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LA BIBBIA
Giudici - Capitolo 1
PRIMA INTRODUZIONE
RACCONTO SOMMARIO DELL'INSEDIAMENTO IN CANAAN
Insediamento di Giuda, di Simeone, di Caleb e dei Keniti
[1]Dopo la morte di Giosuè, gli Israeliti consultarono il Signore dicendo: «Chi
di noi andrà per primo a combattere contro i Cananei?». [2]Il Signore rispose:
«Andrà Giuda: ecco, ho messo il paese nelle sue mani». [3]Allora Giuda disse a
Simeone suo fratello: «Vieni con me nel paese, che mi è toccato in sorte, e combattiamo
contro i Cananei; poi anch'io verrò con te in quello che ti è toccato in sorte».
Simeone andò con lui. [4]Giuda dunque si mosse e il Signore mise nelle loro mani i
Cananei e i Perizziti; sconfissero a Bezek diecimila uomini. [5]Incontrato
Adoni-Bezek a Bezek, l'attaccarono e sconfissero i Cananei e i Perizziti. [6]Adoni-Bezek
fuggì, ma essi lo inseguirono, lo catturarono e gli amputarono i pollici delle mani e dei
piedi. [7]Adoni-Bezek disse: «Settanta re con i pollici delle mani e dei piedi
amputati, raccattavano gli avanzi sotto la mia tavola. Quello che ho fatto io, Dio me lo
ripaga». Lo condussero poi a Gerusalemme dove morì.
[8]I figli di Giuda attaccarono Gerusalemme e la presero; la passarono a fil di
spada e l'abbandonarono alle fiamme.
[9]Poi andarono a combattere contro i Cananei che abitavano le montagne, il
Negheb e la Sefela. [10]Giuda marciò contro i Cananei che abitavano a Ebron, che
prima si chiamava Kiriat-Arba, e sconfisse Sesai, Achiman e Talmai. [11]Di là
andò contro gli abitanti di Debir, che prima si chiamava Kiriat-Sefer. [12]Allora
Caleb disse: «A chi batterà Kiriat-Sefer e la prenderà io darò in moglie Acsa mia
figlia». [13]La prese Otniel, figlio di Kenaz, fratello minore di Caleb, e questi
gli diede in moglie sua figlia Acsa. [14]Ora, mentre andava dal marito, egli la
indusse a chiedere un campo a suo padre. Essa scese dall'asino e Caleb le disse: «Che
hai?». [15]Essa rispose: «Fammi un dono; poiché tu mi hai dato una terra arida,
dammi anche qualche fonte d'acqua». Egli le donò la sorgente superiore e la sorgente
inferiore.
[16]I figli del suocero di Mosè, il Kenita, salirono dalla città delle Palme
con i figli di Giuda nel deserto di Giuda, a mezzogiorno di Arad; andarono dunque e si
stabilirono in mezzo al popolo. [17]Poi Giuda marciò con Simeone suo fratello:
sconfissero i Cananei che abitavano in Sefat, votarono allo sterminio la città, che fu
chiamata Corma. [18]Giuda prese anche Gaza con il suo territorio, Ascalon con il
suo territorio ed Ekron con il suo territorio. [19]Il Signore fu con Giuda, che
scacciò gli abitanti delle montagne, ma non potè espellere gli abitanti della pianura,
perché muniti di carri di ferro. [20]Come Mosè aveva ordinato, Ebron fu data a
Caleb, che da essa scacciò i tre figli di Anak.
[21]I figli di Beniamino non scacciarono i Gebusei che abitavano Gerusalemme,
perciò i Gebusei abitano con i figli di Beniamino in Gerusalemme fino ad oggi.
Presa di Betel
[22]Anche la casa di Giuseppe marciò contro Betel e il Signore fu con loro. [23]La
casa di Giuseppe mandò a esplorare Betel, città che prima si chiamava Luz. [24]Gli
esploratori videro un uomo che usciva dalla città e gli dissero: «Insegnaci una via di
accesso alla città e noi ti faremo grazia». [25]Egli insegnò loro la via di
accesso alla città ed essi passarono la città a fil di spada, ma risparmiarono
quell'uomo con tutta la sua famiglia. [26]Quell'uomo andò nel paese degli Hittiti
e vi edificò una città che chiamò Luz: questo è il suo nome fino ad oggi.
