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LA BIBBIA
Cronache 2 - Capitolo 25
Avvento di Amazia
[1]Quando divenne re, Amazia aveva venticinque anni;
regnò ventinove anni in Gerusalemme. Sua madre, di Gerusalemme,
si chiamava Ioaddan. [2]Egli fece ciò che è retto agli
occhi del Signore, ma non con cuore perfetto. [3]Quando il
regno si fu rafforzato nelle sue mani, egli uccise gli ufficiali
che avevano assassinato il re suo padre. [4]Ma non uccise
i loro figli, perché sta scritto nel libro della legge di Mosè
il comando del Signore: «I padri non moriranno per i figli, né
i figli per i padri, ma ognuno morirà per il suo peccato».
Guerra contro Edom
[5]Amazia riunì quelli di Giuda e li distribuì,
secondo i casati, sotto capi di migliaia e sotto capi di
centinaia, per tutto Giuda e Beniamino. Fece un censimento di
tutti gli abitanti dai vent'anni in su e trovò che c'erano
trecentomila uomini atti alla guerra, armati di lancia e di
scudo. [6]Egli assoldò da Israele centomila uomini
valorosi per cento talenti d'argento.
[7]Gli si presentò un uomo di Dio che gli disse: «O
re, non si unisca a te l'esercito di Israele, perché il Signore
non è con Israele, né con alcuno dei figli di Efraim. [8]Ma
se tu vuoi marciare con loro, fà pure. Raffòrzati pure per la
battaglia; Dio ti farà stramazzare davanti al nemico, poiché
Dio ha la forza per aiutare e per abbattere». [9]Amazia
rispose all'uomo di Dio: «Che ne sarà dei cento talenti che ho
dato per la schiera di Israele?». L'uomo di Dio rispose: «Il
Signore può darti molto più di questo». [10]Amazia
congedò la schiera venuta a lui da Efraim perché se ne tornasse
a casa; ma la loro ira divampò contro Giuda; tornarono a casa
loro pieni di sdegno.
[11]Amazia, fattosi animo, andò a capo del suo
esercito nella Valle del sale, ove sconfisse diecimila figli di
Seir. [12]Quelli di Giuda ne catturarono diecimila vivi e,
condottili sulla cima della Roccia, li precipitarono giù; tutti
si sfracellarono. [13]I componenti della schiera, che
Amazia aveva congedato perché non andassero con lui, assalirono
le città di Giuda, da Samaria a Bet-Coròn, uccidendo in esse
tremila persone e facendo un immenso bottino.
[14]Tornato dalla vittoria sugli Idumei, Amazia fece
portare le divinità dei figli di Seir e le costituì suoi dei e
si prostrò davanti a loro e offrì loro incenso. [15]Perciò
l'ira del Signore divampò contro Amazia; gli mandò un profeta
che gli disse: «Perché ti sei rivolto a dei che non sono stati
capace di liberare il loro popolo dalla tua mano?». [16]Mentre
costui lo apostrofava, il re lo interruppe: «Forse ti abbiamo
costituito consigliere del re? Smettila! Perché vuoi farti
uccidere?». Il profeta cessò, ma disse: «Vedo che Dio ha
deciso di distruggerti, perché hai fatto una cosa simile e non
hai dato retta al mio consiglio».
Guerra contro Israele
[17]Consigliatosi, Amazia re di Giuda mandò a dire a
Ioas figlio di Ioacaz, figlio di Ieu, re di Israele: «Su,
misuriamoci in guerra!». [18]Ioas re di Israele fece
rispondere ad Amazia re di Giuda: «Il cardo del Libano mandò a
dire al cedro del Libano: Dà in moglie tua figlia a mio figlio.
Ma una bestia selvatica del Libano passò e calpestò il cardo. [19]Tu
ripeti: Ecco ho sconfitto Edom! E il tuo cuore si è inorgoglito
esaltandosi. Ma stattene a casa! Perché provocare una calamità
e precipitare tu e Giuda con te?».
