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LA BIBBIA
Esdra - Capitolo 6
[1]Allora il re Dario ordinò che si facessero ricerche
nell'archivio, là dove si conservano i tesori a Babilonia, [2]e
a Ecbàtana, la fortezza che è nella provincia di Media, si
trovò un rotolo in cui era scritto:
«Promemoria.
[3]Nell'anno primo del re Ciro, il re Ciro prese questa
decisione riguardo al tempio in Gerusalemme: la casa sia
ricostruita come luogo in cui si facciano sacrifici; le sue
fondamenta siano salde, la sua altezza sia di sessanta cubiti, la
sua larghezza di sessanta cubiti. [4]Vi siano nei muri tre
spessori di blocchi di pietra e uno di legno. La spesa sia pagata
dalla reggia. [5]Inoltre gli arredi del tempio fatti d'oro
e d'argento, che Nabucodònosor ha portato via dal tempio di
Gerusalemme e trasferito a Babilonia, siano restituiti e rimessi
al loro posto nel tempio di Gerusalemme e ricollocati nella casa
di Dio».
[6]«Quindi voi Tattènai, governatore d'Oltrefiume e
Setar-Boznai, con i vostri colleghi funzionari residenti
nell'Oltrefiume, tenetevi in disparte. [7]Lasciate che
lavorino a quella casa di Dio il governatore dei Giudei e i loro
anziani. Essi ricostruiscano questo tempio al suo posto. [8]Ecco
i miei ordini sull'atteggiamento che dovete tenere con questi
anziani dei Giudei per la ricostruzione del tempio: dalle entrate
del re, cioè dalla imposta dell'Oltrefiume, saranno rimborsate
puntualmente le spese a quegli uomini, senza interruzione. [9]Ciò
che loro occorre, giovenchi, arieti e agnelli, per gli olocausti
al Dio del cielo, come anche grano, sale, vino e olio, siano loro
forniti ogni giorno senza esitazione, secondo le indicazioni dei
sacerdoti di Gerusalemme, [10]perché si facciano offerte
di odore soave al Dio del cielo e si preghi per la vita del re e
dei suoi figli. [11]Ordino ancora: se qualcuno
trasgredisce questo decreto, si tolga una trave dalla sua casa,
la si rizzi ed egli vi sia impiccato. Poi la sua casa sia ridotta
a letamaio. [12]Il Dio che ha fatto risiedere là il suo
nome disperda qualsiasi re o popolo che presuma trasgredire il
mio ordine, distruggendo questo tempio che è a Gerusalemme. Io
Dario ho emanato questo ordine: sia eseguito alla lettera».
[13]Allora Tattènai, governatore dell'Oltrefiume,
Setar-Boznai e i loro colleghi eseguirono alla lettera quel che
aveva comandato il re Dario. [14]Quanto agli anziani dei
Giudei, essi continuarono a costruire e fecero progressi con
l'incoraggiamento delle parole ispirate del profeta Aggeo e di
Zaccaria figlio di Iddo. Portarono a compimento la costruzione
secondo il comando del Dio d'Israele e secondo il decreto di
Ciro, di Dario e di Artaserse re di Persia. [15]Si
terminò la costruzione di questo tempio il giorno tre del mese
di Adar nell'anno sesto del regno del re Dario. [16]Allora
gli Israeliti, i sacerdoti, i leviti e gli altri rimpatriati
celebrarono con gioia la dedicazione di questa casa di Dio; [17]offrirono
per la dedicazione di questa casa di Dio cento tori, duecento
arieti, quattrocento agnelli; inoltre dodici capri come sacrifici
espiatori per tutto Israele, secondo il numero delle tribù
d'Israele. [18]Inoltre stabilirono i sacerdoti divisi
secondo le loro classi e i leviti secondo i loro turni per il
servizio di Dio a Gerusalemme, come è scritto nel libro di
Mosè.
La Pasqua del 515
[19]I rimpatriati celebrarono la pasqua il quattordici
del primo mese, [20]poiché i sacerdoti e i leviti si
erano purificati tutti insieme come un sol uomo: tutti erano
mondi. Così immolarono la pasqua per tutti i rimpatriati, per i
loro fratelli sacerdoti e per se stessi. [21]Mangiarono la
pasqua gli Israeliti che erano tornati dall'esilio e quanti si
erano separati dalla contaminazione del popolo del paese e si
erano uniti a loro per aderire al Signore Dio d'Israele. [22]Celebrarono
con gioia la festa degli azzimi per sette giorni poiché il
Signore li aveva colmati di gioia, avendo piegato a loro favore
il cuore del re di Assiria, per rafforzare le loro mani nel
lavoro per il tempio del Dio d'Israele.