Le tribù settentrionali
[27]Manàsse non scacciò gli abitanti di Beisan e delle sue dipendenze, né quelli
di Taanach e delle sue dipendenze, né quelli di Dor e delle sue dipendenze, né quelli
d'Ibleam e delle sue dipendenze, né quelli di Meghiddo e delle sue dipendenze; i Cananei
continuarono ad abitare in quel paese. [28]Quando Israele divenne più forte,
costrinse ai lavori forzati i Cananei, ma non li scacciò del tutto. [29]Nemmeno
Efraim scacciò i Cananei, che abitavano a Ghezer, perciò i Cananei abitarono in Ghezer
in mezzo ad Efraim.
[30]Zàbulon non scacciò gli abitanti di Kitron, né gli abitanti di Naalol; i
Cananei abitarono in mezzo a Zàbulon e furono ridotti in schiavitù. [31]Aser non
scacciò gli abitanti di Acco, né gli abitanti di Sidòne, né quelli di Aclab, di Aczib,
di Elba, di Afik, di Recob; [32]i figli di Aser si stabilirono in mezzo ai Cananei
che abitavano il paese, perché non li avevano scacciati. [33]Nèftali non scacciò
gli abitanti di Bet-Semes, né gli abitanti di Bet-Anat e si stabilì in mezzo ai Cananei
che abitavano il paese; ma gli abitanti di Bet-Semes e di Bet-Anat furono da loro
costretti ai lavori forzati. [34]Gli Amorrei respinsero i figli di Dan sulle
montagne e non li lasciarono scendere nella pianura. [35]Gli Amorrei continuarono
ad abitare Ar-Cheres, Aialon e Saalbim; ma la mano della casa di Giuseppe si aggravò su
di loro e furono costretti ai lavori forzati. [36]Il confine degli Amorrei si
estendeva dalla salita di Akrabbim, da Sela in su.
Giudici - Capitolo 2
L'angelo del Signore annunzia sventure a Israele
[1]Ora l'angelo del Signore salì da Gàlgala a Bochim e disse: «Io vi ho fatti
uscire dall'Egitto e vi ho condotti nel paese, che avevo giurato ai vostri padri di darvi.
Avevo anche detto: Non romperò mai la mia alleanza con voi; [2]voi non farete
alleanza con gli abitanti di questo paese; distruggerete i loro altari. Ma voi non avete
obbedito alla mia voce. Perché avete fatto questo? [3]Perciò anch'io dico: non li
scaccerò dinanzi a voi; ma essi vi staranno ai fianchi e i loro dei saranno per voi un
inciampo».
[4]Appena l'angelo del Signore disse queste parole a tutti gli Israeliti, il
popolo alzò la voce e pianse. [5]Chiamarono quel luogo Bochim e vi offrirono
sacrifici al Signore.
SECONDA INTRODUZIONE
CONSIDERAZIONI GENERALI SUL PERIODO DEI GIUDICI
Morte di Giosuè e interpretazione teologica del periodo
[6]Quando Giosuè ebbe congedato il popolo, gli Israeliti se ne andarono, ciascuno
nel suo territorio, a prendere in possesso il paese. [7]Il popolo servì il Signore
durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè e che avevano visto tutte
le grandi opere, che il Signore aveva fatte in favore d'Israele. [8]Poi Giosuè,
figlio di Nun, servo del Signore, morì a centodieci anni [9]e fu sepolto nel
territorio, che gli era toccato a Timnat-Cheres sulle montagne di Efraim, a settentrione
del monte Gaas. [10]Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; dopo
di essa ne sorse un'altra, che non conosceva il Signore, né le opere che aveva compiute
in favore d'Israele. [11]Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del
Signore e servirono i Baal; [12]abbandonarono il Signore, Dio dei loro padri, che
li aveva fatti uscire dal paese d'Egitto, e seguirono altri dei di quei popoli che avevano
intorno: si prostrarono davanti a loro e provocarono il Signore, [13]abbandonarono
il Signore e servirono Baal e Astarte. [14]Allora si accese l'ira del Signore
contro Israele e li mise in mano a razziatori, che li depredarono; li vendette ai nemici
che stavano loro intorno ed essi non potevano più tener testa ai nemici. [15]Dovunque
uscivano in campo, la mano del Signore era contro di loro, come il Signore aveva detto,
come il Signore aveva loro giurato: furono ridotti all'estremo. [16]Allora il
Signore fece sorgere dei giudici, che li liberavano dalle mani di quelli che li
spogliavano. [17]Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano
ad altri dei e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via battuta dai
loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore: essi non fecero così. [18]Quando
il Signore suscitava loro dei giudici, il Signore era con il giudice e li liberava dalla
mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice; perché il Signore si lasciava
commuovere dai loro gemiti sotto il giogo dei loro oppressori. [19]Ma quando il
giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, seguendo altri dei per
servirli e prostrarsi davanti a loro, non desistendo dalle loro pratiche e dalla loro
condotta ostinata.
