|
LA BIBBIA
Giudici - Capitolo 8
Suscettibilità degli Efraimiti
[1]Ma gli uomini di Efraim gli dissero: «Che azione ci hai fatto, non chiamandoci
quando sei andato a combattere contro Madian?». Litigarono con lui violentemente. [2]Egli
rispose loro: «Che ho fatto io in confronto a voi? La racimolatura di Efraim non vale
più della vendemmia di Abiezer? [3]Dio vi ha messo nelle mani i capi di Madian,
Oreb e Zeeb; che dunque ho potuto fare io in confronto a voi?». A tali parole, la loro
ira contro di lui si calmò.
C. La campagna di Gedeone in Transgiordania e la fine di Gedeone
Gedeone insegue il nemico oltre il Giordano
[4]Gedeone arrivò al Giordano e lo attraversò. Ma egli e i suoi trecento uomini
erano stanchi e affamati. [5]Disse a quelli di Succot: «Date focacce di pane alla
gente che mi segue, perché è stanca e io sto inseguendo Zebach e Zalmunna, re di
Madian». [6]Ma i capi di Succot risposero: «Tieni forse gia nelle tue mani i
polsi di Zebach e di Zalmunna, perché dobbiamo dare il pane al tuo esercito?». [7]Gedeone
disse: «Ebbene, quando il Signore mi avrà messo nelle mani Zebach e Zalmunna, vi
strazierò le carni con le spine del deserto e con i cardi». [8]Di là salì a
Penuel e parlò agli uomini di Penuel nello stesso modo; essi gli risposero come avevano
fatto quelli di Succot. [9]Egli disse anche agli uomini di Penuel: «Quando
tornerò in pace, abbatterò questa torre».
Disfatta di Zebach e di Zalmunna
[10]Zebach e Zalmunna erano a Karkor con il loro accampamento di circa quindicimila
uomini, quanti erano rimasti dell'intero esercito dei figli dell'oriente; centoventimila
uomini armati di spada erano caduti. [11]Gedeone salì per la via dei nomadi a
oriente di Nobach e di Iogbea e mise in rotta l'esercito che si credeva sicuro. [12]Zebach
e Zalmunna si diedero alla fuga, ma egli li inseguì, prese i due re di Madian, Zebach e
Zalmunna, e sbaragliò tutto l'esercito.
Le vendette di Gedeone
[13]Poi Gedeone, figlio di Ioas, tornò dalla battaglia per la salita di Cheres. [14]Catturò
un giovane della gente di Succot e lo interrogò; quegli gli mise per iscritto i nomi dei
capi e degli anziani di Succot: settantasette uomini. [15]Poi venne alla gente di
Succot e disse: «Ecco Zebach e Zalmunna, a proposito dei quali mi avete insultato
dicendo: Hai tu forse gia nelle mani i polsi di Zebach e Zalmunna perché dobbiamo dare il
pane alla tua gente stanca?». [16]Prese gli anziani della città e con le spine
del deserto e con i cardi castigò gli uomini di Succot. [17]Demolì la torre di
Penuel e uccise gli uomini della città. [18]Poi disse a Zebach e a Zalmunna:
«Come erano gli uomini che avete uccisi al Tabor?». Quelli risposero: «Erano come te;
ognuno di loro aveva l'aspetto di un figlio di re». [19]Egli riprese: «Erano miei
fratelli, figli di mia madre; per la vita del Signore, se aveste risparmiato loro la vita,
io non vi ucciderei!». [20]Poi disse a Ieter, suo primogenito: «Su, uccidili!».
Ma il giovane non estrasse la spada, perché aveva paura, poiché era ancora giovane. [21]Zebach
e Zalmunna dissero: «Suvvia, colpisci tu stesso, poiché qual è l'uomo, tale è la sua
forza». Gedeone si alzò e uccise Zebach e Zalmunna e prese le lunette che i loro
cammelli portavano al collo.
