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LA BIBBIA
Ester - Capitolo 1
PRELIMINARI
Sogno di Mardocheo
[1a]Nel secondo anno del regno del gran re Assuero, il
giorno primo di Nisan, Mardocheo figlio di Iair, figlio di Simei,
figlio di Kis, della tribù di Beniamino ebbe un sogno. [1b]Era
un Giudeo che abitava nella città di Susa, uomo grande, che
prestava servizio alla corte del re [1c]e proveniva dal
gruppo degli esuli che Nabucodònosor re di Babilonia aveva
deportato da Gerusalemme con Ieconìa re della Giudea. [1d]Questo
era il suo sogno: ecco grida e tumulto, tuoni e terremoto,
agitazione sulla terra. [1e]Ecco due enormi draghi
avanzarono, pronti tutti e due alla lotta, e risuonò potente il
loro sibilo. [1f]Al loro sibilo ogni nazione si preparò
alla guerra, per combattere contro il popolo dei giusti. [1g]Ecco
un giorno di tenebre e di caligine, di tribolazione e angustia,
di malessere e grande agitazione sulla terra. [1h]Tutta la
nazione dei giusti fu agitata: essi temevano la propria rovina,
si prepararono a perire e gridarono a Dio.[1i]Ma dal loro
grido sorse, come da una piccola fonte, un grande fiume, acque
copiose. [1k]Spuntò la luce e il sole: gli umili furono
esaltati e divorarono i superbi. [1l]Mardocheo allora si
svegliò: aveva visto questo sogno e che cosa Dio aveva deciso di
fare; continuava a ripensarvi entro il suo cuore e cercava di
comprenderlo, in ogni suo particolare, fino a notte.
Complotto contro il re
[1m]Mardocheo alloggiava alla corte con Bigtàn e
Tères, i due eunuchi del re che custodivano la corte, [1n]quando
udì i loro ragionamenti e, indagando sui loro disegni, venne a
sapere che quelli si preparavano a mettere le mani sul re
Assuero. Allora ne avvertì il re. [1o]Il re sottopose i
due eunuchi a un interrogatorio: essi confessarono e furono tolti
di mezzo. [1p]Poi il re fece scrivere queste cose nelle
cronache e anche Mardocheo le mise in iscritto. [1q]Il re
costituì Mardocheo funzionario della corte e gli fece regali in
compenso di queste cose. [1r]Ma vi era anche Amàn figlio
di Hammedàta, l'Agaghita, che era potente davanti al re e cercò
il modo di far del male a Mardocheo e al suo popolo per l'affare
dei due eunuchi del re.
I. ASSUERO E VASTI
Banchetto di Assuero
[1]Al tempo di Assuero, di quell'Assuero che regnava
dall'India fino all'Etiopia sopra centoventisette province, [2]in
quel tempo, dunque, il re Assuero che sedeva sul trono del suo
regno nella cittadella di Susa, [3]l'anno terzo del suo
regno fece un banchetto a tutti i suoi principi e ai suoi
ministri. I capi dell'esercito di Persia e di Media, i nobili e i
governatori delle province furono riuniti alla sua presenza. [4]Dopo
aver così mostrato loro le ricchezze e la gloria del suo regno e
il fasto magnifico della sua grandezza per molti giorni, per
centottanta giorni, [5]passati questi giorni il re fece un
altro banchetto di sette giorni, nel cortile del giardino della
reggia, per tutto il popolo che si trovava nella cittadella di
Susa, dal più grande al più piccolo. [6]Vi erano cortine
di lino fine e di porpora viola, sospese con cordoni di bisso e
di porpora rossa ad anelli d'argento e a colonne di marmo bianco;
divani d'oro e d'argento sopra un pavimento di marmo verde,
bianco e di madreperla e di pietre a colori. [7]Si porgeva
da bere in vasi d'oro di forme svariate e il vino del re era
abbondante, grazie alla liberalità del re. [8]Era dato
l'ordine di non forzare alcuno a bere, poiché il re aveva
prescritto a tutti i maggiordomi che lasciassero fare a ciascuno
secondo la propria volontà.
