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LA BIBBIA
Genesi - Capitolo 1
I. LE ORIGINI DEL MONDO E DELL'UMANITA'
1. LA CREAZIONE E LA CADUTA
Primo racconto della creazione
[1]In principio Dio creò il cielo e la terra. [2]Ora
la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso
e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
[3]Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. [4]Dio
vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre [5]e
chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu
mattina: primo giorno.
[6]Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque
per separare le acque dalle acque». [7]Dio fece il
firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento,
dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. [8]Dio
chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo
giorno.
[9]Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si
raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così
avvenne. [10]Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle
acque mare. E Dio vide che era cosa buona. [11]E Dio
disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e
alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme,
ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: [12]la
terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna
secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con
il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. [13]E
fu sera e fu mattina: terzo giorno.
[14]Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del
cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni
per le stagioni, per i giorni e per gli anni [15]e servano
da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E
così avvenne: [16]Dio fece le due luci grandi, la luce
maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la
notte, e le stelle. [17]Dio le pose nel firmamento del
cielo per illuminare la terra [18]e per regolare giorno e
notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era
cosa buona. [19]E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
[20]Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi
e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del
cielo». [21]Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli
esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la
loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E
Dio vide che era cosa buona. [22]Dio li benedisse: «Siate
fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli
uccelli si moltiplichino sulla terra». [23]E fu sera e fu
mattina: quinto giorno.
[24]Dio disse: «La terra produca esseri viventi
secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche
secondo la loro specie». E così avvenne: [25]Dio fece le
bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la
propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro
specie. E Dio vide che era cosa buona. [26]E Dio disse:
«Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e
domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul
bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che
strisciano sulla terra».
[27]Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
[28]Dio li benedisse e disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra».
[29]Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che
produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è
il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. [30]A
tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a
tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito
di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. [31]Dio
vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera
e fu mattina: sesto giorno.
Genesi - Capitolo 2
[1]Così furono portati a compimento il cielo e la
terra e tutte le loro schiere. [2]Allora Dio, nel settimo
giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel
settimo giorno da ogni suo lavoro. [3]Dio benedisse il
settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da
ogni lavoro che egli creando aveva fatto. [4a]Queste le
origini del cielo e della terra, quando vennero creati.
La prova della libertà. Il paradiso
[4b]Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, [5]nessun
cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era
spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla
terra e nessuno lavorava il suolo [6]e faceva salire dalla
terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; [7]allora
il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò
nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere
vivente.
[8]Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a
oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. [9]Il
Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi
graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della
vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e
del male. [10]Un fiume usciva da Eden per irrigare il
giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. [11]Il
primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese
di Avìla, dove c'è l'oro [12]e l'oro di quella terra è
fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'ònice. [13]Il
secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il
paese d'Etiopia. [14]Il terzo fiume si chiama Tigri: esso
scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate.
[15]Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino
di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
[16]Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu
potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, [17]ma
dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi
mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente
moriresti».
[18]Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo
sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». [19]Allora
il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche
e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere
come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse
chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo
nome. [20]Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a
tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma
l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. [21]Allora
il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si
addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al
suo posto. [22]Il Signore Dio plasmò con la costola, che
aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. [23]Allora
l'uomo disse:
«Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa.
La si chiamerà donna
perché dall'uomo è stata tolta».
[24]Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua
madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. [25]Ora
tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano
vergogna.
Genesi - Capitolo 3
La caduta
[1]Il serpente era la più astuta di tutte le bestie
selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E'
vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del
giardino?». [2]Rispose la donna al serpente: «Dei frutti
degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, [3]ma del
frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non
ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti
morirete». [4]Ma il serpente disse alla donna: «Non
morirete affatto! [5]Anzi, Dio sa che quando voi ne
mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio,
conoscendo il bene e il male». [6]Allora la donna vide
che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e
desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne
mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e
anch'egli ne mangiò. [7]Allora si aprirono gli occhi di
tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie
di fico e se ne fecero cinture.
[8]Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel
giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si
nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. [9]Ma
il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». [10]Rispose:
«Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché
sono nudo, e mi sono nascosto».
[11]Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai
forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non
mangiare?».