Gedeone. La fine della sua vita
[22]Allora gli Israeliti dissero a Gedeone: «Regna su di noi tu e i tuoi
discendenti, poiché ci hai liberati dalla mano di Madian». [23]Ma Gedeone rispose
loro: «Io non regnerò su di voi né mio figlio regnerà; il Signore regnerà su di
voi». [24]Poi Gedeone disse loro: «Una cosa voglio chiedervi: ognuno di voi mi
dia un pendente del suo bottino». I nemici avevano pendenti d'oro, perché erano
Ismaeliti. [25]Risposero: «Li daremo volentieri». Egli stese allora il mantello e
ognuno vi gettò un pendente del suo bottino». [26]Il peso dei pendenti d'oro, che
egli aveva chiesti, fu di millesettecento sicli d'oro, oltre le lunette, le catenelle e le
vesti di porpora, che i re di Madian avevano addosso, e oltre le collane che i loro
cammelli avevano al collo. [27]Gedeone ne fece un efod che pose in Ofra sua città;
tutto Israele vi si prostrò davanti in quel luogo e ciò divenne una causa di rovina per
Gedeone e per la sua casa. [28]Così Madian fu umiliato davanti agli Israeliti e
non alzò più il capo; il paese rimase in pace per quarant'anni, durante la vita di
Gedeone. [29]Ierub-Baal, figlio di Ioas, tornò a dimorare a casa sua. [30]Gedeone
ebbe settanta figli che gli erano nati dalle molte mogli. [31]Anche la sua
concubina che stava a Sichem gli partorì un figlio, che chiamò Abimèlech. [32]Poi
Gedeone, figlio di Ioas, morì in buona vecchiaia e fu sepolto nella tomba di Ioas suo
padre a Ofra degli Abiezeriti.
Ricaduta di Israele
[33]Dopo la morte di Gedeone gli Israeliti tornarono a prostituirsi a Baal e
presero Baal-Berit come loro dio. [34]Gli Israeliti non si ricordarono del Signore
loro Dio che li aveva liberati dalle mani di tutti i loro nemici all'intorno [35]e
non dimostrarono gratitudine alla casa di Ierub-Baal, cioè di Gedeone, per tutto il bene
che egli aveva fatto a Israele.
Giudici - Capitolo 9
D. Il regno di Abimèlech
[1]Ora Abimèlech, figlio di Ierub-Baal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e
disse loro e a tutta la parentela di sua madre: [2]«Dite agli orecchi di tutti i
signori di Sichem: E' meglio per voi che vi governino settanta uomini, tutti i figli di
Ierub-Baal, o che vi governi un solo uomo? Ricordatevi che io sono del vostro sangue». [3]I
fratelli di sua madre parlarono di lui, ripetendo a tutti i signori di Sichem quelle
parole e il cuor loro si piegò a favore di Abimèlech, perché dicevano: «E' nostro
fratello». [4]Gli diedero settanta sicli d'argento che tolsero dal tempio di
Baal-Berit; con essi Abimèlech assoldò uomini sfaccendati e audaci che lo seguirono. [5]Venne
alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli, figli di
Ierub-Baal, settanta uomini. Ma Iotam, figlio minore di Ierub-Baal, scampò, perché si
era nascosto. [6]Tutti i signori di Sichem e tutta Bet-Millo si radunarono e
andarono a proclamare re Abimèlech presso la Quercia della Stele che si trova a Sichem.
Apologo di Iotam
[7]Ma Iotam, informato della cosa, andò a porsi sulla sommità del monte Garizim
e, alzando la voce, gridò: «Ascoltatemi, signori di Sichem, e Dio ascolterà voi!
[8]Si misero in cammino gli alberi
per ungere un re su di essi.
Dissero all'ulivo:
Regna su di noi.
[9]Rispose loro l'ulivo:
Rinuncerò al mio olio,
grazie al quale
si onorano dei e uomini,
e andrò ad agitarmi sugli alberi?
[10]Dissero gli alberi al fico:
Vieni tu, regna su di noi.
[11]Rispose loro il fico:
Rinuncerò alla mia dolcezza
e al mio frutto squisito,
e andrò ad agitarmi sugli alberi?
[12]Dissero gli alberi alla vite:
Vieni tu, regna su di noi.
[13]Rispose loro la vite:
Rinuncerò al mio mosto
che allieta dei e uomini,
e andrò ad agitarmi sugli alberi?
[14]Dissero tutti gli alberi al rovo:
Vieni tu, regna su di noi.
[15]Rispose il rovo agli alberi:
Se in verità ungete
me re su di voi,
venite, rifugiatevi alla mia ombra;
se no, esca un fuoco dal rovo
e divori i cedri del Libano.