Ragioni della permanenza delle nazioni straniere
[20]Perciò l'ira del Signore si accese contro Israele e disse: «Poiché questa
nazione ha violato l'alleanza che avevo stabilita con i loro padri e non hanno obbedito
alla mia voce, [21]nemmeno io scaccerò più dinanzi a loro nessuno dei popoli, che
Giosuè lasciò quando morì. [22]Così, per mezzo loro, metterò alla prova
Israele, per vedere se cammineranno o no sulla via del Signore, come fecero i loro
padri».
[23]Il Signore lasciò quelle nazioni senza affrettarsi a scacciarle e non le
mise nelle mani di Giosuè.
Giudici - Capitolo 3
[1]Queste sono le nazioni che il Signore risparmiò allo scopo di mettere alla
prova Israele per mezzo loro, cioè quanti non avevano visto le guerre di Canaan. [2]Ciò
avvenne soltanto per l'istruzione delle nuove generazioni degli Israeliti, perché
imparassero la guerra, quelli, per lo meno, che prima non l'avevano mai vista: [3]i
cinque capi dei Filistei, tutti i Cananei, quei di Sidòne e gli Evei, che abitavano le
montagne del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all'ingresso di Amat. [4]Queste
nazioni servirono a mettere Israele alla prova per vedere se Israele avrebbe obbedito ai
comandi, che il Signore aveva dati ai loro padri per mezzo di Mosè. [5]Così gli
Israeliti abitarono in mezzo ai Cananei, agli Hittiti, agli Amorrei, ai Perizziti, agli
Evei e ai Gebusei; [6]presero in mogli le figlie di essi, maritarono le proprie
figlie con i loro figli e servirono i loro dei.
STORIA DEI GIUDICI
1. OTNIEL
[7]Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore; dimenticarono il
Signore loro Dio e servirono i Baal e le Asere. [8]Perciò l'ira del Signore si
accese contro Israele e li mise nelle mani di Cusan-Risataim, re del Paese dei due fiumi;
gli Israeliti furono servi di Cusan-Risataim per otto anni. [9]Poi gli Israeliti
gridarono al Signore, e il Signore suscitò loro un liberatore, Otniel, figlio di Kenaz,
fratello minore di Caleb, ed egli li liberò. [10]Lo spirito del Signore fu su di
lui ed egli fu giudice d'Israele; uscì a combattere e il Signore gli diede nelle mani
Cusan-Risataim, re di Aram; la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim. [11]Il
paese rimase in pace per quarant'anni, poi Otniel, figlio di Kenaz, morì.
2. EUD
[12]Gli Israeliti ripresero a fare ciò che è male agli occhi del Signore; il
Signore rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché facevano ciò che è male
agli occhi del Signore. [13]Eglon radunò intorno a sé gli Ammoniti e gli
Amaleciti, fece una spedizione contro Israele, lo battè e si impadronì della città
delle Palme. [14]Gli Israeliti furono schiavi di Eglon, re di Moab, per diciotto
anni. [15]Poi gridarono al Signore ed egli suscitò loro un liberatore, Eud, figlio
di Ghera, Beniaminita, che era mancino. Gli Israeliti mandarono per mezzo di lui un
tributo a Eglon re di Moab. [16]Eud si fece una spada a due tagli, lunga un gomed,
e se la cinse sotto la veste, al fianco destro. [17]Poi presentò il tributo a
Eglon, re di Moab, che era uomo molto grasso. [18]Finita la presentazione del
tributo, ripartì con la gente che l'aveva portato. [19]Ma egli, dal luogo detto
Idoli, che è presso Gàlgala, tornò indietro e disse: «O re, ho una cosa da dirti in
segreto». Il re disse: «Silenzio!» e quanti stavano con lui uscirono. [20]Allora
Eud si accostò al re che stava seduto nel piano di sopra, riservato a lui solo, per la
frescura, e gli disse: «Ho una parola da dirti da parte di Dio». Quegli si alzò dal suo
seggio. [21]Allora Eud, allungata la mano sinistra, trasse la spada dal suo fianco
e gliela piantò nel ventre. [22]Anche l'elsa entrò con la lama; il grasso si
rinchiuse intorno alla lama, perciò egli uscì subito dalla finestra, senza estrargli la
spada dal ventre. [23]Eud uscì nel portico, dopo aver chiuso i battenti del piano
di sopra e aver tirato il chiavistello. [24]Quando fu uscito, vennero i servi, i
quali guardarono e videro che i battenti del piano di sopra erano sprangati; dissero:
«Certo attende ai suoi bisogni nel camerino della stanza fresca». [25]Aspettarono
fino ad essere inquieti, ma quegli non apriva i battenti del piano di sopra. Allora
presero la chiave, aprirono ed ecco il loro signore era steso per terra, morto. [26]Mentre
essi indugiavano, Eud era fuggito e, dopo aver oltrepassato gli Idoli, si era messo in
salvo nella Seira. [27]Appena arrivato là, suonò la tromba sulle montagne di
Efraim e gli Israeliti scesero con lui dalle montagne ed egli si mise alla loro testa. [28]Disse
loro: «Seguitemi, perché il Signore vi ha messo nelle mani i Moabiti, vostri nemici».