Esdra - Capitolo 7
II. L'ORGANIZZAZIONE DELLA COMUNITA' DA PARTE DI ESDRA E DI
NEEMIA
Missione e personalità di Esdra
[1]Dopo questi avvenimenti, sotto il regno di
Artaserse, re di Persia, Esdra,
figlio di Seraia,
figlio di Azaria,
figlio di Chelkia,
[2]figlio di Sallùm,
figlio di Zadòk,
figlio di Achitùb,
[3]figlio di Amaria,
figlio di Azaria,
figlio di Meraiòt,
[4]figlio di Zerachia,
figlio di Uzzi,
figlio di Bukki,
[5]figlio di Abisua,
figlio di Pincas,
figlio di Eleàzaro,
figlio di Aronne sommo sacerdote: [6]questo Esdra, partì
da Babilonia. Egli era uno scriba abile nella legge di Mosè,
data dal Signore Dio d'Israele e, poiché la mano del Signore suo
Dio era su di lui, il re aveva aderito a ogni sua richiesta. [7]Nel
settimo anno del re Artaserse anche un gruppo di Israeliti,
sacerdoti, leviti, cantori, portieri e oblati partirono per
Gerusalemme. [8]Egli arrivò a Gerusalemme nel quinto
mese: era l'anno settimo del re. [9]Egli aveva stabilito
la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese e il
primo del quinto mese arrivò a Gerusalemme, poiché la mano
benevola del suo Dio era con lui. [10]Infatti Esdra si era
dedicato con tutto il cuore a studiare la legge del Signore e a
praticarla e ad insegnare in Israele la legge e il diritto.
Documento di Artaserse
[11]Questa è la copia del documento che il re
Artaserse consegnò a Esdra sacerdote, scriba esperto nei comandi
del Signore e nei suoi statuti dati a Israele:
[12]«Artaserse, re dei re, al sacerdote Esdra, scriba
della legge del Dio del cielo, salute perfetta. Ora: [13]da
me è dato questo decreto. Chiunque nel mio regno degli
appartenenti al popolo d'Israele, dei sacerdoti e dei leviti ha
deciso liberamente di andare a Gerusalemme, può venire con te; [14]infatti
da parte del re e dei suoi sette consiglieri tu sei inviato a
fare inchiesta in Giudea e a Gerusalemme intorno all'osservanza
della legge del tuo Dio, che hai nelle mani, [15]e a
portare l'argento e l'oro che il re e i suoi consiglieri inviano
come offerta volontaria per devozione al Dio d'Israele che è in
Gerusalemme, [16]e tutto l'argento e l'oro che troverai in
tutte le province di Babilonia insieme con le offerte volontarie
che il popolo e i sacerdoti offriranno per la casa del loro Dio a
Gerusalemme.
[17]Perciò con questo argento ti prenderai cura di
acquistare tori, arieti, agnelli e ciò che occorre per le
offerte e libazioni che vi si uniscono e li offrirai sull'altare
della casa del vostro Dio che è in Gerusalemme. [18]Quanto
al resto dell'argento e dell'oro farete come sembrerà bene a te
e ai tuoi fratelli, secondo la volontà del vostro Dio. [19]Gli
arredi che ti sono stati consegnati per il culto del tuo Dio,
rimettili davanti al Dio di Gerusalemme. [20]Per il resto
di quanto occorre per la casa del tuo Dio e che spetta a te di
procurare, lo procurerai a spese del tesoro reale. [21]Io,
il re Artaserse, ordino a tutti i tesorieri dell'Oltrefiume:
Tutto ciò che Esdra, sacerdote e scriba della legge del Dio
del cielo, vi domanderà, dateglielo puntualmente, [22]fino
a cento talenti d'argento, cento kor di grano, cento bat
di vino, cento bat di olio e sale a volontà. [23]Quanto
è secondo la volontà del Dio del cielo sia fatto con precisione
per la casa del Dio del cielo, perché non venga l'ira sul regno
del re e dei suoi figli. [24]Vi rendiamo poi noto che non
è permesso riscuotere tributi e diritti di pedaggio su tutti i
sacerdoti, leviti, cantori, portieri, oblati e inservienti di
questa casa di Dio.