[16]Ora voi non avete agito con lealtà e onestà proclamando re Abimèlech, non
avete operato bene verso Ierub-Baal e la sua casa, non lo avete trattato secondo il merito
delle sue azioni... [17]Perché mio padre ha combattuto per voi, ha esposto al
pericolo la vita e vi ha liberati dalle mani di Madian. [18]Voi invece oggi siete
insorti contro la casa di mio padre, avete ucciso i suoi figli, settanta uomini, sopra una
stessa pietra e avete proclamato re dei signori di Sichem Abimèlech, figlio della sua
schiava, perché è vostro fratello. [19]Se dunque avete operato oggi con
sincerità e con integrità verso Ierub-Baal e la sua casa, godetevi Abimèlech ed egli si
goda voi! [20]Ma se non è così, esca da Abimèlech un fuoco che divori i signori
di Sichem e Bet-Millo; esca dai signori di Sichem e da Bet-Millo un fuoco che divori
Abimèlech!». [21]Iotam corse via, si mise in salvo e andò a stabilirsi a Beer,
lontano da Abimèlech suo fratello.
Rivolta dei Sichemiti contro Abimelèch
[22]Abimèlech dominò su Israele tre anni. [23]Poi Dio mandò un cattivo
spirito fra Abimèlech e i signori di Sichem e i signori di Sichem si ribellarono ad
Abimèlech. [24]Questo avvenne perché la violenza fatta ai settanta figli di
Ierub-Baal ricevesse il castigo e il loro sangue ricadesse su Abimèlech loro fratello,
che li aveva uccisi, e sui signori di Sichem, che gli avevano dato mano per uccidere i
suoi fratelli. [25]I signori di Sichem posero agguati contro di lui sulla cima dei
monti, rapinando chiunque passasse vicino alla strada. Abimèlech fu informato della cosa.
[26]Poi Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli vennero e si stabilirono a Sichem e
i signori di Sichem riposero la fiducia in lui. [27]Usciti nella campagna,
vendemmiarono le loro vigne, pigiarono l'uva e fecero festa. Poi entrarono nella casa del
loro Dio, mangiarono, bevvero e maledissero Abimèlech. [28]Gaal, figlio di Ebed,
disse: «Chi è Abimèlech e che è Sichem, perché dobbiamo servirlo? Non dovrebbero
piuttosto il figlio di Ierub-Baal e Zebul, suo luogotenente, servire gli uomini di Camor,
capostipite di Sichem? Perché dovremmo servirlo noi? [29]Se avessi in mano questo
popolo, io scaccerei Abimèlech e direi: Accresci pure il tuo esercito ed esci in campo».
[30]Ora Zebul, governatore della città, udite le parole di Gaal, figlio di
Ebed, si accese d'ira [31]e mandò messaggeri ad Abimèlech in Aruma per dirgli:
«Ecco Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli sono venuti a Sichem e sollevano la città
contro di te. [32]Alzati dunque di notte con la gente che hai con te e tendi un
agguato nella campagna. [33]Domattina, non appena spunterà il sole, ti alzerai e
piomberai sulla città mentre lui con la sua gente ti uscirà contro: tu gli farai quel
che troverai opportuno». [34]Abimèlech e tutta la gente che era con lui si
alzarono di notte e tesero un agguato contro Sichem, divisi in quattro schiere. [35]Gaal,
figlio di Ebed, uscì e si fermò all'ingresso della porta della città; allora Abimèlech
uscì dall'agguato con la gente che aveva. [36]Gaal, vista quella gente, disse a
Zebul: «Ecco gente che scende dalle cime dei monti». Zebul gli rispose: «Tu vedi
l'ombra dei monti e la prendi per uomini». [37]Gaal riprese a parlare e disse:
«Ecco gente che scende dall'Ombelico della terra e una schiera che giunge per la via
della Quercia dei Maghi». [38]Allora Zebul gli disse: «Dov'è ora la spavalderia
di quando dicevi: Chi è Abimèlech, perché dobbiamo servirlo? Non è questo il popolo
che disprezzavi? Ora esci in campo e combatti contro di lui!». [39]Allora Gaal
uscì alla testa dei signori di Sichem e diede battaglia ad Abimèlech. [40]Ma
Abimèlech lo inseguì ed egli fuggì dinanzi a lui e molti uomini caddero morti fino
all'ingresso della porta. [41]Abimèlech ritornò ad Aruma e Zebul cacciò Gaal e i
suoi fratelli, che non poterono più rimanere a Sichem.
Distruzione di Sichem e presa della torre di Sichem
[42]Il giorno dopo il popolo di Sichem uscì alla campagna e Abimèlech ne fu
informato.
[43]Egli prese la sua gente, la divise in tre schiere e tese un agguato nella
campagna: quando vide che il popolo usciva dalla città, si mosse contro di essi e li
battè. [44]Abimèlech e la sua gente fecero irruzione e si fermarono all'ingresso
della porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su quelli che erano
nella campagna e li colpirono. [45]Abimèlech combattè contro la città tutto quel
giorno, la prese e uccise il popolo che vi si trovava; poi distrusse la città e la
cosparse di sale.
