|
LA BIBBIA
Cronache 2 - Capitolo 19
[1]Giòsafat, re di Giuda, tornò in pace a casa in
Gerusalemme. [2]Il veggente Ieu, figlio di Canàni, gli
andò incontro e disse a Giòsafat: «Si doveva forse recare
aiuto a un empio? Potevi dunque amare coloro che odiano il
Signore? Per questo lo sdegno del Signore è contro di te. [3]Tuttavia
in te si sono trovate cose buone, perché hai bruciato i pali
sacri nella regione e hai rivolto il tuo cuore alla ricerca di
Dio».
Riforme giudiziarie
[4]Giòsafat, dopo un soggiorno in Gerusalemme, si
recò di nuovo fra il suo popolo da Bersabea alle montagne di
Efraim, riportandolo al Signore, Dio dei loro padri. [5]Egli
stabilì giudici nella regione, in tutte le fortezze di Giuda,
città per città. [6]Ai giudici egli raccomandò:
«Guardate a quello che fate, perché non giudicate per gli
uomini, ma per il Signore, il quale sarà con voi quando
pronunzierete la sentenza. [7]Ora il timore del Signore
sia con voi; nell'agire badate che nel Signore nostro Dio non
c'è nessuna iniquità; egli non ha preferenze personali né
accetta doni».
[8]Anche in Gerusalemme Giòsafat costituì alcuni
leviti, sacerdoti e capifamiglia di Israele, per dirimere le
questioni degli abitanti di Gerusalemme. [9]Egli comandò
loro: «Voi agirete nel timore del Signore, con fedeltà e con
cuore integro. [10]Su ogni causa che vi verrà presentata
da parte dei vostri fratelli che abitano nelle loro città - si
tratti di omicidio o di una questione che riguarda la legge o un
comando, gli statuti o i decreti - istruiteli in modo che non si
rendano colpevoli davanti al Signore e il suo sdegno non si
riversi su di voi e sui vostri fratelli. Agite così e non
diventerete colpevoli. [11]Ecco Amaria sommo sacerdote vi
guiderà in ogni questione religiosa, mentre Zebadia figlio di
Ismaele, capo della casa di Giuda, vi guiderà in ogni questione
che riguarda il re; in qualità di scribi sono a vostra
disposizioni i leviti. Coraggio, mettetevi al lavoro. Il Signore
sarà con il buono».
Cronache 2 - Capitolo 20
Una guerra santa
[1]In seguito i Moabiti e gli Ammoniti, aiutati dai
Meuniti, mossero guerra a Giòsafat. [2]Andarono ad
annunziare a Giòsafat: «Una grande moltitudine è venuta contro
di te da oltre il mare, da Edom. Ecco sono in Cazezon-Tamàr,
cioè in Engàddi». [3]Nella paura Giòsafat si rivolse
al Signore; per questo indisse un digiuno per tutto Giuda. [4]Quelli
di Giuda si radunarono per implorare aiuto dal Signore; vennero
da tutte le città di Giuda per implorare aiuto dal Signore.
[5]Giòsafat stette in piedi in mezzo all'assemblea di
Giuda e di Gerusalemme nel tempio, di fronte al nuovo cortile. [6]Egli
disse: «Signore, Dio dei nostri padri, non sei forse tu il Dio
che è in cielo? Tu domini su tutti i regni dei popoli. Nelle tue
mani sono la forza e la potenza; nessuno può opporsi a te. [7]Non
hai scacciato tu, nostro Dio, gli abitanti di questa regione di
fronte al tuo popolo Israele e non hai consegnato il paese per
sempre alla discendenza del tuo amico Abramo? [8]Gli
Israeliti lo hanno abitato e vi hanno costruito un santuario al
tuo nome dicendo: [9]Se ci piomberà addosso una sciagura,
una spada punitrice, una peste o una carestia, noi ci
presenteremo a te in questo tempio, poiché il tuo nome è in
questo tempio, e grideremo a te dalla nostra sciagura e tu ci
ascolterai e ci aiuterai. [10]Ora, ecco gli Ammoniti, i
Moabiti e quelli delle montagne di Seir, nelle cui terre non hai
permesso agli Israeliti di entrare, quando venivano dal paese
d'Egitto, e perciò si sono tenuti lontani da quelli e non li
hanno distrutti, [11]ecco, ora ci ricompensano venendoci a
scacciare dalla eredità che tu hai acquistata per noi. [12]Dio
nostro, non ci vorrai rendere giustizia nei loro riguardi,
poiché noi non abbiamo la forza di opporci a una moltitudine
così grande piombataci addosso? Non sappiamo che cosa fare;
perciò i nostri occhi sono rivolti a te».