[20]Ma Amazia non diede ascolto. Era volontà di Dio
che fossero consegnati nelle mani del nemico, perché si erano
rivolti agli dei di Edom. [21]Allora si mosse Ioas re di
Israele; si sfidarono a battaglia, lui e Amazia re di Giuda, in
Bet-Sèmes che appartiene a Giuda. [22]Giuda fu sconfitto
di fronte a Israele e ognuno fuggì nella sua tenda. [23]Ioas
re di Israele in Bet-Sèmes fece prigioniero Amazia re di Giuda,
figlio di Ioas, figlio di Ioacaz. Condottolo in Gerusalemme,
demolì una parte delle mura cittadine, dalla porta di Efraim
fino alla porta dell'Angolo, per quattrocento cubiti. [24]Prese
tutto l'oro, l'argento e tutti gli oggetti trovati nel tempio di
Dio, che erano affidati a Obed-Edom, i tesori della reggia e
alcuni ostaggi e poi tornò a Samaria.
Fine del regno
[25]Amazia figlio di Ioas, re di Giuda, visse ancora
quindici anni dopo la morte di Ioas figlio di Ioacaz, re di
Israele. [26]Le altre gesta di Amazia, le prime come le
ultime, sono descritte nel libro dei re di Giuda e di Israele.
[27]Dopo che Amazia si fu allontanato dal Signore, fu
ordita una congiura contro di lui in Gerusalemme. Egli fuggì in
Lachis, ma lo fecero inseguire fino a Lachis e là l'uccisero. [28]Lo
caricarono su cavalli e lo seppellirono con i suoi padri nella
città di Davide.
Cronache 2 - Capitolo 26
Prima fase del regno di Ozia
[1]Tutto il popolo di Giuda prese Ozia che aveva sedici
anni e lo proclamò re al posto del padre Amazia. [2]Egli
ricostruì Elat e la ricondusse sotto il dominio di Giuda, dopo
che il re si era addormentato con i suoi padri.
[3]Ozia aveva sedici anni quando divenne re; regnò
cinquantadue anni in Gerusalemme. Sua madre, di Gerusalemme, si
chiamava Iecolia. [4]Egli fece ciò che è retto agli
occhi del Signore come aveva fatto Amazia suo padre. [5]Egli
ricercò Dio finché visse Zaccaria, che l'aveva istruito nel
timore di Dio, e finché egli ricercò il Signore, Dio lo fece
prosperare.
La sua potenza
[6]Uscito in guerra contro i Filistei, smantellò le
mura di Gat, di Iabne e di Asdòd; costruì piazzeforti nel
territorio di Asdòd e in quello dei Filistei. [7]Dio lo
aiutò contro i Filistei, contro gli Arabi abitanti in Gur-Baal e
contro i Meuniti. [8]Gli Ammoniti pagavano un tributo a
Ozia, la cui fama giunse sino alla frontiera egiziana, perché
egli era divenuto molto potente.
[9]Ozia costruì torri in Gerusalemme alla porta
dell'Angolo e alla porta della Valle e sul Cantone e le
fortificò. [10]Costruì anche torri nella steppa e scavò
molte cisterne perché possedeva numeroso bestiame nella pianura
e nell'altipiano; aveva campagnoli e vignaioli sui monti e sulle
colline, perché egli amava l'agricoltura.
[11]Ozia possedeva un esercito agguerrito e pronto per
combattere, diviso in schiere, registrate sotto la sorveglianze
dello scriba Ieiel e di Maaseia, commissario agli ordini di
Anania, uno degli ufficiali del re. [12]Tutti i capi dei
casati di quei prodi ammontavano a duemilaseicento. [13]Da
loro dipendeva un esercito di trecentosettemilacinquecento
guerrieri di grande valore, pronti per aiutare il re contro il
nemico. [14]A loro, cioè a tutto l'esercito, Ozia fornì
scudi e lance, elmi, corazze, archi e pietre per le fionde. [15]In
Gerusalemme aveva fatto costruire macchine, inventate da un
esperto, che collocò sulle torri e sugli angoli per scagliare
frecce e grandi pietre. La fama di Ozia giunse in regioni
lontane; divenne potente perché fu molto assistito.