[46]Tutti i signori della torre di Sichem, all'udir questo, entrarono nel
sotterraneo del tempio di El-Berit. [47]Fu riferito ad Abimèlech che tutti i
signori della torre di Sichem si erano adunati. [48]Allora Abimèlech salì sul
monte Zalmon con tutta la gente che aveva con sé; prese in mano la scure, tagliò un ramo
d'albero, lo sollevò e se lo mise in spalla; poi disse alla sua gente: «Quello che mi
avete visto fare, fatelo presto anche voi!». [49]Tutti tagliarono ciascuno un ramo
e seguirono Abimèlech; posero i rami contro il sotterraneo e bruciarono tra le fiamme la
sala con quelli che vi erano dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem,
circa mille persone, fra uomini e donne.
Assedio di Tebes e morte di Abimèlech
[50]Poi Abimèlech andò a Tebes, la cinse d'assedio e la prese. [51]In
mezzo alla città c'era una torre fortificata, dove si rifugiarono tutti i signori della
città, uomini e donne; vi si rinchiusero dentro e salirono sul terrazzo della torre. [52]Abimèlech,
giunto alla torre, l'attaccò e si accostò alla porta della torre per appiccarvi il
fuoco. [53]Ma una donna gettò giù il pezzo superiore di una macina sulla testa di
Abimèlech e gli spaccò il cranio. [54]Egli chiamò in fretta il giovane che gli
portava le armi e gli disse: «Tira fuori la spada e uccidimi, perché non si dica di me:
L'ha ucciso una donna!». Il giovane lo trafisse ed egli morì. [55]Quando gli
Israeliti videro che Abimèlech era morto, se ne andarono ciascuno a casa sua.
[56]Così Dio fece ricadere sopra Abimèlech il male che egli aveva fatto contro
suo padre, uccidendo settanta suoi fratelli. [57]Dio fece anche ricadere sul capo
della gente di Sichem tutto il male che essa aveva fatto; così si avverò su di loro la
maledizione di Iotam, figlio di Ierub-Baal.
Giudici - Capitolo 10
IEFETE E I "GIUDICI MINORI"
6. TOLA
[1]Dopo Abimèlech, sorse a salvare Israele Tola, figlio di Pua, figlio di Dodo,
uomo di Issacar. Dimorava a Samir sulle montagne di Efraim; [2]fu giudice d'Israele
per ventitrè anni, poi morì e fu sepolto a Samir.
7. IAIR
[3]Dopo di lui sorse Iair, il Galaadita, che fu giudice d'Israele per ventidue
anni; [4]ebbe trenta figli che cavalcavano trenta asinelli e avevano trenta città,
che si chiamano anche oggi i Villaggi di Iair e sono nel paese di Gàlaad. [5]Poi
Iair morì e fu sepolto a Kamon.
8. IEFETE
Oppressione degli Ammoniti
[6]Gli Israeliti continuarono a fare ciò che è male agli occhi del Signore e
servirono i Baal, le Astarti, gli dei di Aram, gli dei di Sidòne, gli dei di Moab, gli
dei degli Ammoniti e gli dei dei Filistei; abbandonarono il Signore e non lo servirono
più. [7]L'ira del Signore si accese contro Israele e li mise nelle mani dei
Filistei e nelle mani degli Ammoniti. [8]Questi afflissero e oppressero per
diciotto anni gli Israeliti, tutti i figli d'Israele che erano oltre il Giordano, nel
paese degli Amorrei in Gàlaad. [9]Poi gli Ammoniti passarono il Giordano per
combattere anche contro Giuda, contro Beniamino e contro la casa d'Efraim e Israele fu in
grande angoscia. [10]Allora gli Israeliti gridarono al Signore: «Abbiamo peccato
contro di te, perché abbiamo abbandonato il nostro Dio e abbiamo servito i Baal». [11]Il
Signore disse agli Israeliti: «Non vi ho io liberati dagli Egiziani, dagli Amorrei, dagli
Ammoniti e dai Filistei? [12]Quando quelli di Sidòne, gli Amaleciti e i Madianiti
vi opprimevano e voi gridavate a me, non vi ho forse liberati dalle loro mani? [13]Eppure,
mi avete abbandonato e avete servito altri dei; perciò io non vi salverò più. [14]Andate
a gridare agli dei che avete scelto; vi salvino essi nel tempo della vostra angoscia!». [15]Gli
Israeliti dissero al Signore: «Abbiamo peccato; fà di noi ciò che ti piace; soltanto,
liberaci in questo giorno». [16]Eliminarono gli dei stranieri e servirono il
Signore, il quale non tollerò più a lungo la tribolazione di Israele. [17]Gli
Ammoniti si radunarono e si accamparono in Gàlaad e anche gli Israeliti si adunarono e si
accamparono a Mizpa. [18]Il popolo, i principi di Gàlaad, si dissero l'un l'altro:
«Chi sarà l'uomo che comincerà a combattere contro gli Ammoniti? Egli sarà il capo di
tutti gli abitanti di Gàlaad».
