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Il libro di giosuč nella sacra bibbia da capitolo 7 a capitolo 12.

LA BIBBIA

Giosuč - Capitolo 7

Violazione del voto di sterminio

[1]Gli Israeliti si resero colpevoli di violazione quanto allo sterminio: Acan, figlio di Carmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerach, della tribł di Giuda, si impadronģ di quanto era votato allo sterminio e allora la collera del Signore si accese contro gli Israeliti.

Scacco davanti ad Ai, sanzione del sacrilegio

[2]Giosuč inviņ uomini di Gerico ad Ai, che č presso Bet-Aven, ad oriente di Betel. Disse loro: «Andate a esplorare la regione». Gli uomini andarono a esplorare Ai. [3]Poi ritornarono da Giosuč e gli dissero: «Non vada tutto il popolo; vadano all'assalto due o tremila uomini per espugnare Ai; non impegnateci tutto il popolo, perché sono pochi». [4]Vi andarono allora del popolo circa tremila uomini, ma si diedero alla fuga dinanzi agli uomini di Ai. [5]Gli uomini di Ai ne uccisero circa trentasei, li inseguirono davanti alla porta fino a Sebarim e li colpirono nella discesa. Allora al popolo venne meno il cuore e si sciolse come acqua.

Preghiera di Giosuč

[6]Giosuč si stracciņ le vesti, si prostrņ con la faccia a terra davanti all'arca del Signore fino alla sera e con lui gli anziani di Israele e sparsero polvere sul loro capo. [7]Giosuč esclamņ: «Signore Dio, perché hai fatto passare il Giordano a questo popolo, per metterci poi nelle mani dell'Amorreo e distruggerci? Se avessimo deciso di stabilirci oltre il Giordano! [8]Perdonami, Signore: che posso dire, dopo che Israele ha voltato le spalle ai suoi nemici? [9]Lo sapranno i Cananei e tutti gli abitanti della regione, ci accerchieranno e cancelleranno il nostro nome dal paese. E che farai tu per il tuo grande nome?».

Risposta del Signore

[10]Rispose il Signore a Giosuč: «Alzati, perché stai prostrato sulla faccia? [11]Israele ha peccato. Essi hanno trasgredito l'alleanza che avevo loro prescritto e hanno preso ciņ che era votato allo sterminio: hanno rubato, hanno dissimulato e messo nei loro sacchi! [12]Gli Israeliti non potranno resistere ai loro nemici, volteranno le spalle ai loro nemici, perché sono incorsi nello sterminio. Non sarņ pił con voi, se non eliminerete da voi chi č incorso nello sterminio. [13]Orsł, santifica il popolo.

Dirai: Santificatevi per domani, perché dice il Signore, Dio di Israele: Uno votato allo sterminio č in mezzo a te, Israele; tu non potrai resistere ai tuoi nemici, finché non eliminerete da voi chi č votato allo sterminio. [14]Vi accosterete dunque domattina secondo le vostre tribł; la tribł che il Signore avrą designato con la sorte si accosterą per famiglie e la famiglia che il Signore avrą designata si accosterą per case; la casa che il Signore avrą designata si accosterą per individui; [15]colui che risulterą votato allo sterminio sarą bruciato dal fuoco con quanto č suo, perché ha trasgredito l'alleanza del Signore e ha commesso un'infamia in Israele».

