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LA BIBBIA
Cronache 2 - Capitolo 31
Riforma del culto
[1]Quando tutto fu finito, gli Israeliti presenti
andarono tutti nelle città di Giuda a infrangere le stele, a
tagliare i pali sacri e a distruggere completamente le alture e
gli altari in tutto Giuda, nel territorio di Beniamino, di Efraim
e di Manàsse. Poi gli Israeliti tornarono nelle loro città,
ognuno nella sua proprietà.
Restaurazione del sacerdozio
[2]Ezechia ricostituì le classi dei sacerdoti e dei
leviti secondo le loro funzioni, assegnando a ognuno, ai
sacerdoti e ai leviti, il proprio servizio riguardo all'olocausto
e ai sacrifici di comunione per celebrare e lodare con inni e per
servire alle porte degli accampamenti del Signore. [3]Il
re determinò quanto dei suoi beni dovesse essere destinato agli
olocausti del mattino e della sera, agli olocausti dei sabati,
dei noviluni e delle feste, come sta scritto nella legge del
Signore. [4]Egli ordinò al popolo, agli abitanti di
Gerusalemme, di consegnare ai sacerdoti e ai leviti la loro parte
perché questi potessero attendere alla legge del Signore. [5]Appena
si diffuse quest'ordine, gli Israeliti offrirono in abbondanza le
primizie del grano, del mosto, dell'olio, del miele e di ogni
altro prodotto agricolo e la decima abbondante di ogni cosa. [6]Anche
gli Israeliti e i Giudei, che abitavano nelle città di Giuda,
portarono la decima degli armenti e dei greggi; portarono la
decima dei doni consacrati al Signore loro Dio, facendone grandi
ammassi.
[7]Nel terzo mese si cominciò a fare gli ammassi, che
furono completati nel settimo mese. [8]Vennero Ezechia e i
capi; visti gli ammassi, benedissero il Signore e il popolo di
Israele. [9]Ezechia interrogò i sacerdoti e i leviti
riguardo agli ammassi [10]e il sommo sacerdote Azaria
della casa di Zadòk gli rispose: «Da quando si è cominciato a
portare l'offerta nel tempio, noi abbiamo mangiato e ci siamo
saziati, ma ne è rimasto in abbondanza, perché il Signore ha
benedetto il suo popolo; ne è rimasta questa grande quantità».
[11]Ezechia allora ordinò che si preparassero stanze nel
tempio; le prepararono. [12]Vi depositarono
scrupolosamente le offerte, le decime e le cose consacrate. A
tali cose presiedeva il levita Conania, alle cui dipendenze era
il fratello Simei. [13]Iechièl, Azaria, Nacat, Asaèl,
Ierimòt, Iozabàd, Eliel, Ismachia, Macat e Benaià erano
impiegati sotto la direzione di Conania e di suo fratello Simei
per ordine del re Ezechia e di Azaria preposto al tempio. [14]Kore
figlio di Imna, levita custode della porta d'oriente, si occupava
delle offerte spontanee fatte a Dio; egli distribuiva quanto si
prelevava per l'offerta al Signore e le cose santissime. [15]Da
lui dipendevano Eden, Miniàmin, Giosuè, Semaia, Amaria e
Secania nelle città sacerdotali come distributori fedeli tra i
loro fratelli, grandi e piccoli, secondo le loro classi, [16]oltre
ai maschi registrati dai tre anni in su; questi entravano ogni
giorno nel tempio per il loro servizio, secondo le loro funzioni
e secondo le loro classi.
[17]La registrazione dei sacerdoti era fatta secondo i
loro casati; quella dei leviti, dai vent'anni in su, secondo le
loro funzioni e secondo le loro classi. [18]Erano
registrati con tutti i bambini, le mogli, i figli e le figlie di
tutta la comunità, poiché dovevano consacrarsi con fedeltà a
ciò che è sacro. [19]Per i figli di Aronne, ossia per i
sacerdoti residenti in campagna, nelle zone attorno alle loro
città, in ogni città c'erano uomini designati nominalmente per
distribuire la parte dovuta a ogni maschio fra i sacerdoti e a
ogni registrato fra i leviti.