Giudici - Capitolo 11
Iefte pone le condizioni
[1]Ora Iefte, il Galaadita, era uomo forte e valoroso, figlio di una prostituta; lo
aveva generato Gàlaad. [2]Poi la moglie di Gàlaad gli partorì figli e, quando i
figli della moglie furono adulti, cacciarono Iefte e gli dissero: «Tu non avrai eredità
nella casa di nostro padre, perché sei figlio di un'altra donna». [3]Iefte fuggì
lontano dai suoi fratelli e si stabilì nel paese di Tob. Attorno a Iefte si raccolsero
alcuni sfaccendati e facevano scorrerie con lui. [4]Qualche tempo dopo gli Ammoniti
mossero guerra a Israele. [5]Quando gli Ammoniti iniziarono la guerra contro
Israele, gli anziani di Gàlaad andarono a prendere Iefte nel paese di Tob. [6]Dissero
a Iefte: «Vieni, sii nostro condottiero e combatteremo contro gli Ammoniti». [7]Ma
Iefte rispose agli anziani di Gàlaad: «Non siete forse voi quelli che mi avete odiato e
scacciato dalla casa di mio padre? Perché venite da me ora che siete in difficoltà?». [8]Gli
anziani di Gàlaad dissero a Iefte: «Proprio per questo ora ci rivolgiamo a te: verrai
con noi, combatterai contro gli Ammoniti e sarai il capo di noi tutti abitanti di
Gàlaad». [9]Iefte rispose agli anziani di Gàlaad: «Se mi riconducete per
combattere contro gli Ammoniti e il Signore li mette in mio potere, io sarò vostro
capo». [10]Gli anziani di Gàlaad dissero a Iefte: «Il Signore sia testimone tra
di noi, se non faremo come hai detto». [11]Iefte dunque andò con gli anziani di
Gàlaad; il popolo lo costituì suo capo e condottiero e Iefte ripetè le sue parole
davanti al Signore in Mizpa.
Approcci di Iefte con gli Ammoniti
[12]Poi Iefte inviò messaggeri al re degli Ammoniti per dirgli: «Che c'è tra me
e te, perché tu venga contro di me a muover guerra al mio paese?». [13]Il re
degli Ammoniti rispose ai messaggeri di Iefte: «Perché, quando Israele uscì
dall'Egitto, si impadronì del mio territorio, dall'Arnon fino allo Iabbok e al Giordano;
restituiscilo spontaneamente». [14]Iefte inviò di nuovo messaggeri al re degli
Ammoniti per dirgli: [15]«Dice Iefte: Israele non si impadronì del paese di Moab,
né del paese degli Ammoniti; [16]ma, quando Israele uscì dall'Egitto e
attraversò il deserto fino al Mare Rosso e giunse a Kades, [17]mandò messaggeri
al re di Edom per dirgli: Lasciami passare per il tuo paese, ma il re di Edom non
acconsentì. Mandò anche al re di Moab, nemmeno lui volle e Israele rimase a Kades. [18]Poi
camminò per il deserto, fece il giro del paese di Edom e del paese di Moab, giunse a
oriente del paese di Moab e si accampò oltre l'Arnon senza entrare nei territori di Moab;
perché l'Arnon segna il confine di Moab. [19]Allora Israele mandò messaggeri a
Sicon, re degli Amorrei, re di Chesbon, e gli disse: Lasciaci passare dal tuo paese, per
arrivare al nostro. [20]Ma Sicon non si fidò che Israele passasse per i suoi
confini; anzi radunò tutta la sua gente, si accampò a Iaaz e combattè contro Israele. [21]Il
Signore, Dio d'Israele, mise Sicon e tutta la sua gente nelle mani d'Israele, che li
sconfisse; così Israele conquistò tutto il paese degli Amorrei che abitavano quel
territoro; [22]conquistò tutti i territori degli Amorrei, dall'Arnon allo Iabbok e
dal deserto al Giordano. [23]Ora il Signore, Dio d'Israele, ha scacciato gli
Amorrei davanti a Israele suo popolo e tu vorresti possedere il loro paese? [24]Non
possiedi tu quello che Camos tuo dio ti ha fatto possedere? Così anche noi possiederemo
il paese di quelli che il Signore ha scacciati davanti a noi. [25]Sei tu forse più
di Balak, figlio di Zippor, re di Moab? Mosse forse querela ad Israele o gli fece guerra? [26]Da
trecento anni Israele abita a Chesbon e nelle sue dipendenze, ad Aroer e nelle sue
dipendenze e in tutte le città lungo l'Arnon; perché non gliele avete tolte durante
questo tempo? [27]Io non ti ho fatto torto e tu agisci male verso di me, muovendomi
guerra; il Signore giudice giudichi oggi tra gli Israeliti e gli Ammoniti!». [28]Ma
il re degli Ammoniti non ascoltò le parole che Iefte gli aveva mandato a dire.