Orgoglio e castigo
[16]Ma in seguito a tanta potenza si insuperbì il suo
cuore fino a rovinarsi. Difatti si mostrò infedele al Signore
suo Dio. Penetrò nel tempio per bruciare incenso sull'altare. [17]Dietro
a lui entrò il sacerdote Azaria con ottanta sacerdoti del
Signore, uomini virtuosi. [18]Questi si opposero al re
Ozia, dicendogli: «Non tocca a te, Ozia, offrire l'incenso, ma
ai sacerdoti figli di Aronne che sono stati consacrati per
offrire l'incenso. Esci dal santuario, perché hai commesso
un'infrazione alla legge. Non hai diritto alla gloria che viene
dal Signore Dio». [19]Ozia, che teneva in mano il
braciere per offrire l'incenso, si adirò. Mentre sfogava la sua
collera contro i sacerdoti, gli spuntò la lebbra sulla fronte
davanti ai sacerdoti nel tempio presso l'altare dell'incenso. [20]Azaria
sommo sacerdote, e tutti i sacerdoti si voltarono verso di lui,
che apparve con la lebbra sulla fronte. Lo fecero uscire in
fretta di lì; anch'egli si precipitò per uscire, poiché il
Signore l'aveva colpito. [21]Il re Ozia rimase lebbroso
fino al giorno della morte. Egli abitò in una casa di
isolamento, come lebbroso, escluso dal tempio. Suo figlio Iotam
dirigeva la reggia e governava il popolo del paese.
[22]Le altre gesta di Ozia, le prime come le ultime, le
ha descritte il profeta Isaia, figlio di Amoz. [23]Ozia si
addormentò con i suoi padri con i quali fu sepolto nel campo
presso le tombe reali, perché si diceva: «E' un lebbroso». Al
suo posto divenne re suo figlio Iotam.
Cronache 2 - Capitolo 27
Regno di Iotam
[1]Quando Iotam divenne re, aveva venticinque anni;
regnò sedici anni in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Ierusa
figlia di Zadòk. [2]Egli fece ciò che è retto agli
occhi del Signore come agì Ozia suo padre, ma non entrò nel
tempio e il popolo continuava a pervertirsi. [3]Egli
restaurò la porta Superiore del tempio; lavorò molto anche per
le mura dell'Ofel. [4]Ricostruì città sulle montagne di
Giuda; costruì castelli e torri nelle zone boscose. [5]Attaccò
il re degli Ammoniti, vincendolo. Gli Ammoniti gli diedero in
quell'anno - e anche nel secondo e terzo anno - cento talenti
d'argento, diecimila kor di grano e altrettanti di orzo;
questo gli consegnarono gli Ammoniti. [6]Iotam divenne
potente, perché aveva sempre camminato davanti al Signore suo
Dio.
[7]Le altre gesta di Iotam, tutte le sue guerre e la
sua condotta, ecco sono descritte nel libro dei re di Israele e
di Giuda. [8]Quando divenne re, aveva venticinque anni;
regnò sedici anni in Gerusalemme. [9]Iotam si addormentò
con i suoi padri; lo seppellirono nella città di Davide. Al suo
posto divenne re suo figlio Acaz.
Cronache 2 - Capitolo 28
V. LE GRANDI RIFORME DI EZECHIA E DI GIOSIA
1. EMPIETA' DI ACAZ, PADRE DI EZECHIA
[1]Quando Acaz divenne re, aveva vent'anni; regnò
sedici anni in Gerusalemme. Non fece ciò che è retto agli occhi
del Signore, come Davide suo antenato. [2]Seguì le strade
dei re di Israele; fece perfino fondere statue per i Baal. [3]Egli
bruciò incenso nella valle di Ben-Hinnòn; bruciò i suoi figli
nel fuoco, imitando gli abomini delle popolazioni che il Signore
aveva scacciate davanti agli Israeliti. [4]Sacrificava e
bruciava incenso sulle alture, sui colli e sotto ogni albero
verde.