Scoperta e castigo del colpevole

[16]Giosuč si alzņ di buon mattino e fece accostare Israele secondo le sue tribł e fu designata dalla sorte la tribł di Giuda. [17]Fece accostare le famiglie di Giuda e fu designata la famiglia degli Zerachiti; fece accostare la famiglia degli Zerachiti per case e fu designato Zabdi; [18]fece accostare la sua casa per individui e fu designato dalla sorte Acan, figlio di Carmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerach, della tribł di Giuda. [19]Disse allora Giosuč ad Acan: «Figlio mio, dą gloria al Signore, Dio di Israele, e rendigli omaggio e raccontami ciņ che hai fatto, non me lo nascondere». [20]Rispose Acan a Giosuč: «In veritą, proprio io ho peccato contro il Signore, Dio di Israele, e ho fatto questo e quest'altro. [21]Avevo visto nel bottino un bel mantello di Sennaar, duecento sicli d'argento e un lingotto d'oro del peso di cinquanta sicli; ne sentii bramosia e li presi ed eccoli nascosti in terra in mezzo alla mia tenda e l'argento č sotto». [22]Giosuč mandņ allora messaggeri che corsero alla tenda, ed ecco tutto era nascosto nella tenda e l'argento era sotto. [23]Li presero dalla tenda, li portarono a Giosuč e a tutti gli Israeliti e li deposero davanti al Signore. [24]Giosuč allora prese Acan di Zerach e l'argento, il mantello, il lingotto d'oro, i suoi figli, le sue figlie, il suo bue, il suo asino, le sue pecore, la sua tenda e quanto gli apparteneva. Tutto Israele lo seguiva ed egli li condusse alla valle di Acor. [25]Giosuč disse: «Come tu hai portato sventura a noi, cosģ il Signore oggi la porti a te!». Tutto Israele lo lapidņ, li bruciarono tutti e li uccisero tutti a sassate. [26]Eressero poi sul posto un gran mucchio di pietre, che esiste fino ad oggi. Il Signore allora desistette dal suo tremendo sdegno. Per questo quel luogo si chiama fino ad oggi Valle di Acor.

Giosuč - Capitolo 8

4. PRESA DI AI

Ordine dato a Giosuč

[1]Il Signore disse a Giosuč: «Non temere e non abbatterti. Prendi con te tutti i guerrieri. Su, vą contro Ai. Vedi, io ti metto in mano il re di Ai, il suo popolo, la sua cittą e il suo territorio. [2]Farai ad Ai e al suo re come hai fatto a Gerico e al suo re; tuttavia prenderete per voi il suo bottino e il suo bestiame. Tendi un agguato contro Ai, dietro ad essa».

Manovra di Giosuč

[3]Giosuč dunque e tutti quelli del popolo atti alla guerra si accinsero ad assalire Ai; Giosuč scelse trentamila uomini, guerrieri valenti, li inviņ di notte [4]e comandņ loro: «State attenti: voi tenderete un agguato contro la cittą, dietro ad essa. Non allontanatevi troppo dalla cittą e state tutti pronti. [5]Io, con tutta la gente, mi avvicinerņ alla cittą. Ora, quando essi usciranno contro di noi come l'altra volta, noi fuggiremo davanti a loro. [6]Essi usciranno ad inseguirci finché noi li avremo tirati lontani dalla cittą, perché diranno: Fuggono davanti a noi come l'altra volta! Mentre noi fuggiremo davanti a loro, [7]voi balzerete dall'agguato e occuperete la cittą e il Signore vostro Dio la metterą in vostro potere. [8]Come l'avrete in potere, appiccherete il fuoco alla cittą: farete secondo il comando del Signore. Fate attenzione! Questo č il mio comando». [9]Giosuč allora li inviņ ed essi andarono al luogo dell'agguato e si posero fra Betel e Ai, ad occidente di Ai; Giosuč passņ quella notte in mezzo al popolo. [10]Si alzņ di buon mattino, passņ in rassegna il popolo e andņ con gli anziani di Israele alla testa del popolo verso Ai. [11]Tutti quelli del popolo atti alla guerra, che erano con lui, salendo avanzarono e arrivarono di fronte alla cittą e si accamparono a nord di Ai. Tra Giosuč e Ai c'era di mezzo la valle. [12]Prese circa cinquemila uomini e li pose in agguato tra Betel e Ai, ad occidente della cittą. [13]Il popolo pose l'accampamento a nord di Ai mentre l'agguato era ad occidente della cittą; Giosuč andņ quella notte in mezzo alla valle.

Battaglia di Ai

[14]Non appena il re di Ai si accorse di ciņ, gli uomini della cittą si alzarono in fretta e uscirono per il combattimento incontro ad Israele, il re con tutto il popolo, verso il pendio di fronte all'Araba. Egli non s'accorse che era teso un agguato contro di lui dietro la cittą. [15]Giosuč e tutto Israele si diedero per vinti dinanzi a loro e fuggirono per la via del deserto. [16]Tutta la gente che era dentro la cittą corse ad inseguirli; inseguirono Giosuč e furono attirati lontano dalla cittą. [17]Non ci rimase in Ai nessuno che non inseguisse Israele e cosģ lasciarono aperta la cittą per inseguire Israele.