[20]Ezechia fece lo stesso in tutto Giuda; egli fece
ciò che è buono e retto davanti al Signore suo Dio. [21]Quanto
aveva intrapreso per il servizio del tempio, per la legge e per i
comandi, lo fece cercando il suo Dio con tutto il cuore; per
questo ebbe successo.
Cronache 2 - Capitolo 32
L'invasione di Sennacherib
[1]Dopo questi fatti e queste prove di fedeltà, ci fu
l'invasione di Sennàcherib re d'Assiria. Penetrato in Giuda,
assediò le città fortificate per forzarne le mura. [2]Ezechia
vide l'avanzata di Sennàcherib, che si dirigeva verso
Gerusalemme per assediarla. [3]Egli decise con i suoi
ufficiali e con i suoi prodi di ostruire le acque sorgive, che
erano fuori della città. Essi l'aiutarono. [4]Si radunò
un popolo numeroso per ostruire tutte le sorgenti e il torrente
che attraversava il centro del paese, dicendo: «Perché
dovrebbero venire i re d'Assiria e trovare acqua in
abbondanza?». [5]Ezechia si rafforzò; ricostruì tutta
la parte diroccata delle mura, vi innalzò torri, costruì un
secondo muro, fortificò il Millo della città di Davide e
preparò armi in abbondanza e scudi. [6]Designò capi
militari sopra il popolo; li radunò presso di sé nella piazza
della porta della città e così parlò al loro cuore: [7]«Siate
forti e coraggiosi! Non temete e non abbattetevi davanti al re
d'Assiria e davanti a tutta la moltitudine che l'accompagna,
perché con noi c'è uno più grande di chi è con lui. [8]Con
lui c'è un braccio di carne, con noi c'è il Signore nostro Dio
per aiutarci e per combattere le nostre battaglie». Il popolo
rimase rassicurato dalle parole di Ezechia, re di Giuda.
Parole empie di Sennacherib
[9]In seguito Sennàcherib, re d'Assiria, mandò i suoi
ministri a Gerusalemme, mentre egli con tutte le forze assaliva
Lachis, per dire a Ezechia re di Giuda e a tutti quelli di Giuda
che erano in Gerusalemme: [10]«Dice Sennàcherib re
d'Assiria: Di chi avete fiducia voi per restare in Gerusalemme
assediata? [11]Ezechia non vi inganna forse per farvi
morire di fame e di sete quando asserisce: Il Signore nostro Dio
ci libererà dalle mani del re di Assiria? [12]Egli non è
forse lo stesso Ezechia che ha eliminato le sue alture e i suoi
altari dicendo a Giuda e a Gerusalemme: Vi prostrerete davanti a
un solo altare e su di esso soltanto offrirete incenso? [13]Non
sapete che cosa abbiamo fatto io e i miei padri a tutti i popoli
di tutti i paesi? Forse gli dei dei popoli di quei paesi hanno
potuto liberare i loro paesi dalla mia mano? [14]Quale,
fra tutti gli dei dei popoli di quei paesi che i miei padri
avevano votato allo sterminio, ha potuto liberare il suo popolo
dalla mia mano? Potrà il vostro Dio liberarvi dalla mia mano? [15]Ora,
non vi inganni Ezechia e non vi seduca in questa maniera! Non
credetegli, perché nessun dio di qualsiasi popolo o regno ha
potuto liberare il suo popolo dalla mia mano e dalle mani dei
miei padri. Nemmeno i vostri dei vi libereranno dalla mia
mano!».
[16]Parlarono ancora i suoi ministri contro il Signore
Dio e contro Ezechia suo servo. [17]Sennàcherib aveva
scritto anche lettere insultando il Signore Dio di Israele e
sparlando di lui in questi termini: «Come gli dei dei popoli di
quei paesi non hanno potuto liberare i loro popoli dalla mia
mano, così il Dio di Ezechia non libererà dalla mia mano il suo
popolo».
[18]Gli inviati gridarono a gran voce in ebraico al
popolo di Gerusalemme che stava sulle mura, per spaventarlo e
atterrirlo al fine di occuparne la città. [19]Essi
parlarono del Dio di Gerusalemme come di uno degli dei degli
altri popoli della terra, opera di mani d'uomo.