Il caso Vasti
[9]Anche la regina Vasti offrì un banchetto alle donne
nella reggia del re Assuero.
[10]Il settimo giorno, il re che aveva il cuore allegro
per il vino, ordinò a Meumàn, a Bizzetà, a Carbonà, a Bigtà,
ad Abagtà, a Zetàr e a Carcàs, i sette eunuchi che servivano
alla presenza del re Assuero, [11]che conducessero davanti
a lui la regina Vasti con la corona reale, per mostrare al popolo
e ai capi la sua bellezza; essa infatti era di aspetto avvenente.
[12]Ma la regina Vasti rifiutò di venire, contro l'ordine
che il re aveva dato per mezzo degli eunuchi; il re ne fu assai
irritato e la collera si accese dentro di lui. [13]Allora
il re interrogò i sapienti, conoscitori dei tempi. - Poiché gli
affari del re si trattavano così, alla presenza di quanti
conoscevano la legge e il diritto, [14]e i più vicini a
lui erano Carsenà, Setàr, Admàta, Tarsìs, Mères, Marsenà e
Memucàn, sette capi della Persia e della Media che erano suoi
consiglieri e sedevano ai primi posti nel regno. - [15]Domandò
dunque: «Secondo la legge, che cosa si deve fare alla regina
Vasti che non ha eseguito l'ordine datole dal re Assuero per
mezzo degli eunuchi?». [16]Memucàn rispose alla presenza
del re e dei principi: «La regina Vasti ha mancato non solo
verso il re, ma anche verso tutti i capi e tutti i popoli che
sono nelle province del re Assuero. [17]Perché quello che
la regina ha fatto si saprà da tutte le donne e le indurrà a
disprezzare i propri mariti; esse diranno: Il re Assuero aveva
ordinato che si conducesse alla sua presenza la regina Vasti ed
essa non vi è andata. [18]Da ora innanzi le principesse
di Persia e di Media che sapranno il fatto della regina ne
parleranno a tutti i principi del re e ne verranno insolenze e
irritazioni all'eccesso. [19]Se così sembra bene al re,
venga da lui emanato un editto reale da scriversi fra le leggi di
Persia e di Media, sicché diventi irrevocabile, per il quale
Vasti non potrà più comparire alla presenza del re Assuero e il
re conferisca la dignità di regina ad un'altra migliore di lei. [20]Quando
l'editto emanato dal re sarà conosciuto nell'intero suo regno
per quanto è vasto, tutte le donne renderanno onore ai loro
mariti dal più grande al più piccolo». [21]La cosa
parve buona al re e ai principi. Il re fece come aveva detto
Memucàn: [22]mandò lettere a tutte le province del
regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e ad ogni
popolo secondo la sua lingua; perché ogni marito fosse padrone
in casa sua e potesse parlare a suo arbitrio.
Ester - Capitolo 2
II. MARDOCHEO ED ESTER
Ester diventa regina
[1]Dopo queste cose, quando la collera del re si fu
calmata, egli si ricordò di Vasti, di ciò che essa aveva fatto
e di quanto era stato deciso a suo riguardo. [2]Allora
quelli che stavano al servizio del re dissero: «Si cerchino per
il re fanciulle vergini e d'aspetto avvenente; [3]stabilisca
il re in tutte le province del suo regno commissari, i quali
radunino tutte le fanciulle vergini e belle nella reggia di Susa,
nella casa delle donne, sotto la sorveglianza di Egài, eunuco
del re e guardiano delle donne, che darà loro quanto è
necessario per abbigliarsi; [4]la fanciulla che piacerà
al re diventerà regina al posto di Vasti». La cosa piacque al
re e così si fece. [5]Ora nella cittadella di Susa c'era
un Giudeo chiamato Mardocheo, figlio di Iair, figlio di Simei,
figlio di un Beniaminita, [6]che era stato deportato da
Gerusalemme fra quelli condotti in esilio con Ieconìa re di
Giuda da Nabucodònosor re di Babilonia. [7]Egli aveva
allevato Hadàssa, cioè Ester, figlia di un suo zio, perché
essa era orfana di padre e di madre. La fanciulla era di bella
presenza e di aspetto avvenente; alla morte del padre e della