[12]Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta
accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». [13]Il
Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la
donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
[14]Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché tu hai fatto questo,
sii tu maledetto più di tutto il bestiame
e più di tutte le bestie selvatiche;
sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
[15]Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stripe
e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
[16]Alla donna disse:
«Moltiplicherò
i tuoi dolori e le tue gravidanze,
con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto,
ma egli ti dominerà».
[17]All'uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di
tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato:
Non ne devi mangiare,
maledetto sia il suolo per causa tua!
Con dolore ne trarrai il cibo
per tutti i giorni della tua vita.
[18]Spine e cardi produrrà per te
e mangerai l'erba campestre.
[19]Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;
finchè tornerai alla terra,
perchè da essa sei stato tratto:
polvere tu sei e in polvere tornerai!».
[20]L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la
madre di tutti i viventi.
[21]Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche
di pelli e le vestì.
[22]Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è
diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male.
Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero
della vita, ne mangi e viva sempre!». [23]Il Signore Dio
lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da
dove era stato tratto. [24]Scacciò l'uomo e pose ad
oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada
folgorante, per custodire la via all'albero della vita.
Genesi - Capitolo 4
Caino e Abele
[1]Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e
partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». [2]Poi
partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di
greggi e Caino lavoratore del suolo.
[3]Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo
in sacrificio al Signore; [4]anche Abele offrì
primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì
Abele e la sua offerta, [5]ma non gradì Caino e la sua
offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.
[6]Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato
e perché è abbattuto il tuo volto? [7]Se agisci bene,
non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato
è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma
tu dòminalo». [8]Caino disse al fratello Abele:
«Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò
la mano contro il fratello Abele e lo uccise. [9]Allora il
Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli
rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?».
[10]Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo
fratello grida a me dal suolo! [11]Ora sii maledetto lungi
da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di
tuo fratello. [12]Quando lavorerai il suolo, esso non ti
darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla
terra». [13]Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la
mia colpa per ottenere perdono? [14]Ecco, tu mi scacci
oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io
sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà
mi potrà uccidere». [15]Ma il Signore gli disse: «Però
chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il
Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque
l'avesse incontrato. [16]Caino si allontanò dal Signore e
abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.
La discendenza di Caino
[17]Ora Caino si unì alla moglie che concepì e
partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che
chiamò Enoch, dal nome del figlio. [18]A Enoch nacque
Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e
Metusaèl generò Lamech. [19]Lamech si prese due mogli:
una chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla. [20]Ada
partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende
presso il bestiame. [21]Il fratello di questi si chiamava
Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di
flauto. [22]Zilla a sua volta partorì Tubalkàin, il
fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella
di Tubalkàin fu Naama.
[23]Lamech disse alle mogli:
Ada e Zilla, ascoltate la mia voce;
mogli di Lamech, porgete l'orecchio al mio dire:
Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura
e un ragazzo per un mio livido.
[24]Sette volte sarà vendicato Caino
ma Lamech settantasette».
Set e i suoi discendenti
[25]Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un
figlio e lo chiamò Set. «Perché - disse - Dio mi ha concesso
un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha
ucciso».
[26]Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò
Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore.
Genesi - Capitolo 5
I patriarchi prediluviani
[1]Questo è il libro della genealogia di Adamo. Quando
Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio; [2]maschio
e femmina li creò, li benedisse e li chiamò uomini quando
furono creati. [3]Adamo aveva centotrenta anni quando
generò a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio e lo chiamò
Set. [4]Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora
ottocento anni e generò figli e figlie. [5]L'intera vita
di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì.
[6]Set aveva centocinque anni quando generò Enos; [7]dopo
aver generato Enos, Set visse ancora ottocentosette anni e
generò figli e figlie. [8]L'intera vita di Set fu di
novecentododici anni; poi morì.
[9]Enos aveva novanta anni quando generò Kenan; [10]Enos,
dopo aver generato Kenan, visse ancora ottocentoquindici anni e
generò figli e figlie. [11]L'intera vita di Enos fu di
novecentocinque anni; poi morì.
[12]Kenan aveva settanta anni quando generò
Maalaleèl; [13]Kenan dopo aver generato Maalaleèl visse
ancora ottocentoquaranta anni e generò figli e figlie. [14]L'intera
vita di Kenan fu di novecentodieci anni; poi morì.