L'invasione
[5]Ma il Signore suo Dio lo mise nelle mani del re
degli Aramei, i quali lo vinsero e gli presero un gran numero di
prigionieri, che condussero in Damasco. Fu consegnato anche nelle
mani del re di Israele, che gli aveva inflitto una grande
sconfitta. [6]Pekach, figlio di Romelia, in un giorno
uccise centomila uomini in Giuda, tutti uomini valorosi, perché
avevano abbandonato il Signore Dio dei loro padri. [7]Zicri,
un eroe di Efraim, uccise Maaseia figlio del re e Azrikam
maggiordomo, ed Elkana luogotenente del re. [8]Gli
Israeliti condussero in prigionia, bottino preso ai propri
fratelli, duecentomila persone fra donne, figli e figlie; essi
raccolsero anche una preda abbondante che portarono in Samaria.
Gli israeliti ascoltano il profeta Oded
[9]C'era là un profeta del Signore, di nome Oded.
Costui uscì incontro all'esercito che giungeva in Samaria e
disse: «Ecco, a causa dello sdegno contro Giuda, il Signore, Dio
dei vostri padri, li ha messi nelle vostre mani; ma voi li avete
massacrati con un furore tale che è giunto fino al cielo. [10]Ora
voi dite di soggiogare, come vostri schiavi e schiave, gli
abitanti di Giuda e di Gerusalemme. Ma non siete anche voi
colpevoli nei confronti del Signore vostro Dio? [11]Ora
ascoltatemi e rimandate i prigionieri, che avete catturati in
mezzo ai vostri fratelli, perché altrimenti l'ira ardente del
Signore ricadrà su di voi».
[12]Alcuni capi tra gli efraimiti, cioè Azaria figlio
di Giovanni, Berechia figlio di Mesillemòt, Ezechia figlio di
Sallùm, e Amasa figlio di Caldài si alzarono contro quanti
tornavano dalla guerra, [13]dicendo loro: «Non portate
qui i prigionieri, perché su di noi pesa gia una colpa nei
riguardi del Signore. Voi intendete aumentare il numero dei
nostri peccati e delle nostre colpe, mentre la nostra colpa è
gia grande e su Israele incombe un'ira ardente».
[14]I soldati allora rilasciarono i prigionieri e la
preda davanti ai capi e a tutta l'assemblea. [15]Alcuni
uomini, designati per nome, si misero a rifocillare i
prigionieri; quanti erano nudi li rivestirono e li calzarono con
capi di vestiario presi dal bottino; diedero loro da mangiare e
da bere, li medicarono con unzioni; quindi, trasportando su asini
gli inabili a marciare, li condussero in Gerico, città delle
palme, presso i loro fratelli. Poi tornarono in Samaria.
Peccati e morte di Acaz
[16]In quel tempo il re Acaz mandò a chiedere aiuto al
re di Assiria. [17]Gli Idumei erano venuti ancora una
volta e avevano sconfitto Giuda e fatto prigionieri. [18]Anche
i Filistei si erano sparsi per le città della Sefela e del
Negheb di Giuda, occupando Bet-Sèmes, Aialon, Ghederot, Soco con
le dipendenze, Timna con le dipendenze e Ghimzo con le
dipendenze, vi si erano insediati. [19]Poiché il Signore
aveva umiliato Giuda a causa di Acaz re di Giuda, che aveva
fomentato l'immoralità in Giuda ed era stato infedele al
Signore.
[20]Anche Tiglat-Pilèzer, re d'Assiria, venne contro
di lui e lo oppresse anziché aiutarlo. [21]Acaz spogliò
il tempio, il palazzo del re e dei principi e consegnò tutto
all'Assiria, ma non ne ricevette alcun aiuto.
[22]Anche quando si trovava alle strette, questo re
Acaz continuava a essere infedele al Signore. [23]Sacrificò
agli dei di Damasco, che lo avevano sconfitto, dicendo: «Poiché
gli dei dei re di Aram aiutano i loro fedeli, io sacrificherò
loro ed essi mi aiuteranno». In realtà, essi provocarono la sua
caduta e quella di tutto Israele. [24]Acaz radunò gli
arredi del tempio e li fece a pezzi; chiuse le porte del tempio,
mentre eresse altari in tutti i crocicchi di Gerusalemme. [25]In
tutte le città di Giuda eresse alture per bruciare incenso ad
altri dei, provocando così lo sdegno del Signore Dio dei suoi
padri.