[25]Quanto a te, Esdra, con la sapienza del tuo Dio,
che ti è stata data, stabilisci magistrati e giudici, ai quali
sia affidata l'amministrazione della giustizia per tutto il
popolo dell'Oltrefiume, cioè per quanti conoscono la legge del
tuo Dio, e istruisci quelli che non la conoscono. [26]A
riguardo di chiunque non osserverà la legge del tuo Dio e la
legge del re, sia fatta prontamente giustizia o con la morte o
con il bando o con ammenda in denaro o con il carcere».
Viaggio di Esdra da Babilonia in Palestina
[27]Benedetto il Signore, Dio dei padri nostri, che ha
disposto il cuore del re a glorificare la casa del Signore che è
a Gerusalemme, [28]e ha volto verso di me la benevolenza
del re, dei suoi consiglieri e di tutti i potenti principi reali.
Allora io mi sono sentito incoraggiato, perché la mano del
Signore mio Dio era su di me e ho radunato alcuni capi d'Israele,
perché partissero con me.
Esdra - Capitolo 8
[1]Questi sono, con le loro indicazioni genealogiche, i
capifamiglia che sono partiti con me da Babilonia, sotto il regno
del re Artaserse.
[2]dei figli di Pincas: Ghersom;
dei figli di Itamar: Daniele;
dei figli di Davide: Cattus [3]figlio di Secania;
dei figli di Paros: Zaccaria; con lui furono registrati
centocinquanta maschi;
[4]dei figli di Pacat-Moab: Elioenai figlio di Zerachia, e
con lui duecento maschi;
[5]dei figli di Zattu: Secania figlio di Iacaziel e con
lui trecento maschi;
[6]dei figli di Adin: Ebed figlio di Giònata e con lui
cinquanta maschi;
[7]dei figli di Elam: Isaia figlio di Atalia e con lui
settanta maschi;
[8]dei figli di Sefatia: Zebadia figlio di Michele e con
lui ottanta maschi;
[9]dei figli di Ioab: Obadia figlio di Iechièl e con lui
duecentodiciotto maschi;
[10]dei figli di Bani: Selomìt figlio di Iosifia e con
lui centosessanta maschi;
[11]dei figli di Bebai: Zaccaria figlio di Bebai e con lui
ventotto maschi;
[12]dei figli di Azgad: Giovanni figlio di Akkatan e con
lui centodieci maschi;
[13]dei figli di Adonikam: gli ultimi, di cui ecco i nomi:
Elifèlet, Ieièl e Semaia e con loro sessanta maschi;
[14]dei figli di Bigvai: Utai figlio di Zaccur e con lui
settanta maschi.
[15]Io li ho radunati presso il canale che scorre verso
Aava. Là siamo stati accampati per tre giorni. Ho fatto una
rassegna tra il popolo e i sacerdoti e non ho trovato nessun
levita. [16]Allora ho mandato a chiamare i capi Elièzer,
Arièl, Semaia, Elnatàn, Iarib, Natàn, Zaccaria, Mesullàm e
gli istruttori Ioiarib ed Elnatàn [17]e ho ordinato loro
di andare da Iddo, capo nella località di Casifià, e ho messo
loro in bocca le parole da dire a Iddo e ai suoi fratelli oblati
nella località di Casifià: di mandarci cioè inservienti per il
tempio del nostro Dio. [18]Poiché la mano benefica del
nostro Dio era su di noi, ci hanno mandato un uomo assennato, dei
figli di Macli, figlio di Levi, figlio d'Israele, cioè Serebia,
con i suoi figli e fratelli: diciotto persone; [19]inoltre
Casabià e con lui Isaia, dei figli di Merari suo fratello e i
loro figli: venti persone. [20]Degli oblati, che Davide e
i principi avevano assegnato al servizio dei leviti:
duecentoventi oblati. Furono registrati per nome. [21]Là,
presso il canale Aavà, ho indetto un digiuno, per umiliarci
davanti al Dio nostro e implorare da lui un felice viaggio per
noi, i nostri bambini e tutti i nostri averi. [22]Avevo
infatti vergogna di domandare al re soldati e cavalieri per
difenderci lungo il cammino da un eventuale nemico; anzi, avevamo
detto al re: «La mano del nostro Dio è su quanti lo cercano,
per il loro bene; invece la sua potenza e la sua ira su quanti lo
abbandonano». [23]Così abbiamo digiunato e implorato da
Dio questo favore ed egli ci è venuto in aiuto. [24]Quindi
ho scelto dodici tra i capi dei sacerdoti: Serebia e Casabià e i
dieci loro fratelli con essi: [25]ho pesato loro
l'argento, l'oro e gli arredi, che costituivano l'offerta per il
tempio del nostro Dio fatta dal re, dai suoi consiglieri, dai
suoi principi e da tutti gli Israeliti che si trovavano da quelle
parti. [26]Ho pesato dunque e consegnato nelle loro mani:
argento: seicentocinquanta talenti;
arredi d'argento: cento, del peso di altrettanti talenti;
oro: cento talenti.
