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LA BIBBIA
Ester - Capitolo 6
IV. RIVINCITA DEI GIUDEI
Smacco di Aman
[1]Quella notte il re non poteva prendere sonno. Allora
ordinò che gli si portasse il libro delle memorie, le cronache,
e ne fu fatta la lettura alla presenza del re. [2]Vi si
trovò scritto che Mardocheo aveva denunciato Bigtàn e Tères, i
due eunuchi del re tra i custodi della soglia, i quali avevano
cercato di porre le mani sulla persona del re Assuero. [3]Allora
il re chiese: «Che si è fatto per dare a Mardocheo onore e
grandezza in premio di questo?». I giovani che servivano il re
risposero: «Non s'è fatto nulla per lui». [4]Il re
disse: «Chi c'è nell'atrio?». Appunto Amàn era venuto
nell'atrio esterno della reggia per dire al re di impiccare
Mardocheo al palo che egli aveva preparato per lui. [5]I
giovani servi del re gli risposero: «Ecco c'è Amàn
nell'atrio». Il re disse: «Entri!». [6]Amàn entrò e
il re gli disse: «Che si deve fare a un uomo che il re voglia
onorare?». Amàn pensò: «Chi mai vorrebbe il re onorare, se
non me?». [7]Amàn rispose al re: «Per l'uomo che il re
vuole onorare, [8]si prenda la veste reale che suole
indossare il re e il cavallo che suole cavalcare il re e sulla
sua testa sia posta una corona reale; [9]si consegni la
veste e il cavallo a uno dei principi più nobili del re; si
rivesta di quella veste l'uomo che il re vuole onorare, gli si
faccia percorrere a cavallo le vie della città e si gridi
davanti a lui: Ciò avviene all'uomo che il re vuole onorare». [10]Allora
il re disse ad Amàn: «Presto, prendi la veste e il cavallo,
come hai detto, e fà così a Mardocheo il Giudeo che si trova
alla porta del re; non tralasciar nulla di quello che hai
detto». [11]Amàn prese la veste e il cavallo, rivestì
della veste Mardocheo, gli fece percorrere a cavallo le vie della
città e gridava davanti a lui: «Ciò avviene all'uomo che il re
vuole onorare». [12]Poi Mardocheo tornò alla porta del
re, ma Amàn andò subito a casa, tutto aggrondato e con il capo
velato. [13]Amàn raccontò a sua moglie Zeres e a tutti i
suoi amici quanto gli era accaduto. I suoi consiglieri e sua
moglie Zeres gli dissero: «Se Mardocheo, davanti al quale tu hai
cominciato a decadere, è della stirpe dei Giudei, tu non potrai
nulla contro di lui, anzi soccomberai del tutto davanti a lui».
Aman al banchetto di Ester
[14]Essi stavano ancora parlando con lui, quando
giunsero gli eunuchi del re, i quali si affrettarono a condurre
Amàn al banchetto che Ester aveva preparato.
Ester - Capitolo 7
[1]Il re e Amàn andarono dunque al banchetto con la
regina Ester. [2]Il re anche questo secondo giorno disse a
Ester, mentre si beveva il vino: «Qual è la tua richiesta,
regina Ester? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la
metà del regno, sarà fatto!». [3]Allora la regina Ester
rispose: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, o re, e se così
piace al re, la mia richiesta è che mi sia concessa la vita e il
mio desiderio è che sia risparmiato il mio popolo. [4]Perché
io e il mio popolo siamo stati venduti per essere distrutti,
uccisi, sterminati. Ora, se fossimo stati venduti per diventare
schiavi e schiave, avrei taciuto; ma il nostro avversario non
potrebbe riparare al danno fatto al re con la nostra morte». [5]Subito
il re Assuero disse alla regina Ester: «Chi è e dov'è colui
che ha pensato di fare una cosa simile?». [6]Ester
rispose: «L'avversario, il nemico, è quel malvagio di Amàn».