[18]Disse allora il Signore a Giosuč: «Tendi verso la cittą il giavellotto che tieni in mano, perché io te la metto nelle mani». Giosuč tese il giavellotto, che teneva in mano, verso la cittą. [19]Come ebbe stesa la mano, quelli che erano in agguato balzarono subito dal loro nascondiglio, entrarono di corsa nella cittą, la occuparono e s'affrettarono ad appiccarvi il fuoco.

[20]Gli uomini di Ai si voltarono indietro ed ecco videro che il fumo della cittą si alzava verso il cielo. Allora non ci fu pił possibilitą per loro di fuggire in alcuna direzione, mentre il popolo che fuggiva verso il deserto si rivolgeva contro quelli che lo inseguivano. [21]Infatti Giosuč e tutto Israele s'erano accorti che il gruppo in agguato aveva occupata la cittą e che il fumo della cittą si era levato; si voltarono dunque indietro e colpirono gli uomini di Ai. [22]Anche gli altri uscirono dalcirono dalla cittą contro di loro, e cosģ i combattenti di Ai si trovarono in mezzo agli Israeliti, avendoli da una parte e dall'altra. Li colpirono finché non rimase nessun superstite e fuggiasco. [23]Il re di Ai lo presero vivo e lo condussero da Giosuč. [24]Quando Israele ebbe finito di uccidere tutti i combattenti di Ai nella campagna, nel deserto, dove quelli li avevano inseguiti, e tutti fino all'ultimo furono caduti sotto i colpi della sIsraeliti si riversarono in massa in Ai e la colpirono a fil di spada. [25]Tutti i caduti in quel giorno, uomini e donne, furono dodicimila, tutti di Ai.

Lo sterminio e la rovina

[26]Giosuč non ritirņ la mano, che brandiva il giavellotto, finché non ebbero votato allo sterminio tutti gli abitanti di Ai. [27]Gli Israeliti, secondo l'ordine che il Signore aveva dato a Giosuč, trattennero per sé soltanto il bestiame e il bottino della cittą. [28]Poi Giosuč incendiņ Ai e ne fece una rovina per sempre, una desolazione fino ad oggi. [29]Fece appendere il re di Ai ad un albero fino alla sera. Al calar del sole Giosuč comandņ che il suo cadavere fosse calato dall'albero; lo gettarono all'ingresso della porta della cittą e vi eressero sopra un gran mucchio di pietre, che dura fino ad oggi.

5. SACRIFICIO E LETTURA DELLA LEGGE SUL MONTE EBAL

L'altare di pietra grezza

[30]In quell'occasione Giosuč costruģ un altare al Signore, Dio di Israele, sul monte Ebal, [31]secondo quanto aveva ordinato Mosč, servo del Signore, agli Israeliti, come č scritto nel libro della legge di Mosč, un altare di pietre intatte, non toccate dal ferro; vi si sacrificarono sopra olocausti e si offrirono sacrifici di comunione.

Lettura della legge

[32]In quel luogo scrisse sulle pietre una copia della legge di Mosč, che questi aveva scritto per gli Israeliti. [33]Tutto Israele, i suoi anziani, i suoi scribi, tutti i suoi giudici, forestieri e cittadini stavano in piedi da una parte e dall'altra dell'arca, di fronte ai sacerdoti leviti, che portavano l'arca dell'alleanza del Signore, una metą verso il monte Garizim e l'altra metą verso il monte Ebal, come aveva prima prescritto Mosč, servo del Signore, per benedire il popolo di Israele. [34]Giosuč lesse tutte le parole della legge, la benedizione e la maledizione, secondo quanto č scritto nel libro della legge. [35]Non ci fu parola, di quante Mosč aveva comandate, che Giosuč non leggesse davanti a tutta l'assemblea di Israele, comprese le donne, i fanciulli e i forestieri che soggiornavano in mezzo a loro.