[27]Inoltre:
coppe d'oro venti: di mille darici;
vasi di bronzo pregiato e lucente: due, preziosi come l'oro.
[28]Ho detto loro: «Voi siete consacrati al Signore;
questi arredi sono cosa sacra; l'argento e l'oro sono offerta
volontaria al Signore, Dio dei nostri padri. [29]Sorvegliateli
e custoditeli, finché non possiate pesarli davanti ai capi dei
sacerdoti, ai leviti e ai capifamiglia d'Israele a Gerusalemme,
nelle stanze del tempio». [30]Allora i sacerdoti e i
leviti presero in consegna il carico dell'argento e dell'oro e
dei vasi, per portarli a Gerusalemme nel tempio del nostro Dio.
[31]Il dodici del primo mese siamo partiti dal fiume
Aava per andare a Gerusalemme e la mano del nostro Dio era su di
noi: egli ci ha liberati dagli assalti dei nemici e dei briganti
lungo il cammino. [32]Siamo arrivati a Gerusalemme e ci
siamo riposati tre giorni. [33]Il quarto giorno sono stati
pesati l'argento, l'oro e gli arredi nella casa del nostro Dio
nelle mani del sacerdote Meremòt, figlio di Uria, con cui vi era
Eleàzaro figlio di Pincas e con essi i leviti Iozabàd figlio di
Giosuè e Noadia figlio di Binnui; [34]ogni cosa era
secondo il numero e il peso e si mise per iscritto il peso
totale.
In quel tempo [35]quelli che venivano dall'esilio,
cioè i deportati, vollero offrire olocausti al Dio d'Israele:
tori: dodici per tutto Israele,
arieti: novantasei,
agnelli: settantasette,
capri di espiazione: dodici,
tutto come olocausto al Signore. [36]Hanno consegnato i
decreti del re ai satrapi del re e al governatore
dell'Oltrefiume, i quali sono venuti in aiuto al popolo e al
tempio.
Esdra - Capitolo 9
La rottura dei matrimoni con gli stranieri
[1]Terminate queste cose, sono venuti a trovarmi i capi
per dirmi: «Il popolo d'Israele, i sacerdoti e i leviti non si
sono separati dalle popolazioni locali, nonostante i loro
abomini, cioè dai Cananei, Hittiti, Perizziti, Gebusei,
Ammoniti, Moabiti, Egiziani, Amorrei, [2]ma hanno preso in
moglie le loro figlie per sé e per i loro figli: così hanno
profanato la stirpe santa con le popolazioni locali; anzi i capi
e i magistrati sono stati i primi a darsi a questa infedeltà». [3]Udito
ciò, ho lacerato il mio vestito e il mio mantello, mi sono
strappato i capelli e i peli della barba e mi sono seduto
costernato. [4]Quanti tremavano per i giudizi del Dio
d'Israele su questa infedeltà dei rimpatriati, si radunarono
presso di me. Ma io restai seduto costernato, fino all'offerta
della sera. [5]All'offerta della sera mi sono alzato dal
mio stato di prostrazione e con il vestito e il mantello laceri
sono caduto in ginocchio e ho steso le mani al mio Signore, [6]e
ho detto:
«Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare, Dio mio, la
faccia verso di te, poiché le nostre colpe si sono moltiplicate
fin sopra la nostra testa; la nostra colpevolezza è aumentata
fino al cielo. [7]Dai giorni dei nostri padri fino ad oggi
noi siamo stati molto colpevoli e per le nostre colpe, noi, i
nostri re e i nostri sacerdoti, siamo stati dati nelle mani dei
re stranieri; siamo stati consegnati alla spada, alla prigionia,
alla rapina, all'insulto fino ad oggi. [8]Ora, da poco, il
nostro Dio ci ha fatto una grazia: ha liberato un resto di noi,
dandoci un asilo nel suo luogo santo, e così il nostro Dio ha
fatto brillare i nostri occhi e ci ha dato un pò di sollievo
nella nostra schiavitù. [9]Perché noi siamo schiavi; ma