[26]Le altre gesta di lui e tutte le sue azioni, le
prime come le ultime, ecco, sono descritte nel libro dei re di
Giuda e di Israele. [27]Acaz si addormentò con i suoi
padri e lo seppellirono in città, in Gerusalemme, ma non lo
collocarono nei sepolcri dei re di Israele. Al suo posto divenne
re suo figlio Ezechia.
Cronache 2 - Capitolo 29
2. LA RESTAURAZIONE DI EZECHIA
Sguardo d'insieme
[1]Ezechia divenne re a venticinque anni; regnò
ventinove anni in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Abia, figlia
di Zaccaria. [2]Egli fece ciò che è retto agli occhi del
Signore come aveva fatto Davide suo antenato.
Purificazione del tempio
[3]Nel primo anno del suo regno, nel primo mese, aprì
le porte del tempio e le restaurò. [4]Fece venire i
sacerdoti e i leviti, ai quali, dopo averli radunati nella piazza
d'oriente, [5]disse: «Ascoltatemi, leviti! Ora
purificatevi e poi purificate il tempio del Signore Dio dei
vostri padri, e portate fuori l'impurità dal santuario. [6]I
nostri padri sono stati infedeli e hanno commesso ciò che è
male agli occhi del Signore nostro Dio, che essi avevano
abbandonato, distogliendo lo sguardo dalla dimora del Signore e
voltandole le spalle. [7]Han chiuso perfino le porte del
vestibolo, spento le lampade, non hanno offerto più incenso né
olocausti nel santuario al Dio di Israele. [8]Perciò
l'ira del Signore si è riversata su Giuda e su Gerusalemme ed
egli ha reso gli abitanti oggetto di terrore, di stupore e di
scherno, come potete constatare con i vostri occhi. [9]Ora
ecco, i nostri padri sono caduti di spada; i nostri figli, le
nostre figlie e le nostre mogli sono andati per questo in
prigionia. [10]Ora io ho deciso di concludere un'alleanza
con il Signore, Dio di Israele, perché si allontani da noi la
sua ira ardente. [11]Figli miei, non siate negligenti
perché il Signore ha scelto voi per stare alla sua presenza, per
servirlo, per essere suoi ministri e per offrirgli incenso».
[12]Si alzarono allora i leviti Macat figlio di Amasai,
Gioele figlio di Azaria, dei Keatiti; dei figli di Merari: Kis
figlio di Abdi, e Azaria figlio di Ieallelel; dei Ghersoniti:
Ioach figlio di Zimma, ed Eden figlio di Ioach; [13]dei
figli di Elizafan, Simri e Ieiel; dei figli di Asaf, Zaccaria e
Mattania; [14]dei figli di Eman, Iechièl e Simei; dei
figli di Idutun, Semaia e Uzziel. [15]Essi riunirono i
fratelli e si purificarono; quindi entrarono, secondo il comando
del re e le prescrizioni del Signore, per purificare il tempio. [16]I
sacerdoti entrarono nell'interno del tempio per purificarlo;
portarono fuori, nel cortile del tempio, ogni immondezza trovata
nella navata. I leviti l'ammucchiarono per portarla fuori nel
torrente Cedron. [17]Il primo mese cominciarono la
purificazione; nel giorno ottavo del mese entrarono nel vestibolo
del Signore, purificarono il tempio in otto giorni; finirono il
sedici del primo mese.
Il sacrificio espiatorio
[18]Quindi entrarono negli appartamenti reali di
Ezechia e gli dissero: «Abbiamo purificato il tempio, l'altare
degli olocausti con tutti gli accessori e la tavola dei pani
dell'offerta con tutti gli accessori. [19]Abbiamo
rinnovato e consacrato tutti gli oggetti che il re Acaz con
empietà aveva messo da parte durante il suo regno. Ecco stanno
davanti all'altare del Signore». [20]Allora il re
Ezechia, alzatosi subito, riunì i capi della città e salì al
tempio. [21]Portarono sette giovenchi, sette arieti, sette
agnelli e sette capri per offrirli in sacrificio espiatorio per
la casa reale, per il santuario e per Giuda. Il re ordinò ai
sacerdoti, figli di Aronne, di offrirli in olocausto sull'altare
del Signore. [22]Scannarono i giovenchi, quindi i
sacerdoti ne raccolsero il sangue e lo sparsero sull'altare.