Successo della preghiera di Ezechia
[20]Allora il re Ezechia e il profeta Isaia figlio di
Amoz, pregarono a questo fine e gridarono al Cielo. [21]Il
Signore mandò un angelo, che sterminò tutti i guerrieri
valorosi, ogni capo e ogni ufficiale, nel campo del re d'Assiria.
Questi se ne tornò, con la vergogna sul volto, nel suo paese.
Entrò nel tempio del suo dio, dove alcuni suoi figli, nati dalle
sue viscere, l'uccisero di spada. [22]Così il Signore
liberò Ezechia e gli abitanti di Gerusalemme dalla mano di
Sennàcherib re d'Assiria e dalla mano di tutti gli altri e
concesse loro la pace alle frontiere. [23]Allora molti
portarono offerte al Signore in Gerusalemme e oggetti preziosi a
Ezechia re di Giuda, che, dopo simili cose, aumentò in prestigio
agli occhi di tutti i popoli.
[24]In quei giorni Ezechia si ammalò di malattia
mortale. Egli pregò il Signore, che l'esaudì e operò un
prodigio per lui. [25]Ma la riconoscenza di Ezechia non fu
proporzionata al beneficio, perché il suo cuore si era
insuperbito; per questo su di lui, su Giuda e su Gerusalemme si
riversò l'ira divina. [26]Tuttavia Ezechia si umiliò
della superbia del suo cuore e a lui si associarono gli abitanti
di Gerusalemme; per questo l'ira del Signore non si abbattè su
di essi finché Ezechia restò in vita.
[27]Ezechia ebbe ricchezze e gloria in abbondanza. Egli
si costruì depositi per l'argento, l'oro, le pietre preziose,
gli aromi, gli scudi e per qualsiasi cosa pregevole, [28]magazzini
per i prodotti del grano, del mosto e dell'olio, stalle per ogni
genere di bestiame, ovili per le pecore. [29]Si edificò
città; ebbe molto bestiame minuto e grosso, perché Dio gli
aveva concesso beni molto grandi.
Riassunto del regno di Ezechia e sua morte
[30]Ezechia chiuse l'apertura superiore delle acque del
Ghicon, convogliandole in basso attraverso il lato occidentale
nella città di Davide. Ezechia riuscì in ogni sua impresa. [31]Ma
quando i capi di Babilonia gli inviarono messaggeri per
informarsi sul prodigio avvenuto nel paese, Dio l'abbandonò per
metterlo alla prova e conoscerne completamente il cuore.
[32]Le altre gesta di Ezechia e le sue opere di pietà
ecco sono descritte nella visione del profeta Isaia, figlio di
Amoz, e nel libro dei re di Giuda e di Israele. [33]Ezechia
si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono nella salita
dei sepolcri dei figli di Davide. Alla sua morte gli resero
omaggio tutto Giuda e gli abitanti di Gerusalemme. Al suo posto
divenne re suo figlio Manàsse.
Cronache 2 - Capitolo 33
3. EMPIETA' DI MANASSE E DI AMON
Manasse distrugge l'opera di Ezechia
[1]Quando Manàsse divenne re, aveva dodici anni;
regnò cinquantacinque anni in Gerusalemme. [2]Egli fece
ciò che è male agli occhi del Signore, secondo gli abomini dei
popoli che il Signore aveva scacciato di fronte agli Israeliti. [3]Ricostruì
le alture demolite da suo padre Ezechia, eresse altari ai Baal,
piantò pali sacri, si prostrò davanti a tutta la milizia del
cielo e la servì. [4]Costruì altari nel tempio, del
quale il Signore aveva detto: «In Gerusalemme sarà il mio nome
per sempre». [5]Eresse altari a tutta la milizia del
cielo nei due cortili del tempio. [6]Fece passare i suoi
figli per il fuoco nella Valle di Ben-Hinnòn. Praticò la magia,
gli incantesimi e la stregoneria; istituì negromanti e indovini.