nella nostra schiavitù il nostro Dio non ci ha abbandonati: ci
ha resi graditi ai re di Persia; ci ha fatti rivivere, perché
rialzassimo la casa del nostro Dio e restaurassimo le sue rovine
e ci ha concesso di avere un riparo in Giuda e in Gerusalemme. [10]Ma
ora, che dire, Dio nostro, dopo questo? Poiché abbiamo
abbandonato i tuoi comandi [11]che tu avevi dato per mezzo
dei tuoi servi, i profeti, dicendo: Il paese di cui voi andate a
prendere il possesso è un paese immondo, per l'immondezza dei
popoli indigeni, per le nefandezze di cui l'hanno colmato da un
capo all'altro con le loro impurità. [12]Per questo non
dovete dare le vostre figlie ai loro figli, né prendere le loro
figlie per i vostri figli; non dovrete mai contribuire alla loro
prosperità e al loro benessere, così diventerete forti voi e
potrete mangiare i beni del paese e lasciare un'eredità ai
vostri figli per sempre. [13]Dopo ciò che è venuto su di
noi a causa delle nostre cattive azioni e per la nostra grande
colpevolezza, benché tu, Dio nostro, ci abbia punito meno di
quanto meritavano le nostre colpe e ci abbia concesso di formare
questo gruppo di superstiti, [14]potremmo forse noi
tornare a violare i tuoi comandi e a imparentarci con questi
popoli abominevoli? Non ti adireresti contro di noi fino a
sterminarci, senza lasciare resto né superstite? [15]Signore,
Dio di Israele, per la tua bontà è rimasto di noi oggi un
gruppo di superstiti: eccoci davanti a te con la nostra
colpevolezza. Ma a causa di essa non possiamo resistere alla tua
presenza!».
Esdra - Capitolo 10
[1]Mentre Esdra pregava e faceva questa confessione
piangendo, prostrato davanti alla casa di Dio, si riunì intorno
a lui un'assemblea molto numerosa d'Israeliti, uomini, donne e
fanciulli, e il popolo piangeva dirottamente. [2]Allora
Secania, figlio di Iechièl, uno dei figli di Elam, prese la
parola e disse a Esdra: «Noi siamo stati infedeli verso il
nostro Dio, sposando donne straniere, prese dalle popolazioni del
luogo. Orbene: c'è ancora una speranza per Israele nonostante
ciò. [3]Ora noi facciamo questa alleanza davanti al
nostro Dio: rimanderemo tutte queste donne e i figli nati da
esse, secondo il tuo consiglio, mio signore, e il consiglio di
quelli che tremano davanti al comando del nostro Dio. Si farà
secondo la legge! [4]Alzati, perché a te è affidato
questo compito; noi saremo con te; sii forte e mettiti
all'opera!». [5]Allora Esdra si alzò e fece giurare ai
capi dei sacerdoti e dei leviti e a tutto Israele che avrebbero
agito secondo quelle parole; essi giurarono. [6]Esdra
allora, alzatosi davanti alla casa di Dio, andò nella camera di
Giovanni, figlio di Eliasib. Là egli passò la notte, senza
prendere cibo né bere acqua, perché era in lutto a causa
dell'infedeltà dei rimpatriati. [7]Poi fu fatta passare
la voce in Giuda e Gerusalemme a tutti i rimpatriati che si
radunassero in Gerusalemme: [8]a chiunque non fosse venuto
entro tre giorni - così disponeva il consiglio dei capi e degli
anziani - sarebbero stati votati allo sterminio tutti i beni ed
egli stesso sarebbe stato escluso dalla comunità dei
rimpatriati. [9]Allora tutti gli uomini di Giuda e di
Beniamino si radunarono a Gerusalemme entro tre giorni; si era al
nono mese, il venti del mese. Tutto il popolo stava nella piazza
del tempio, tremante per questo evento e per gli scrosci della
pioggia.