Scannarono gli arieti e ne sparsero il sangue sull'altare.
Scannarono gli agnelli e ne sparsero il sangue sull'altare. [23]Quindi
fecero avvicinare i capri per il sacrificio espiatorio, davanti
al re e all'assemblea, che imposero loro le mani. [24]I
sacerdoti li scannarono e ne sparsero il sangue - sacrificio per
il peccato - sull'altare in espiazione per tutto Israele, perché
il re aveva ordinato l'olocausto e il sacrificio espiatorio per
tutto Israele.
[25]Il re assegnò il loro posto ai leviti nel tempio
con cembali, arpe e cetre, secondo le disposizioni di Davide, di
Gad veggente del re, e del profeta Natan, poiché si trattava di
un comando del Signore dato per mezzo dei suoi profeti. [26]Quando
i leviti ebbero preso posto con gli strumenti musicali di Davide
e i sacerdoti con le loro trombe, [27]Ezechia ordinò di
offrire gli olocausti sull'altare. Quando iniziò l'olocausto,
cominciarono anche i canti del Signore al suono delle trombe e
con l'accompagnamento degli strumenti di Davide re di Israele. [28]Tutta
l'assemblea si prostrò, mentre si cantavano inni e si suonavano
le trombe; tutto questo durò fino alla fine dell'olocausto.
Ripresa del culto
[29]Terminato l'olocausto, il re e tutti i presenti si
inginocchiarono e si prostrarono. [30]Il re Ezechia e i
suoi capi ordinarono ai leviti di lodare il Signore con le parole
di Davide e del veggente Asaf; lo lodarono fino all'entusiasmo,
poi si inchinarono e adorarono.
[31]Allora Ezechia presa la parola, disse: «Ora siete
incaricati ufficialmente del servizio del Signore. Avvicinatevi e
portate qui le vittime e i sacrifici di lode nel tempio».
L'assemblea portò le vittime e i sacrifici di lode, mentre
quelli dal cuore generoso offrirono olocausti. [32]Il
numero degli olocausti offerti dall'assemblea fu: settanta buoi,
cento arieti, duecento agnelli, tutti per l'olocausto in onore
del Signore. [33]Si consacrarono anche seicento buoi e
tremila pecore. [34]I sacerdoti erano troppo pochi e non
bastavano a scuoiare tutti gli olocausti, perciò i loro fratelli
i leviti li aiutarono finché non terminò il lavoro e finché i
sacerdoti non si furono purificati; difatti i leviti erano stati
più zelanti dei sacerdoti nel purificarsi. [35]Ci fu
anche un abbondante olocausto del grasso dei sacrifici di
comunione e delle libazioni connesse con l'olocausto. Così fu
ristabilito il culto nel tempio. [36]Ezechia con tutto il
popolo gioì perché Dio aveva ben disposto il popolo; tutto
infatti si fece senza esitazioni.
Cronache 2 - Capitolo 30
Convocazione per la Pasqua
[1]Ezechia mandò messaggeri per tutto Israele e Giuda
e scrisse anche lettere a Efraim e a Manàsse per convocare tutti
nel tempio in Gerusalemme a celebrare la pasqua per il Signore
Dio di Israele. [2]Il re, i suoi ufficiali e tutta
l'assemblea di Gerusalemme decisero di celebrare la pasqua nel
secondo mese, [3]perché non avevano potuto celebrarla nel
tempo fissato per il fatto che i sacerdoti non si erano
purificati in numero sufficiente e il popolo non si era radunato
in Gerusalemme. [4]La proposta piacque al re e a tutta
l'assemblea. [5]Stabilirono di proclamare con bando in
tutto Israele, da Bersabea a Dan, che tutti venissero a celebrare
in Gerusalemme la pasqua per il Signore Dio di Israele, perché
molti non avevano osservato le norme prescritte. [6]Partirono
i corrieri con lettere da parte del re e dei suoi ufficiali per
recarsi in tutto Israele e Giuda. Secondo l'ordine del re
dicevano: «Israeliti, fate ritorno al Signore Dio di Abramo, di
Isacco e di Israele, ed egli ritornerà a quanti fra voi sono
scampati dal pugno dei re d'Assiria. [7]Non siate come i
vostri padri e i vostri fratelli, infedeli al Signore Dio dei
loro padri, che perciò li ha abbandonati alla desolazione, come
potete constatare. [8]Ora non siate di dura cervice come i
vostri padri, date la mano al Signore, venite nel santuario che
egli ha santificato per sempre. Servite il Signore vostro Dio e
si allontanerà da voi la sua ira ardente. [9]Difatti, se
fate ritorno al Signore, i vostri fratelli e i vostri figli
troveranno compassione presso coloro che li hanno deportati;
ritorneranno in questo paese, poiché il Signore vostro Dio è
clemente e misericordioso e non distoglierà lo sguardo da voi,
se voi farete ritorno a lui».