Compì in molte maniere ciò che è male agli occhi del Signore
provocando il suo sdegno. [7]E collocò la statua
dell'idolo che aveva fatto, nel tempio, di cui Dio aveva detto a
Davide e al figlio Salomone: «In questo tempio e in Gerusalemme,
che mi sono scelta fra tutte le tribù di Israele, porrò il mio
nome per sempre. [8]Non lascerò più che il piede degli
Israeliti si allontani dal paese che io ho concesso ai loro
padri, purché procurino di eseguire quanto ho comandato loro
nell'intera legge, ossia negli statuti e nei decreti dati loro
per mezzo di Mosè». [9]Manàsse fece traviare Giuda e
gli abitanti di Gerusalemme spingendoli ad agire peggio delle
popolazioni che il Signore aveva sterminate di fronte agli
Israeliti.
[10]Il Signore parlò a Manàsse e al suo popolo, ma
non gli badarono.
Prigionia e conversione
[11]Allora il Signore mandò contro di loro i capi
dell'esercito del re assiro; essi presero Manàsse con uncini, lo
legarono con catene di bronzo e lo condussero in Babilonia.
[12]Ridotto in tale miseria, egli placò il volto del
Signore suo Dio e si umiliò molto di fronte al Dio dei suoi
padri. [13]Egli lo pregò e Dio si lasciò commuovere,
esaudì la sua supplica e lo fece tornare in Gerusalemme nel suo
regno; così Manàsse riconobbe che solo il Signore è Dio.
[14]In seguito, egli costruì il muro esteriore della
città di Davide, a occidente del Ghicon, nella valle fino alla
porta dei Pesci, che circondava l'Ofel; Manàsse lo tirò su a
notevole altezza. In tutte le fortezze di Giuda egli pose capi
militari. [15]Rimosse gli dei stranieri e l'idolo dal
tempio insieme con tutti gli altari che egli aveva costruito sul
monte del tempio e in Gerusalemme e gettò tutto fuori della
città. [16]Restaurò l'altare del Signore e vi offrì
sacrifici di comunione e di lode e comandò a Giuda di servire il
Signore, Dio di Israele. [17]Tuttavia il popolo continuava
a sacrificare sulle alture, anche se lo faceva per il Signore.
[18]Le altre gesta di Manàsse, la sua preghiera a Dio
e le parole che i veggenti gli comunicarono a nome del Signore
Dio di Israele, ecco sono descritte nelle gesta dei re di
Israele. [19]La sua preghiera e come fu esaudito, tutta la
sua colpa e la sua infedeltà, le località ove costruì alture,
eresse pali sacri e statue prima della sua umiliazione, ecco sono
descritte negli atti di Cozai. [20]Manàsse si addormentò
con i suoi padri e lo seppellirono nel suo palazzo. Al suo posto
divenne re suo figlio Amòn.
Irrigidimento di Amon
[21]Quando Amòn divenne re, aveva ventidue anni;
regnò due anni in Gerusalemme. [22]Egli fece ciò che è
male agli occhi del Signore, come l'aveva fatto Manàsse suo
padre. Amòn offrì sacrifici a tutti gli idoli eretti da
Manàsse suo padre e li servì. [23]Non si umiliò davanti
al Signore, come si era umiliato Manàsse suo padre; anzi Amòn
aumentò le sue colpe. [24]I suoi ministri ordirono una
congiura contro di lui e l'uccisero nella reggia, [25]ma
il popolo del paese uccise quanti avevano congiurato contro
Amòn. Lo stesso popolo del paese proclamò re, al posto di lui,
suo figlio Giosia.
Cronache 2 - Capitolo 34
4. LA RIFORMA DI GIOSIA
Sguardo d'insieme
[1]Quando Giosia divenne re, aveva otto anni; regnò
trentun anni in Gerusalemme. [2]Egli fece ciò che è
retto agli occhi del Signore e seguì le strade di Davide suo
antenato, senza fuorviare in nulla.
Prime riforme
[3]Nell'anno ottavo del suo regno, era ancora un
ragazzo, cominciò a ricercare il Dio di Davide suo padre.