Allora Amàn fu preso da terrore alla presenza del re e della
regina. [7]Il re incollerito si alzò dal banchetto e
uscì nel giardino della reggia, mentre Amàn rimase per chiedere
la grazia della vita alla regina Ester, perché vedeva bene che
da parte del re la sua rovina era decisa. [8]Poi tornò
dal giardino della reggia nel luogo del banchetto; intanto Amàn
si era prostrato sul divano sul quale si trovava Ester. Allora il
re esclamò: «Vuole anche far violenza alla regina, davanti a
me, in casa mia?». Non appena questa parola fu uscita dalla
bocca del re, posero un velo sulla faccia di Amàn. [9]Carbonà,
uno degli eunuchi, disse alla presenza del re: «Ecco, è stato
perfino rizzato in casa di Amàn un palo alto cinquanta cubiti,
che Amàn ha fatto preparare per Mardocheo, il quale aveva
parlato per il bene del re». Il re disse: «Impiccatevi lui!». [10]Così
Amàn fu impiccato al palo che aveva preparato per Mardocheo. E
l'ira del re si calmò.
Ester - Capitolo 8
Il favore reale passa ai Giudei
[1]In quello stesso giorno il re Assuero diede alla
regina Ester la casa di Amàn, nemico dei Giudei. Mardocheo si
presentò al re, al quale Ester aveva dichiarato il rapporto di
parentela che egli aveva con lei. [2]Il re si tolse
l'anello che aveva fatto ritirare ad Amàn e lo diede a
Mardocheo. Ester affidò a Mardocheo l'amministrazione della casa
che era stata di Amàn. [3]Poi Ester parlò di nuovo alla
presenza del re, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con le
lacrime agli occhi d'impedire gli effetti della malvagità di
Amàn l'Agaghita e l'attuazione dei piani che aveva preparato
contro i Giudei. [4]Allora il re stese lo scettro d'oro
verso Ester; Ester si alzò, rimase in piedi davanti al re [5]e
disse: «Se così piace al re, se io ho trovato grazia ai suoi
occhi, se la cosa gli par giusta e se io gli sono gradita, si
scriva per revocare i documenti scritti, macchinazione di Amàn
figlio di Hammedàta, l'Agaghita, in cui si ordina di far perire
i Giudei che sono in tutte le province del re. [6]Perché
come potrei io resistere al vedere la sventura che colpirebbe il
mio popolo? Come potrei resistere al vedere la distruzione della
mia stirpe?». [7]Allora il re Assuero disse alla regina
Ester e a Mardocheo, il Giudeo: «Ecco, ho dato a Ester la casa
di Amàn e questi è stato impiccato al palo, perché aveva
voluto stendere la mano sui Giudei. [8]Scrivete dunque
come vi parrà meglio, nel nome del re, e sigillate con l'anello
reale, perché ciò che è scritto in nome del re e sigillato con
l'anello reale è irrevocabile». [9]Senza perdere tempo
il ventitrè del terzo mese, cioè il mese di Sivan, furono
convocati i segretari del re e fu scritto, seguendo in tutto
l'ordine di Mardocheo, ai Giudei, ai satrapi, ai governatori e ai
capi delle centoventisette province, dall'India all'Etiopia, a
ogni provincia secondo il suo modo di scrivere, a ogni popolo
nella sua lingua e ai Giudei secondo il loro modo di scrivere e
nella loro lingua. [10]Fu dunque scritto in nome del re
Assuero, si sigillarono i documenti con l'anello reale e si
mandarono per mezzo di corrieri a cavallo, che cavalcavano
corsieri reali, figli di cavalle di razza. [11]Con questi
scritti il re dava facoltà ai Giudei, in qualunque città si
trovassero, di radunarsi e di difendere la loro vita, di
distruggere, uccidere, sterminare, compresi i bambini e le donne,
tutta la gente armata, di qualunque popolo e di qualunque
provincia, che li assalisse, e di saccheggiare i loro beni; [12]e
ciò in un medesimo giorno in tutte le province del re Assuero:
il tredici del decimosecondo mese, cioè il mese di Adàr.
Decreto di riabilitazione
[12a]Quanto segue è la copia della lettera relativa a
queste cose:
[12b]«Il grande re Assuero ai governatori delle
centoventisette satrapie dall'India all'Etiopia e a quelli che
hanno a cuore i nostri interessi, salute.
[12c]Molti uomini, quanto più spesso vengono onorati
dalla più larga generosità dei benefattori, tanto più
s'inorgogliscono e non solo cercano di fare il male ai nostri
sudditi, ma incapaci di frenare la loro superbia, tramano insidie
anche contro i loro benefattori. [12d]Non solo cancellano
la riconoscenza dal cuore degli uomini, ma esaltati dallo
strepito spavaldo di chi ignora il bene, si lusingano di sfuggire
a Dio, che tutto vede, e alla sua giustizia che odia il male.