[13]Tutti gli abitanti di Giuda stavano in piedi
davanti al Signore, con i loro bambini, le loro mogli e i loro
figli. [14]Allora lo spirito del Signore, in mezzo
all'assemblea, fu su Iacazièl, figlio di Zaccaria, figlio di
Benaià, figlio di Ieièl, figlio di Mattania, levita dei figli
di Asaf. [15]Egli disse: «Porgete l'orecchio, voi tutti
di Giuda, abitanti di Gerusalemme e tu, re Giòsafat. Vi dice il
Signore: Non temete e non spaventatevi davanti a questa
moltitudine immensa perché la guerra non è diretta contro di
voi, ma contro Dio. [16]Domani, scendete contro di loro;
ecco, saliranno per la salita di Ziz. Voi li sorprenderete al
termine della valle di fronte al deserto di Ieruel. [17]Non
toccherà a voi combattere in tale momento; fermatevi bene
ordinati e vedrete la salvezza che il Signore opererà per voi, o
Giuda e Gerusalemme. Non temete e non abbattetevi. Domani, uscite
loro incontro; il Signore sarà con voi».
[18]Giòsafat si inginocchiò con la faccia a terra;
tutto Giuda e gli abitanti di Gerusalemme si prostrarono davanti
al Signore per adorarlo. [19]I leviti, dei figli dei
Keatiti e dei figli dei Korachiti, si alzarono a lodare il
Signore, Dio di Israele, a piena voce.
[20]La mattina dopo si alzarono presto e partirono per
il deserto di Tekòa. Mentre si muovevano, Giòsafat si fermò e
disse: «Ascoltatemi, Giuda e abitanti di Gerusalemme! Credete
nel Signore vostro Dio e sarete saldi; credete nei suoi profeti e
riuscirete». [21]Quindi, consigliatosi con il popolo,
mise i cantori del Signore, vestiti con paramenti sacri, davanti
agli uomini in armi, perché lodassero il Signore dicendo:
Lodate il Signore,
perché la sua grazia dura sempre.
[22]Appena cominciarono i loro canti di esultanza e di
lode, il Signore tese un agguato contro gli Ammoniti, i Moabiti e
quelli delle montagne di Seir, venuti contro Giuda e furono
sconfitti. [23]Gli Ammoniti e i Moabiti insorsero contro
gli abitanti delle montagne di Seir per votarli allo sterminio e
distruggerli. Quando ebbero finito con gli abitanti delle
montagne di Seir, contribuirono a distruggersi a vicenda.
[24]Quando quelli di Giuda raggiunsero la collina da
dove si vedeva il deserto, si voltarono verso la moltitudine, ed
ecco non c'erano che cadaveri gettati per terra, senza alcun
superstite. [25]Giòsafat e la sua gente andarono a
raccogliere la loro preda. Vi trovarono in abbondanza bestiame,
ricchezze, vesti e oggetti preziosi. Ne presero più di quanto ne
potessero portare. Passarono tre giorni a raccogliere il bottino,
perché esso era molto abbondante. [26]Il quarto giorno si
radunarono nella valle di Beracà; poiché là benedissero il
Signore, chiamarono quel luogo valle della Benedizione, nome
ancora in uso. [27]Quindi tutto Giuda e tutti quelli di
Gerusalemme, con Giòsafat alla testa, partirono per tornare in
Gerusalemme, pieni di gioia perché il Signore li aveva riempiti
di letizia a spese dei loro nemici. [28]Entrarono in
Gerusalemme diretti al tempio, fra suoni di arpe, di cetre e di
trombe. [29]Quando si seppe che il Signore aveva
combattuto contro i nemici di Israele, il terrore di Dio si
diffuse su tutti i regni dei vari paesi. [30]Il regno di
Giòsafat fu tranquillo; Dio gli aveva concesso la pace su tutte
le frontiere.
Fine del regno
[31]Giòsafat regnò su Giuda. Aveva trentacinque anni
quando divenne re; regnò venticinque anni in Gerusalemme. Sua
madre si chiamava Azuba figlia di Silchi. [32]Seguì la
strada di suo padre, senza allontanarsi, per fare ciò che è
retto agli occhi del Signore. [33]Ma non scomparvero le
alture; il popolo non aveva ancora rafforzato il cuore nella
ricerca del Dio dei suoi padri.