madre, Mardocheo l'aveva presa come propria figlia. [8]Quando
l'ordine del re e il suo editto furono divulgati e un gran numero
di fanciulle venivano radunate nella cittadella di Susa sotto la
sorveglianza di Egài, anche Ester fu presa e condotta nella
reggia, sotto la sorveglianza di Egài, guardiano delle donne. [9]La
fanciulla piacque a Egài ed entrò nelle buone grazie di lui;
egli si preoccupò di darle il necessario per l'abbigliamento e
il vitto; le diede sette ancelle scelte nella reggia e assegnò a
lei e alle sue ancelle l'appartamento migliore nella casa delle
donne. [10]Ester non aveva detto nulla né del suo popolo
né della sua famiglia, perché Mardocheo le aveva proibito di
parlarne. [11]Mardocheo tutti i giorni passeggiava davanti
al cortile della casa delle donne per sapere se Ester stava bene
e che cosa succedeva di lei. [12]Quando veniva il turno
per una fanciulla di andare dal re Assuero alla fine dei dodici
mesi prescritti alle donne per i loro preparativi, sei mesi per
profumarsi con olio di mirra e sei mesi con aromi e altri
cosmetici usati dalle donne, [13]la fanciulla andava dal
re e poteva portare con sé dalla casa delle donne alla reggia
quanto chiedeva. [14]Vi andava la sera e la mattina
seguente passava nella seconda casa delle donne, sotto la
sorveglianza di Saasgàz, eunuco del re e guardiano delle
concubine. Poi non tornava più dal re a meno che il re la
desiderasse ed essa fosse richiamata per nome. [15]Quando
arrivò per Ester figlia di Abicàil, zio di Mardocheo, che
l'aveva adottata per figlia, il turno di andare dal re, essa non
domandò se non quello che le fu indicato da Egài, eunuco del re
e guardiano delle donne. Ester attirava la simpatia di quanti la
vedevano. [16]Ester fu dunque condotta presso il re
Assuero nella reggia il decimo mese, cioè il mese di Tebèt, il
settimo anno del suo regno. [17]Il re amò Ester più di
tutte le altre donne ed essa trovò grazia e favore agli occhi di
lui più di tutte le altre vergini. Egli le pose in testa la
corona regale e la fece regina al posto di Vasti. [18]Poi
il re fece un gran banchetto a tutti i principi e ai ministri,
che fu il banchetto di Ester; concesse un giorno di riposo alle
province e fece doni con munificenza regale.
Mardocheo e Aman
[19]Ora la seconda volta che si radunavano le
fanciulle, Mardocheo aveva stanza alla porta del re. [20]Ester,
secondo l'ordine che Mardocheo le aveva dato, non aveva detto
nulla né della sua famiglia né del suo popolo poiché essa
faceva quello che Mardocheo le diceva, come quando era sotto la
sua tutela. [21]In quei giorni, quando Mardocheo aveva
stanza alla porta del re, Bigtàn e Tères, due eunuchi del re e
tra i custodi della soglia, irritati contro il re Assuero,
cercarono il modo di mettere le mani sulla persona del re. [22]La
cosa fu risaputa da Mardocheo, che avvertì la regina Ester ed
Ester ne parlò al re in nome di Mardocheo. [23]Fatta
investigazione e scoperto il fatto, i due eunuchi furono
impiccati a un palo. E la cosa fu registrata nel libro delle
cronache, alla presenza del re.
Ester - Capitolo 3
[1]In seguito, il re Assuero promosse Amàn figlio di
Hammedàta, l'Agaghita, alla più alta dignità e pose il suo
seggio al di sopra di quelli di tutti i prìncipi che erano con
lui. [2]Tutti i ministri del re, che stavano alla porta
del re, piegavano il ginocchio e si prostravano davanti ad Amàn,
perché così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma Mardocheo
non piegava il ginocchio né si prostrava. [3]I ministri
del re che stavano alla porta del re dissero a Mardocheo:
«Perché trasgredisci l'ordine del re?». [4]Ma, sebbene
glielo ripetessero tutti i giorni, egli non dava loro ascolto.