Nell'anno decimosecondo cominciò a purificare Giuda e
Gerusalemme, eliminando le alture, i pali sacri e gli idoli
scolpiti o fusi. [4]Sotto i suoi occhi furono demoliti gli
altari di Baal; infranse gli altari per l'incenso, che vi erano
sopra; distrusse i pali sacri e gli idoli scolpiti o fusi,
riducendoli in polvere che sparse sui sepolcri di coloro che
avevano sacrificato a tali cose. [5]Le ossa dei sacerdoti
le bruciò sui loro altari; così purificò Giuda e Gerusalemme. [6]Lo
stesso fece nella città di Manàsse, di Efraim e di Simeone fino
a Nèftali, nei loro villaggi devastati. [7]Demolì gli
altari; fece a pezzi i pali sacri e gli idoli in modo da ridurli
in polvere; demolì tutti gli altari per l'incenso in tutto il
paese di Israele; poi fece ritorno a Gerusalemme.
I lavori del tempio
[8]Nell'anno decimottavo del suo regno, dopo aver
purificato il paese e il tempio, affidò a Safàn figlio di
Asalia, a Maaseia governatore della città, e a Ioach figlio di
Ioacaz, archivista, il restauro del tempio del Signore suo Dio. [9]Costoro
si presentarono al sommo sacerdote Chelkia e gli consegnarono il
denaro depositato nel tempio; l'avevano raccolto i leviti custodi
della soglia da Manàsse, da Efraim e da tutto il resto di
Israele, da tutto Giuda, da Beniamino e dagli abitanti di
Gerusalemme. [10]Lo misero in mano ai direttori dei lavori
che sovraintendevano al tempio ed essi l'utilizzarono per gli
operai che lavoravano nel tempio per restaurarlo e rafforzarlo. [11]Lo
diedero ai falegnami e ai muratori per l'acquisto di pietre da
taglio e di legname per l'armatura e la travatura dei locali
lasciati rovinare dai re di Giuda.
[12]Quegli uomini lavoravano con fedeltà; erano stati
loro preposti per la direzione Iacat e Abdia, leviti dei figli di
Merari, Zaccaria e Mesullàm, Keatiti. Leviti esperti di
strumenti musicali [13]sorvegliavano i portatori e
dirigevano quanti compivano lavori di qualsiasi genere; altri
leviti erano scribi, ispettori e portieri.
Scoperta della Legge
[14]Mentre si prelevava il denaro depositato nel
tempio, il sacerdote Chelkia trovò il libro della legge del
Signore, data per mezzo di Mosè. [15]Chelkia prese la
parola e disse allo scriba Safàn: «Ho trovato nel tempio il
libro della legge». Chelkia diede il libro a Safàn. [16]Safàn
portò il libro dal re; egli inoltre riferì al re: «Quanto è
stato ordinato, i tuoi servitori lo eseguiscono. [17]Hanno
versato il denaro trovato nel tempio e l'hanno consegnato ai
sorveglianti e ai direttori dei lavori». [18]Poi lo
scriba Safàn annunziò al re: «Il sacerdote Chelkia mi ha dato
un libro». Safàn ne lesse una parte alla presenza del re. [19]Udite
le parole della legge, il re si strappò le vesti [20]e
comandò a Chelkia, ad Achikam figlio di Safàn, ad Abdon figlio
di Mica, allo scriba Safàn e ad Asaia ministro del re: [21]«Andate,
consultate il Signore per me e per quanti sono rimasti in Israele
e in Giuda riguardo alle parole di questo libro ora trovato;
grande infatti è la collera del Signore, che si è accesa contro
di noi, poiché i nostri padri non hanno ascoltato le parole del
Signore facendo quanto sta scritto in questo libro».