Quelli scesero dopo di lui, si impadronirono dei guadi del Giordano, per impedirne il
passo ai Moabiti, e non lasciarono passare nessuno. [29]In quella circostanza
sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno.
[30]Così in quel giorno Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele e il paese rimase
tranquillo per ottant'anni.
3. SAMGAR
[31]Dopo di lui ci fu Samgar figlio di Anat. Egli sconfisse seicento Filistei con
un pungolo da buoi; anch'egli salvò Israele.
Giudici - Capitolo 4
4. DEBORA E BARAK
[1]Eud era morto e gli Israeliti tornarono a fare ciò che è male agli occhi del
Signore. [2]Il Signore li mise nelle mani di Iabin re di Canaan, che regnava in
Cazor. Il capo del suo esercito era Sisara che abitava a Aroset-Goim. [3]Gli
Israeliti gridarono al Signore, perché Iabin aveva novecento carri di ferro e gia da
venti anni opprimeva duramente gli Israeliti.
Debora
[4]In quel tempo era giudice d'Israele una profetessa, Debora, moglie di Lappidot. [5]Essa
sedeva sotto la palma di Debora, tra Rama e Betel, sulle montagne di Efraim, e gli
Israeliti venivano a lei per le vertenze giudiziarie. [6]Essa mandò a chiamare
Barak, figlio di Abinoam, da Kades di Nèftali, e gli disse: «Il Signore, Dio d'Israele,
ti dà quest'ordine: Và, marcia sul monte Tabor e prendi con te diecimila figli di
Nèftali e figli di Zàbulon. [7]Io attirerò verso di te al torrente Kison Sisara,
capo dell'esercito di Iabin, con i suoi carri e la sua numerosa gente, e lo metterò nelle
tue mani». [8]Barak le rispose: «Se vieni anche tu con me, andrò; ma se non
vieni, non andrò». [9]Rispose: «Bene, verrò con te; però non sarà tua la
gloria sulla via per cui cammini; ma il Signore metterà Sisara nelle mani di una donna».
Debora si alzò e andò con Barak a Kades. [10]Barak convocò Zàbulon e Nèftali a
Kades; diecimila uomini si misero al suo seguito e Debora andò con lui.
Eber il Kenita
[11]Ora Eber, il Kenita, si era separato dai Keniti, discendenti di Obab, suocero
di Mosè, e aveva piantato le tende alla Quercia di Saannaim che è presso Kades.
Disfatta di Sisara
[12]Fu riferito a Sisara che Barak, figlio di Abinoam, era salito sul monte Tabor. [13]Allora
Sisara radunò tutti i suoi carri, novecento carri di ferro, e tutta la gente che era con
lui da Aroset-Goim fino al torrente Kison.
[14]Debora disse a Barak: «Alzati, perché questo è il giorno in cui il
Signore ha messo Sisara nelle tue mani. Il Signore non esce forse in campo davanti a
te?». Allora Barak scese dal monte Tabor, seguito da diecimila uomini. [15]Il
Signore sconfisse, davanti a Barak, Sisara con tutti i suoi carri e con tutto il suo
esercito; Sisara scese dal carro e fuggì a piedi. [16]Barak inseguì i carri e
l'esercito fino ad Aroset-Goim; tutto l'esercito di Sisara cadde a fil di spada e non ne
scampò neppure uno.
Morte di Sisara
[17]Intanto Sisara era fuggito a piedi verso la tenda di Giaele, moglie di Eber il
Kenita, perché vi era pace fra Iabin, re di Cazor, e la casa di Eber il Kenita. [18]Giaele
uscì incontro a Sisara e gli disse: «Fermati, mio signore, fermati da me: non temere».