[10]I corrieri passarono di città in città nel paese
di Efraim e di Manàsse fino a Zàbulon, ma la gente li derideva
e si faceva beffe di loro. [11]Solo alcuni di Aser, di
Manàsse e di Zàbulon si umiliarono e vennero a Gerusalemme. [12]In
Giuda invece si manifestò la mano di Dio e generò negli uomini
un pentimento concorde per eseguire il comando del re e degli
ufficiali secondo la parola del Signore. [13]Si riunì in
Gerusalemme una grande folla per celebrare la festa degli azzimi
nel secondo mese; fu un'assemblea molto numerosa. [14]Cominciarono
a eliminare gli altari che si trovavano in Gerusalemme;
eliminarono anche tutti gli altari dei profumi e li gettarono nel
torrente Cedron.
La Pasqua e gli Azzimi
[15]Essi immolarono la pasqua il quattordici del
secondo mese; i sacerdoti e i leviti, pieni di confusione, si
purificarono e quindi presentarono gli olocausti nel tempio. [16]Occuparono
il proprio posto, secondo le regole fissate per loro nella legge
di Mosè, uomo di Dio. I sacerdoti facevano aspersioni con il
sangue che ricevevano dai leviti [17]perché molti
dell'assemblea non si erano purificati. I leviti si occupavano
dell'uccisione degli agnelli pasquali per quanti non avevano la
purità richiesta per consacrarli al Signore. [18]In
realtà la maggioranza della gente, fra cui molti provenienti da
Efraim, da Manàsse, da Issacar e da Zàbulon, non si era
purificata; mangiarono la pasqua senza fare quanto è prescritto.
Ezechia pregò per loro: «Il Signore che è buono perdoni [19]chiunque
abbia il cuore disposto a ricercare Dio, ossia il Signore Dio dei
suoi padri, anche senza la purificazione necessaria per il
santuario». [20]Il Signore esaudì Ezechia e risparmiò
il popolo.
[21]Così gli Israeliti che si trovavano in Gerusalemme
celebrarono la festa degli azzimi per sette giorni con grande
gioia, mentre i sacerdoti e i leviti lodavano ogni giorno il
Signore con gli strumenti che risuonavano in suo onore. [22]Ezechia
parlò al cuore di tutti i leviti, che avevano dimostrato un
profondo senso del Signore; per sette giorni parteciparono al
banchetto solenne, offrirono sacrifici di comunione e lodarono il
Signore, Dio dei loro padri.
[23]Tutta l'assemblea decise di festeggiare altri sette
giorni; così passarono ancora sette giorni di gioia. [24]Difatti
il re Ezechia aveva donato alla moltitudine mille giovenchi e
settemila pecore; anche i capi avevano donato alla moltitudine
mille giovenchi e diecimila pecore. I sacerdoti si purificarono
in gran numero. [25]Tutta l'assemblea di Giuda, i
sacerdoti e i leviti, tutto il gruppo venuto da Israele, gli
stranieri venuti dal paese di Israele e gli abitanti di Giuda
furono in festa. [26]Ci fu una gioia straordinaria in
Gerusalemme, perché dal tempo di Salomone figlio di Davide, re
di Israele, non c'era mai stata una cosa simile in Gerusalemme.
[27]I sacerdoti e i leviti si levarono a benedire il
popolo; la loro voce fu ascoltata e la loro preghiera raggiunse
la santa dimora di Dio nel cielo.
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