[15]Maalaleèl aveva sessantacinque anni quando generò
Iared; [16]Maalaleèl dopo aver generato Iared, visse
ancora ottocentrenta anni e generò figli e figlie. [17]L'intera
vita di Maalaleèl fu di ottocentonovantacinque anni; poi morì.
[18]Iared aveva centosessantadue anni quando generò
Enoch; [19]Iared, dopo aver generato Enoch, visse ancora
ottocento anni e generò figli e figlie. [20]L'intera vita
di Iared fu di novecentosessantadue anni; poi morì.
[21]Enoch aveva sessantacinque anni quando generò
Matusalemme. [22]Enoch camminò con Dio; dopo aver
generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e generò
figli e figlie. [23]L'intera vita di Enoch fu di
trecentosessantacique anni. [24]Poi Enoch cammino con Dio
e non fu più perché Dio l'aveva preso.
[25]Matusalemme aveva centottantasette anni quando
generò Lamech; [26]Matusalemme, dopo aver generato
Lamech, visse ancora settecentottantadue anni e generò figli e
figlie. [27]L'intera vita di Matusalemme fu di
novecentosessantanove anni; poi morì.
[28]Lamech aveva centottantadue anni quando generò un
figlio [29]e lo chiamò Noè, dicendo: «Costui ci
consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre mani, a
causa del suolo che il Signore ha maledetto». [30]Lamech,
dopo aver generato Noè, visse ancora cinquecentonovantacinque
anni e generò figli e figlie. [31]L'intera vita di Lamech
fu di settecentosettantasette anni; poi morì.
[32]Noè aveva cinquecento anni quando generò Sem, Cam
e Iafet.
Genesi - Capitolo 6
Figli di Dio e figlie degli uomini
[1]Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla
terra e nacquero loro figlie, [2]i figli di Dio videro che
le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante
ne vollero. [3]Allora il Signore disse: «Il mio spirito
non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua
vita sarà di centoventi anni».
[4]C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche
dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini
e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi
dell'antichità, uomini famosi.
2. IL DILUVIO
La corruzione dell'umanità
[5]Il Signore vide che la malvagità degli uomini era
grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore
non era altro che male. [6]E il Signore si pentì di aver
fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. [7]Il
Singore disse: «Sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato:
con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo,
perché sono pentito d'averli fatti». [8]Ma Noè trovò
grazia agli occhi del Signore.
[9]Questa è la storia di Noè. Noè era uomo giusto e
integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio. [10]Noè
generò tre figli: Sem, Cam, e Iafet. [11]Ma la terra era
corrotta davanti a Dio e piena di violenza.
[12]Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta,
perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra.
Preparativi del diluvio
[13]Allora Dio disse a Noè: «E' venuta per me la fine
di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di
violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. [14]Fatti
un'arca di legno di cipresso; dividerai l'arca in scompartimenti
e la spalmerai di bitume dentro e fuori. [15]Ecco come
devi farla: l'arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta
di larghezza e trenta di altezza. [16]Farai nell'arca un
tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato metterai
la porta dell'arca. La farai a piani: inferiore, medio e
superiore.
[17]Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla
terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito
di vita; quanto è sulla terra perirà. [18]Ma con te io
stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell'arca tu e con te i tuoi
figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. [19]Di quanto
vive, di ogni carne, introdurrai nell'arca due di ogni specie,
per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina. [20]Degli
uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la propria
specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro specie,
due d'ognuna verranno con te, per essere conservati in vita. [21]Quanto
a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso
di te: sarà di nutrimento per te e per loro». [22]Noè
eseguì tutto; come Dio gli aveva comandato, così egli fece.
Genesi - Capitolo 7
[1]Il Signore disse a Noè: «Entra nell'arca tu con
tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in
questa generazione. [2]D'ogni animale mondo prendine con
te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non
sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. [3]Anche
degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per
conservarne in vita la razza su tutta la terra. [4]Perché
tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e
quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho
fatto». [5]Noè fece quanto il Signore gli aveva
comandato.