Egli entrò da lei nella sua tenda ed essa lo nascose con una coperta. [19]Egli le
disse: «Dammi un pò d'acqua da bere perché ho sete». Essa aprì l'otre del latte, gli
diede da bere e poi lo ricoprì. [20]Egli le disse: «Stà all'ingresso della
tenda; se viene qualcuno a interrogarti dicendo: C'è qui un uomo?, dirai: Nessuno». [21]Ma
Giaele, moglie di Eber, prese un picchetto della tenda, prese in mano il martello, venne
pian piano a lui e gli conficcò il picchetto nella tempia, fino a farlo penetrare in
terra. Egli era profondamente addormentato e sfinito; così morì. [22]Ed ecco
Barak inseguiva Sisara; Giaele gli uscì incontro e gli disse: «Vieni e ti mostrerò
l'uomo che cerchi». Egli entrò da lei ed ecco Sisara era steso morto con il picchetto
nella tempia.
[23]Così Dio umiliò quel giorno Iabin, re di Canaan, davanti agli Israeliti. [24]La
mano degli Israeliti si fece sempre più pesante su Iabin, re di Canaan, finché ebbero
sterminato Iabin re di Canaan.
Giudici - Capitolo 5
IL CANTICO DI DEBORA E DI BARAK
[1]In quel giorno Debora, con Barak, figlio di Abinoam, pronunciò questo canto:
[2]«Ci furono capi in Israele
per assumere il comando;
ci furono volontari
per arruolarsi in massa:
Benedite il Signore!
[3]Ascoltate, re,
porgete gli orecchi, o principi;
io voglio cantare al Signore,
voglio cantare al Signore,
voglio cantare inni al Signore, Dio d'Israele!
[4]Signore, quando uscivi dal Seir,
quando avanzavi dalla steppa di Edom,
la terra tremò, i cieli si scossero,
le nubi si sciolsero in acqua.
[5]Si stemperarono i monti
davanti al Signore, Signore del Sinai,
davanti al Signore, Dio d'Israele.
[6]Ai giorni di Samgar, figlio di Anat,
ai giorni di Giaele,
erano deserte le strade
e i viandanti deviavano su sentieri tortuosi.
[7]Era cessata ogni autorità di governo,
era cessata in Israele,
fin quando sorsi io, Debora,
fin quando sorsi come madre in Israele.
[8]Si preferivano divinità straniere
e allora la guerra fu alle porte,
ma scudo non si vedeva né lancia
né quarantamila in Israele.
[9]Il mio cuore si volge ai comandanti d'Israele,
ai volontari tra il popolo;
benedite il Signore!
[10]Voi, che cavalcate asine bianche,
seduti su gualdrappe,
voi che procedete sulla via, raccontate;
[11]unitevi al grido degli uomini
schierati fra gli abbeveratoi:
là essi proclamano le vittorie del Signore,
le vittorie del suo governo in Israele,
quando scese alle porte il popolo del Signore.
[12]Dèstati, dèstati, o Debora,
dèstati, dèstati, intona un canto!
Sorgi, Barak, e cattura i tuoi prigionieri,
o figlio di Abinoam!
[13]Allora scesero i fuggiaschi
per unirsi ai principi;
il popolo del Signore
scese a sua difesa tra gli eroi.
[14]Quelli della stirpe di Efraim
scesero nella pianura,
ti seguì Beniamino fra le tue genti.
Dalla stirpe di Machir scesero i comandanti
e da Zàbulon chi impugna lo scettro del comando.
[15]I principi di Issacar mossero con Debora;
Barak si lanciò sui suoi passi nella pianura.
Presso i ruscelli di Ruben grandi erano le esitazioni.
[16]Perché sei rimasto seduto tra gli ovili,
ad ascoltare le zampogne dei pastori?
Presso i ruscelli di Ruben
erano ben grandi le dispute...
[17]Gàlaad dimora oltre il Giordano
e Dan perché vive straniero sulle navi?
Aser si è stabilito lungo la riva del grande mare
e presso le sue insenature dimora.
[18]Zàbulon invece è un popolo che si è esposto
alla morte,
come Nèftali, sui poggi della campagna!
[19]Vennero i re, diedero battaglia,
combatterono i re di Canaan,
a Taanach sulle acque di Meghiddo,
ma non riportarono bottino d'argento.
[20]Dal cielo le stelle diedero battaglia,
dalle loro orbite combatterono contro Sisara.
[21]Il torrente Kison li travolse;
torrente impetuoso fu il torrente Kison...
Anima mia, calpesta con forza!