[12e]Spesso poi accadde a molti costituiti in autorità
che, per aver affidato a certi amici la responsabilità degli
affari pubblici e per aver subìto la loro influenza, divennero
con essi responsabili del sangue innocente, con disgrazia senza
rimedio; [12f]perché i falsi ragionamenti di nature
perverse avevano sviato l'incontaminata buona fede dei
governanti.
[12g]Questo si può vedere non tanto nelle storie più
antiche a cui abbiamo accennato, quanto piuttosto badando alle
iniquità perpetrate da quella peste che sono coloro i quali
senza merito esercitano il potere.
[12h]Provvederemo per l'avvenire ad assicurare a tutti
gli uomini un regno indisturbato e pacifico, [12i]operando
cambiamenti opportuni e giudicando sempre con la più equa
fermezza gli affari che ci vengono posti sotto gli occhi.
[12k]Così è il caso di Amàn figlio di Hammedàta, il
Macedone, il quale estraneo, per la verità, al sangue persiano e
ben lontano dalla nostra bontà, accolto come ospite presso di
noi, [12l]aveva tanto approfittato dell'amicizia che
professiamo verso qualunque nazione, da essere proclamato nostro
padre e da costituire la seconda personalità nel regno, venendo
da tutti onorato con la prostrazione. [12m]Ma non reggendo
al peso della sua superbia, egli si adoperò per privare noi del
potere e della vita [12n]e con falsi e tortuosi argomenti
richiese la pena di morte per il nostro salvatore e in ogni
circostanza benefattore Mardocheo, per l'irreprensibile consorte
del nostro regno Ester e per tutto il loro popolo. [12o]Pensava
infatti per questa via di sorprenderci nell'isolamento e di
trasferire l'impero dei Persiani ai Macedoni.
[12p]Ora noi troviamo che questi Giudei, da quell'uomo
tre volte scellerato destinati allo sterminio, non sono
malfattori, ma si reggono con leggi giustissime, [12q]sono
figli del Dio altissimo, massimo, vivente, il quale in favore
nostro e dei nostri antenati dirige il regno nella migliore
floridezza. [12r]Farete dunque bene a non tener conto
delle lettere scritte mandate da Amàn, figlio di Hammedàta,
perché costui, che ha perpetrato tali cose, è stato impiccato
ad un palo con tutta la sua famiglia alle porte di Susa, giusto
castigo datogli velocemente da Dio, signore di tutti gli eventi.
[12s]Esposta invece una copia della presente lettera in
ogni luogo, permettete ai Giudei di valersi con tutta sicurezza
delle loro leggi e prestate loro man forte per respingere coloro
che volessero assalirli nel giorno della persecuzione, cioè il
tredici del decimosecondo mese chiamato Adàr.
[12t]Infatti questo giorno, invece di segnare la rovina
della stirpe eletta, Dio, signore di ogni cosa, lo ha loro
cambiato in giorno di gioia.
[12u]Quanto a voi, Giudei, tra le vostre feste
commemorative celebrate questo giorno insigne con ogni sorta di
banchetti, perché, e ora e in avvenire, sia ricordo di salvezza
per noi e per i Persiani benevoli, per quelli invece che ci
insidiano sia ricordo della loro perdizione.
[12v]Ogni città e più generalmente ogni località che
non agirà secondo queste disposizioni, sarà inesorabilmente
messa a ferro e fuoco; non soltanto agli uomini sarà resa
inaccessibile, ma anche alle fiere e agli uccelli resterà
odiosissima per tutti i tempi».
[13]Una copia dell'editto che doveva essere promulgato
in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perché i
Giudei si tenessero pronti per quel giorno a vendicarsi dei loro
nemici. [14]Così i corrieri sui cavalli reali partirono
premurosi e stimolati dal comando del re, mentre il decreto
veniva subito promulgato nella cittadella di Susa. [15]Mardocheo
si allontanò dal re con una veste reale di porpora viola e di
lino bianco, con una grande corona d'oro e un manto di bisso e di
porpora rossa; la città di Susa gridava di gioia ed era in
festa. [16]Per i Giudei vi era luce, letizia, esultanza,
onore. [17]In ogni provincia, in ogni città, dovunque
giungevano l'ordine del re e il suo decreto, vi era per i Giudei
gioia ed esultanza, banchetti e feste. Molti appartenenti ai
popoli del paese si fecero Giudei, perché il timore dei Giudei
era piombato su di loro.