Giosuč - Capitolo 9

6. IL TRATTATO TRA ISRAELE E GLI ABITANTI DI GABAON

Coalizione contro Israele

[1]Non appena ebbero udito questi fatti, tutti i re che si trovavano oltre il Giordano, nella zona montuosa, nel bassopiano collinoso e lungo tutto il litorale del Mar Mediterraneo verso il Libano, gli Hittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti, gli Evei, i Gebusei, [2]si allearono per far guerra di comune accordo contro Giosuč e Israele.

Astuzia degli abitanti di Gąbaon

[3]Invece gli abitanti di Gąbaon, quando ebbero sentito ciņ che Giosuč aveva fatto a Gerico e ad Ai, [4]ricorsero da parte loro ad un'astuzia: andarono a rifornirsi di vettovaglie, presero sacchi sdrusciti per i loro asini, otri di vino consunti, rotti e rappezzati, [5]si misero ai piedi sandali strappati e ricuciti, addosso vestiti logori. Tutto il pane della loro provvigione era secco e sbriciolato. [6]Andarono poi da Giosuč all'accampamento di Gąlgala e dissero a lui e agli Israeliti: «Veniamo da un paese lontano; stringete con noi un'alleanza». [7]La gente di Israele rispose loro: «Forse abitate in mezzo a noi e come possiamo stringere alleanza con voi?». [8]Risposero a Giosuč: «Noi siamo tuoi servi!» e Giosuč chiese loro: «Chi siete e da dove venite?». [9]Gli risposero: «I tuoi servi vengono da un paese molto lontano, a causa del nome del Signore Dio tuo, poiché abbiamo udito della sua fama, di quanto ha fatto in Egitto, [10]di quanto ha fatto ai due re degli Amorrei, che erano oltre il Giordano, a Sicon, re di Chesbon, e ad Og, re di Basan, che era ad Astarot. [11]Ci dissero allora i nostri vecchi e tutti gli abitanti del nostro paese: Rifornitevi di provviste per la strada, andate loro incontro e dite loro: Noi siamo servi vostri, stringete dunque un'alleanza con noi. [12]Questo č il nostro pane: caldo noi lo prendemmo come provvista nelle nostre case quando uscimmo per venire da voi e ora eccolo secco e ridotto in briciole; [13]questi otri di vino, che noi riempimmo nuovi, eccoli rotti e questi nostri vestiti e i nostri sandali sono consunti per il cammino molto lungo». [14]La gente allora prese le loro provviste senza consultare l'oracolo del Signore. [15]Giosuč fece pace con loro e stipulņ l'alleanza di lasciarli vivere; i capi della comunitą s'impegnarono verso di loro con giuramento.

[16]Tre giorni dopo avere stipulato con essi il patto, gli Israeliti vennero a sapere che quelli erano loro vicini e abitavano in mezzo a loro. [17]Allora gli Israeliti partirono e il terzo giorno entrarono nelle loro cittą: le loro cittą erano Gąbaon, Chefira, Beerot e Kiriat-Iarim. [18]Ma gli Israeliti non li uccisero, perché i capi della comunitą avevano loro giurato per il Signore, Dio di Israele, e tutta la comunitą si lamentņ dei capi.

