai la figlia di suo figlio, né la figlia di
sua figlia per scoprirne la nudità: sono parenti carnali: è
un'infamia. [18]E quanto alla moglie, non prenderai
inoltre la sorella di lei, per farne una rivale, mentre tua
moglie è in vita.
[19]Non ti accosterai a donna per scoprire la sua
nudità durante l'immondezza mestruale.
[20]Non peccherai con la moglie del tuo prossimo per
contaminarti con lei.
[21]Non lascerai passare alcuno dei tuoi figli a Moloch
e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
[22]Non avrai con maschio relazioni come si hanno con
donna: è abominio. [23]Non ti abbrutirai con alcuna
bestia per contaminarti con essa; la donna non si abbrutirà con
una bestia; è una perversione.
[24]Non vi contaminate con nessuna di tali nefandezze;
poiché con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che
io sto per scacciare davanti a voi. [25]Il paese ne è
stato contaminato; per questo ho punito la sua iniquità e il
paese ha vomitato i suoi abitanti. [26]Voi dunque
osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni e non commetterete
nessuna di queste pratiche abominevoli: né colui che è nativo
del paese, né il forestiero in mezzo a voi. [27]Poiché
tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che vi era
prima di voi e il paese ne è stato contaminato. [28]Badate
che, contaminandolo, il paese non vomiti anche voi, come ha
vomitato la gente che vi abitava prima di voi. [29]Perché
quanti commetteranno qualcuna di queste pratiche abominevoli
saranno eliminati dal loro popolo. [30]Osserverete dunque
i miei ordini e non imiterete nessuno di quei costumi abominevoli
che sono stati praticati prima di voi, né vi contaminerete con
essi. Io sono il Signore, il Dio vostro».
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Levitico > da capitolo 10 a capitolo 18
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