Allora quelli riferirono la cosa ad Amàn, per vedere se
Mardocheo avrebbe insistito nel suo atteggiamento, perché aveva
detto loro che era un Giudeo. [5]Amàn vide che Mardocheo
non s'inginocchiava né si prostrava davanti a lui e ne fu pieno
d'ira; [6]ma disdegnò di metter le mani addosso soltanto
a Mardocheo, poiché gli avevano detto a quale popolo Mardocheo
apparteneva. Egli si propose di distruggere il popolo di
Mardocheo, tutti i Giudei che si trovavano in tutto il regno
d'Assuero.
III. I GIUDEI MINACCIATI
Decreto di sterminio dei Giudei
[7]Il primo mese, cioè il mese di Nisan, il
decimosecondo anno del re Assuero, si gettò il pur, cioè
la sorte, alla presenza di Amàn, per la scelta del giorno e del
mese. La sorte cadde sul tredici del decimosecondo mese, chiamato
Adàr. [8]Allora Amàn disse al re Assuero: «Vi è un
popolo segregato e anche disseminato fra i popoli di tutte le
province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di
ogni altro popolo e che non osserva le leggi del re; non conviene
quindi che il re lo tolleri. [9]Se così piace al re, si
ordini che esso sia distrutto; io farò passare diecimila talenti
d'argento in mano agli amministratori del re, perché siano
versati nel tesoro reale». [10]Allora il re si tolse
l'anello di mano e lo diede ad Amàn, l'Agaghita, figlio di
Hammedàta e nemico dei Giudei. [11]Il re disse ad Amàn:
«Il denaro sia per te: al popolo fà pure quello che ti sembra
bene». [12]Il tredici del primo mese furono chiamati i
segretari del re e fu scritto, seguendo in tutto gli ordini di
Amàn, ai satrapi del re e ai governatori di ogni provincia
secondo il loro modo di scrivere e ad ogni popolo nella sua
lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato
con il sigillo reale. [13]Questi documenti scritti furono
spediti per mezzo di corrieri in tutte le province del re,
perché si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti
i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo
giorno, il tredici del decimosecondo mese, cioè il mese di
Adàr, e si saccheggiassero i loro beni.
[13a]Questa è la copia della lettera:
«Il grande re Assuero ai governatori delle centoventisette
province dall'India all'Etiopia e ai capidistretto loro
subordinati scrive quanto segue:
[13b]Essendo io alla testa di molte nazioni e avendo
l'impero di tutto il mondo, non esaltato dall'orgoglio del
potere, ma governando sempre con moderazione e con dolcezza, ho
deciso di rendere sempre indisturbata la vita dei sudditi, di
assicurare un regno tranquillo e sicuro fino alle frontiere e di
far rifiorire la pace sospirata da tutti gli uomini.
[13c]Avendo io chiesto ai miei consiglieri come tutto
questo possa essere attuato, Amàn, distinto presso di noi per
prudenza, segnalato per inalterata devozione e sicura fedeltà ed
elevato alla seconda dignità del regno, [13d]ci ha
avvertiti che in mezzo a tutte le stirpi che vi sono nel mondo si
è mescolato un popolo ostile, diverso nelle sue leggi da ogni
altra nazione, che trascura sempre i decreti del re, così da
impedire l'assetto dell'impero da noi irreprensibilmente diretto.
[13e]Considerando dunque che questa nazione è l'unica
ad essere in continuo contrasto con ogni essere umano,
differenziandosi per uno strano tenore di leggi, e che,
malintenzionata contro i nostri interessi, compie le peggiori
malvagità e riesce di ostacolo alla stabilità del regno, [13f]abbiamo
ordinato che le persone a voi segnalate nei rapporti scritti da
Amàn, incaricato dei nostri interessi e per noi un secondo
padre, tutte, con le mogli e i figli, siano radicalmente
sterminate per mezzo della spada dei loro avversari, senz'alcuna
pietà né perdono, il quattordici del decimosecondo mese, cioè
Adàr; [13g]perché questi nostri oppositori di ieri e di
oggi, precipitando violentemente negli inferi in un sol giorno,
ci assicurino per l'avvenire un governo completamente stabile e
indisturbato».