Statuto degli abitanti di Gąbaon

[19]Dissero allora tutti i capi dell'intera comunitą: «Noi abbiamo loro giurato per il Signore, Dio di Israele, e ora non possiamo colpirli. [20]Faremo loro questo: li lasceremo vivere e cosģ non ci sarą su di noi lo sdegno, a causa del giuramento che abbiamo loro prestato». [21]Ma aggiunsero i capi: «Vivano pure, siano perņ tagliatori di legna e portatori d'acqua per tutta la comunitą». Come i capi ebbero loro parlato, [22]Giosuč chiamņ i Gabaoniti e disse loro: «Perché ci avete ingannati, dicendo: Noi abitiamo molto lontano da voi, mentre abitate in mezzo a noi? [23]Orbene voi siete maledetti e nessuno di voi cesserą di essere schiavo e di tagliar legna e di portare acqua per la casa del mio Dio». [24]Risposero a Giosuč e dissero: «Era stato riferito ai tuoi servi quanto il Signore Dio tuo aveva ordinato a Mosč suo servo, di dare cioč a voi tutto il paese e di sterminare dinanzi a voi tutti gli abitanti del paese; allora abbiamo avuto molto timore per le nostre vite a causa vostra e perciņ facemmo tal cosa. [25]Ora eccoci nelle tue mani, trattaci pure secondo quanto č buono e giusto ai tuoi occhi». [26]Li trattņ allora in questo modo: li salvņ dalla mano degli Israeliti, che non li uccisero; [27]e in quel giorno, Giosuč li costituģ tagliatori di legna e portatori di acqua per la comunitą e per l'altare del Signore, nel luogo che Egli avrebbe scelto, fino ad oggi.

Giosuč - Capitolo 10

7. COALIZIONE DEI CINQUE RE AMORREI. CONQUISTA DEL SUD PALESTINESE

Cinque re muovono guerra a Gąbaon

[1]Quando Adoni-Zedek, re di Gerusalemme, venne a sapere che Giosuč aveva preso Ai e l'aveva votata allo sterminio, e che, come aveva fatto a Gerico e al suo re, aveva fatto ad Ai e al suo re e che gli abitanti di Gąbaon avevano fatto pace con gli Israeliti e si trovavano ormai in mezzo a loro, [2]ebbe grande paura, perché Gąbaon, una delle cittą regali, era pił grande di Ai e tutti i suoi uomini erano valorosi. [3]Allora Adoni-Zedek, re di Gerusalemme, mandņ a dire a Oam, re di Ebron, a Piream, re di Iarmut, a Iafia, re di Lachis e a Debir, re di Eglon: [4]«Venite da me, aiutatemi e assaltiamo Gąbaon, perché ha fatto pace con Giosuč e con gli Israeliti». [5]Quelli si unirono e i cinque re amorrei, il re di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis ed il re di Eglon, vennero con tutte le loro truppe, si accamparono contro Gąbaon e le diedero battaglia.

[6]Allora gli uomini di Gąbaon mandarono a dire a Giosuč, all'accampamento di Gąlgala: «Non privare del tuo aiuto i tuoi servi. Vieni presto da noi; salvaci e aiutaci, perché si sono alleati contro di noi tutti i re degli Amorrei, che abitano sulle montagne».

[7]Giosuč partģ da Gąlgala con tutta la gente di guerra e tutti i prodi guerrieri. [8]Allora il Signore disse a Giosuč: «Non aver paura di loro, perché li metto in tuo potere; nessuno di loro resisterą davanti a te».

[9]Giosuč piombņ su di loro d'improvviso: tutta la notte aveva marciato, partendo da Gąlgala.

[10]Il Signore mise lo scompiglio in mezzo a loro dinanzi ad Israele, che inflisse loro in Gąbaon una grande disfatta, li inseguģ verso la salita di Bet-Coron e li battč fino ad Azeka e fino a Makkeda. [11]Mentre essi fuggivano dinanzi ad Israele ed erano alla discesa di Bet-Coron, il Signore lanciņ dal cielo su di essi come grosse pietre fino ad Azeka e molti morirono. Coloro che morirono per le pietre della grandine furono pił di quanti ne uccidessero gli Israeliti con la spada. [12]Allora, quando il Signore mise gli Amorrei nelle mani degli Israeliti, Giosuč disse al Signore sotto gli occhi di Israele:

«Sole, fčrmati in Gąbaon
e tu, luna, sulla valle di Aialon».
[13]Si fermņ il sole
e la luna rimase immobile
finché il popolo non si vendicņ dei nemici.

Non č forse scritto nel libro del Giusto: «Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettņ a calare quasi un giorno intero. [14]Non ci fu giorno come quello, né prima né dopo, perché aveva ascoltato il Signore la voce d'un uomo, perché il Signore combatteva per Israele»?

[15]Poi Giosuč con tutto Israele ritornņ all'accampamento di Gąlgala.