[22]Allora martellarono gli zoccoli dei cavalli
al galoppo, al galoppo dei corsieri.
[23]Maledite Meroz - dice l'angelo del Signore -
maledite, maledite i suoi abitanti,
perché non vennero in aiuto al Signore,
in aiuto al Signore tra gli eroi.
[24]Sia benedetta fra le donne Giaele,
la moglie di Eber il Kenita,
benedetta fra le donne della tenda!
[25]Acqua egli chiese, latte essa diede,
in una coppa da principi offrì latte acido.
[26]Una mano essa stese al picchetto
e la destra a un martello da fabbri,
e colpì Sisara, lo percosse alla testa,
ne fracassò, ne trapassò la tempia.
[27]Ai piedi di lei si contorse, ricadde, giacque;
ai piedi di lei si contorse, ricadde,
dove si contorse, là ricadde finito.
[28]Dietro la finestra si affaccia e si lamenta
la madre di Sisara, dietro la persiana:
Perché il suo carro tarda ad arrivare?
Perché così a rilento procedono i suoi carri?
[29]Le più sagge sue principesse rispondono
e anche lei torna a dire a se stessa:
[30]Certo han trovato bottino, stan facendo le parti:
una fanciulla, due fanciulle per ogni uomo;
un bottino di vesti variopinte per Sisara,
un bottino di vesti variopinte a ricamo;
una veste variopinta a due ricami
è il bottino per il mio collo...
[31]Così periscano tutti i tuoi nemici, Signore!
Ma coloro che ti amano siano come il sole,
quando sorge con tutto lo splendore».
Poi il paese ebbe pace per quarant'anni.
Giudici - Capitolo 6
5. GEDEONE E ABIMELECH
A. Vocazione di Gedeone
Israele oppresso dai Madianiti
[1]Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li
mise nelle mani di Madian per sette anni. [2]La mano di Madian si fece pesante
contro Israele; per la paura dei Madianiti gli Israeliti adattarono per sé gli antri dei
monti, le caverne e le cime scoscese. [3]Quando Israele aveva seminato, i Madianiti
con i figli di Amalek e i figli dell'oriente venivano contro di lui, [4]si
accampavano sul territorio degli Israeliti, distruggevano tutti i prodotti del paese fino
all'ingresso di Gaza e non lasciavano in Israele mezzi di sussistenza: né pecore, né
buoi, né asini. [5]Poiché venivano con i loro armenti e con le loro tende e
arrivavano numerosi come le cavallette - essi e i loro cammelli erano senza numero - e
venivano nel paese per devastarlo. [6]Israele fu ridotto in grande miseria a causa
di Madian e gli Israeliti gridarono al Signore.
Intervento di un profeta
[7]Quando gli Israeliti ebbero gridato a causa di Madian, [8]il Signore
mandò loro un profeta che disse: «Dice il Signore, Dio d'Israele: Io vi ho fatti uscire
dall'Egitto e vi ho fatti uscire dalla condizione servile; [9]vi ho liberati dalla
mano degli Egiziani e dalla mano di quanti vi opprimevano; li ho scacciati davanti a voi,
vi ho dato il loro paese [10]e vi ho detto: Io sono il Signore vostro Dio; non
venerate gli dei degli Amorrei, nel paese dei quali abitate. Ma voi non avete ascoltato la
mia voce».
Apparizione dell'angelo del Signore a Gedeone
[11]Ora l'angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che
apparteneva a Ioas, Abiezerita; Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel tino per
sottrarlo ai Madianiti. [12]L'angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il
Signore è con te, uomo forte e valoroso!». [13]Gedeone gli rispose: «Signor mio,
se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi
prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: Il Signore non ci ha fatto forse
uscire dall'Egitto? Ma ora il Signore ci ha abbandonati e ci ha messi nelle mani di
Madian». [14]Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Và con questa forza
e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». [15]Gli rispose:
«Signor mio, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manàsse e
io sono il più piccolo nella casa di mio padre». [16]Il Signore gli disse: «Io
sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo». [17]Gli
disse allora: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi
parli. [18]Intanto, non te ne andare di qui prima che io torni da te e porti la mia
offerta da presentarti». Rispose: «Resterò finché tu torni». [19]Allora
Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un'efa di farina preparò
focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto
sotto il terebinto e glielo offrì. [20]L'angelo di Dio gli disse: «Prendi la
carne e le focacce azzime, mettile su questa pietra e versavi il brodo». Egli fece così.