[34]Le altre gesta di Giòsafat, le prime come le
ultime, ecco sono descritte negli atti di Ieu, figlio di Canàni,
inseriti nel libro dei re di Israele.
[35]In seguito Giòsafat, re di Giuda, si alleò con
Acazia re di Israele che agiva con empietà. [36]Egli si
associò a lui per costruire navi capaci di raggiungere Tarsis.
Allestirono le navi in Ezion-Ghèber. [37]Ma Elièzer
figlio di Dodava, di Maresa, predisse contro Giòsafat: «Perché
ti sei alleato con Acazia, il Signore ha aperto una breccia nei
tuoi lavori». Le navi si sfasciarono e non poterono salpare per
Tarsis.
Cronache 2 - Capitolo 21
5. EMPIETA' E SVENTURE DI IORAM, ACAZIA, ATALIA E IOAS
Regno di Ioram
[1]Giòsafat si addormentò con i suoi padri e fu
sepolto con loro nella città di Davide. Al suo posto divenne re
suo figlio Ioram.
[2]I suoi fratelli, figli di Giòsafat, erano Azaria,
Iechièl, Zaccaria, Azariau, Michele e Sefatia; tutti costoro
erano figli di Giòsafat re di Israele. [3]Il padre aveva
dato loro ricchi doni: argento, oro e oggetti preziosi insieme
con fortezze in Giuda; il regno però l'aveva assegnato a Ioram,
perché era il primogenito.
[4]Ioram prese in possesso il regno di suo padre e
quando si fu rafforzato, uccise di spada tutti i suoi fratelli e,
con loro, anche alcuni ufficiali di Israele. [5]Quando
divenne re, Ioram aveva trentadue anni; regnò in Gerusalemme
otto anni. [6]Seguì la strada dei re di Israele, come
aveva fatto la casa di Acab, perché sua moglie era figlia di
Acab. Egli fece ciò che è male agli occhi del Signore, [7]ma
il Signore non volle distruggere la casa di Davide a causa
dell'alleanza che aveva conclusa con Davide e della promessa
fattagli di lasciargli sempre una lampada, per lui e per i suoi
figli.
[8]Durante il suo regno Edom si ribellò a Giuda e si
elesse un re. [9]Ioram con i suoi ufficiali e con tutti i
carri passò la frontiera e, assalendoli di notte, sconfisse gli
Idumei che l'avevano accerchiato, insieme con gli ufficiali dei
suoi carri. [10]Ma Edom, ribellatosi a Giuda, ancora oggi
è indipendente. In quel tempo anche Libna si ribellò al suo
dominio, perché Ioram aveva abbandonato il Signore, Dio dei suoi
padri. [11]Egli inoltre eresse alture nelle città di
Giuda, spinse alla idolatria gli abitanti di Gerusalemme e fece
traviare Giuda.
[12]Gli giunse da parte del profeta Elia uno scritto
che diceva: «Dice il Signore, Dio di Davide tuo padre: Perché
non hai seguito la condotta di Giòsafat tuo padre, né la
condotta di Asa re di Giuda, [13]ma hai seguito piuttosto
la condotta dei re di Israele, hai spinto alla idolatria Giuda e
gli abitanti di Gerusalemme, come ha fatto la casa di Acab, e
inoltre hai ucciso i tuoi fratelli, cioè la famiglia di tuo
padre, uomini migliori di te, [14]ecco, il Signore farà
cadere un grave disastro sul tuo popolo, sui tuoi figli, sulle
tue mogli e su tutti i tuoi beni. [15]Tu soffrirai gravi
malattie, una malattia intestinale tale che per essa le tue
viscere ti usciranno nel giro di due anni».
[16]Il Signore risvegliò contro Ioram l'ostilità dei
Filistei e degli Arabi che abitano al fianco degli Etiopi. [17]Costoro
attaccarono Giuda, vi penetrarono e razziarono tutti i beni della
reggia, asportando anche i figli e le mogli del re. Non gli
rimase nessun figlio, se non Ioacaz il più piccolo. [18]Dopo
tutto questo, il Signore lo colpì con una malattia intestinale
inguaribile. [19]Andò avanti per più di un anno; verso
la fine del secondo anno, gli uscirono le viscere per la gravità
della malattia e così morì fra dolori atroci. E per lui il
popolo non bruciò aromi, come si erano bruciati per i suoi
padri.