Cinque re nella grotta di Makkeda

[16]Quei cinque re erano fuggiti e si erano nascosti nella grotta in Makkeda. [17]Fu portata a Giosuč la notizia: «Sono stati trovati i cinque re, nascosti nella grotta in Makkeda». [18]Disse loro Giosuč: «Rotolate grosse pietre contro l'entrata della grotta e fate restare presso di essa uomini per sorvegliarli. [19]Voi perņ non fermatevi, inseguite i vostri nemici, attaccateli nella retroguardia e non permettete loro di entrare nelle loro cittą, perché il Signore Dio vostro li mette nelle vostre mani». [20]Quando Giosuč e gli Israeliti ebbero terminato di infliggere loro una strage enorme cosģ da finirli, e i superstiti furono loro sfuggiti ed entrati nelle fortezze, [21]ritornņ tutto il popolo all'accampamento presso Giosuč, in Makkeda, in pace. Nessuno mosse pił la lingua contro gli Israeliti.

[22]Disse allora Giosuč: «Aprite l'ingresso della grotta e fatemi uscire dalla grotta quei cinque re». [23]Cosģ fecero e condussero a lui fuori dalla grotta quei cinque re, il re di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis e il re di Eglon. [24]Quando quei cinque re furono fatti uscire dinanzi a Giosuč, egli convocņ tutti gli Israeliti e disse ai capi dei guerrieri che avevano marciato con lui: «Accostatevi e ponete i vostri piedi sul collo di questi re!». Quelli s'accostarono e posero i piedi sul loro collo. [25]Disse loro Giosuč: «Non temete e non spaventatevi! Siate forti e coraggiosi, perché cosģ farą il Signore a tutti i nemici, contro cui dovrete combattere». [26]Dopo di ciņ, Giosuč li colpģ e li uccise e li fece impiccare a cinque alberi, ai quali rimasero appesi fino alla sera. [27]All'ora del tramonto, per ordine di Giosuč, li calarono dagli alberi, li gettarono nella grotta dove si erano nascosti e posero grosse pietre all'ingresso della grotta: vi sono fino ad oggi.

Conquista delle cittą meridionali di Canaan

[28]Giosuč in quel giorno si impadronģ di Makkeda, la passņ a fil di spada con il suo re, votņ allo sterminio loro e ogni essere vivente che era in essa, non lasciņ un superstite e trattņ il re di Makkeda come aveva trattato il re di Gerico.

[29]Giosuč poi, e con lui Israele, passņ da Makkeda a Libna e mosse guerra contro Libna. [30]Il Signore mise anch'essa e il suo re in potere di Israele, che la passņ a fil di spada con ogni essere vivente che era in essa; non vi lasciņ alcun superstite e trattņ il suo re come aveva trattato il re di Gerico.

[31]Poi Giosuč, e con lui tutto Israele, passņ da Libna a Lachis e si accampņ contro di essa e le mosse guerra. [32]Il Signore mise Lachis in potere di Israele, che la prese il secondo giorno e la passņ a fil di spada con ogni essere vivente che era in essa, come aveva fatto a Libna. [33]Allora, per venire in aiuto a Lachis, era partito Oam, re di Ghezer, e Giosuč battč lui e il suo popolo, fino a non lasciargli alcun superstite.

[34]Poi Giosuč, e con lui tutto Israele, passņ da Lachis ad Eglon, si accamparono contro di essa e le mossero guerra. [35]In quel giorno la presero e la passarono a fil di spada e votarono allo sterminio, in quel giorno, ogni essere vivente che era in essa, come aveva fatto a Lachis. [36]Giosuč poi, e con lui tutto Israele, salģ da Eglon ad Ebron e le mossero guerra. [37]La presero e la passarono a fil di spada con il suo re, tutti i suoi villaggi e ogni essere vivente che era in essa; non lasciņ alcun superstite; come aveva fatto ad Eglon, la votņ allo sterminio con ogni essere vivente che era in essa.

[38]Poi Giosuč, e con lui tutto Israele, si rivolse a Debir e le mosse guerra. [39]La prese con il suo re e tutti i suoi villaggi; li passarono a fil di spada e votarono allo sterminio ogni essere vivente che era in essa; non lasciņ alcun superstite. Trattņ Debir e il suo re come aveva trattato Ebron e come aveva trattato Libna e il suo re.