Il voto di Iefte e la sua vittoria
[29]Allora lo spirito del Signore venne su Iefte ed egli attraversò Gàlaad e
Manàsse, passò a Mizpa di Gàlaad e da Mizpa di Gàlaad raggiunse gli Ammoniti. [30]Iefte
fece voto al Signore e disse: «Se tu mi metti nelle mani gli Ammoniti, [31]la
persona che uscirà per prima dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando
tornerò vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il Signore e io l'offrirò in olocausto». [32]Quindi
Iefte raggiunse gli Ammoniti per combatterli e il Signore glieli mise nelle mani. [33]Egli
li sconfisse da Aroer fin verso Minnit, prendendo loro venti città, e fino ad
Abel-Cheramin. Così gli Ammoniti furono umiliati davanti agli Israeliti. [34]Poi
Iefte tornò a Mizpa, verso casa sua; ed ecco uscirgli incontro la figlia, con timpani e
danze. Era l'unica figlia: non aveva altri figli, né altre figlie. [35]Appena la
vide, si stracciò le vesti e disse: «Figlia mia, tu mi hai rovinato! Anche tu sei con
quelli che mi hanno reso infelice! Io ho dato la mia parola al Signore e non posso
ritirarmi». [36]Essa gli disse: «Padre mio, se hai dato parola al Signore, fà di
me secondo quanto è uscito dalla tua bocca, perché il Signore ti ha concesso vendetta
sugli Ammoniti, tuoi nemici». [37]Poi disse al padre: «Mi sia concesso questo:
lasciami libera per due mesi, perché io vada errando per i monti a piangere la mia
verginità con le mie compagne». [38]Egli le rispose: «Và!», e la lasciò
andare per due mesi. Essa se ne andò con le compagne e pianse sui monti la sua
verginità. [39]Alla fine dei due mesi tornò dal padre ed egli fece di lei quello
che aveva promesso con voto. Essa non aveva conosciuto uomo; di qui venne in Israele
questa usanza: [40]ogni anno le fanciulle d'Israele vanno a piangere la figlia di
Iefte il Galaadita, per quattro giorni.
Giudici - Capitolo 12
Guerra tra Efraim e Gàlaad. Morte di Iefte
[1]Ora gli uomini di Efraim si radunarono, passarono il fiume verso Zafon e dissero
a Iefte: «Perché sei andato a combattere contro gli Ammoniti e non ci hai chiamati con
te? Noi bruceremo te e la tua casa». [2]Iefte rispose loro: «Io e il mio popolo
abbiamo avuto grandi lotte con gli Ammoniti; quando vi ho chiamati in aiuto, non siete
venuti a liberarmi dalle loro mani. [3]Vedendo che voi non venivate in mio aiuto,
ho esposto al pericolo la vita, ho marciato contro gli Ammoniti e il Signore me li ha
messi nelle mani. Perché dunque siete venuti oggi contro di me a muovermi guerra?». [4]Iefte,
radunati tutti gli uomini di Gàlaad, diede battaglia ad Efraim; gli uomini di Gàlaad
sconfissero gli Efraimiti, perché questi dicevano: «Voi siete fuggiaschi di Efraim;
Gàlaad sta in mezzo a Efraim e in mezzo a Manàsse». [5]I Galaaditi
intercettarono agli Efraimiti i guadi del Giordano; quando uno dei fuggiaschi di Efraim
diceva: «Lasciatemi passare», gli uomini di Gàlaad gli chiedevano: «Sei un
Efraimita?». Se quegli rispondeva: «No», [6]i Galaaditi gli dicevano: «Ebbene,
dì Scibbolet», e quegli diceva Sibbolet, non sapendo pronunciare bene. Allora lo
afferravano e lo uccidevano presso i guadi del Giordano. In quella occasione perirono
quarantaduemila uomini di Efraim. [7]Iefte fu giudice d'Israele per sei anni. Poi
Iefte, il Galaadita, morì e fu sepolto nella sua città in Gàlaad.