[6]Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio,
cioè le acque sulla terra. [7]Noè entrò nell'arca e con
lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per
sottrarsi alle acque del diluvio. [8]Degli animali mondi e
di quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che
strisciano sul suolo [9]entrarono a due a due con Noè
nell'arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè.
[10]Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono
sopra la terra; [11]nell'anno seicentesimo della vita di
Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in
quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande
abisso e le cateratte del cielo si aprirono. [12]Cadde la
pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti. [13]In
quello stesso giorno entrò nell'arca Noè con i figli Sem, Cam e
Iafet, la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli: [14]essi
e tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame
secondo la sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla
terra secondo la loro specie, tutti i volatili secondo la loro
specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati. [15]Vennero
dunque a Noè nell'arca, a due a due, di ogni carne in cui è il
soffio di vita. [16]Quelli che venivano, maschio e femmina
d'ogni carne, entrarono come gli aveva comandato Dio: il Signore
chiuse la porta dietro di lui.
L'inondazione
[17]Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le
acque crebbero e sollevarono l'arca che si innalzò sulla terra. [18]Le
acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l'arca
galleggiava sulle acque. [19]Le acque si innalzarono
sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti
che sono sotto tutto il cielo. [20]Le acque superarono in
altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto.
[21]Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra,
uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla
terra e tutti gli uomini. [22]Ogni essere che ha un alito
di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta
morì.
[23]Così fu sterminato ogni essere che era sulla
terra: con gli uomini, gli animali domestici, i rettili e gli
uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase
solo Noè e chi stava con lui nell'arca.
[24]Le acque restarono alte sopra la terra
centocinquanta giorni.
Genesi - Capitolo 8
L'abbassamento delle acque
[1]Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di
tutti gli animali domestici che erano con lui nell'arca. Dio fece
passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono. [2]Le
fonti dell'abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu
trattenuta la pioggia dal cielo; [3]le acque andarono via
via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta
giorni. [4]Nel settimo mese, il diciasette del mese,
l'arca si posò sui monti dell'Ararat. [5]Le acque
andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese,
il primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti.
[6]Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra
che aveva fatta nell'arca e fece uscire un corvo per vedere se le
acque si fossero ritirate. [7]Esso uscì andando e
tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra. [8]Noè
poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero
ritirate dal suolo; [9]ma la colomba, non trovando dove
posare la pianta del piede, tornò a lui nell'arca, perché c'era
ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e
la fece rientrare presso di sé nell'arca. [10]Attese
altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arca [11]e
la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel
becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano
ritirate dalla terra. [12]Aspettò altri sette giorni, poi
lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.
[13]L'anno seicentouno della vita di Noè, il primo
mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate
sulla terra; Noè tolse la copertura dell'arca ed ecco la
superficie del suolo era asciutta. [14]Nel secondo mese,
il ventisette del mese, tutta la terra fu asciutta.
L'uscita dall'arca
[15]Dio ordinò a Noè: [16]«Esci dall'arca tu
e tua moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con te. [17]Tutti
gli animali d'ogni specie che hai con te, uccelli, bestiame e
tutti i rettili che strisciano sulla terra, falli uscire con te,
perché possano diffondersi sulla terra, siano fecondi e si
moltiplichino su di essa».
[18]Noè uscì con i figli, la moglie e le mogli dei
figli. [19]Tutti i viventi e tutto il bestiame e tutti gli
uccelli e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo la
loro specie, uscirono dall'arca. [20]Allora Noè edificò
un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di
uccelli mondi e offrì olocausti sull'altare. [21]Il
Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: «Non maledirò
più il suolo a causa dell'uomo, perché l'istinto del cuore
umano è incline al male fin dalla adolescenza; né colpirò più
ogni essere vivente come ho fatto.
[22]Finché durerà la terra,
seme e messe,
freddo e caldo,
estate e inverno,
giorno e notte
non cesseranno».
Genesi - Capitolo 9
Il nuovo ordine del mondo
[1]Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. [2]Il
timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in
tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto
striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro
potere. [3]Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo:
vi do tutto questo, come gia le verdi erbe. [4]Soltanto
non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. [5]Del
sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto;
ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto
della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello.