Ester - Capitolo 9
Il grande giorno di Purim
[1]Il decimosecondo mese, cioè il mese di Adàr, il
tredici del mese, quando l'ordine del re e il suo decreto
dovevano essere eseguiti, il giorno in cui i nemici dei Giudei
speravano di averli in loro potere, avvenne invece tutto il
contrario; poiché i Giudei ebbero in mano i loro nemici. [2]I
Giudei si radunarono nelle loro città, in tutte le province del
re Assuero, per aggredire quelli che cercavano di fare loro del
male; nessuno potè resistere loro, perché il timore dei Giudei
era piombato su tutti i popoli. [3]Tutti i capi delle
province, i satrapi, i governatori e quelli che curavano gli
affari del re diedero man forte ai Giudei, perché il timore di
Mardocheo si era impadronito di essi. [4]Perché Mardocheo
era grande nella reggia e per tutte le province si diffondeva la
fama di quest'uomo; Mardocheo cresceva sempre in potere. [5]I
Giudei dunque colpirono tutti i nemici, passandoli a fil di
spada, uccidendoli e sterminandoli; fecero dei nemici quello che
vollero. [6]Nella cittadella di Susa i Giudei uccisero e
sterminarono cinquecento uomini [7]e misero a morte
Parsandàta, Dalfòn, Aspàta, [8]Poràta, Adalià,
Aridàta, [9]Parmàsta, Arisài, Aridài e Vaizàta, [10]i
dieci figli di Amàn figlio di Hammedàta, il nemico dei Giudei,
ma non si diedero al saccheggio. [11]Quel giorno stesso il
numero di quelli che erano stati uccisi nella cittadella di Susa
fu portato a conoscenza del re. [12]Il re disse alla
regina Ester: «Nella cittadella di Susa i Giudei hanno ucciso,
hanno sterminato cinquecento uomini e i dieci figli di Amàn; che
avranno mai fatto nelle altre province del re? Ora che chiedi di
più? Ti sarà dato. Che altro desideri? Sarà fatto!». [13]Allora
Ester disse: «Se così piace al re, sia permesso ai Giudei che
sono a Susa di fare anche domani quello che era stato decretato
per oggi; siano impiccati al palo i dieci figli di Amàn». [14]Il
re ordinò che così fosse fatto. Il decreto fu promulgato a
Susa. I dieci figli di Amàn furono appesi al palo. [15]I
Giudei che erano a Susa si radunarono ancora il quattordici del
mese di Adàr e uccisero a Susa trecento uomini; ma non si
diedero al saccheggio. [16]Anche gli altri Giudei che
erano nelle province del re si radunarono, difesero la loro vita
e si misero al sicuro dagli attacchi dei nemici; uccisero
settantacinquemila di quelli che li odiavano, ma non si diedero
al saccheggio. [17]Questo avvenne il tredici del mese di
Adàr; il quattordici si riposarono e ne fecero un giorno di
banchetto e di gioia. [18]Ma i Giudei che erano a Susa si
radunarono il tredici e il quattordici di quel mese; il quindici
si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia. [19]Perciò
i Giudei della campagna, che abitano in città non circondate da
mura, fanno del quattordici del mese di Adàr un giorno di gioia,
di banchetto e di festa, nel quale si mandano regali gli uni gli
altri.
[19a]Invece gli abitanti delle grandi città celebrano
come giorno di allegra festività il quindici di Adàr, mandando
regali ai vicini.
V. LA FESTA DI PURIM
Istituzione ufficiale della festa di Purim
[20]Mardocheo scrisse questi avvenimenti e mandò
lettere a tutti i Giudei che erano in tutte le province del re
Assuero, vicini e lontani, [21]per stabilire che ogni anno
celebrassero il quattordici e il quindici del mese di Adàr, [22]perché
giorni nei quali i Giudei ebbero tregua dagli attacchi dei nemici
e il mese in cui il loro dolore era stato mutato in gioia, il
loro lutto in festa, e perché facessero di questi giorni giorni
di banchetto e di gioia, nei quali si mandassero regali
scambievolmente e si facessero doni ai poveri. [23]I
Giudei si impegnarono a continuare quello che avevano gia
cominciato a fare e che Mardocheo aveva loro prescritto. [24]Amàn
infatti, il figlio di Hammedàta l'Agaghita, il nemico di tutti i
Giudei, aveva tramato contro i Giudei per distruggerli e aveva
gettato il pur, cioè la sorte, per confonderli e farli
perire; [25]ma quando Ester si fu presentata al re, questi
ordinò con documenti scritti che la scellerata trama di Amàn
contro i Giudei fosse fatta ricadere sul capo di lui e che egli e
i suoi figli fossero impiccati al palo. [26]Perciò quei
giorni furono chiamati Purim dalla parola pur.