[21]Allora l'angelo del Signore stese l'estremità del bastone che aveva in mano e
toccò la carne e le focacce azzime; salì dalla roccia un fuoco che consumò la carne e
le focacce azzime e l'angelo del Signore scomparve dai suoi occhi. [22]Gedeone vide
che era l'angelo del Signore e disse: «Signore, ho dunque visto l'angelo del Signore
faccia a faccia!». [23]Il Signore gli disse: «La pace sia con te, non temere, non
morirai!». [24]Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo
chiamò Signore-Pace. Esso esiste fino ad oggi a Ofra degli Abiezeriti.
Gedeone contro Baal
[25]In quella stessa notte il Signore gli disse: «Prendi il giovenco di tuo padre
e un secondo giovenco di sette anni, demolisci l'altare di Baal fatto da tuo padre e
taglia il palo sacro che gli sta accanto. [26]Costruisci un altare al Signore tuo
Dio sulla cima di questa roccia, disponendo ogni cosa con ordine; poi prendi il secondo
giovenco e offrilo in olocausto sulla legna del palo sacro che avrai tagliato». [27]Allora
Gedeone prese dieci uomini fra i suoi servitori e fece come il Signore gli aveva ordinato;
ma temendo di farlo di giorno, per paura dei suoi parenti e della gente della città, lo
fece di notte. [28]Quando il mattino dopo la gente della città si alzò, vide che
l'altare di Baal era stato demolito, che il palo sacro accanto era stato tagliato e che il
secondo giovenco era offerto in olocausto sull'altare che era stato costruito. [29]Si
dissero l'un altro: «Chi ha fatto questo?». Investigarono, si informarono e dissero:
«Gedeone, figlio di Ioas, ha fatto questo». [30]Allora la gente della città
disse a Ioas: «Conduci fuori tuo figlio e sia messo a morte, perché ha demolito l'altare
di Baal e ha tagliato il palo sacro che gli stava accanto». [31]Ioas rispose a
quanti insorgevano contro di lui: «Volete difendere voi la causa di Baal e venirgli in
aiuto? Chi vorrà difendere la sua causa sarà messo a morte prima di domattina; se è
Dio, difenda da sé la sua causa, per il fatto che hanno demolito il suo altare». [32]Perciò
in quel giorno Gedeone fu chiamato Ierub-Baal, perché si disse: «Baal difenda la sua
causa contro di lui, perché egli ha demolito il suo altare».
La chiamata alle armi
[33]Ora tutti i Madianiti, Amalek e i figli dell'oriente si radunarono, passarono
il Giordano e si accamparono nella pianura di Izreel. [34]Ma lo spirito del Signore
investì Gedeone; egli suonò la tromba e gli Abiezeriti furono convocati per seguirlo. [35]Egli
mandò anche messaggeri in tutto Manàsse, che fu pure chiamato a seguirlo; mandò anche
messaggeri nelle tribù di Aser, di Zàbulon e di Nèftali, le quali vennero ad unirsi
agli altri.
La prova del vello
[36]Gedeone disse a Dio: «Se tu stai per salvare Israele per mia mano, come hai
detto, [37]ecco, io metterò un vello di lana sull'aia: se c'è rugiada soltanto
sul vello e tutto il terreno resta asciutto, io saprò che tu salverai Israele per mia
mano, come hai detto». [38]Così avvenne. La mattina dopo, Gedeone si alzò per
tempo, strizzò il vello e ne spremette la rugiada: una coppa piena d'acqua. [39]Gedeone
disse a Dio: «Non adirarti contro di me; io parlerò ancora una volta. Lasciami fare la
prova con il vello, solo ancora una volta: resti asciutto soltanto il vello e ci sia la
rugiada su tutto il terreno». [40]Dio fece così quella notte: il vello soltanto
restò asciutto e ci fu rugiada su tutto il terreno.