[10]Allora il sacerdote Esdra si alzò e disse loro:
«Voi avete commesso un atto d'infedeltà, sposando donne
straniere: così avete accresciuto la colpevolezza d'Israele. [11]Ma
ora rendete lode al Signore, Dio dei vostri padri, e fate la sua
volontà, separandovi dalle popolazioni del paese e dalle donne
straniere».
[12]Tutta l'assemblea rispose a gran voce: «Sì,
dobbiamo fare secondo la tua parola. [13]Ma il popolo è
numeroso e siamo al tempo delle piogge; non è possibile restare
all'aperto. D'altra parte non è lavoro di un giorno o di due,
perché siamo in molti ad aver peccato in questa materia. [14]I
nostri capi stiano a rappresentare tutta l'assemblea; e tutti
quelli delle nostre città che hanno sposato donne straniere
vengano in date determinate e accompagnati dagli anziani della
rispettiva città e dai loro giudici, finché non abbiano
allontanato da noi l'ira ardente del nostro Dio per questa
causa».
[15]Soltanto Giònata figlio di Asaèl e Iaczeia figlio
di Tikva si opposero, appoggiati da Mesullàm e dal levita
Sabbetài. [16]I rimpatriati fecero come era stato
proposto: il sacerdote Esdra si scelse alcuni uomini,
capifamiglia, uno per casato, tutti designati per nome. Essi
iniziarono le sedute il primo giorno del decimo mese per
esaminare la questione [17]e terminarono di esaminare
tutti gli uomini che avevano sposato donne straniere il primo
giorno del primo mese.
La lista dei colpevoli
[18]Tra gli appartenenti ai sacerdoti, che avevano
sposato donne straniere, c'erano:
dei figli di Giosuè figlio di Iozadàk e tra i suoi fratelli:
Maaseia, Elièzer, Iarib e Godolia.
[19]Essi hanno promesso con giuramento di rimandare le
loro donne e hanno offerto un ariete in espiazione della loro
colpa. [20]Dei figli di Immer: Canàni e Zebadia. [21]Dei
figli di Carim: Maaseia, Elia, Semaia, Iechièl e Uzzia. [22]Dei
figli di Pascur: Elioènai, Maaseia, Ismaele, Natanaele, Iozabàd
ed Eleasà.
[23]Degli appartenenti ai leviti: Iozabàd, Simei,
Chelaia, chiamato il Chelita, Petachia, Giuda ed Elièzer.
[24]Dei cantori: Eliasib.
Dei portinai: Sallùm, Telem e Uri.
[25]Tra gli Israeliti: dei figli di Paros: Ramia, Izzia,
Malchia, Miamin, Eleàzaro, Malchia e Benaià.
[26]Dei figli di Elam: Mattania, Zaccaria, Iechièl, Abdi,
Ieremòt ed Elia.
[27]Dei figli di Zattu: Elioenài, Eliasib, Mattania,
Ieremòt, Zabad e Aziza.
[28]Dei figli di Bebai: Giovanni, Anania, Zabbai e Atlai.
[29]Dei figli di Bani: Mesullàm, Malluch, Adaia, Iasub,
Seal e Ieramòt.
[30]Dei figli di Pacat-Moab: Adna, Kelal, Benaià,
Maaseia, Mattania, Bezaleèl, Binnui e Manàsse.
[31]Dei figli di Carim: Elièzer, Ishshia, Malchia,
Semaia, Simeone, [32]Beniamino, Malluch, Semaria.
[33]Dei figli di Casum: Mattenai, Mattatta, Zabad,
Elifèlet, Ieremai, Manàsse e Simei.
[34]Dei figli di Bani: Maadai, Amram, Uel, [35]Benaià,
Bedia, Cheluu, [36]Vania, Meremòt, Eliasib, [37]Mattenai,
Iaasai.
[38]Dei figli di Binnui: Simei, [39]Selemia,
Natàn, Adaia.
[40]Dei figli di Azzur: Sasai, Sàrai, [41]Azareèl,
Selemia, Semaria, [42]Sallùm, Amaria, Giuseppe.
[43]Dei figli di Nebo: Ieièl, Mattitia, Zabad, Zebina,
Iaddai, Gioele, Benaià.
[44]Tutti questi avevano sposato donne straniere e
rimandarono le donne insieme con i figli che avevano avuti da
esse.
Esdra > da capitolo 1 a capitolo 5
Esdra > da capitolo 6 a capitolo 10
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