Secondo tutto il contenuto di quella lettera, in seguito a quanto
avevano visto a questo proposito ed era loro avvenuto, [27]i
Giudei stabilirono e presero per sé, per la loro stirpe e per
quanti si sarebbero aggiunti a loro, l'impegno inviolabile di
celebrare ogni anno quei due giorni, secondo le disposizioni di
quello scritto e alla data fissata. [28]Questi giorni
devono essere commemorati e celebrati di generazione in
generazione, in ogni famiglia, in ogni provincia, in ogni città;
questi giorni di Purim non devono cessare mai di essere
celebrati fra i Giudei e il loro ricordo non dovrà mai
cancellarsi fra i loro discendenti. [29]La regina Ester
figlia di Abicàil e il giudeo Mardocheo scrissero con ogni
autorità per dar valore a questa loro seconda lettera relativa
ai Purim. [30]Si mandarono lettere a tutti i Giudei
nelle centoventisette province del regno di Assuero, con parole
di saluto e di fedeltà, [31]per stabilire questi giorni
di Purim nelle loro date precise, come li avevano ordinati
il giudeo Mardocheo e la regina Ester e come essi stessi li
avevano stabiliti per sé e per i loro discendenti, in occasione
del loro digiuno e della loro invocazione. [32]Un ordine
di Ester stabilì le circostanze di questi Purim e fu
scritto in un libro.
Ester - Capitolo 10
Elogio di Mardocheo
[1]Il re Assuero impose un tributo al continente e alle
isole del mare. [2]Quanto poi a tutti i fatti concernenti
la potenza e il valore di Mardocheo e quanto alla completa
descrizione della sua grandezza e della sua elevazione da parte
del re, sono cose scritte nel libro delle cronache dei re di
Media e di Persia. [3]Infatti il giudeo Mardocheo era il
secondo dopo il re Assuero: grande fra i Giudei e amato dalla
moltitudine dei suoi fratelli, cercava il bene del suo popolo e
parlava in favore della prosperità di tutta la sua stirpe.
[3a]Mardocheo disse: «Queste cose sono avvenute per
opera di Dio. [3b]Mi ricordo infatti del sogno che avevo
visto intorno a questi fatti e nessuno di essi è stato
tralasciato: [3c]la piccola sorgente che divenne un fiume,
la luce che spuntò, il sole e l'acqua copiosa. Questo fiume è
Ester che il re ha sposata e costituita regina. [3d]I due
draghi siamo io e Amàn. [3e]Le nazioni sono quelle che si
sono coalizzate per distruggere il nome dei Giudei. [3f]La
mia nazione è Israele, quelli cioè che avevano gridato a Dio e
furono salvati. Sì, il Signore ha salvato il suo popolo, ci ha
liberato da tutti questi mali e Dio ha operato segni e prodigi
grandi quali mai erano avvenuti tra le nazioni. [3g]In tal
modo egli ha stabilito due sorti, una per il popolo di Dio e una
per tutte le nazioni. [3h]Queste due sorti si sono
realizzate nell'ora, nel momento e nel giorno stabilito dal
giudizio di Dio e in mezzo a tutte le nazioni. [3i]Dio si
è allora ricordato del suo popolo e ha reso giustizia alla sua
eredità. [3k]Questi giorni del mese di Adàr, il
quattordici e il quindici del mese, saranno celebrati con
adunanza, gioia e letizia davanti a Dio, di generazione in
generazione per sempre nel suo popolo Israele».
Nota sulla traduzione greca del libro
[3l]Nell'anno quarto di Tolomeo e di Cleopatra,
Dositeo, che diceva di essere sacerdote e levita, e Tolomeo suo
figlio, portarono in Egitto la presente lettera sui Purim,
affermando che si trattava della lettera autentica tradotta da
Lisimaco, figlio di Tolomeo, uno dei residenti in Gerusalemme.
Ester > da capitolo 1 a capitolo 5
Ester > da capitolo 6 a capitolo 10
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