Giudici - Capitolo 7
B. La Campagna di Gedeone a ovest del Giordano
Il Signore riduce l'esercito di Gedeone
[1]Ierub-Baal dunque, cioè Gedeone, con tutta la gente che era con lui, alzatosi
di buon mattino, si accampò alla fonte di Carod. Il campo di Madian era al nord, verso la
collina di More, nella pianura. [2]Il Signore disse a Gedeone: «La gente che è
con te è troppo numerosa, perché io metta Madian nelle sue mani; Israele potrebbe
vantarsi dinanzi a me e dire: La mia mano mi ha salvato. [3]Ora annunzia davanti a
tutto il popolo: Chiunque ha paura e trema, torni indietro». Gedeone li mise così alla
prova. Tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo e ne rimasero diecimila. [4]Il
Signore disse a Gedeone: «La gente è ancora troppo numerosa; falli scendere all'acqua e
te li metterò alla prova. Quegli del quale ti dirò: Questi venga con te, verrà; e
quegli del quale ti dirò: Questi non venga con te, non verrà». [5]Gedeone fece
dunque scendere la gente all'acqua e il Signore gli disse: «Quanti lambiranno l'acqua con
la lingua, come la lambisce il cane, li porrai da una parte; porrai da un'altra quanti,
per bere, si metteranno in ginocchio». [6]Il numero di quelli che lambirono
l'acqua portandosela alla bocca con la mano, fu di trecento uomini; tutto il resto della
gente si mise in ginocchio per bere l'acqua. [7]Allora il Signore disse a Gedeone:
«Con questi trecento uomini che hanno lambito l'acqua, io vi salverò e metterò i
Madianiti nelle tue mani. Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua». [8]Egli
prese dalle mani del popolo le brocche e le trombe; rimandò tutti gli altri Israeliti
ciascuno alla sua tenda e tenne con sé i trecento uomini. L'accampamento di Madian gli
stava al di sotto, nella pianura.
Presagio di vittoria
[9]In quella stessa notte il Signore disse a Gedeone: «Alzati e piomba sul campo,
perché io te l'ho messo nelle mani. [10]Ma se hai paura di farlo, scendivi con
Pura tuo servo [11]e udrai quello che dicono; dopo, prenderai vigore per piombare
sul campo». Egli scese con Pura suo servo fino agli avamposti dell'accampamento. [12]I
Madianiti, gli Amaleciti e tutti i figli dell'oriente erano sparsi nella pianura e i loro
cammelli erano senza numero come la sabbia che è sul lido del mare. [13]Quando
Gedeone vi giunse, ecco un uomo raccontava un sogno al suo compagno e gli diceva: «Ho
fatto un sogno. Mi pareva di vedere una pagnotta di orzo rotolare nell'accampamento di
Madian: giunse alla tenda, la urtò e la rovesciò e la tenda cadde a terra». [14]Il
suo compagno gli rispose: «Questo non è altro che la spada di Gedeone, figlio di Ioas,
uomo di Israele; Dio ha messo nelle sue mani Madian e tutto l'accampamento». [15]Quando
Gedeone ebbe udito il racconto del sogno e la sua interpretazione, si prostrò; poi tornò
al campo di Israele e disse: «Alzatevi, perché il Signore ha messo nelle vostre mani
l'accampamento di Madian».
La sorpresa
[16]Divise i trecento uomini in tre schiere, consegnò a tutti trombe e brocche
vuote con dentro fiaccole; [17]disse loro: «Guardate me e fate come farò io,
così farete voi. [18]Quando io, con quanti sono con me, suonerò la tromba, anche
voi suonerete le trombe intorno a tutto l'accampamento e griderete: Per il Signore e per
Gedeone!». [19]Gedeone e i cento uomini che erano con lui giunsero all'estremità
dell'accampamento, all'inizio della veglia di mezzanotte, quando appena avevano cambiato
le sentinelle. Egli suonò la tromba spezzando la brocca che aveva in mano. [20]Allora
le tre schiere suonarono le trombe e spezzarono le brocche, tenendo le fiaccole con la
sinistra e con la destra le trombe per suonare e gridarono: «La spada per il Signore e
per Gedeone!». [21]Ognuno di essi rimase al suo posto, intorno all'accampamento;
tutto il campo si mise a correre, a gridare, a fuggire. [22]Mentre quelli suonavano
le trecento trombe, il Signore fece volgere la spada di ciascuno contro il compagno, per
tutto l'accampamento. L'esercito fuggì fino a Bet-Sitta a Zerera fino alla riva di
Abel-Mecola, sopra Tabbat.
L'inseguimento
[23]Gli Israeliti di Nèftali, di Aser e di tutto Manàsse si radunarono e
inseguirono i Madianiti. [24]Intanto Gedeone aveva mandato messaggeri per tutte le
montagne di Efraim a dire: «Scendete contro i Madianiti e tagliate loro i guadi sul
Giordano fino a Bet-Bara». Così tutti gli uomini di Efraim si radunarono e si
impadronirono dei guadi sul Giordano fino a Bet-Bara. [25]Presero due capi di
Madian, Oreb e Zeeb; uccisero Oreb alla roccia di Oreb e Zeeb al Torchio di Zeeb.
Inseguirono i Madianiti e portarono le teste di Oreb e di Zeeb a Gedeone, oltre il
Giordano.
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