9. IBSAN
[8]Dopo di lui fu giudice d'Israele Ibsan di Betlemme. [9]Egli ebbe trenta
figli, maritò trenta figlie e fece venire da fuori trenta fanciulle per i suoi figli. Fu
giudice d'Israele per sette anni. [10]Poi Ibsan morì e fu sepolto a Betlemme.
10. ELON
[11]Dopo di lui fu giudice d'Israele Elon, lo Zabulonita; fu giudice d'Israele per
dieci anni. [12]Poi Elon, lo Zabulonita, morì e fu sepolto ad Aialon, nel paese di
Zàbulon.
11. ABDON
[13]Dopo di lui fu giudice d'Israele Abdon, figlio di Illel, di Piraton. [14]Ebbe
quaranta figli e trenta nipoti, i quali cavalcavano settanta asinelli. Fu giudice
d'Israele per otto anni. [15]Poi Abdon, figlio di Illel, il Piratonita, morì e fu
sepolto a Piraton, nel paese di Efraim, sul monte Amalek.
Giudici - Capitolo 13
12. SANSONE
L'annunzio della nascita di Sansone
[1]Gli Israeliti tornarono a fare quello che è male agli occhi del Signore e il
Signore li mise nelle mani dei Filistei per quarant'anni. [2]C'era allora un uomo
di Zorea di una famiglia dei Daniti, chiamato Manoach; sua moglie era sterile e non aveva
mai partorito. [3]L'angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: «Ecco,
tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. [4]Ora
guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla d'immondo. [5]Poiché
ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla cui testa non passerà rasoio, perché
il fanciullo sarà un nazireo consacrato a Dio fin dal seno materno; egli comincerà a
liberare Israele dalle mani dei Filistei». [6]La donna andò a dire al marito:
«Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l'aspetto di un angelo di Dio, un aspetto
terribile. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome, [7]ma
mi ha detto: Ecco tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda
inebriante e non mangiare nulla d'immondo, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio
dal seno materno fino al giorno della sua morte».
Seconda apparizione dell'angelo
[8]Allora Manoach pregò il Signore e disse: «Signore, l'uomo di Dio mandato da te
venga di nuovo da noi e c'insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro». [9]Dio
ascoltò la preghiera di Manoach e l'angelo di Dio tornò ancora dalla donna, mentre stava
nel campo; ma Manoach suo marito non era con lei. [10]La donna corse in fretta ad
informare il marito e gli disse: «Ecco, mi è apparso quell'uomo che venne da me l'altro
giorno». [11]Manoach si alzò, seguì la moglie e giunto a quell'uomo gli disse:
«Sei tu l'uomo che hai parlato a questa donna?». Quegli rispose: «Sono io». [12]Manoach
gli disse: «Quando la tua parola si sarà avverata, quale sarà la norma da seguire per
il bambino e che si dovrà fare per lui?». [13]L'angelo del Signore rispose a
Manoach: «Si astenga la donna da quanto le ho detto. [14]Non mangi nessun prodotto
della vigna, né beva vino o bevanda inebriante e non mangi nulla d'immondo; osservi
quanto le ho comandato». [15]Manoach disse all'angelo del Signore: «Permettici di
trattenerti e di prepararti un capretto!». [16]L'angelo del Signore rispose a
Manoach: «Anche se tu mi trattenessi, non mangerei il tuo cibo; ma se vuoi fare un
olocausto, offrilo al Signore». Manoach non sapeva che quello fosse l'angelo del Signore.
[17]Poi Manoach disse all'angelo del Signore: «Come ti chiami, perché quando si
saranno avverate le tue parole, noi ti rendiamo onore?». [18]L'angelo del Signore
gli rispose: «Perché mi chiedi il nome? Esso è misterioso». [19]Manoach prese
il capretto e l'offerta e li bruciò sulla pietra al Signore, che opera cose misteriose.