L'oracolo della profetessa
[22]Chelkia insieme con coloro che il re aveva
designati si recò dalla profetessa Culda moglie di Sallùm,
figlio di Tokat, figlio di Casra, il guardarobiere; essa abitava
nel secondo quartiere di Gerusalemme. Le parlarono in tal senso [23]ed
essa rispose loro: «Dice il Signore Dio di Israele: Riferite
all'uomo che vi ha inviati da me: [24]Dice il Signore:
Ecco, io farò piombare una sciagura su questo luogo e sui suoi
abitanti, tutte le maledizioni scritte nel libro letto davanti al
re di Giuda, [25]perché hanno abbandonato me e hanno
bruciato incenso ad altri dei provocandomi a sdegno con tutte le
opere delle loro mani. La mia collera si accenderà contro questo
luogo e non si potrà spegnere. [26]Al re di Giuda, che vi
ha inviati a consultare il Signore, riferirete: Dice il Signore,
Dio di Israele: A proposito delle parole che hai udito, [27]poiché
il tuo cuore si è intenerito e ti sei umiliato davanti a Dio,
udendo le mie parole contro questo luogo e contro i suoi
abitanti; poiché ti sei umiliato davanti a me, ti sei strappate
le vesti e hai pianto davanti a me, anch'io ho ascoltato. Oracolo
del Signore! [28]Ecco, io ti riunirò con i tuoi padri e
sarai deposto nel tuo sepolcro in pace. I tuoi occhi non vedranno
tutta la sciagura che io farò piombare su questo luogo e sui
suoi abitanti». Quelli riferirono il messaggio al re.
Rinnovamento dell'alleanza
[29]Allora il re inviò dei messi e radunò tutti gli
anziani di Giuda e di Gerusalemme. [30]Il re, insieme con
tutti gli uomini di Giuda, con gli abitanti di Gerusalemme, i
sacerdoti, i leviti e tutto il popolo, dal più grande al più
piccolo, salì al tempio. Egli fece leggere ai loro orecchi tutte
le parole del libro dell'alleanza, trovato nel tempio. [31]Il
re, stando in piedi presso la colonna, concluse un'alleanza
davanti al Signore, impegnandosi a seguire il Signore, a
osservarne i comandi, le leggi e i decreti con tutto il cuore e
con tutta l'anima, eseguendo le parole dell'alleanza scritte in
quel libro. [32]Fece impegnare quanti si trovavano in
Gerusalemme e in Beniamino. Gli abitanti di Gerusalemme agirono
secondo l'alleanza di Dio, del Dio dei loro padri. [33]Giosia
rimosse tutti gli abomini da tutti i territori appartenenti agli
Israeliti; costrinse quanti si trovavano in Israele a servire il
Signore loro Dio. Finché egli visse non desistettero dal seguire
il Signore, Dio dei loro padri.
Cronache 2 - Capitolo 35
Preparazione della Pasqua
[1]Giosia celebrò in Gerusalemme la pasqua per il
Signore. Gli agnelli pasquali furono immolati il quattordici del
primo mese. [2]Il re ristabilì i sacerdoti nei loro
uffici e li incoraggiò al servizio del tempio. [3]Egli
disse ai leviti che ammaestravano tutto Israele e che si erano
consacrati al Signore: «Collocate l'arca santa nel tempio
costruito da Salomone figlio di Davide, re di Israele; essa non
costituirà più un peso per le vostre spalle. Ora servite il
Signore vostro Dio e il suo popolo Israele. [4]Disponetevi,
secondo i vostri casati, secondo le vostre classi, in base alla
prescrizione di Davide, re di Israele, e alla prescrizione di
Salomone suo figlio. [5]State nel santuario a disposizione
dei casati dei vostri fratelli, dei figli del popolo; per i
leviti ci sarà una parte nei singoli casati. [6]Immolate
gli agnelli pasquali, purificatevi e mettetevi a disposizione dei
vostri fratelli, secondo la parola del Signore comunicata per
mezzo di Mosè».