Ricapitolazione delle conquiste del Sud

[40]Cosģ Giosuč battč tutto il paese: le montagne, il Negheb, il bassopiano, le pendici e tutti i loro re. Non lasciņ alcun superstite e votņ allo sterminio ogni essere che respira, come aveva comandato il Signore, Dio di Israele. [41]Giosuč li colpģ da Kades-Barnea fino a Gaza e tutto il paese di Gosen fino a Gąbaon. [42]Giosuč prese tutti questi re e il loro paese in una sola volta, perché il Signore, Dio di Israele, combatteva per Israele. [43]Poi Giosuč con tutto Israele tornņ all'accampamento di Gąlgala.

Giosuč - Capitolo 11

8. LA CONQUISTA DEL NORD

Coalizione dei re del Nord

[1]Quando Iabin, re di Cazor, seppe queste cose, ne informņ Iobab, il re di Madon, il re di Simron, il re di Acsaf [2]e i re che erano al nord, sulle montagne, nell'Araba a sud di Chinarot, nel bassopiano e sulle colline di Dor dalla parte del mare. [3]I Cananei erano a oriente e a occidente, gli Amorrei, gli Hittiti, i Perizziti, i Gebusei erano sulle montagne e gli Evei erano al di sotto dell'Ermon nel paese di Mizpa.

[4]Allora essi uscirono con tutti i loro eserciti: un popolo numeroso, come la sabbia sulla riva del mare, con cavalli e carri in gran quantitą.

Vittoria di Merom

[5]Si unirono tutti questi re e vennero ad accamparsi insieme presso le acque di Merom, per combattere contro Israele. [6]Allora il Signore disse a Giosuč: «Non temerli, perché domani a quest'ora io li mostrerņ tutti trafitti davanti ad Israele. Taglierai i garretti ai loro cavalli e appiccherai il fuoco ai loro carri». [7]Giosuč con tutti i suoi guerrieri li raggiunse presso le acque di Merom d'improvviso e piombņ su di loro. [8]Il Signore li mise in potere di Israele, che li battč e li inseguģ fino a Sidone la Grande, fino a Misrefot-Maim e fino alla valle di Mizpa ad oriente. Li batterono fino a non lasciar loro neppure un superstite. [9]Giosuč fece loro come gli aveva detto il Signore: tagliņ i garretti ai loro cavalli e appiccņ il fuoco ai loro carri.

Presa di Cazor e delle altre cittą del Nord

[10]In quel tempo Giosuč ritornņ e prese Cazor e passņ a fil di spada il suo re, perché prima Cazor era stata la capitale di tutti quei regni.

[11]Passņ a fil di spada ogni essere vivente che era in essa, votandolo allo sterminio; non lasciņ nessuno vivo e appiccņ il fuoco a Cazor.

[12]Giosuč prese tutti quei re e le oro cittą, passandoli a fil di spada; li votņ allo sterminio, come aveva comandato Mosč, servo del Signore. [13]Tuttavia Israele non incendiņ nessuna delle cittą erette sui colli, fatta eccezione per la sola Cazor, che Giosuč incendiņ. [14]Gli Israeliti presero tutto il bottino di queste cittą e il bestiame; solo passarono a fil di spada tutti gli uomini fino a sterminarli; non lasciarono nessuno vivo.

Il mandato di Mosč eseguito da Giosuč

[15]Come aveva comandato il Signore a Mosč suo servo, Mosč ordinņ a Giosuč e Giosuč cosģ fece: non trascurņ nulla di quanto aveva comandato il Signore a Mosč.