[14]Una copia dell'editto, che doveva essere promulgato
in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perché si
tenessero pronti per quel giorno. [15]I corrieri partirono
in tutta fretta per ordine del re e il decreto fu promulgato
subito nella cittadella di Susa. Mentre il re e Amàn stavano a
gozzovigliare, la città di Susa era costernata.
Ester - Capitolo 4
Mardocheo ed Ester vogliono scongiurare il pericolo
[1]Quando Mardocheo seppe quanto era stato fatto, si
stracciò le vesti, si coprì di sacco e di cenere e uscì in
mezzo alla città, mandando alte e amare grida; [2]venne
fin davanti alla porta del re, ma a nessuno che fosse coperto di
sacco era permesso di entrare per la porta del re. [3]In
ogni provincia, dovunque giungevano l'ordine del re e il suo
editto, ci fu gran desolazione fra i Giudei: digiuno, pianto,
lutto e a molti servirono di letto il sacco e la cenere. [4]Le
ancelle di Ester e i suoi eunuchi vennero a riferire la cosa e la
regina ne fu molto angosciata; mandò vesti a Mardocheo, perché
se le mettesse e si togliesse di dosso il sacco, ma egli non le
accettò. [5]Allora Ester chiamò Atàch, uno degli
eunuchi che il re aveva messo al suo servizio, e lo incaricò di
andare da Mardocheo per domandare che cosa era avvenuto e perché
si comportava così. [6]Atàch si recò da Mardocheo sulla
piazza della città davanti alla porta del re. [7]Mardocheo
gli narrò quanto gli era accaduto e gli indicò la somma di
denaro che Amàn aveva promesso di versare al tesoro reale per
far distruggere i Giudei; [8]gli diede anche una copia
dell'editto promulgato a Susa per il loro sterminio, perché lo
mostrasse a Ester, la informasse di tutto e le ordinasse di
presentarsi al re per domandargli grazia e per intercedere in
favore del suo popolo. [8a]«Ricordati - le fece dire -
dei giorni della tua povertà, quando eri nutrita dalla mia mano;
perché Amàn, il secondo in dignità dopo il re, ha parlato
contro di noi per farci mettere a morte. Invoca il Signore, parla
al re in nostro favore e liberaci dalla morte!». [9]Atàch
ritornò da Ester e le riferì le parole di Mardocheo. [10]Ester
ordinò ad Atàch di riferire a Mardocheo: [11]«Tutti i
ministri del re e il popolo delle sue province sanno che se
qualcuno, uomo o donna, entra dal re nell'atrio interno, senza
essere stato chiamato, in forza di una legge uguale per tutti,
deve essere messo a morte, a meno che il re non stenda verso di
lui il suo scettro d'oro, nel qual caso avrà salva la vita.
Quanto a me, sono gia trenta giorni che non sono stata chiamata
per andare dal re». [12]Le parole di Ester furono
riferite a Mardocheo [13]e Mardocheo fece dare questa
risposta a Ester: «Non pensare di salvare solo te stessa fra
tutti i Giudei, per il fatto che ti trovi nella reggia. [14]Perché
se tu in questo momento taci, aiuto e liberazione sorgeranno per
i Giudei da un altro luogo; ma tu perirai insieme con la casa di
tuo padre. Chi sa che tu non sia stata elevata a regina proprio
in previsione d'una circostanza come questa?». [15]Allora
Ester fece rispondere a Mardocheo: [16]«Và, raduna tutti
i Giudei che si trovano a Susa: digiunate per me, state senza
mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno; anch'io con
le ancelle digiunerò nello stesso modo; dopo entrerò dal re,
sebbene ciò sia contro la legge e, se dovrò perire, perirò!».
[17]Mardocheo se ne andò e fece quanto Ester gli aveva
ordinato.
Preghiera di Mardocheo
[17a]Poi pregò il Signore, ricordando tutte le sue
gesta, e disse:
[17b]«Signore, Signore re, sovrano dell'universo,
tutte le cose sono sottoposte al tuo potere e nessuno può
opporsi a te nella tua volontà di salvare Israele.