La solennità
[7]Giosia diede ai figli del popolo, a quanti erano lì
presenti, del bestiame minuto, cioè tremila agnelli e capretti
come vittime pasquali, e in più tremila buoi. Tutto questo
bestiame era di proprietà del re. [8]I suoi ufficiali
fecero offerte spontanee per il popolo, per i sacerdoti e per i
leviti. Chelkia, Zaccaria, Iechièl, preposti al tempio, diedero
ai sacerdoti, per i sacrifici pasquali, duemilaseicento agnelli e
capretti, oltre trecento buoi. [9]Conania, Semaia e
Netaneèl suoi fratelli, Casabia, Iechièl e Iozabàd capi dei
leviti, diedero ai leviti, per i sacrifici pasquali, cinquemila
agnelli e capretti, oltre cinquecento buoi. [10]Così
tutto fu pronto per il servizio; i sacerdoti si misero al loro
posto, così anche i leviti secondo le loro classi, secondo il
comando del re. [11]Immolarono gli agnelli pasquali: i
sacerdoti spargevano il sangue, mentre i leviti scuoiavano. [12]Misero
da parte l'olocausto da distribuire ai figli del popolo, secondo
le divisioni dei vari casati, perché lo presentassero al
Signore, come sta scritto nel libro di Mosè. Lo stesso fecero
per i buoi. [13]Secondo l'usanza arrostirono l'agnello
pasquale sul fuoco; le parti consacrate le cossero in pentole, in
caldaie e tegami e le distribuirono sollecitamente a tutto il
popolo. [14]Dopo, prepararono la pasqua per se stessi e
per i sacerdoti, poiché i sacerdoti, figli di Aronne, furono
occupati fino a notte nell'offrire gli olocausti e le parti
grasse; per questo i leviti prepararono per se stessi e per i
sacerdoti figli di Aronne. [15]I cantori, figli di Asaf,
occupavano il loro posto, secondo le prescrizioni di Davide, di
Asaf, di Eman e di Idutun veggente del re; i portieri erano alle
varie porte. Costoro non dovettero allontanarsi dal loro posto,
perché i leviti loro fratelli prepararono tutto per loro.
[16]Così in quel giorno fu disposto tutto il servizio
del Signore per celebrare la pasqua e per offrire gli olocausti
sull'altare del Signore, secondo l'ordine del re Giosia. [17]Gli
Israeliti presenti celebrarono allora la pasqua e la festa degli
azzimi per sette giorni. [18]Dal tempo del profeta Samuele
non era stata celebrata una pasqua simile in Israele; nessuno dei
re di Israele aveva celebrato una pasqua come questa celebrata da
Giosia, insieme con i sacerdoti, i leviti, tutti quelli di Giuda,
i convenuti da Israele e gli abitanti di Gerusalemme.
Fine tragica del regno
[19]Questa pasqua fu celebrata nel decimottavo anno del
regno di Giosia.
[20]Dopo tutto ciò, dopo che Giosia aveva
riorganizzato il tempio, Necao re d'Egitto andò a combattere in
Carchemis sull'Eufrate. Giosia marciò contro di lui. [21]Quegli
mandò messaggeri a dirgli: «Che c'è fra me e te, o re di
Giuda? Io non vengo contro di te, ma contro un'altra casa sono in
guerra e Dio mi ha imposto di affrettarmi. Pertanto non opporti a
Dio che è con me affinchè egli non ti distrugga». [22]Ma
Giosia non si ritirò. Deciso ad affrontarlo, non ascoltò le
parole di Necao, che venivano dalla bocca di Dio, e attaccò
battaglia nella valle di Meghiddo.
[23]Gli arcieri tirarono sul re Giosia. Il re diede
l'ordine ai suoi ufficiali: «Portatemi via, perché sono ferito
gravemente». [24]I suoi ufficiali lo tolsero dal suo
carro, lo misero in un altro carro e lo riportarono in
Gerusalemme, ove morì. Fu sepolto nei sepolcri dei suoi padri.
Tutti quelli di Giuda e di Gerusalemme fecero lutto per Giosia. [25]Geremia
compose un lamento su Giosia; tutti i cantori e le cantanti lo
ripetono ancora nei lamenti su Giosia; è diventata una
tradizione in Israele. Esso è inserito fra i lamenti.
[26]Le altre gesta di Giosia, le sue opere di pietà
secondo le prescrizioni della legge del Signore, [27]le
sue gesta, le prime come le ultime, ecco sono descritte nel libro
dei re di Israele e di Giuda.