[6]Chi sparge il sangue dell'uomo
dall'uomo il suo sangue sarà sparso,
perché ad immagine di Dio
Egli ha fatto l'uomo.
[7]E voi, siate fecondi e moltiplicatevi,
siate numerosi sulla terra e dominatela».
[8]Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: [9]«Quanto
a me, ecco io stabilisco la mia alleanza coni vostri discendenti
dopo di voi; [10]con ogni essere vivente che è con voi,
uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che
sono usciti dall'arca. [11]Io stabilisco la mia alleanza
con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del
diluvio, né più il diluvio devasterà la terra».
[12]Dio disse:
«Questo è il segno dell'alleanza,
che io pongo
tra me e voi
e tra ogni essere vivente
che è con voi
per le generazioni eterne.
[13]Il mio arco pongo sulle nubi
ed esso sarà il segno dell'alleanza
tra me e la terra.
[14]Quando radunerò
le nubi sulla terra
e apparirà l'arco sulle nubi
[15]ricorderò la mia alleanza
che è tra me e voi
e tra ogni essere che vive in ogni carne
e noi ci saranno più le acque
per il diluvio, per distruggere ogni carne.
[16]L'arco sarà sulle nubi
e io lo guarderò per ricordare l'alleanza eterna
tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne
che è sulla terra».
[17]Disse Dio a Noè: «Questo è il segno
dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è
sulla terra».
3. DAL DILUVIO AD ABRAMO
Noè e i suoi figli
[18]I figli di Noè che uscirono dall'arca furono Sem,
Cam e Iafet; Cam è il padre di Canaan. [19]Questi tre
sono i figli di Noè e da questi fu popolata tutta la terra.
[20]Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a
piantare una vigna. [21]Avendo bevuto il vino, si ubriacò
e giacque scoperto all'interno della sua tenda. [22]Cam,
padre di Canaan, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai
due fratelli che stavano fuori. [23]Allora Sem e Iafet
presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e,
camminando a ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto
la faccia indietro, non videro il padre scoperto.
[24]Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza, seppe
quanto gli aveva fatto il figlio minore; [25]allora disse:
«Sia maledetto Canaan!
Schiavo degli schiavi
sarà per i suoi fratelli!». [26]Disse poi:
«Benedetto il Signore, Dio di Sem,
Canaan sia suo schiavo!
[27]Dio dilati Iafet
e questi dimori nelle tende di Sem,
Canaan sia suo schiavo!».
[28]Noè visse, dopo il diluvio, trecentocinquanta
anni. [29]L'intera vita di Noè fu di novecentocinquanta
anni, poi morì.
Genesi - Capitolo 10
La terra popolata
[1]Questa è la discendenza dei figli di Noè: Sem, Cam
e Iafet, ai quali nacquero figli dopo il diluvio.
[2]I figli di Iafet: Gomer, Magog, Madai, Iavan, Tubal,
Mesech e Tiras.
[3]I figli di Gomer: Askenaz, Rifat e Togarma.
[4]I figli di Iavan: Elisa, Tarsis, quelli di Cipro e
quelli di Rodi.
[5]Da costoro derivarono le nazioni disperse per le
isole nei loro territori, ciascuno secondo la propria lingua e
secondo le loro famiglie, nelle loro nazioni.
[6]I figli di Cam: Etiopia, Egitto, Put e Canaan.
[7]I figli di Etiopia: Seba, Avìla, Sabta, Raama e
Sàbteca.
I figli di Raama: Saba e Dedan.
[8]Ora Etiopia generò Nimrod: costui cominciò a
essere potente sulla terra.
[9]Egli era valente nella caccia davanti al Signore,
perciò si dice: «Come Nimrod, valente cacciatore davanti al
Signore». [10]L'inizio del suo regno fu Babele, Uruch,
Accad e Calne, nel paese di Sennaar. [11]Da quella terra
si portò ad Assur e costruì Ninive, Recobot-Ir e Càlach [12]e
Resen tra Ninive e Càlach; quella è la grande città.
[13]Egitto generò quelli di Lud, Anam, Laab, Naftuch, [14]Patros,
Casluch e Caftor, da dove uscirono i Filistei.