[17c]Tu hai fatto il cielo e la terra e tutte le
meraviglie che si trovano sotto il firmamento. Tu sei il Signore
di tutte le cose e nessuno può resistere a te, Signore.
[17d]Tu conosci tutto; tu sai, Signore, che non per
orgoglio, non per superbia né per vanagloria ho fatto il gesto
di non prostrarmi davanti al superbo Amàn, perché avrei anche
baciato la pianta dei suoi piedi per la salvezza d'Israele.
[17e]Ma ho fatto ciò per non porre la gloria di un
uomo al di sopra della gloria di Dio; non mi prostrerò mai
davanti a nessuno se non davanti a te, che sei il mio Signore, e
non farò così per superbia.
[17f]Ora, Signore Dio, Re, Dio di Abramo, risparmia il
tuo popolo! Perché mirano a distruggerci e bramano di far perire
quella che è la tua eredità dai tempi antichi.
[17g]Non trascurare la porzione che per te stesso hai
liberato dal paese d'Egitto. [17h]Ascolta la mia preghiera
e sii propizio alla tua eredità; cambia il nostro lutto in
gioia, perché vivi possiamo cantare inni al tuo nome, Signore, e
non lasciare scomparire la bocca di quelli che ti lodano».
[17i]Tutti gli Israeliti gridavano con tutta la forza,
perché la morte stava davanti ai loro occhi.
Preghiera di Ester
[17k]Anche la regina Ester cercò rifugio presso il
Signore, presa da un'angoscia mortale. Si tolse le vesti di lusso
e indossò gli abiti di miseria e di lutto; invece dei superbi
profumi si riempì la testa di ceneri e di immondizie. Umiliò
molto il suo corpo e con i capelli sconvolti si muoveva dove
prima era abituata agli ornamenti festivi. Poi supplicò il
Signore e disse: [17l]«Mio Signore, nostro re, tu sei
l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro
soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta.
[17m]Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla
mia famiglia, che tu, Signore, hai scelto Israele da tutte le
nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati come tua eterna
eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. [17n]Ora
abbiamo peccato contro di te e ci hai messi nelle mani dei nostri
nemici, per aver noi dato gloria ai loro dei. Tu sei giusto,
Signore!
[17o]Ma ora non si sono accontentati dell'amarezza
della nostra schiavitù, hanno anche posto le mani sulle mani dei
loro idoli, giurando di abolire l'oracolo della tua bocca, di
sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti
lodano e spegnere la gloria del tuo tempio e il tuo altare, [17p]di
aprire invece la bocca delle nazioni a lodare gli idoli vani e a
proclamare per sempre la propria ammirazione per un re di carne.
[17q]Non consegnare, Signore, il tuo scettro a dei che
neppure esistono. Non abbiano a ridere della nostra caduta; ma
volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un
castigo esemplare il primo dei nostri persecutori.
[17r]Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della
nostra afflizione e a me dà coraggio, o re degli dei e signore
di ogni autorità. [17s]Metti nella mia bocca una parola
ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio
contro colui che ci combatte, allo sterminio di lui e di coloro
che sono d'accordo con lui.
[17t]Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in
mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore!
[17u]Tu hai conoscenza di tutto e sai che io odio la
gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di
qualunque straniero. [17v]Tu sai che mi trovo nella
necessità, che detesto l'emblema della mia fastosa posizione che
cinge il mio capo nei giorni in cui devo fare comparsa; lo
detesto come un panno immondo e non lo porto nei giorni in cui mi
tengo appartata. [17x]La tua serva non ha mangiato alla
tavola di Amàn né ha onorato il banchetto del re né bevuto il
vino delle libazioni. [17y]La tua serva da quando ha
cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito di nulla, se non
di te, Signore, Dio di Abramo.
[17z]Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la
voce dei disperati e liberaci dalla mano dei malvagi; libera me
dalla mia angoscia!».