Mentre Manoach e la moglie stavano guardando, [20]mentre la fiamma saliva
dall'altare al cielo, l'angelo del Signore salì con la fiamma dell'altare. Manoach e la
moglie, che stavano guardando, si gettarono allora con la faccia a terra [21]e
l'angelo del Signore non apparve più né a Manoach né alla moglie. Allora Manoach
comprese che quello era l'angelo del Signore. [22]Manoach disse alla moglie: «Noi
moriremo certamente, perché abbiamo visto Dio». [23]Ma sua moglie gli disse: «Se
il Signore avesse voluto farci morire, non avrebbe accettato dalle nostre mani l'olocausto
e l'offerta; non ci avrebbe mostrato tutte queste cose né ci avrebbe fatto udire proprio
ora cose come queste».
[24]Poi la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il bambino crebbe e il
Signore lo benedisse. [25]Lo spirito del Signore cominciò a investirlo quando era
a Macane-Dan, fra Zorea ed Estaol.
Giudici - Capitolo 14
Il matrimonio di Sansone
[1]Sansone scese poi a Timna e a Timna vide una donna tra le figlie dei Filistei. [2]Tornato
a casa, disse al padre e alla madre: «Ho visto a Timna una donna, una figlia dei
Filistei; ora prendetemela in moglie». [3]Suo padre e sua madre gli dissero: «Non
c'è una donna tra le figlie dei tuoi fratelli e in tutto il nostro popolo, perché tu
vada a prenderti una moglie tra i Filistei non circoncisi?». Ma Sansone rispose al padre:
«Prendimi quella, perché mi piace». [4]Suo padre e sua madre non sapevano che
questo veniva dal Signore, il quale cercava pretesto di lite dai Filistei. In quel tempo i
Filistei dominavano Israele. [5]Sansone scese con il padre e con la madre a Timna;
quando furono giunti alle vigne di Timna, ecco un leone venirgli incontro ruggendo. [6]Lo
spirito del Signore lo investì e, senza niente in mano, squarciò il leone come si
squarcia un capretto. Ma di ciò che aveva fatto non disse nulla al padre né alla madre. [7]Scese
dunque, parlò alla donna e questa gli piacque. [8]Dopo qualche tempo tornò per
prenderla e uscì dalla strada per vedere la carcassa del leone: ecco nel corpo del leone
c'era uno sciame d'api e il miele. [9]Egli prese di quel miele nel cavo delle mani
e si mise a mangiarlo camminando; quand'ebbe raggiunto il padre e la madre, ne diede loro
ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso il miele dal corpo del leone. [10]Suo
padre scese dunque da quella donna e Sansone fece ivi un banchetto, perché così usavano
fare i giovani. [11]Quando lo ebbero visto, presero trenta compagni perché
stessero con lui.
L'indovinello di Sansone
[12]Sansone disse loro: «Voglio proporvi un indovinello; se voi me lo spiegate
entro i sette giorni del banchetto e se l'indovinate, vi darò trenta tuniche e trenta
mute di vesti; [13]ma se non sarete capaci di spiegarmelo, darete trenta tuniche e
trenta mute di vesti a me». [14]Quelli gli risposero: «Proponi l'indovinello e
noi lo ascolteremo». Egli disse loro:
«Dal divoratore è uscito il cibo
e dal forte è uscito il dolce».
Per tre giorni quelli non riuscirono a spiegare l'indovinello. [15]Al quarto
giorno dissero alla moglie di Sansone: «Induci tuo marito a spiegarti l'indovinello; se
no daremo fuoco a te e alla casa di tuo padre. Ci avete invitati qui per spogliarci?». [16]La
moglie di Sansone si mise a piangergli attorno e a dirgli: «Tu hai per me solo odio e non
mi ami; hai proposto un indovinello ai figli del mio popolo e non me l'hai spiegato!». Le
disse: «Ecco, non l'ho spiegato a mio padre né a mia madre e dovrei spiegarlo a te?». [17]Essa
gli pianse attorno, durante i sette giorni del banchetto; il settimo giorno Sansone glielo
spiegò, perché lo tormentava, ed essa spiegò l'indovinello ai figli del suo popolo. [18]Gli
uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone:
«Che c'è di più dolce del miele?
Che c'è di più forte del leone?».
Rispose loro:
«Se non aveste arato con la mia giovenca,
non avreste sciolto il mio indovinello».
[19]Allora lo spirito del Signore lo investì ed egli scese ad Ascalon; vi
uccise trenta uomini, prese le loro spoglie e diede le mute di vesti a quelli che avevano
spiegato l'indovinello. Poi acceso d'ira, risalì a casa di suo padre [20]e la
moglie di Sansone fu data al compagno che gli aveva fatto da amico di nozze.
Giudici > da capitolo 1 a capitolo 7
Giudici > da capitolo 8 a capitolo 14
Giudici > da capitolo 15 a capitolo 21
Bibbia completa > sommario
|