[20]Quando divenne re, egli aveva trentadue anni;
regnò otto anni in Gerusalemme. Se ne andò senza lasciare
rimpianti; lo seppellirono nella città di Davide, ma non nei
sepolcri dei re.
Cronache 2 - Capitolo 22
Regno di Acazia
[1]Gli abitanti di Gerusalemme proclamarono re al suo
posto Acazia, il minore dei figli, perché tutti quelli più
anziani erano stati uccisi dalla banda che era penetrata con gli
Arabi nell'accampamento. Così divenne re Acazia figlio di Ioram,
re di Giuda. [2]Quando divenne re, Acazia aveva ventidue
anni; regnò un anno in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Atalia
ed era figlia di Omri. [3]Anch'egli imitò la condotta
della casa di Acab, perché sua madre lo consigliava ad agire da
empio. [4]Fece ciò che è male agli occhi del Signore,
come facevano quelli della famiglia di Acab, perché dopo la
morte di suo padre costoro, per sua rovina, erano i suoi
consiglieri. [5]Su consiglio di costoro entrò anche in
guerra con Ioram figlio di Acab, re di Israele e contro Cazaèl
re di Aram, in Ramot di Gàlaad. Gli Aramei ferirono Ioram, [6]che
tornò a curarsi in Izreèl per le ferite ricevute in Ramot di
Gàlaad mentre combatteva con Cazaèl re di Aram. Acazia figlio
di Ioram, re di Giuda, scese per visitare Ioram figlio di Acab,
in Izreèl perché costui era malato. [7]Fu volontà di
Dio che Acazia, per sua rovina, andasse da Ioram. Difatti, quando
giunse, uscì con Ioram incontro a Ieu figlio di Nimsi, che il
Signore aveva consacrato perché distruggesse la casa di Acab. [8]Mentre
faceva giustizia della casa di Acab, Ieu trovò i capi di Giuda e
i nipoti di Acazia, suoi servi, e li uccise. [9]Egli fece
ricercare Acazia e lo catturarono mentre era nascosto in Samaria;
lo condussero da Ieu, che lo uccise. Ma lo seppellirono, perché
dicevano: «E' figlio di Giòsafat, che ha ricercato il Signore
con tutto il cuore».
Nella casa di Acazia nessuno era in grado di regnare.
Il delitto di Atalia
[10]Atalia, madre di Acazia, visto che era morto il
figlio, si propose di sterminare tutta la discendenza regale
della casa di Giuda. [11]Ma Iosabeat figlia del re, prese
Ioas figlio di Acazia, e lo nascose, togliendolo dal gruppo dei
figli del re destinati alla morte. Essa lo introdusse insieme con
la nutrice in una camera da letto e così Iosabeat, figlia del re
Ioram e moglie del sacerdote Ioiadà - era anche sorella di
Acazia - sottrasse Ioas ad Atalia, che perciò non lo mise a
morte. [12]Egli rimase nascosto presso di lei nel tempio
di Dio per sei anni; intanto Atalia regnava sul paese.
Cronache 2 - Capitolo 23
Avvento di Ioas e morte di Atalia
[1]Nell'anno settimo Ioiadà, sentendosi sicuro, prese
i capi di centurie, cioè Azaria, figlio di Ierocam, Ismaele
figlio di Giovanni, Azaria figlio di Obed, Maaseia figlio di
Adaia, ed Elisafàt figlio di Zicrì, e concluse un'alleanza con
loro. [2]Percorsero Giuda e radunarono i leviti da tutte
le città di Giuda e i capi dei casati di Israele; essi vennero
in Gerusalemme. [3]Tutta l'assemblea concluse un'alleanza
con il re nel tempio di Dio. Ioiadà disse loro: «Ecco il figlio
del re. Deve regnare come ha promesso il Signore ai figli di
Davide. [4]Questo è ciò che dovrete fare: un terzo fra
quelli di voi che prendono servizio il sabato, sacerdoti e
leviti, monterà la guardia alle porte; [5]un altro terzo
starà nella reggia e un terzo alla porta di Iesod, mentre tutto
il popolo starà nei cortili del tempio. [6]Nessuno entri
nel tempio, se non i sacerdoti e i leviti di servizio; costoro vi
entreranno, perché essi sono santificati; tutto il popolo
osserverà l'ordine del Signore. [7]I leviti circonderanno
il re, ognuno con l'arma in pugno; chiunque tenti di entrare nel
tempio sia messo a morte. Essi staranno vicino al re seguendolo
in ogni movimento».