Ester - Capitolo 5
Ester si presenta al re
[1]Il terzo giorno, quando ebbe finito di pregare, ella
si tolse le vesti da schiava e si coprì di tutto il fasto del
suo grado. [1a]Divenuta così splendente di bellezza, dopo
aver invocato il Dio che veglia su tutti e li salva, prese con
sé due ancelle. Su di una si appoggiava con apparente mollezza,
mentre l'altra la seguiva tenendo sollevato il mantello di lei. [1b]Appariva
rosea nello splendore della sua bellezza e il suo viso era
gioioso, come pervaso d'amore, ma il suo cuore era stretto dalla
paura. [1c]Attraversate una dopo l'altra tutte le porte,
si trovò alla presenza del re. Egli era seduto sul trono regale,
vestito di tutti gli ornamenti maestosi delle sue comparse, tutto
splendente di oro e di pietre preziose, e aveva un aspetto molto
terribile. [1d]Alzò il viso splendente di maestà e
guardò in un accesso di collera. La regina si sentì svenire,
mutò il suo colore in pallore e poggiò la testa sull'ancella
che l'accompagnava. [1e]Ma Dio volse a dolcezza lo spirito
del re ed egli, fattosi ansioso, balzò dal trono, la prese fra
le braccia, sostenendola finché non si fu ripresa, e andava
confortandola con parole rasserenanti, dicendole: [1f]«Che
c'è, Ester? Io sono tuo fratello; fatti coraggio, tu non devi
morire. Il nostro ordine riguarda solo la gente comune.
Avvicinati!». [2]Alzato lo scettro d'oro, lo posò sul
collo di lei, la baciò e le disse: «Parlami!». [2a]Gli
disse: «Ti ho visto, signore, come un angelo di Dio e il mio
cuore si è agitato davanti alla tua gloria. Perché tu sei
meraviglioso, signore, e il tuo volto è pieno d'incanto». [2b]Ma
mentre parlava, cadde svenuta; il re s'impressionò e tutta la
gente del suo seguito cercava di rianimarla. [3]Allora il
re le disse: «Che vuoi, Ester, qual è la tua richiesta? Fosse
pure metà del mio regno, l'avrai!». [4]Ester rispose:
«Se così piace al re, venga oggi il re con Amàn al banchetto
che gli ho preparato». [5]Il re disse: «Convocate subito
Amàn, per far ciò che Ester ha detto». Il re andò dunque con
Amàn al banchetto che Ester aveva preparato.
[6]Il re disse a Ester, mentre si beveva il vino:
«Qual è la tua richiesta? Ti sarà concessa. Che desideri?
Fosse anche la metà del regno, sarà fatto!». [7]Ester
rispose: «Ecco la mia richiesta e quel che desidero: [8]se
ho trovato grazia agli occhi del re e se piace al re di
concedermi quello che chiedo e di soddisfare il mio desiderio,
venga il re con Amàn anche domani al banchetto che io preparerò
loro e io risponderò alla domanda del re».
[9]Amàn quel giorno uscì lieto e con il cuore
contento, ma quando vide alla porta del re Mardocheo che non si
alzava né si muoveva per lui, fu preso d'ira contro Mardocheo. [10]Tuttavia
Amàn si trattenne, andò a casa e mandò a chiamare i suoi amici
e Zeres sua moglie. [11]Amàn parlò loro della
magnificenza delle sue ricchezze, del gran numero dei suoi figli,
di quanto il re aveva fatto per renderlo grande e come l'aveva
innalzato sopra i capi e i ministri del re. [12]Aggiunse:
«Anche la regina Ester non ha invitato con il re nessun altro se
non me al banchetto che ha dato; anche per domani sono invitato
da lei con il re. [13]Ma tutto questo non mi basta, fin
quando io vedrò Mardocheo, il Giudeo, restar seduto alla porta
del re». [14]Allora sua moglie Zeres e tutti i suoi amici
gli dissero: «Si prepari un palo alto cinquanta cubiti e tu
domani mattina dì al re che vi sia impiccato Mardocheo; poi và
pure contento al banchetto con il re». La cosa piacque ad Amàn
che fece preparare il palo.
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Ester > da capitolo 6 a capitolo 10
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