[15]Canaan generò Sidone, suo primogenito, e Chet [16]e
il Gebuseo, l'Amorreo, il Gergeseo, [17]l'Eveo, l'Archita
e il Sineo, [18]l'Arvadita, il Semarita e l'Amatita. In
seguito si dispersero le famiglie dei Cananei. [19]Il
confine dei Cananei andava da Sidone in direzione di Gerar fino a
Gaza, poi in direzione di Sòdoma, Gomorra, Adma e Zeboim, fino a
Lesa. [20]Questi furono i figli di Cam secondo le loro
famiglie e le loro lingue, nei loro territori e nei loro popoli.
[21]Anche a Sem, padre di tutti i figli di Eber,
fratello maggiore di Jafet, nacque una dicendenza.
[22]I figli di Sem: Elam, Assur, Arpacsad, Lud e Aram.
[23]I figli di Aram: Uz, Cul, Gheter e Mas.
[24]Arpacsad generò Selach e Selach generò Eber. [25]A
Eber nacquero due figli: uno si chiamò Peleg, perché ai suoi
tempi fu divisa la terra, e il fratello si chiamò Joktan.
[26]Joktan generò Almodad, Selef, Ascarmavet, Jerach, [27]Adòcam,
Uzal, Dikla, [28]Obal, Abimaèl, Saba, [29]Ofir,
Avìla e Ibab. Tutti questi furono i figli di Joktan; [30]la
loro sede era sulle montagne dell'oriente, da Mesa in direzione
di Sefar.
[31]Questi furono i figli di Sem secondo le loro
famiglie e le loro lingue, territori, secondo i loro popoli.
[32]Queste furono le famiglie dei figli di Noè secondo
le loro generazioni, nei loro popoli. Da costoro si dispersero le
nazioni sulla terra dopo il diluvio.
Genesi - Capitolo 11
La torre di Babele
[1]Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse
parole. [2]Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in
una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. [3]Si
dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli
al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da
cemento. [4]Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città
e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome,
per non disperderci su tutta la terra». [5]Ma il Signore
scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano
costruendo. [6]Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo
popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della
loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà
loro impossibile. [7]Scendiamo dunque e confondiamo la
loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua
dell'altro». [8]Il Signore li disperse di là su tutta la
terra ed essi essarono di costruire la città. [9]Per
questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la
lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta
la terra.
I patriarchi postdiluviani
[10]Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento
anni quando generò Arpacsad, due anni dopo il diluvio; [11]Sem,
dopo aver generato Arpacsad, visse cinquecento anni e generò
figli e figlie.
[12]Arpacsad aveva trentacinque anni quando generò
Selach; [13]Arpacsad, dopo aver generato Selach, visse
quattrocentotrè anni e generò figli e figlie.
[14]Selach aveva trent'anni quando generò Eber; [15]Selach,
dopo aver generato Eber, visse quattrocentotrè anni e generò
figli e figlie.
[16]Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg;
[17]Eber, dopo aver generato Peleg, visse
quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie.
[18]Peleg aveva trent'anni quando generò Reu; [19]Peleg,
dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e generò figli e
figlie.
[20]Reu aveva trentadue anni quando generò Serug; [21]Reu,
dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e generò
figli e figlie.
[22]Serug aveva trent'anni quando generò Nacor; [23]Serug,
dopo aver generato Nacor, visse duecento anni e generò figli e
figlie.
[24]Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach; [25]Nacor,
dopo aver generato Terach, visse centodiciannove anni e generò
figli e figlie.
[26]Terach aveva settant'anni quando generò Abram,
Nacor e Aran.
La discendenza di Terach
[27]Questa è la posterità di Terach: Terach generò
Abram, Nacor e Aran: Aran generò Lot. [28]Aran poi morì
alla presenza di suo padre Terach nella sua terra natale, in Ur
dei Caldei. [29]Abram e Nacor si presero delle mogli; la
moglie di Abram si chiamava Sarai e la moglie di Nacor Milca,
ch'era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca. [30]Sarai
era sterile e non aveva figli.
[31]Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio
di Aran, figlio cioè del suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie
di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare
nel paese di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si
stabilirono.
[32]L'età della vita di Terach fu di duecentocinque
anni; Terach morì in Carran.
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