[8]I leviti e tutti quelli di Giuda fecero quanto aveva
comandato il sacerdote Ioiadà. Ognuno prese i suoi uomini,
quelli che entravano in servizio di sabato come quelli che
smontavano di sabato, perché il sacerdote Ioiadà non aveva
licenziato le classi uscenti. [9]Il sacerdote Ioiadà
diede ai capi delle centurie lance, scudi grandi e piccoli, gia
appartenenti al re Davide e allora depositati nel tempio di Dio. [10]Mise
tutto il popolo, ognuno con l'arma in pugno, nel lato meridionale
e nel lato settentrionale del tempio, lungo l'altare e
l'edificio, in modo da circondare il re. [11]Si fece
uscire il figlio del re e gli si impose il diadema con le
insegne. Lo si proclamò re; Ioiadà e i suoi figli lo unsero e
poi gridarono: «Viva il re!».
[12]Quando sentì le grida del popolo che acclamando
correva verso il re, Atalia si presentò al popolo nel tempio. [13]Guardò
ed ecco, il re stava sul suo seggio all'ingresso; gli ufficiali e
i trombettieri circondavano il re; tutto il popolo del paese
gioiva a suon di trombe; i cantori, con gli strumenti musicali,
intonavano i canti di lode. Atalia si strappò le vesti e gridò:
«Tradimento, tradimento!».
[14]Il sacerdote Ioiadà ordinò ai capi delle
centurie, che comandavano la truppa: «Fatela uscire attraverso
le file! Chi la segue sia ucciso di spada». Infatti il sacerdote
aveva detto: «Non uccidetela nel tempio». [15]Le
aprirono un passaggio con le mani; essa raggiunse la reggia per
l'ingresso della porta dei Cavalli e là essi l'uccisero.
La riforma di Ioiadà
[16]Ioiadà concluse un'alleanza tra sé, il popolo
tutto e il re, che il popolo fosse cioè il popolo del Signore. [17]Tutti
andarono nel tempio di Baal e lo demolirono; fecero a pezzi i
suoi altari e le sue statue e uccisero Mattan, sacerdote di Baal,
davanti agli altari.
[18]Ioiadà affidò la sorveglianza del tempio ai
sacerdoti e ai leviti, che Davide aveva divisi in classi per il
tempio, perché offrissero olocausti al Signore, come sta scritto
nella legge di Mosè, fra gioia e canti, secondo le disposizioni
di Davide. [19]Stabilì i portieri alle porte del tempio
perché non vi entrasse alcun immondo per nessun motivo. [20]Prese
i capi di centinaia, i notabili e quanti avevano autorità in
mezzo al popolo del paese e fece scendere il re dal tempio.
Attraverso la porta Superiore lo condussero nella reggia e lo
fecero sedere sul trono regale. [21]Tutto il popolo fu in
festa e la città restò tranquilla benché Atalia fosse stata
uccisa a fil di spada.
Cronache 2 - Capitolo 24
Ioas restaura il tempio
[1]Quando Ioas divenne re aveva sette anni; regnò
quarant'anni in Gerusalemme. Sua madre, di Bersabea, si chiamava
Sibia. [2]Ioas fece ciò che è retto agli occhi del
Signore finché visse il sacerdote Ioiadà.
[3]Ioiadà gli diede due mogli ed egli generò figli e
figlie.
[4]In seguito, Ioas decise di restaurare il tempio. [5]Radunò
i sacerdoti e i leviti e disse loro: «Andate nelle città di
Giuda e raccogliete ogni anno da tutti gli Israeliti denaro per
restaurare il tempio del vostro Dio. Cercate di sollecitare il
lavoro». Ma i leviti non mostrarono nessuna fretta. [6]Allora
il re convocò Ioiadà loro capo e gli disse: «Perché non hai
richiesto dai leviti che portassero da Giuda e da Gerusalemme la
tassa prescritta da Mosè servo del Signore e fissata
dall'assemblea di Israele per la tenda della testimonianza? [7]L'empia
Atalia, infatti, e i suoi adepti hanno dilapidato il tempio di
Dio; perfino tutte le cose consacrate del tempio hanno adoperato
per i Baal».