Cronache 2 - Capitolo 36
5. SITUAZIONE DI ISRAELE ALLA FINE DELLA MONARCHIA
Ioacaz
[1]Il popolo del paese prese Ioacaz figlio di Giosia e
lo proclamò re, al posto del padre, in Gerusalemme. [2]Quando
Ioacaz divenne re, aveva ventitrè anni; regnò tre mesi in
Gerusalemme. [3]Lo spodestò in Gerusalemme il re
d'Egitto, che impose al paese un'indennità di cento talenti
d'argento e di un talento d'oro. [4]Il re d'Egitto nominò
re su Giuda e Gerusalemme il fratello Eliakìm, cambiandogli il
nome in Ioiakìm. Quanto al fratello di Ioacaz, Necao lo prese e
lo deportò in Egitto.
Ioiakim
[5]Quando Ioiakìm divenne re, aveva venticinque anni;
regnò undici anni in Gerusalemme. Egli fece ciò che è male
agli occhi del Signore suo Dio. [6]Contro di lui marciò
Nabucodònosor re di Babilonia, che lo legò con catene di bronzo
per deportarlo in Babilonia. [7]Nabucodònosor portò in
Babilonia parte degli oggetti del tempio, che depose in Babilonia
nella sua reggia.
[8]Le altre gesta di Ioiakìm, gli abomini da lui
commessi e le colpe che risultarono sul suo conto, ecco sono
descritti nel libro dei re di Israele e di Giuda. Al suo posto
divenne re suo figlio Ioiachìn.
Ioiachin
[9]Quando Ioiachìn divenne re, aveva diciotto anni;
regnò tre mesi e dieci giorni in Gerusalemme. Egli fece ciò che
è male agli occhi del Signore. [10]All'inizio del nuovo
anno il re Nabucodònosor mandò a imprigionarlo per deportarlo
in Babilonia con gli oggetti più preziosi del tempio. Egli
nominò re su Giuda e Gerusalemme il fratello di suo padre
Sedecìa.
Sedecia
[11]Quando Sedecìa divenne re, aveva ventun anni;
regnò undici anni in Gerusalemme. [12]Egli fece ciò che
è male agli occhi del Signore suo Dio. Non si umiliò davanti al
profeta Geremia che gli parlava a nome del Signore. [13]Si
ribellò anche al re Nabucodònosor, che gli aveva fatto giurare
fedeltà in nome di Dio. Egli si ostinò e decise fermamente in
cuor suo di non far ritorno al Signore Dio di Israele.
La nazione
[14]Anche tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il
popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli
abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il
Signore si era consacrato in Gerusalemme.
[15]Il Signore Dio dei loro padri mandò premurosamente
e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché amava
il suo popolo e la sua dimora. [16]Ma essi si beffarono
dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono
i suoi profeti al punto che l'ira del Signore contro il suo
popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio.
La rovina
[17]Allora il Signore fece marciare contro di loro il
re dei Caldei, che uccise di spada i loro uomini migliori nel
santuario, senza pietà per i giovani, per le fanciulle, per gli
anziani e per le persone canute. Il Signore mise tutti nelle sue
mani. [18]Quegli portò in Babilonia tutti gli oggetti del
tempio, grandi e piccoli, i tesori del tempio e i tesori del re e
dei suoi ufficiali. [19]Quindi incendiarono il tempio,
demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i
suoi palazzi e distrussero tutte le sue case più eleganti.
[20]Il re deportò in Babilonia gli scampati alla
spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino
all'avvento del regno persiano, [21]attuandosi così la
parola del Signore, predetta per bocca di Geremia: «Finché il
paese non abbia scontato i suoi sabati, esso riposerà per tutto
il tempo nella desolazione fino al compiersi di settanta anni».
Verso l'avvenire
[22]Nell'anno primo di Ciro, re di Persia, a compimento
della parola del Signore predetta per bocca di Geremia, il
Signore suscitò lo spirito di Ciro re di Persia, che fece
proclamare per tutto il regno, a voce e per iscritto: [23]«Dice
Ciro re di Persia: Il Signore, Dio dei cieli, mi ha consegnato
tutti i regni della terra. Egli mi ha comandato di costruirgli un
tempio in Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi
appartiene al suo popolo, il suo Dio sia con lui e parta!».
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