[16]Giosuč si impadronģ di tutto questo paese: le montagne, tutto il Negheb, tutto il paese di Gosen, il bassopiano, l'Araba e le montagne di Israele con il loro bassopiano. [17]Dal monte Calak, che sale verso Seir, a Baal-Gad nella valle del Libano sotto il monte Ermon, prese tutti i loro re, li colpģ e li mise a morte. [18]Per molti giorni Giosuč mosse guerra a tutti questi re. [19]Non ci fu cittą che avesse fatto pace con gli Israeliti, eccetto gli Evei che abitavano Gąbaon: si impadronirono di tutti con le armi. [20]Infatti era per disegno del Signore che il loro cuore si ostinasse nella guerra contro Israele, per votarli allo sterminio, senza che trovassero grazia, e per annientarli, come aveva comandato il Signore a Mosč.

Sterminio degli Anakiti

[21]In quel tempo Giosuč si mosse per eliminare gli Anakiti dalle montagne, da Ebron, da Debir, da Anab, da tutte le montagne di Giuda e da tutte le montagne di Israele. Giosuč li votņ allo sterminio con le loro cittą. [22]Non rimase un Anakita nel paese degli Israeliti; solo ne rimasero a Gaza, a Gat e ad Asdod. [23]Giosuč si impadronģ di tutta la regione, come aveva detto il Signore a Mosč, e Giosuč la diede in possesso ad Israele, secondo le loro divisioni per tribł. Poi il paese non ebbe pił la guerra.

Giosuč - Capitolo 12

9. RICAPITOLAZIONE

I re vinti a est del Giordano

[1]Questi sono i re del paese, che gli Israeliti sconfissero e del cui territorio entrarono in possesso, oltre il Giordano, ad oriente, dal fiume Arnon al monte Ermon, con tutta l'Araba orientale.

[2]Sicon, re degli Amorrei che abitavano in Chesbon; il suo dominio cominciava da Aroer, situata sul margine della valle del torrente Arnon, incluso il centro del torrente, e comprendeva la metą di Gąlaad fino al torrente Iabbok, lungo il confine dei figli di Ammon [3]e inoltre l'Araba fino alla riva orientale del mare di Kinarot e fino alla riva orientale dell'Araba, cioč il Mar Morto, in direzione di Bet-Iesimot e pił a sud, fin sotto le pendici del Pisga.

[4]Inoltre Og, re di Basan, proveniente da un residuo di Refaim, che abitava in Astarot e in Edrei, [5]dominava le montagne dell'Ermon e Salca e tutto Basan sino al confine dei Ghesuriti e dei Maacatiti, inoltre metą di Gąlaad sino al confine di Sicon re di Chesbon. [6]Mosč, servo del Signore, e gli Israeliti li avevano sconfitti e Mosč, servo del Signore, ne diede il possesso ai Rubeniti, ai Gaditi e a metą della tribł di Manąsse.

I re vinti a ovest del Giordano

[7]Questi sono i re del paese che Giosuč e gli Israeliti sconfissero, al di qua del Giordano ad occidente, da Baal-Gad nella valle del Libano fino al monte Calak, che sale verso Seir, e di cui Giosuč diede il possesso alle tribł di Israele secondo le loro divisioni, [8]sulle montagne, nel bassopiano, nell'Araba, sulle pendici, nel deserto e nel Negheb: gli Hittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti, gli Evei e i Gebusei:

[9]il re di Gerico, uno; il re di Ai, che č presso Betel, uno;

[10]il re di Gerusalemme, uno; il re di Ebron, uno;

[11]il re di Iarmut, uno; il re di Lachis, uno;

[12]il re di Eglon, uno; il re di Ghezer, uno;

[13]il re di Debir, uno; il re di Gheder, uno;

[14]il re di Corma, uno; il re di Arad, uno;

[15]il re di Libna, uno; il re di Adullam, uno;

[16]il re di Makkeda, uno; il re di Betel, uno;

[17]il re di Tappuach, uno; il re di Efer, uno;

[18]il re di Afek, uno; il re di Sarom, uno;

[19]il re di Madon, uno; il re di Cazor, uno;

[20]il re di Simron-Meroon, uno; il re di Acsaf, uno;

[21]il re di Taanach, uno; il re di Meghiddo, uno;

[22]il re di Kades, uno; il re di Iokneam del Carmelo, uno;

[23]il re di Dor, sulla collina di Dor, uno;

il re delle genti di Gąlgala, uno;

[24]il re di Tirza, uno. In tutto trentun re.

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