[8]Per ordine del re fecero una cassa, che posero
davanti alla porta del tempio. [9]Quindi fecero un
proclama in Giuda e in Gerusalemme perché si portasse al Signore
la tassa imposta da Mosè servo di Dio a Israele nel deserto. [10]Tutti
i capi e tutto il popolo si rallegrarono e portarono il denaro
che misero nella cassa fino a riempirla. [11]Quando la
cassa veniva portata per l'ispezione reale affidata ai leviti ed
essi vedevano che c'era molto denaro, allora veniva lo scriba del
re e l'ispettore nominato dal sommo sacerdote, vuotavano la
cassa, quindi la prendevano e la ricollocavano al suo posto.
Facevano così ogni giorno e così misero insieme molto denaro. [12]Il
re e Ioiadà lo diedero ai dirigenti dei lavori addetti al tempio
ed essi impegnarono scalpellini e falegnami per le riparazioni
del tempio; anche lavoratori del ferro e del bronzo si misero al
lavoro per riparare il tempio. [13]I dirigenti dei lavori
si mostrarono molto attivi; per la loro opera le riparazioni
progredirono; essi riportarono il tempio di Dio allo stato di una
volta e lo consolidarono. [14]Quando ebbero finito,
portarono davanti al re e a Ioiadà il resto del denaro e con
esso fecero arredi per il tempio: vasi per il servizio liturgico
e per gli olocausti, coppe e altri oggetti d'oro e d'argento.
Finché visse Ioiadà, si offrirono sempre olocausti nel
tempio. [15]Ma Ioiadà, divenuto vecchio e sazio di anni,
morì a centotrenta anni. [16]Lo seppellirono nella città
di Davide con i re, perché aveva agito bene in Israele per il
servizio del Signore e per il suo tempio.
Decadenza di Ioas e castigo
[17]Dopo la morte di Ioiadà, i capi di Giuda andarono
a prostrarsi davanti al re, che allora diede loro ascolto. [18]Costoro
trascurarono il tempio del Signore Dio dei loro padri, per
venerare i pali sacri e gli idoli. Per questa loro colpa si
scatenò l'ira di Dio su Giuda e su Gerusalemme. [19]Il
Signore mandò loro profeti perché li facessero ritornare a lui.
Essi comunicarono loro il proprio messaggio, ma non furono
ascoltati. [20]Allora lo spirito di Dio investì Zaccaria,
figlio del sacerdote Ioiadà, che si alzò in mezzo al popolo e
disse: «Dice Dio: perché trasgredite i comandi del Signore? Per
questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore,
anch'egli vi abbandona». [21]Ma congiurarono contro di
lui e per ordine del re lo lapidarono nel cortile del tempio. [22]Il
re Ioas non si ricordò del favore fattogli da Ioiadà padre di
Zaccaria, ma ne uccise il figlio, che morendo disse: «Il Signore
lo veda e ne chieda conto!».
[23]All'inizio dell'anno successivo, marciò contro
Ioas l'esercito degli Aramei. Essi vennero in Giuda e in
Gerusalemme, sterminarono fra il popolo tutti i capi e inviarono
l'intero bottino al re di Damasco. [24]L'esercito degli
Aramei era venuto con pochi uomini, ma il Signore mise nelle loro
mani un grande esercito, perché essi avevano abbandonato il
Signore Dio dei loro padri. Gli Aramei fecero giustizia di Ioas. [25]Quando
furono partiti, lasciandolo gravemente malato, i suoi ministri
ordirono una congiura contro di lui per vendicare il figlio del
sacerdote Ioiadà e lo uccisero nel suo letto. Così egli morì e
lo seppellirono nella città di Davide, ma non nei sepolcri dei
re.
[26]Questi furono i congiurati contro di lui: Zabàd
figlio di Simeat, l'Ammonita, e Iozabàd figlio di Simrit, il
Moabita.
[27]Quanto riguarda i suoi figli, la quantità dei
tributi da lui riscossi, il restauro del tempio di Dio, ecco tali
cose sono descritte nella memoria del libro dei re. Al suo posto
divenne re suo figlio Amazia.
Cronache 2 > da capitolo 1 a capitolo 6
Cronache 2 > da capitolo 7 a capitolo 12
Cronache 2 > da capitolo 13 a capitolo 18
Cronache 2 > da capitolo 19 a capitolo 24
Cronache 2 > da capitolo 25 a capitolo 30
Cronache 2 > da capitolo 31 a capitolo 36
Bibbia completa > sommario
|